Economia
Poste, nel 2022 i ricavi salgono a 11,9 miliardi
Pubblicato
3 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, presieduto da Maria Bianca Farina, ha approvato la Relazione finanziaria annuale 2022, redatta in conformità ai principi contabili IAS / IFRS, e l’aggiornamento della strategia per il 2023. Risultato operativo (Ebit) del 2022 a livelli record, con un aumento del 24,1% su base annua a 2,3 miliardi di euro, pari a più del doppio del livello del 2017 di 1,1 miliardi. I ricavi totali sono pari a 11,9 miliardi di euro, con un aumento del 6%. La proposta di dividendo è rivista al rialzo nel 2022 a 0,65 euro (+10%), “sostenuto dalla forte performance finanziaria e dalla maggiore visibilità sul 2023”. Nel 2022 i ricavi del settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione si sono attestati a 3,7 miliardi di euro, in calo dell’1,2% su base annua (-1,0% anno su anno a 1 miliardo nel quarto trimestre del 2022), “mostrando una solida resilienza rispetto ai 3,6 miliardi del 2017”, spiega Poste Italiane in una nota. I ricavi da corrispondenza nel 2022 sono scesi dello 0,8% su base annua a 2,1 miliardi di euro (-1,3% anno su anno a € 556 milioni nel quarto trimestre 2022), con volumi in crescita sui prodotti a più alto margine come i servizi integrati (+126% su base annua), che hanno compensato il calo dei prodotti a più basso margine come la corrispondenza non registrata (-10,2% su base annua). (ITALPRESS) – (SEGUE). I ricavi da corrispondenza dell’esercizio 2022 sono diminuiti del 23,2% rispetto al livello del 2017, pari a 2,7 miliardi di euro, a causa del declino storico dei volumi della corrispondenza. I volumi di periodo della corrispondenza sono stati pari a 2,4 miliardi, in calo del 4,7% su base annua (-9,2% anno su anno a 608 milioni nel quarto trimestre del 2022), con tariffe medie in crescita nell’anno (+3,9%) e in aumento dell’8,2% nell’ultimo trimestre dell’anno, mitigando l’impatto dei minori volumi. I ricavi da pacchi sono rimasti sostanzialmente stabili nel 2022 (-0,5% su base annua) a 1,4 miliardi, con una performance positiva nel quarto trimestre (+5,0% su base annua a 404 milioni di euro), sostenuti dall’aumento dei volumi. I ricavi dei pacchi sono raddoppiati rispetto al 2017, compensando il calo dei ricavi della corrispondenza. Nel 2022 i postini hanno consegnato 71 milioni di pacchi, in calo del 12,2% su base annua. Il risultato operativo (EBIT) del settore è sceso nel 2022 a – 326 milioni da -301 milioni di euro (pari a -481 milioni di euro da -280 milioni di euro nel quarto trimestre del 2022) a causa dell’impatto di componenti una tantum. Nel 2023 si prevedono ricavi da Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione stabili, pari a 3,6 miliardi di euro rispetto a 3,65 miliardi del 2022.
