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Cronaca

“Scrittori di classe”, Conad promuove la salvaguardia dei mari a scuola

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VENEZIA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi l’evento conclusivo dell’edizione 2022-2023 di “Scrittori di Classe”, il concorso di scrittura creativa di Conad rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Giunto alla sua nona edizione, “Scrittori di Classe” ha avuto come tema per quest’anno scolastico “Storie di Mare”, dedicato al tema della salvaguardia degli ambienti marini, collocandosi nell’importante contesto del Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile (ONU). All’Arsenale di Venezia, presso la sede dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), partner del concorso, sono stati forniti spunti di riflessione sul ruolo del metodo scientifico a supporto dell’educazione alla sostenibilità ambientale nelle scuole, con particolare attenzione allo stato di salute dei mari e degli oceani.
Gli studenti delle 12 classi premiate hanno avuto la possibilità di inviare domande sull’evoluzione ed esplorazione degli ambienti marini e sull’influenza dei cambiamenti climatici, alle quali hanno risposto gli esperti del CNR-ISMAR, offrendo così approfondimenti su un tema di grande rilevanza.
L’evento è stato inoltre l’occasione per sottolineare l’importanza del lavorare insieme per sostenere il futuro della Comunità. Attraverso “Scrittori di Classe”, Conad da nove anni si impegna concretamente per sostenere la crescita e l’istruzione delle nuove generazioni, diffondendo valori fondamentali come il piacere della lettura e della scrittura.
“Siamo orgogliosi del successo che questa iniziativa ci regala ogni anno – ha commentato Giuseppe Zuliani, direttore Customer Marketing e Comunicazione di Conad -. Il sostegno all’istruzione e alla formazione sono per noi un impegno consolidato a favore della Comunità in cui operiamo, attraverso valori come partecipazione e inclusività. La grande partecipazione al concorso, i milioni di libri che saranno distribuiti dai nostri Soci nei punti vendita, le donazioni di materiali didattici alle scuole sono un risultato che rende noi di Conad orgogliosi e più fiduciosi nel futuro. Siamo convinti che investire in iniziative che abituino i ragazzi a comunicare pensieri, valori e ideali legati a temi importanti di attualità per la Comunità in cui vivono sia un bene per la crescita di tutto il Paese”.
Un successo testimoniato dai numeri: “Scrittori di Classe” ha coinvolto dal 2014 circa 4 milioni di studenti e quasi 200.000 classi, che hanno prodotto 60mila racconti. In questa ultima edizione il progetto ha coinvolto oltre 27mila classi appartenenti a quasi 9mila scuole primarie e secondarie di primo grado sull’intero territorio nazionale che hanno prodotto e pubblicato 7.500 racconti entrati in graduatoria per la selezione finale, e ha visto tra i vincitori le seguenti classi: Classe 2D della Scuola Primaria “Luigi Ceci” di Alatri (Frosinone); Classe 5A della Scuola Primaria “Papa Giovanni XXIII” di Bolgare (Bergamo); Classe 5A della Scuola Primaria “Borgo a Mozzano” di Borgo a Mozzano (Lucca); Classe 4C della Scuola Primaria “Mazzini” di Castelfidardo (Ancona); Classe 5G della Scuola Primaria “Gragnano” di Gragnano Trebbiense (Piacenza); Classe 5E della Scuola Primaria “Plesso via San Paolo” di Gravina di Catania (Catania); Classe 2U della Scuola Primaria “E. De Amicis” di Montagnana (Padova); Classe 1C della Scuola Secondaria di primo grado “Montalto Uffugo Centro” di Montalto Uffugo (Cosenza); Classe 5A della Scuola Primaria “Montanera Capoluogo” di Montanera (Cuneo); Classe 4A della Scuola Primaria “Maria Immacolata” di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); Classe 5C della Scuola Primaria “Alessandro Volta” di Sanremo (Imperia);
Classe 4C della Scuola Primaria “San Vito” di Taranto.
“Scrittori di Classe” è il progetto cardine di “Insieme per la scuola”, programma dedicato al sostegno e alla crescita delle future generazioni, che ha visto negli ultimi anni la donazione di attrezzature informatiche, multimediali e materiali didattici per un valore di oltre 37 milioni di euro.
I racconti vincitori dell’edizione 2022-2023 sono stati pubblicati in un volume, intitolato “Storie di Mare”, disponibile nei punti vendita ad insegna Conad aderenti all’iniziativa a partire dallo scorso 27 febbraio. All’interno del libro sono stati pubblicati anche alcuni “messaggi nella bottiglia”, selezionati direttamente dai ricercatori di CNR-ISMAR, in collaborazione con colleghi dei principali enti di ricerca italiani operanti nel campo delle scienze marine, in cui gli studenti hanno avuto l’opportunità di lanciare il loro personalissimo messaggio di sostenibilità al nostro pianeta, rispondendo alla domanda “Come vorreste che fosse il vostro Mare tra 10 anni?”.
Dal 10 aprile al 21 maggio, inoltre, ogni 20 euro di spesa verranno distribuiti ai clienti un bollino per collezionare i peluche Hey Clay e un buono Insieme per la Scuola, che potrà essere donato dai clienti agli istituti scolastici per richiedere gratuitamente attrezzature informatiche e supporti didattici nell’ambito del progetto Insieme per la Scuola.
L’impegno di Conad per la scuola e le nuove generazioni rientra nella strategia di sostenibilità concreta di Conad “Sosteniamo il futuro”, basata sui tre pilastri della sostenibilità: ambiente e risorse, persone e comunità, imprese e territorio.

