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Il Bologna si aggrappa ad Arnautovic, 2-2 contro lo Spezia

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LA SPEZIA (ITALPRESS) – Finisce 2-2 lo scontro andato in scena al ‘Piccò tra Spezia e Bologna. Gara bella e scoppiettante che ha messo in rilievo su tutti il brillante stato di forma del solito Arnautovic, oggi autore di una doppietta per i felsinei. Inizio sprintoso della squadra di Mihajlovic che dopo appena sette giri di lancette trova il gol del vantaggio: intuizione vincente di Medel che, con un assist in profondità, innesca Arnautovic che salta Dragowski e segna la rete dello 0-1 con il sinistro. Incassato lo svantaggio, lo Spezia prova a riportarsi in partita e, al 14′, dalla sinistra Nikolaou crossa basso per Kovalenko che, dal limite, cerca la rete ma il pallone non trova la porta. Due minuti dopo i liguri ci riprovano: questa volta è Nzola a tentare l’affondo in area con un sinistro indirizzato sul primo palo, ma Skorupski è attento e salva il risultato. Scampato il pericolo, il Bologna prova a gestire le sfuriate offensive dell’undici di Gotti ma in pieno recupero, al 47′, i padroni di casa festeggiano il pari firmato da Bastoni, grazie a una conclusione vincente dal limite dell’area che inchioda il primo tempo il primo tempo sul risultato di 1-1. Al ritorno in campo dagli spogliatoi, il Bologna sembra avere ritrovato la determinazione mostrata nella prima parte di gara ma, al 54′, sugli sviluppi di un calcio piazzato calciato da Bastoni, Schouten anticipa tutti ma di testa insacca nella sua porta per il sorpasso dei padroni di casa. La reazione del Bologna non tarda ad arrivare e, al 64’, Soriano premia l’inserimento del solito Arnautovic: l’attaccante austriaco non si lascia sfuggire l’occasione e con una conclusione precisa batte Dragowski per il gol del pari. Gli ultimi minuti di gara sono combattuti ma le due difese non commettono errori e il match si conclude sul risultato di 2-2.
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Darderi vola in semifinale a Bastad, Borges battuto in due set

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ROMA (ITALPRESS) – Luciano Darderi è approdato alle semifinali del “Nordea Open”, torneo Atp 250 in scena sulla terra rossa di Bastad, in Svezia, con montepremi totale pari a 612.620 euro. L’italo-argentino, campione in carica, numero 18 del mondo e seconda testa di serie del main draw, ha sconfitto nei quarti di finale il portoghese Nuno Borges, numero 52 del ranking internazionale, con lo score di 7-6 (9) 6-4. In semifinale Darderi sfiderà il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, numero 71 della classifica Atp, vincitore oggi contro l’azzurro Stefano Travaglia.

– foto IPA Agency –

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Addio a Osvaldo Bagnoli, morto a 91 anni l’allenatore dello storico scudetto dell’Hellas Verona

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VERONA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del calcio: è morto Osvaldo Bagnoli, allenatore dello storico scudetto dell’Hellas Verona del 1984-85. Il tecnico – che in carriera ha allenato tra le altre anche Genoa e Inter – aveva 91 anni e si è spento all’ospedale Borgo Roma di Verona.

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L’attesa di Messi e Yamal, la finale passa dal duello tra fuoriclasse

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di Enrico Currò

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lionel Scaloni è stato allievo di Luis de la Fuente al corso allenatori frequentato in Spagna. E dal ct spagnolo il ct dell’Argentina ha imparato parecchio, per sua stessa ammissione. Ora, però, non c’è allievo e non c’è maestro. Bisogna vincere il Mondiale. Per farlo, serve innanzitutto gestire nel migliore dei modi i due campioni più attesi all’ultimo atto, che oscillano tra stati d’animo opposti.