Nel 2022 i ricavi del segmento Servizi Finanziari si sono attestati a 4,9 miliardi di euro, +3,3% su base annua rispetto al livello dell’anno precedente di 4,8 miliardi (+9,7% anno su anno a 1,2 miliardi nel quarto trimestre del 2022) con un margine di interesse solido e in crescita del 28,6% su base annua (+40,8% anno su anno nel quarto trimestre del 2022), che ha più che compensato le minori entrate previste dalle commissioni di distribuzione dei prodotti di risparmio postale. I ricavi lordi del 2022 (inclusi i ricavi infrasettoriali) sono aumentati del 3,9% su base annua a 5,8 miliardi (+9,7% anno su anno a 1,4 miliardi nel quarto trimestre del 2022), a seguito di una dinamica commerciale positiva. Il margine di interesse (NII) in crescita da 1,5 miliardi del 2021 a 1,9 miliardi nel 2022, in aumento del 28,6% su base annua (+40,8% anno su anno a 528 milioni nel quarto trimestre del 2022), principalmente per effetto della dinamica dei tassi di interesse. I ricavi del segmento Pagamenti e Mobile hanno continuato a crescere, anno su anno, di un solido 30% a 1,1 miliardi di euro nel 2022 (+40,2% su base annua pari a € 368 milioni nel quarto trimestre del 2022), con LIS che ha generato nell’anno ricavi incrementali pari a 93 milioni (69 milioni nel quarto trimestre del 2022), “confermando il ruolo svolto da PostePay come leader nel mercato in rapida crescita ed evoluzione dei pagamenti digitali in Italia”. I ricavi del segmento Pagamenti e Mobile sono previsti in crescita nel 2023 a 1,7 miliardi di euro rispetto a 1,32 miliardi del 2022.
Nel 2022 i ricavi del settore assicurativo sono aumentati del 15,7%, su base annua, a 2,2 miliardi di euro (+40,5% anno su anno, pari a 580 milioni di euro nel quarto trimestre del 2022). I ricavi del Ramo Vita sono aumentati del 15%, su base annua, a 2 miliardi, grazie a favorevoli condizioni di mercato sul portafoglio prodotti “inflation-linked”. I ricavi del comparto assicurativo Danni sono aumentati del 25,1%, su base annua, a 151 milioni di euro (+51,1% anno su anno, pari a 35 milioni nel quarto trimestre del 2022), grazie al crescente contributo dei prodotti dell’offerta modulare e welfare. I premi lordi totali del Ramo Vita risultano in calo del 2,2%, su base annua, a 17,2 miliardi (+6,8% anno su anno, pari a 3,9 miliardi nel quarto trimestre del 2022). Si prevede che i ricavi netti dei Servizi Assicurativi si attestino nel 2023 a 1,6 miliardi di euro.
“Poste Italiane ha registrato risultati solidi con un risultato operativo del 2022 a livelli record, più che raddoppiato rispetto al 2017. Tutti i settori hanno contribuito al trend di crescita della redditività operativa sottostante, confermando ancora una volta solide basi per la crescita futura. Il nostro programma di trasformazione, fondato su “Deliver22″, il nostro primo Piano Strategico, è stato ora attuato pienamente con tutti i principali target raggiunti”, afferma in una nota Matteo Del Fante (nella foto), amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane, commentando i risultati del 2022.
“Ci stiamo trasformando da operatore logistico tradizionale in una piattaforma di distribuzione omnicanale, facendo leva sui nostri investimenti strategici in tecnologia e sulle funzionalità “data driven” – aggiunge -. Le nostre persone hanno fatto e continuano a fare la differenza in modo significativo. Abbiamo assunto 26mila FTE, investito in formazione, aggiornamento e riqualificazione, con un valore aggiunto per FTE in crescita del 25% dal 2017″.
“Negli ultimi 5 anni abbiamo affrontato diverse sfide, come quelle rappresentate dalla pandemia da Covid-19 e da un contesto macroeconomico turbolento. Questi fattori hanno avuto un impatto significativo sia sull’economia che sui nostri clienti. In risposta, l’approccio anti-fragile di Poste Italiane ha consentito di mantenere efficacemente tutti gli impegni nei confronti degli stakeholder. È con questo spirito che abbiamo effettuato un’approfondita valutazione per rendere il 2022 un punto di riferimento ben visibile da cui partire per il nuovo piano strategico che presenteremo nel corso dell’anno – sottolinea Del Fante -. Siamo consapevoli del nostro ruolo di pilastro strategico per l’Italia, in quanto parte integrante del Paese da oltre 160 anni, e con questo spirito abbiamo lanciato il progetto Polis per sostenere il Paese e le comunità locali. Il progetto Polis fornirà una nuova modalità di accesso a una serie di servizi della Pubblica Amministrazione, generando al contempo opportunità di cross-selling e supportando la trasformazione del nostro modello di servizio in futuro. Guardando in avanti al 2023, ci aspettiamo che le tendenze favorevoli dei business siano superiori rispetto all’effetto dell’inflazione sui costi. Riteniamo che i nostri obiettivi siano raggiungibili in diverse condizioni di mercato e che siano supportati dai forti progressi commerciali registrati fino ad oggi”.