– foto ufficio stampa Conad –
(ITALPRESS).

Cronaca

Bayer Italia, Gregis “Innovazione e alleanze pilastri strategici”

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MILANO (ITALPRESS) – Innovazione, qualità produttiva e alleanze strategiche. Sono i tre pilastri su cui Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Italia, costruisce la visione di un’azienda che guarda al futuro con lo slancio di chi vuole replicare i traguardi degli ultimi 125 anni di presenza nel Paese. Lo spiega in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Celebriamo più di 125 anni nel nostro Paese e non ci siamo mai sentiti così giovani”, esordisce Gregis, delineando subito le coordinate strategiche dell’azienda. Accanto all’innovazione, che definisce parte del DNA aziendale, la manager indica la qualità produttiva come secondo asse portante: “L’Italia per noi è un Paese strategico dove fare anche produzione all’avanguardia e produzione tecnologica”. Il terzo pilastro è quello delle alleanze: “Viviamo in un momento di grande incertezza e di grande complessità. Nessun attore ha tutte le carte in mano e l’unica soluzione per trovare un’innovazione concreta nella vita delle persone è costruire ponti con istituzioni, società scientifiche e associazioni”.
Il punto di partenza dell’analisi di Gregis è il quadro epidemiologico e demografico globale: una popolazione che invecchia, patologie sempre più croniche, malattie rare ancora prive di soluzioni efficaci e un sistema sanitario sotto pressione per ragioni di sostenibilità. Di fronte a queste sfide, Bayer ha scelto di puntare su due direttive strategiche: l’intelligenza artificiale e la medicina personalizzata.
Sull’Intelligenza Artificiale, la manager spiega: “Non la vediamo come uno strumento, ma come un acceleratore di processi, di sistemi e di creazione di ecosistemi”. L’IA accompagna Bayer fin dalle prime fasi della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, e l’ambizione dichiarata è ambiziosa: ridurre del 40% i tempi di ricerca di una nuova molecola entro il 2030. Un obiettivo reso possibile anche da alleanze con player tecnologici di primo piano come Google Cloud e Recursion. L’IA viene applicata agli studi clinici, ai processi industriali produttivi e all’accessibilità delle terapie per i pazienti.
Sul fronte della medicina personalizzata, Gregis si concentra sulle terapie avanzate – le cosiddette cell and gene therapies – che aprono scenari inediti su patologie oggi considerate intrattabili: “Penso a condizioni neurologiche debilitanti come il Parkinson, a patologie cardiache o legate alla vista che richiedono terapie innovative”. Ma il salto non è solo scientifico: “Pensare a queste terapie avanzate non è soltanto una sfida di laboratorio, ma di sistema, perchè vuol dire anche creare un nuovo sistema produttivo e distributivo che possa renderle disponibili e sostenibili”.
Al centro della capacità produttiva di Bayer Italia c’è lo stabilimento di Garbagnate Milanese, che quest’anno celebra i suoi primi 80 anni. Gregis lo presenta con una cifra simbolo: “8 miliardi. E’ il numero di compresse prodotte ogni anno. Una per ogni abitante del pianeta”. Per uno dei principali prodotti dello stabilimento, circa il 70% della produzione è destinato all’export, confermando il sito come uno dei più rilevanti nell’industria farmaceutica europea. “Garbagnate è la dimostrazione che la produzione di qualità avanzata può venire dall’Italia e dall’Europa”, sottolinea l’ad, precisando che lo stabilimento è stato riconosciuto tra i più avanzati al mondo nel suo settore.
I piani di sviluppo guardano a due direttrici: il rafforzamento dell’export e la sostenibilità energetica. Bayer ha l’obiettivo di raggiungere il 100% di carbon neutrality nei prossimi anni. “Per me lo sviluppo è all’intersezione tra competenze umane, intelligenza artificiale e la possibilità di avere una sostenibilità green”, afferma Gregis, che nel corso dell’intervista affronta anche il tema delle criticità del sistema europeo e italiano. La prima riguarda la supply chain: la disponibilità di principi attivi in Europa e anche in Italia è a rischio e Gregis lancia un appello alla costruzione di “piani B condivisi” per mantenere e aumentare la produzione locale. La seconda criticità riguarda la ricerca scientifica. Il dato è preoccupante: a fronte di circa 55 miliardi di euro investiti ogni anno in ricerca in Europa, negli ultimi anni il continente ha perso il 25% degli studi clinici che ospitava, a vantaggio di Stati Uniti e Cina.
“In Europa il sistema oggi non è competitivo come quello americano o cinese”, dice senza giri di parole l’ad di Bayer Italia, indicando nella burocrazia e nella frammentazione le cause principali del ritardo. “Dobbiamo essere in grado di creare un sistema dove le eccellenze scientifiche dei centri di ricerca e degli ospedali italiani vengono avvantaggiate, invece che penalizzate, dalla burocrazia”.
Il settore delle life sciences vale in Italia il 10% del PIL, un peso economico che si affianca a una rilevanza strategica più ampia: capacità di export, innovazione scientifica e tecnologica, attrazione di competenze STEM e presenza significativa di donne nel comparto. “Non possiamo accontentarci di quello che sta già accadendo”, avverte Gregis. “Abbiamo bisogno di alzare la voce per chiedere più investimenti e un sistema che premi l’innovazione”.

