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Economia

Per Confcommercio rischio Pil negativo nel 2023

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ROMA (ITALPRESS) – Alla fine dell’estate 2022 il sistema economico italiano si è presentato in ottima salute, ma il rischio di un peggioramento è più che reale. E’ quanto certifica Confcommercio presentando il report sulla congiuntura autunnale. Da piazza Belli parlano di una “recessione mite, si va verso un peggioramento del quadro economico”, commenta Mariano Bella, direttore ufficio studi Confcommercio “Le cose sono andate molto bene ad aprile, poi il rallentamento. Parliamo di recessione mite, ma comunque dolorosa, che ci farebbe entrare nel 2023 con una eredità nulla e con un concreto rischio di Pil negativo nel 2023”. Entrando nel dettaglio dei dati si legge che il Pil del primo semestre 2022 ha segnato un più 5,5%, ma con un ulteriore moderato peggioramento congiunturale nell’ultimo trimestre 2022 perderebbe circa due punti percentuali, scendendo a un 3%, con un rischio di Pil zero per il prossimo anno. Confcommercio attribuisce il dato positivo del primo semestre a cittadini, imprese e lavoratori, e grazie anche alla buona risposta della controparte istituzionale. Il Pil del primo semestre segna un più 5,5% pertanto qualsiasi forecast attorno al 3-3,5% annuo implica un forte rallentamento nel secondo semestre; in termini congiunturali ciò può comportare una moderata recessione e i veri problemi potrebbero riguardare il 2023, con un ritorno di assenza di crescita, determinata dalla eventuale deviazione delle politiche dal sentiero percorso negli ultimi 18 mesi e dal permanere di impulsi avversi. “Il 2023 è un punto interrogativo, se non ci discostiamo dalla politica dei sostengo che hanno funzionato alla grande, se continua l’implementato del Pnrr dovremmo tutto sommato cavarcela bene”, ha concluso Bella. Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, “nonostante crisi gravissime a livello internazionale, l’Italia ha reagito bene, meglio di altri Paesi europei, ma il caro energia inarrestabile rende più concreti i rischi di recessione. Una recessione probabilmente contenuta, ma pur sempre penalizzante. Ecco perché, in raccordo con l’Europa, bisogna mettere in campo con la massima urgenza interventi strutturali per superare l’emergenza energetica, contenere l’inflazione e, dunque, evitare il pericolo recessione”. Dal report emerge anche come l’incremento dei consumi, intorno al 4% per l’anno in corso, proviene dal sostegno temporaneo dell’eccesso di risparmio accumulato durante la pandemia, ma il peggioramento della fiducia sta arrestando questo processo di trasformazione delle risorse liquide in maggiori consumi. Il rallentamento dei consumi è iniziato ad agosto, con un -1,2%, l’ottima performance dei servizi turistici non è stata sufficiente, la chiusura del 2022 in metrica contabilità dovrebbe essere attorno o poco sopra il 4%, i primi sei mesi i consumi hanno segnato un più 7,9%. In questo contesto, costi alti di energia e materie prime mettono a rischio le imprese italiane. Confcommercio stima che sono 120 mila quelle a rischio chiusura nei prossimi 10 mesi.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Economia

Istat, nel 4° trimestre del 2025 rallenta il mercato immobiliare

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ROMA (ITALPRESS) – Le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo onerosi per unità immobiliari ammontano a 220.404 nel III trimestre 2025 (+2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +5,1% su base annua – dato grezzo) e a 282.274 nel IV trimestre 2025 (-1,5% rispetto al trimestre precedente e -0,9% su base annua). Lo rende noto l’Istat.

Nel IV trimestre 2025 le compravendite del comparto abitativo diminuiscono, rispetto al trimestre precedente, nel Nord-est (-3,3%), al Sud (-1,6%), nel Nord-ovest (-1,0%) e nelle Isole (-0,7), mentre crescono nel Centro (+2,7%). Le compravendite di immobili a uso economico diminuiscono in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-est (-14,3%), Centro (-10,8%), Nord-ovest (-9,3%), Isole (-6,7%) e Sud (-3,1%).