“Sulla base della nostra sovraperformance, stiamo aumentando il dividendo per il 2022 ed il target per il 2023, rispetto ai nostri obiettivi originari, proponendo un dividendo per azione pari a 65 centesimi di euro sui risultati del 2022, con un aumento del 10% rispetto al livello dello scorso anno, e fissando un obiettivo di dividendo per azione pari a 71 centesimi di euro sui risultati del 2023, con un aumento del 9% su base annua”, conclude l’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane.
– foto ufficio stampa Poste Italiane –
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Caso Delmastro, no della maggioranza alla richiesta della Procura sulle chat. Il M5S occupa i banchi del Governo in Senato
-
Confcom, meno negozi ma imprese più forti. Rischio desertificazione nelle città
-
Estate, BAT Italia porta glo Hilo nelle destinazioni simbolo con eventi e musica
-
Rapporto Confcommercio, meno negozi ma imprese più forti. Rischio desertificazione nelle città
-
Ragazzo di 16 anni alla guida di un monopattino muore travolto da un’auto nell’Oltrepò Pavese
-
‘Ndrangheta, maxi blitz antidroga in tutta Italia con 35 arresti
Economia
Rapporto Confcommercio, meno negozi ma imprese più forti. Rischio desertificazione nelle città
Pubblicato
2 ore fa-
22 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Tra il 2018 e il 2025 gli esercizi al dettaglio calano da 666 mila a 570 mila (-14,4%), ma aumentano produttività ed efficienza con un boom di fatturato per discount (+101,1%) ed e-commerce (+41,9%). Il Sud mantiene una maggiore capillarità commerciale, grazie anche al turismo e autoimprenditorialità. E’ questa in sintesi la fotografia scattata dal primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia e illustrata a Roma alla presenza, tra gli altri, del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Il commercio si conferma un settore forte con una produttività del lavoro a +61% in trent’anni contro +5% dei servizi e +9% dell’economia. Il commercio italiano, quindi, cambia, si rafforza sul piano economico, aumenta efficienza e produttività ma perde presenza fisica sul territorio, infatti, la desertificazione nelle città resta il nodo critico.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ricorda che “le tensioni geopolitiche, le trasformazioni degli scambi internazionali, l’evoluzione delle tecnologie e i cambiamenti nelle abitudini di consumo richiedono alle imprese una capacità di adattamento sempre maggiore. Eppure, proprio in questo contesto, il commercio italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di trasformarsi ed essere competitivo, in termini di fatturato e di produttività. Le trasformazioni richiedono politiche dedicate: meno burocrazia e provvedimenti fiscali equi che favoriscano gli investimenti in sostenibilità e innovazione – prosegue -. Occorrono interventi destinati alla crescita imprenditoriale della GDO, degli esercizi commerciali specializzati e delle imprese di prossimità. E’ importante un’Agenda Urbana che valorizzi il ruolo del terziario di mercato nelle città. In una parola, serve una scelta politica di fondo che consideri il commercio non come un settore tra gli altri, ma come una vera e propria infrastruttura economica e sociale del Paese”, conclude Sangalli.
“E’ necessario creare le condizioni affinchè le trasformazioni non si traducano in impoverimento del tessuto economico e commerciale del Paese, dobbiamo governare la transizione. Non ci rassegniamo a questo scenario di desertificazione, perchè il commercio di prossimità è un presidio di sicurezza e di socialità”, afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel ricordare alcuni provvedimenti fatti dal governo per il settore come “la tassazione doganale europea sui pacchi di piccola entità al fine di contrastare il fenomeno devastante di milioni di pacchi di cui nessuno accerta il contenuto reale mettendo in ginocchio il commercio”.