– Foto Italpress –

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Bayer Italia, Gregis “Innovazione e alleanze pilastri strategici”

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MILANO (ITALPRESS) – Innovazione, qualità produttiva e alleanze strategiche. Sono i tre pilastri su cui Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Italia, costruisce la visione di un’azienda che guarda al futuro con lo slancio di chi vuole replicare i traguardi degli ultimi 125 anni di presenza nel Paese. Lo spiega in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Celebriamo più di 125 anni nel nostro Paese e non ci siamo mai sentiti così giovani”, esordisce Gregis, delineando subito le coordinate strategiche dell’azienda. Accanto all’innovazione, che definisce parte del DNA aziendale, la manager indica la qualità produttiva come secondo asse portante: “L’Italia per noi è un Paese strategico dove fare anche produzione all’avanguardia e produzione tecnologica”. Il terzo pilastro è quello delle alleanze: “Viviamo in un momento di grande incertezza e di grande complessità. Nessun attore ha tutte le carte in mano e l’unica soluzione per trovare un’innovazione concreta nella vita delle persone è costruire ponti con istituzioni, società scientifiche e associazioni”.
Il punto di partenza dell’analisi di Gregis è il quadro epidemiologico e demografico globale: una popolazione che invecchia, patologie sempre più croniche, malattie rare ancora prive di soluzioni efficaci e un sistema sanitario sotto pressione per ragioni di sostenibilità. Di fronte a queste sfide, Bayer ha scelto di puntare su due direttive strategiche: l’intelligenza artificiale e la medicina personalizzata.
Sull’Intelligenza Artificiale, la manager spiega: “Non la vediamo come uno strumento, ma come un acceleratore di processi, di sistemi e di creazione di ecosistemi”. L’IA accompagna Bayer fin dalle prime fasi della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, e l’ambizione dichiarata è ambiziosa: ridurre del 40% i tempi di ricerca di una nuova molecola entro il 2030. Un obiettivo reso possibile anche da alleanze con player tecnologici di primo piano come Google Cloud e Recursion. L’IA viene applicata agli studi clinici, ai processi industriali produttivi e all’accessibilità delle terapie per i pazienti.
Sul fronte della medicina personalizzata, Gregis si concentra sulle terapie avanzate – le cosiddette cell and gene therapies – che aprono scenari inediti su patologie oggi considerate intrattabili: “Penso a condizioni neurologiche debilitanti come il Parkinson, a patologie cardiache o legate alla vista che richiedono terapie innovative”. Ma il salto non è solo scientifico: “Pensare a queste terapie avanzate non è soltanto una sfida di laboratorio, ma di sistema, perchè vuol dire anche creare un nuovo sistema produttivo e distributivo che possa renderle disponibili e sostenibili”.
Al centro della capacità produttiva di Bayer Italia c’è lo stabilimento di Garbagnate Milanese, che quest’anno celebra i suoi primi 80 anni. Gregis lo presenta con una cifra simbolo: “8 miliardi. E’ il numero di compresse prodotte ogni anno. Una per ogni abitante del pianeta”. Per uno dei principali prodotti dello stabilimento, circa il 70% della produzione è destinato all’export, confermando il sito come uno dei più rilevanti nell’industria farmaceutica europea. “Garbagnate è la dimostrazione che la produzione di qualità avanzata può venire dall’Italia e dall’Europa”, sottolinea l’ad, precisando che lo stabilimento è stato riconosciuto tra i più avanzati al mondo nel suo settore.
I piani di sviluppo guardano a due direttrici: il rafforzamento dell’export e la sostenibilità energetica. Bayer ha l’obiettivo di raggiungere il 100% di carbon neutrality nei prossimi anni. “Per me lo sviluppo è all’intersezione tra competenze umane, intelligenza artificiale e la possibilità di avere una sostenibilità green”, afferma Gregis, che nel corso dell’intervista affronta anche il tema delle criticità del sistema europeo e italiano. La prima riguarda la supply chain: la disponibilità di principi attivi in Europa e anche in Italia è a rischio e Gregis lancia un appello alla costruzione di “piani B condivisi” per mantenere e aumentare la produzione locale. La seconda criticità riguarda la ricerca scientifica. Il dato è preoccupante: a fronte di circa 55 miliardi di euro investiti ogni anno in ricerca in Europa, negli ultimi anni il continente ha perso il 25% degli studi clinici che ospitava, a vantaggio di Stati Uniti e Cina.
“In Europa il sistema oggi non è competitivo come quello americano o cinese”, dice senza giri di parole l’ad di Bayer Italia, indicando nella burocrazia e nella frammentazione le cause principali del ritardo. “Dobbiamo essere in grado di creare un sistema dove le eccellenze scientifiche dei centri di ricerca e degli ospedali italiani vengono avvantaggiate, invece che penalizzate, dalla burocrazia”.
Il settore delle life sciences vale in Italia il 10% del PIL, un peso economico che si affianca a una rilevanza strategica più ampia: capacità di export, innovazione scientifica e tecnologica, attrazione di competenze STEM e presenza significativa di donne nel comparto. “Non possiamo accontentarci di quello che sta già accadendo”, avverte Gregis. “Abbiamo bisogno di alzare la voce per chiedere più investimenti e un sistema che premi l’innovazione”.