Il 93,8% delle convenzioni stipulate nel IV trimestre 2025 riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (264.634), il 5,9% quelli a uso economico (16.522) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.118). Rispetto al IV trimestre 2024, le transazioni immobiliari registrate nel IV trimestre 2025 diminuiscono nel comparto abitativo (-0,8%) e ancor di più nel comparto economico (-2,3%). A livello territoriale, le compravendite del comparto abitativo calano su base annua al Sud (-6,4%), nel Nord-est (-1,9%) e al Centro (-0,8%), mentre crescono nel Nord-ovest (+2,1%) e nelle Isole (+1,5%); quelle del comparto economico calano in tutte le aree geografiche del Paese: Sud (-7,6%), Isole (-6,8%), Nord-ovest (-4,0%) e Centro (-1,0%), ad eccezione del Nord-est (+5,3%). Il calo riguarda sia i grandi sia i piccoli centri (rispettivamente -0,2% e -1,3% nel comparto abitativo; -3,3% e -1,6% in quello economico).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare ammontano a 88.183 nel III trimestre 2025 (-0,2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +10,8% su base annua – dato grezzo) e a 104.669 nel IV trimestre 2025 (+1,4% rispetto al trimestre precedente e +6,1% su base annua). Su base congiunturale l’aumento registrato nel IV trimestre 2025 riguarda il Centro (+5,9%), il Sud (+1,4%), il Nord-ovest (+1,3%), mentre nelle Isole e nel Nord-est si registra una diminuzione (rispettivamente -1,8% e -0,4%). Su base annua la crescita interessa tutto il territorio nazionale: Nord-ovest (+8,9%), Nord-est (+5,4%), Isole (+5,3%), Centro (+4,2%) e Sud (+3,4%), grandi e piccoli centri (rispettivamente +6,9% e +5,6%).

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Nell’intero anno 2025, il mercato immobiliare con 986.940 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+3,9% nel complesso; +4,0% il settore abitativo e +1,5% il comparto economico). I mutui, con 382.389 convenzioni, sono in aumento del 15,5%.

“Il quarto trimestre chiude l’anno 2025 con 282.274 compravendite immobiliari. I volumi intermediati diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base congiunturale, l’indice destagionalizzato diminuisce (-1,5%), dopo l’incremento del III trimestre (+2%) – commenta l’Istat -. Nello stesso trimestre le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (104.669) aumentano del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’indice destagionalizzato mostra una ripresa (+1,4%) dopo la stabilità osservata nel III trimestre”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

BTP Green, riduzione emissioni CO2 per quasi 38 milioni di tonnellate ed effetti sul PIL per circa 20 miliardi di euro

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ROMA (ITALPRESS) – Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze è pubblicato il “Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto – BTP Green” nel quale sono illustrati gli interventi finanziati attraverso le emissioni del BTP Green effettuate nel corso del 2025 che hanno raccolto sul mercato risorse per un valore complessivo di circa 13,6 miliardi di euro. Tali interventi, riconducibili a spese del bilancio dello Stato con ricadute positive sull’ambiente, comprendono progetti di investimento, spese di funzionamento e misure di incentivazione fiscale, classificati all’interno delle sei categorie di spesa presenti nel “Quadro di riferimento per l’emissione di titoli di Stato green” del 2021.

Le categorie riguardano: produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili; progetti per l’efficienza energetica; ammodernamento sostenibile nel settore trasporti; attività di prevenzione e controllo dell’inquinamento e interventi tesi a favorire l’economia circolare; azioni a tutela dell’ambiente e della diversità biologica; ricerca in materia di sostenibilità ambientale. L’arco temporale in cui sono state erogate le risorse copre il quadriennio 2022-2025 e il Rapporto ne fornisce un’analisi dettagliata della distribuzione nel periodo, evidenziandone la ripartizione fra le suddette categorie, tipologia di spesa (in conto capitale, corrente o incentivo fiscale), settore economico di destinazione e area geografica.

La categoria dimensionalmente più significativa è quella relativa agli interventi di efficientamento energetico degli edifici – prevalentemente privati e, in misura più limitata, pubblici – realizzati grazie agli incentivi fiscali finalizzati a questo scopo, i quali, con poco meno di 6,2 miliardi di euro, coprono il 45,2% dell’allocazione totale. La seconda voce quantitativamente rivelante è rappresentata dagli interventi nel settore dei trasporti, a cui corrisponde il 34,7% del totale (pari a oltre 4,7 miliardi di euro). Oltre che al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, attraverso interventi di manutenzione, elettrificazione delle linee esistenti e costruzione di nuove tratte AV/AC, si aggiungono investimenti per l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico elettrici e incentivi per il rinnovo del parco veicolare di famiglie e imprese, nonché misure di sostegno volte a favorire il riequilibrio modale del trasporto merci verso il vettore ferroviario.