“Nel disegno di legge sulle piccole e medie imprese e gli esercizi artigianali vi sono diverse norme a cominciare dal passaggio generazionale, ma anche una norma che contrasta le false recensione, ovvero le recensioni che sono fatte per colpire una avversario commerciale e turistico senza mai essere stato in quel locale. Oggi chiunque può mettere una recensione purchè dimostri di esserci stato effettivamente. Inoltre – prosegue il ministro -, il disegno di legge sulla concorrenza è in corso di approvazione nel prossimo Consiglio dei ministri che sarà domani, è il quarto disegno annuale di legge sulla concorrenza fatto da questo governo, nei precedenti 15 anni ne fecero solo due. A breve faremo un decreto imprese, prima della sessione di bilancio, in cui interverremo ancora una volta sia per quanto riguarda le semplificazioni amministrative e burocratiche, sia per quanto riguarda il costo dell’energia per le nostre famiglie e per le nostre imprese”, conclude Urso.
Nel dettaglio del report, il calo riguarda soprattutto gli ambulanti (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%). Allo stesso tempo, però, gli addetti diminuiscono con intensità molto minore, da 1,905 milioni a 1,871 milioni (-1,8%) e aumenta sensibilmente (dal 12,2% al 17,4%) la quota delle società di capitali nel commercio al dettaglio. Tutti segnali, questi, di una rete più rarefatta ma mediamente più strutturata. Il dato più rilevante riguarda le performance economiche: il fatturato complessivo del commercio al dettaglio sale da 326,8 a 410,7 miliardi di euro (+25,7%) e il fatturato per addetto passa da 172 mila a 220 mila euro (+27,9%), un risultato che conferma la capacità del settore di recuperare efficienza, anche in una fase segnata da inflazione, trasformazione dei consumi e crescente integrazione tra canali fisici e digitali.
L’analisi delle formule distributive evidenzia forti differenze con i discount alimentari che registrano la crescita numerica più marcata (+7,4%) e un fatturato più che raddoppiato (+101,1%), confermando la ricerca di convenienza da parte delle famiglie. Cresce anche il numero di attività legate all’aggregato e-commerce, porta a porta e distributori automatici (+13,6%), con un aumento del fatturato del 41,9%, mentre, sempre in termini di fatturato, risultano in difficoltà gli ipermercati (-8,4%) e gli ambulanti (-14,9%). Sul piano territoriale, il Mezzogiorno mantiene una maggiore capillarità commerciale rispetto al resto del Paese.
Una tenuta legata anche alle minori opportunità di lavoro dipendente, che favoriscono l’autoimprenditorialità, al ruolo degli incentivi e all’aumento dei flussi turistici. Ma questa resilienza può avere una doppia lettura: da un lato rappresenta una ricchezza sociale ed economica, dall’altro potrebbe anticipare un futuro processo di riduzione più rapido dei negozi anche al Sud.
– Foto Confcommercio –
(ITALPRESS).
Economia
Fincantieri, VARD costruirà due unità destinate alla manutenzione di boe e fari per Trinity House
Pubblicato
4 ore fa-
22 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – VARD, controllata norvegese del Gruppo Fincantieri e tra i principali costruttori mondiali di navi speciali, ha firmato un contratto per la progettazione e costruzione di due navi multifunzione destinate alla manutenzione di boe e fari (Buoy and Lighthouse Maintenance Vessels) per Trinity House, l’Autorità Generale dei Fari per Inghilterra, Galles, Isole del Canale e Gibilterra. Il valore del contratto è superiore ai 220 milioni di euro.