– Foto Italpress –

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Sanità, Schillaci “Case di comunità presidio fondamentale, troveremo la soluzione”

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ROMA (ITALPRESS) – “La scorsa settimana avevamo annunciato che non avremmo emesso un decreto perchè sono in corso interlocuzioni con le Regioni e ieri lo abbiamo comunicato anche a loro. Non c’era ancora un testo ma soltanto delle ipotesi. Io posso confermare che il nostro obiettivo, condiviso con le Regioni e ovviamente condiviso con il governo, è quello di far sì che al 30 giugno, che è la scadenza imposta dal Pnrr, partano le case di comunità”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un’intervista al Corriere della Sera.
Secondo Schillaci le case di comunità “rappresentano un presidio fondamentale per modernizzare la nostra sanità, oltre a essere pronte dal punto di vista infrastrutturale. Su questo siamo assolutamente in linea con i numeri e con i tempi – aggiunge -. Sono anche pronte per accogliere e curare i pazienti. E’ molto importante che all’interno delle case di comunità operino dei team multidisciplinari, dove una figura fondamentale irrinunciabile è rappresentata dal medico di medicina generale”.
“Il nostro compito è quello di trovare un accordo insieme alle Regioni con i medici di medicina generale affinchè possano entrare dentro le case di comunità – spiega il ministro -. Per fare questo oggi abbiamo un’urgenza, vogliamo rispettare le tempistiche; quindi, rincontreremo ovviamente gli esponenti delle Regioni, incontreremo i medici di medicina generale, ma come ho dichiarato qualche giorno fa, io sono molto fiducioso che possiamo arrivare a una conclusione nell’interesse solo dei pazienti e nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione”.
“Credo che nessun medico si sottrarrà alla volontà di collaborare per avere un servizio sanitario nazionale più moderno, con i medici ovviamente al centro della sanità e per dare ai pazienti quello che si aspettano da noi, ed è quello che noi dobbiamo dare – aggiunge -. Quindi io sono ottimista, credo che alla fine riusciremo a trovare una soluzione nell’interesse dei cittadini e non credo che i medici e i medici di medicina generale verranno meno a un impegno all’interno delle case di comunità”.

– Foto IPA Agency –

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