Alla tutela dell’ambiente e della diversità biologica – comprendente interventi di difesa del suolo, contrasto al dissesto idrogeologico, parchi e riserve naturali, infrastrutture idriche – è indirizzata una quota pari al 9,4% (quasi 1,3 miliardi di euro), mentre 805 milioni (il 5,9% delle risorse) è stato assegnato a misure di prevenzione e controllo dell’inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque interne e marine, nonché ad interventi di recupero ambientale e gestione integrata dei rifiuti. Infine, 516 milioni di euro, pari al 3,8%, sono stati destinati alla ricerca in materia di sostenibilità ambientale, mentre una quota dell’1,1% (quasi 150 milioni) è rappresentata dagli incentivi fiscali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e autoconsumata.

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Oltre agli impatti ambientali, stimati in una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 pari a circa 38 milioni di tonnellate, sono state elaborate anche stime delle ricadute socio-economiche degli interventi finanziati. In termini di prodotto interno lordo, nel breve-medio periodo (5-6 anni), l’impatto è quantificato in circa 20 miliardi di euro, corrispondenti a quasi lo 0,9% del PIL del 2025. A tale incremento di produzione corrisponde una ricaduta occupazionale di circa 318 mila posizioni di lavoro (ULA).

In questa edizione del Rapporto sono stati anche stimati gli effetti di lungo periodo – a regime – degli interventi finanziati, che portano ad un PIL aggiuntivo di circa 13 miliardi di euro nell’arco dei 10 anni successivi alla fase di realizzazione degli interventi medesimi. Infine, per quanto riguarda l’allineamento ai requisiti della Tassonomia UE (Regolamento 2020/852), l’analisi contenuta nel Rapporto evidenzia che l’insieme delle spese finanziate rispetta le salvaguardie sociali minime previste dal regolamento europeo. Inoltre, l’82% delle risorse è destinato ad attività conformi ai criteri di contributo sostanziale a uno o più dei 6 obiettivi ambientali dell’Unione Europea, mentre circa il 69% delle risorse risulta anche conforme al principio del DNSH (Do No Significant Harm), assicurando che gli interventi non arrechino alcun danno significativo agli altri obiettivi ambientali.

– Foto ufficio stampa MEF –

(ITALPRESS).

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Economia

Italpress sbarca in Australia con Il Globo TV

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ROMA (ITALPRESS) – Italpress TV, la televisione via streaming dell’agenzia di stampa Italpress, sbarca in Australia grazie all’accordo con Il Globo TV, la piattaforma streaming del gruppo editoriale australiano che edita anche i quotidiani in lingua italiana Il Globo di Sydney e La Fiamma di Melbourne.
Il Globo TV è la principale piattaforma di streaming per guardare la televisione italiana in Australia, inclusa Sydney. Offre decine di canali in diretta (tra cui RAI, Mediaset Italia e LA7), contenuti on-demand e un archivio con 7 giorni di catch-up.
“Nel nostro programma di internazionalizzazione – afferma il direttore dell’agenzia Italpress Gaspare Borsellino – questa partnership con il gruppo editoriale Il Globo è di fondamentale importanza, in quanto ci permette di raggiungere i milioni di Italo-australiani che vivono nella terra dei canguri. Tutta la nostra programmazione quotidiana che comprende anche 3 TG, 50 video news, e decine di format tematici da oggi sarà visibile anche in Australia. Un altro passo in avanti nella crescita di Italpress al di fuori dai confini italiani e che a breve vedrà altre importanti e prestigiose partnership sia in Italia che soprattutto all’estero”.
“Siamo lieti di dare il benvenuto a Italpress su Il Globo TV. Come società di media impegnata a servire la comunità italiana in tutto il mondo – dichiara Julius Larobina, amministratore delegato de Il Globo TV -. Ospitare editori di lingua italiana di qualità come Italpress rafforza la nostra piattaforma e offre al nostro pubblico l’accesso a notizie e informazioni affidabili e autorevoli. Questa partnership riflette la nostra visione di costruire una casa di streaming completa per la cultura e le notizie italiane nella diaspora italiana. Il Globo TV esiste per mostrare il meglio dei media e della cultura italiana per gli italiani globali di tutto il mondo. Portare Italpress nel nostro ecosistema rafforza la nostra posizione come piattaforma per editori e creatori italiani che cercano di espandere la loro portata in tutto il mondo”.

– Foto Il Globo TV –

(ITALPRESS).

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