Assegnato a seguito di una gara pubblica, il contratto rientra nel programma di rinnovo della flotta di tre unità di Trinity House. Le nuove navi sostituiranno le THV Patricia e THV Galatea, rafforzando la capacità dell’organizzazione di garantire servizi di ausilio alla navigazione che siano sicuri, efficienti e affidabili e supportando la manutenzione delle infrastrutture marittime strategiche nelle acque del Regno Unito. Le unità saranno realizzate sulla base del progetto VARD 9 601, sviluppato da Vard Marine in Canada in collaborazione con Vard Design in Norvegia. Ideate come piattaforme multifunzione altamente versatili, le unità combineranno operazioni di manutenzione delle boe, attività di rilievo idrografico e capacità di risposta alle emergenze, supportando Trinity House nello svolgimento della propria missione in qualità di una delle più antiche e autorevoli istituzioni marittime al mondo.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha commentato: “L’aggiudicazione di questo contratto rappresenta un importante riconoscimento delle competenze di VARD e della leadership industriale e tecnologica di Fincantieri nella costruzione di navi complesse. Supportare un’organizzazione come Trinity House significa contribuire alla sicurezza, all’affidabilità e alla resilienza dei servizi e delle infrastrutture marittime attraverso soluzioni che coniugano sostenibilità, innovazione e una visione di lungo periodo. Questo programma riflette il nostro impegno nello sviluppo di capacità strategiche che stanno ridefinendo il futuro del settore marittimo, dalla transizione energetica e la digitalizzazione, fino alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture e dei sistemi critici”.
Le unità saranno dotate di sistemi di propulsione ibridi e di sistemi di accumulo dell’energia a batterie progettati per ridurre il consumo di carburante e l’impatto ambientale, consentendo operazioni a emissioni zero durante la permanenza in porto e garantendo una maggiore efficienza nella navigazione e nelle operazioni di posizionamento dinamico. Le navi, concepite per garantire la massima adattabilità futura, saranno inoltre predisposte per una possibile conversione all’alimentazione a metanolo, consentendo un’ulteriore riduzione dell’impronta ambientale durante il loro ciclo di vita.
“Oltre alle elevate prestazioni ambientali, le navi integreranno avanzate capacità digitali e sistemi di cybersecurity progettati per garantire un funzionamento sicuro e affidabile dei sistemi di bordo, in linea con la crescente rilevanza della resilienza informatica nel settore marittimo – si legge in una nota -. Il contratto comprende inoltre una partnership nel campo della formazione che coinvolgerà VARD, Trinity House e Vard Marine in Canada, favorendo lo scambio internazionale di competenze e contribuendo allo sviluppo di professionalità nel settore arittimo attraverso programmi dedicati ad apprendisti e studenti. Le unità saranno costruite facendo leva sul modello industriale integrato di VARD a livello globale. Le consegne sono previste nel secondo e nel quarto trimestre del 2029 da uno dei cantieri VARD in Norvegia. Questo nuovo contratto rafforza ulteriormente la posizione di VARD nel mercato delle navi altamente specializzate e sottolinea il ruolo del Gruppo Fincantieri nel guidare l’innovazione, la sostenibilità e lo sviluppo tecnologico nell’industria marittima globale”.
– Foto ufficio stampa Fincantieri –
(ITALPRESS).
Economia
Rapporto Confcommercio, in Italia -14,4% esercizi al dettaglio tra il 2018 e il 2025 ma cresce il fatturato
Pubblicato
4 ore fa-
22 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il commercio italiano cambia, si rafforza sul piano economico, aumenta efficienza e produttività, ma perde presenza fisica sul territorio. Tra il 2018 e il 2025, infatti, il numero complessivo delle unità locali del commercio al dettaglio è passato da 666.479 a 570.313, con una riduzione del 14,4%. Il calo riguarda soprattutto gli ambulanti (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%). È quanto emerge dal primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia. Allo stesso tempo, però, gli addetti diminuiscono con intensità molto minore, da 1,905 milioni a 1,871 milioni (-1,8%) e aumenta sensibilmente (dal 12,2% al 17,4%) la quota delle società di capitali nel commercio al dettaglio.
