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Cronaca

Foibe, La Russa “La memoria comune è un momento di crescita”

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ROMA (ITALPRESS) – La tragedia delle foibe “non può e non deve essere dimenticata, così come non può e non deve essere dimenticato l’esodo dall’Istria, dalla Dalmazia, da Fiume di italiani che furono di fatto costretti a lasciare le loro case, i luoghi dove erano nati e dove vivevano e che furono accolti malissimo dall’Italia di allora”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in una dichiarazione rilasciata a Senato tv in occasione del Giorno del Ricordo. “Credo – ha aggiunto – che la svolta sia stata nel 2004 quando è stata istituita la Giornata del Ricordo”. Per La Russa quella legge “oggi comincia a dare i propri frutti”. “Fu votata praticamente all’unanimità – ha continuato -, tranne dodici che non la votarono, alla Camera la votò tutta l’aula”.
“Oggi, a distanza di anni – ha proseguito La Russa -, considero quello uno dei momenti fondanti della memoria comune della nostra nazione. Quando la memoria diventa comune diventa un momento di crescita, quale è oggi il ricordo della tragedia delle foibe, la tragedia di coloro che dovettero abbandonare le loro case”.

– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 6 luglio 2026

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In Lombardia le ultime notizie si muovono tra cronaca, sicurezza, sanità, trasporti e territorio. A Milano resta in primo piano l’aggressione di via Capecelatro, con il racconto dei muratori intervenuti per bloccare l’accoltellatore: secondo il Corriere della Sera, l’uomo “non si fermava” e sarebbe stato immobilizzato da quattro persone intervenute al bar. Sul caso emergono anche nuovi dettagli: l’aggressore avrebbe trascorso tre notti in albergo dopo la fuga da casa e ci sarebbe un precedente inglese da chiarire.

Sempre dal Milanese arriva la vicenda giudiziaria legata all’inchiesta su escort e calciatori: i titolari dell’agenzia Ma.De, finiti ai domiciliari, respingono le accuse e parlano di “etichette infamanti”, mentre alcuni calciatori sono stati ascoltati come testimoni. In cronaca sanitaria, invece, fa discutere la sentenza che condanna gli ospedali di Como e Sondrio a risarcire 1 milione e mezzo di euro per la morte di una donna di 45 anni: secondo il tribunale, con una diagnosi corretta avrebbe avuto l’80% di possibilità di sopravvivenza.

Nel Pavese, la notizia più rilevante riguarda la sanità: sono stati sbloccati nuovi fondi regionali e Pavia incassa 12,6 milioni di euro, all’interno di un piano complessivo da 95 milioni varato dalla Regione. Risorse che arrivano in una fase delicata per il sistema sanitario territoriale e che saranno al centro del dibattito locale nei prossimi giorni.

Attenzione anche all’emergenza acqua. In provincia di Pavia è allarme siccità: le riserve idriche regionali registrano un deficit del 36,5% e le scorte di neve risultano esaurite. Al tavolo regionale sono state concordate misure per garantire l’irrigazione almeno fino alla seconda settimana di luglio, con l’obiettivo di salvare il primo raccolto.

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Sul fronte viabilità, resta complicata la situazione del ponte di Bressana: lo stop notturno alle auto proseguirà fino al 31 luglio, con chiusura dalle 23 alle 5 e senso unico alternato in alcune fasce della giornata. Un disagio che continua a pesare sugli spostamenti tra Pavia e l’Oltrepò.

A Vigevano si riaccende il capitolo politico-giudiziario della cosiddetta “congiura di Sant’Andrea”: Galiani sarà sentito come testimone nell’udienza di oggi, mentre la sentenza è attesa per ottobre. Sullo sfondo restano le tensioni interne al centrodestra vigevanese dopo la fine della stagione amministrativa guidata da Ceffa.

Infine Voghera, dove tiene banco il futuro della Vogherese. Dopo lo scioglimento della società e l’addio del presidente Cavaliere, resta aperta la possibilità di un’iscrizione all’Eccellenza. Il Comune, attraverso il vicesindaco Michele Calabrò, ha chiarito di non voler restare spettatore, ma anche di non poter farsi carico dei debiti di una società privata.

Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Cronaca

Traffico di droga, disarticolata organizzazione italo-albanese che operava nel Nord-Italia

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TRIESTE (ITALPRESS) – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste, sotto la direzione della Procura di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia – in collaborazione con i colleghi dello Scico hanno disarticolato una organizzazione criminale transnazionale italo – albanese con basi e strutture logistiche in varie province del Nord-Italia (Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena) attiva nella distribuzione di sostanze stupefacenti nelle regioni Lombardia, Liguria e Toscana estendendole, nel periodo estivo, anche a nevralgiche location turistiche del Nord-Est (Sistiana, Grado, Latisana, Lignano, Bibione, Jesolo, Caorle) all’esterno di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive.