Euforico Leo Messi, dopo la formidabile rimonta dell’Argentina sull’Inghilterra. In apprensione Lamine Yamal, che con l’azione del rigore conquistato anticipando Digne in area ha messo subito in discesa la semifinale con la Francia, ma ha anche preso un colpo fastidioso, nell’imminenza della finale di domenica. Il diciannovenne Yamal è per la Spagna una pietra preziosa, da maneggiare con estrema cura. La fasciatura che gli avvolge la coscia sinistra sarà anche una semplice precauzione dopo l’infortunio dello scorso aprile al bicipite femorale, come spiega lo staff della Roja che gli ha comunque consigliato di saltare l’allenamento di giovedì insieme all’altro acciaccato Pedro Porro, ma è pure il segno di una preoccupazione che non ci voleva.

Invece, nel caso del superlativo Leo Messi non esiste particolare cautela dello staff argentino: a dispetto dell’età, il rendimento del campione è stato finora strepitoso e proprio nel finale ha piazzato spesso i colpi decisivi, come i due assist per Enzo Fernandez e Lautaro Martinez contro l’Inghilterra. A 39 anni non è uno scherzo avere giocato per intero 5 partite su 7 (con la Giordania è entrato nella mezz’ora finale, con l’Algeria è uscito al 35′ del secondo tempo), incluse quelle con Capo Verde e Svizzera, finite ai supplementari.

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Ma al di là dell’anagrafe, il calciatore più forte del mondo sa benissimo come gestire le proprie energie ed è così indispensabile che i compagni di squadra, durante i festeggiamenti sul campo, gli hanno chiesto in maniera formale di non abbandonarli alla fine del Mondiale, qualunque sia l’esito della partita con la Spagna. Il veterano Cristian “Cuti” Romero, che può ben rappresentare il ruolo di portavoce essendo stato in campo nel 2022 in Qatar con l’Albiceleste campione del mondo, si è avvicinato al capitano e lo ha implorato di tornare sui suoi passi: “Resta per altri due anni”, gli ha detto il difensore del Tottenham, come rivela sui siti web argentini uno dei tanti video che hanno immortalato la festa. Il seguito è stato il sorriso di Messi, accompagnato da un sussurro indecifrabile anche per gli esperti nella lettura del labiale.

Ma il fatto stesso che il dubbio sull’addio del fuoriclasse alla Selección resti tale, almeno fino a dopo la finale, dimostra come un piccolo spiraglio per il ripensamento, secondo i media argentini, ancora esista. E che l’eventuale assalto all’ennesimo record, quello del numero di presenze in Nazionale, possa essere tentato, magari grazie allo stimolo legato al nome del primo in graduatoria: il rivale di sempre Cristiano Ronaldo, che ha giocato col Portogallo per 233 volte, contro le 206 di Messi.

Non è comunque ai traguardi minori che punta il numero 10, e con lui l’Argentina: vogliono tenersi la coppa del mondo vinta quattro anni fa. L’incognita per tutti, argentini e spagnoli, spesso sottolineata dalla Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori, è il calendario zeppo di partite, col Mondiale extralarge a 48 squadre che è arrivato al culmine di una stagione infarcita di impegni dei campionati e delle coppe europee e che, con trasferte lunghe e frequenti, ha accentuato stanchezza e rischio di infortuni. In Qatar il vantaggio per le finaliste, Argentina e Francia protagoniste di una partita magnifica, giocata a ritmo alto, era stato il Mondiale collocato d’inverno, per evitare le impossibili temperature estive dei Paesi del Golfo Persico. I calciatori erano arrivati ancora freschi all’appuntamento, nemmeno a metà dell’annata calcistica.

In America, invece, la fatica della stagione si fa sentire. E qui Messi, che ha il doppio degli anni di Yamal, è paradossalmente avvantaggiato, perché con l’Inter Miami gioca in un campionato meno impegnativo, la Mls, e in coppe meno stressanti di quelle che deve affrontare il Barcellona, tra Liga e Champions. Ma il giovane Lamine non vuole assolutamente rinunciare a questa partita: la finale del Mondiale è il punto più alto di ogni carriera calcistica. Va vissuta a qualsiasi costo, facendo fisioterapia più del solito. Quello tra i campioni di Argentina e Spagna resta il vero duello nel duello.

– Foto Ipa Agency –

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