BOOM FATTURATO PER DISCOUNT (+101,1%) ED E-COMMERCE (+41,9%)
Una rete più rarefatta di esercizi al dettaglio ma mediamente più strutturata con un dato rilevante riguardo le performance economiche: il fatturato complessivo del commercio al dettaglio sale da 326,8 a 410,7 miliardi di euro (+25,7%) e il fatturato per addetto passa da 172mila a 220mila euro (+27,9%), un risultato che conferma la capacità del settore di recuperare efficienza, anche in una fase segnata da inflazione, trasformazione dei consumi e crescente integrazione tra canali fisici e digitali.
L’analisi delle formule distributive evidenzia forti differenze con i discount alimentari che registrano la crescita numerica più marcata (+7,4%) e un fatturato più che raddoppiato (+101,1%), confermando la ricerca di convenienza da parte delle famiglie. Cresce anche il numero di attività legate all’aggregato e-commerce, porta a porta e distributori automatici (+13,6%), con un aumento del fatturato del 41,9%, mentre, sempre in termini di fatturato, risultano in difficoltà gli ipermercati (-8,4%) e gli ambulanti (-14,9%).
MENO NEGOZI MA CRESCONO GLI ADDETTI, +8,3 SUPERMERCATI
Il calo delle unità locali non si traduce necessariamente in una contrazione dell’occupazione complessiva; al contrario, in diversi comparti si osserva una crescita degli addetti nonostante il calo dei punti vendita. Ad esempio, nel caso dei supermercati e delle grandi superfici di vendita di articoli tecnologici, che tra il 2018 e il 2025 registrano un incremento degli addetti pari all’8,3%. Analogamente, anche nel segmento degli esercizi specializzati i negozi di abbigliamento, calzature, gioielleria e altre categorie affini mostrano una dinamica occupazionale positiva (+3,4%), pur in presenza di una riduzione del numero complessivo di punti vendita. Ciò conferma come la razionalizzazione della rete distributiva non implichi necessariamente una perdita di capacità occupazionale, ma piuttosto una sua riallocazione verso operatori più strutturati. L’osservazione congiunta delle variazioni delle unità locali e degli addetti consente quindi di cogliere più efficacemente le trasformazioni strutturali in atto nel sistema distributivo. In particolare, emerge una diffusa tendenza all’aumento della dimensione media dei punti vendita, come evidenzia la crescita del numero medio di addetti per unità locale.
I dati mostrano come l’aumento del rapporto sia particolarmente pronunciato proprio nei comparti che hanno registrato le contrazioni più significative del numero di unità locali. Tra gli esercizi specializzati, i piccoli negozi alimentari registrano una crescita negli ultimi sette anni degli addetti per unità locale pari al 13,3%, mentre i negozi di articoli culturali e ricreativi raggiungono un incremento del 21,4%. Un aumento particolarmente significativo si osserva anche nel comparto dell’abbigliamento, delle calzature e delle gioiellerie, dove l’indicatore cresce del 22,4%.
SUD MANTIENE UNA MAGGIORE CAPILLARITÀ COMMERCIALE
Il Mezzogiorno mantiene una maggiore capillarità commerciale rispetto al resto del Paese. Una tenuta legata anche alle minori opportunità di lavoro dipendente, che favoriscono l’autoimprenditorialità, al ruolo degli incentivi e all’aumento dei flussi turistici. Ma questa resilienza può avere una doppia lettura: da un lato rappresenta una ricchezza sociale ed economica, dall’altro potrebbe anticipare un futuro processo di riduzione più rapido dei negozi anche al Sud.