L’operazione ha tratto origine da un controllo operato a Latisana, in provincia di Udine, in prossimità della nota località turistica friulana di Lignano Sabbiadoro, da cui è scaturito l’arresto di 2 corrieri e il sequestro di 2 chili di marijuana. Le indagini hanno portato al coinvolgimento di diversi indagati, principalmente albanesi, operanti in varie province lombarde. Lo scenario che progressivamente si è andato a formare ha delineato l’esistenza di una solida e verticistica organizzazione composta da veri e propri “professionisti” del narcotraffico che adottavano diverse e ingegnose strategie tese ad una massimizzazione dei profitti. Le comunicazioni tra i vari membri dell’organizzazione avvenivano tramite l’utilizzo di piattaforme criptate su sistemi di fonia, cui si aggiungeva un costante ricambio di schede sim e telefoni cellulari. Analoga rapida movimentazione era riferibile alle auto utilizzate, sostituite continuamente per non correre il rischio di essere individuati.

I canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente (cocaina, marijuana e hashish) erano garantiti attraverso l’importazione lungo consolidate rotte balcaniche con una collaborazione tra organizzazioni criminali italiane e consorterie di origine albanese. Inoltre, nel corso delle indagini è stato inoltre appurato che il sodalizio si era dotato, nella campagna pavese, di una serra nella quale aveva cominciato la produzione autonoma di marijuana. Una volta introdotte nel territorio nazionale, le sostanze stupefacenti venivano inizialmente “stoccate” presso “locali dedicati” individuabili in una ramificata rete di appartamenti e autorimesse presi in locazione da plurimi soggetti incensurati con funzione di meri prestanome e quindi di non immediata riconducibilità ai membri dell’organizzazione.

Del tutto peculiare era poi il sistema con il quale si operava la successiva redistribuzione degli stupefacenti ai pusher operanti nelle ordinarie piazze di spaccio lombarde e nei locali e zone ad alta vocazione turistica dell’Italia Settentrionale. Per tale finalità il sodalizio si avvaleva di soggetti reclutati “ad hoc” (definiti “cavallini”) con funzioni di delivery territoriale diversificando le mansioni tra chi doveva minuziosamente preparare le dosi e chi aveva l’incarico di distribuirle capillarmente sul territorio, ovvero una fitta rete costituita sia da italiani che da giovani albanesi. Questi ultimi, incensurati, venivano fatti giungere in Italia per permanervi per brevi periodi (massimo 90 giorni – lasso temporale utile per soggiorni turistici), trascorsi i quali venivano fatti rientrare in Albania per essere sostituiti da altri connazionali con analoghe funzioni.

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Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 70,5 chili di marijuana (di cui 64 chili a Sesto San Giovanni, 2 chili a Latisana e 4,5 chili a Lecco), 21 chili di cocaina (di cui 20 chili a Saronno e 1 chilo a Milano), 1 pistola beretta modello 34 calibro 9 short con matricola abrasa e relativo munizionamento, un’Alfa Stelvio, con telaio appositamente modificato per il trasporto della droga. Arrestati in flagranza sette soggetti. Al termine delle indagini la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha richiesto e ottenuto dal gip 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori membri dell’organizzazione. Disposte inoltre perquisizioni nei confronti di 33indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, per produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, per riciclaggio, per detenzione di armi clandestine.

In parallelo alle attività investigative tese a smantellare il sodalizio criminale, i Finanzieri hanno utilizzato lo specifico expertise posseduto in ambito economico finanziario per procedere alla ricostruzione dettagliata ed analitica dei patrimoni illecitamente accumulati dagli indagati con i profitti derivanti dal traffico e dallo spaccio di sostanze stupefacenti: flussi finanziari, conti correnti, investimenti, acquisti di beni immobili e depositi bancari sono passati sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle che, di pari passo con la precisa imputazione delle condotte relative al narcotraffico, sono riuscite a quantificare in 1,1 milioni di euro i proventi illegalmente ottenuti.

La Procura di Milano ha così disposto l’emissione di un provvedimento di sequestro di immobili, vetture, gioielli, denaro contante e altre disponibilità finanziarie. Nel corso delle perquisizioni, è stato arrestato in flagranza di reato un indagato per detenzione di armi clandestine. Gli investigatori hanno sequestrato 7,2 chili di marijuana impacchettati e pronti per la commercializzazione, 2 pistole con matricola abrasa e relativo munizionamento, 10 armi bianche, orologi di lusso e denaro contante, anche in valuta estera.

– Foto ufficio stampa GDF –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Milano, Sala “Servono leggi severe e nuove carceri, facciamole”

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MILANO (ITALPRESS) – Milano città poco sicura dopo l’aggressione? Questo è proprio un esempio. Questo non era un milanese, era uno di Conegliano che scappa di casa, se ne sta in giro, poi decide di venire a Milano a compiere un atto del genere. Se la politica continua a confrontarsi su di chi è la colpa, non si va da nessuna parte“. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine dell’evento “Gran Premio d’Italia F1 e iniziative culturali collegate all’evento”, al Teatro La Scala di Milano, in merito ai problemi di sicurezza e all’aggressione da parte di un 22enne avvenuta nei giorni scorsi a un passante. “Oggi leggo che un provveditore toscano dice che c’è il sovrappopolamento nelle carceri. Ora, da uomo di sinistra, io non ho problemi a dire che servono le leggi severe e nuove carceri, facciamole”, ha concluso.

“Dico che c’è un disagio straordinario in giro, c’è anche tanta gente fuori di testa che dobbiamo cercare di recuperare, se no è una partita persa. Ma certamente dobbiamo smetterla, tutti noi politici, dare la colpa all’uno o all’altro, prima o poi, vai l’altro al potere e può essere accusato, così non si risolve un tubo”, ha concluso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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