Il Sud, infatti, sembra essere caratterizzato ancora da maggiore capillarità commerciale (densità per 1.000 abitanti) rispetto al resto del Paese, da minori opportunità di lavoro dipendente, che spinge o costringe all’auto-imprenditorialità, dal funzionamento degli incentivi (resto al Sud e ZES), fenomeni che contribuiscono a una tenuta del commercio al dettaglio nel Mezzogiorno. Questo fatto ha una doppia interpretazione: bene la resilienza, ma forse siamo in presenza semplicemente di un ritardo, il numero di negozi potrebbe al Sud presto scendere più velocemente che al Nord solo per un tema di convergenza
Più intrigante è la questione se vi siano ancora spazi profittevolmente occupabili al Sud da parte della grande distribuzione: infatti, nel periodo 2018-2023 sono molto aumentate le unità locali non solo dei supermercati ma, soprattutto, delle grandi superfici di prodotti per la tecnologia; è l’indice di una modernizzazione non del tutto compiuta. Tutto ciò considerato, il Sud presenta negli ultimi anni un miglioramento di efficienza/produttività del commercio al dettaglio ben superiore, in termini dinamici, rispetto alle altre macro-aree: il commercio anche in quest’area recupera prodotto per addetto e per unità locale, il che lo irrobustisce e lo rende meno fragile rispetto a shock avversi, a cominciare dalle oscillazioni della domanda di consumo da parte delle famiglie.
+4,2% FARMACIE, MENO EDICOLE E LIBRERIE
Il calo delle unità locali, che si osserva su tutto il territorio nazionale da oltre un decennio, interessa la maggior parte dei segmenti del commercio, con poche eccezioni, ed emerge con particolare evidenza nel comparto degli esercizi specializzati, che registra una contrazione tra il 2018 e il 2025 del 14,3%, e nel commercio ambulante (-27,3%). Si tratta di una dinamica che colpisce soprattutto le attività di piccole dimensioni e a forte radicamento territoriale, come i piccoli negozi alimentari (-17,9%) e gli esercizi dedicati ai consumi culturali e ricreativi (-21,9%). Tra le poche eccezioni spiccano le farmacie (+4,2%), sostenute dalla natura meno elastica della domanda e dall’ampliamento dell’offerta di prodotti e servizi per la salute e la cura della persona.
La diminuzione di attività quali edicole, librerie, cartolerie, negozi di giocattoli e di articoli musicali, penalizzate anche dalla crescente digitalizzazione dei consumi culturali e ricreativi, deve destare preoccupazione in quanto determina un impoverimento del tessuto urbano. Si tratta infatti di esercizi che, oltre alla loro funzione economica, svolgono un importante ruolo sociale e relazionale, contribuendo alla vitalità dei quartieri.
SANGALLI “PLURALISMO DISTRIBUTIVO È CIFRA DISTINTIVA CONFCOM”
“Il pluralismo distributivo è la cifra distintiva della nostra politica associativa, che fa convivere la piccola, la media e la grande distribuzione. Le nostre imprese interpretano l’economia diffusa, l’innovazione e la responsabilità, creando comunità e lavoro di qualità. E il nostro essere ‘sindacato’ si esprime da sempre con gli stessi contratti collettivi nazionali”. Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione della presentazione del primo Rapporto sul commercio in Italia di Confcommercio. “Il sistema contrattuale di Confcommercio interessa circa 5 milioni di lavoratori. Questi numeri dicono una cosa molto semplice: quando parliamo di qualità del lavoro nel terziario, parliamo di milioni di persone con un sistema di welfare consolidato e innovativo. E proprio sulla qualità del lavoro – spiega – ci siamo impegnati a fondo contro il dumping contrattuale, insieme alle altre parti sociali realmente rappresentative. Il dumping contrattuale riduce la qualità dell’occupazione e, di conseguenza, frena la crescita”.
“Il tema della crescita è decisivo, proprio nel quadro economico che continua a presentare molteplici fattori di incertezza. Le tensioni geopolitiche, le trasformazioni degli scambi internazionali, l’evoluzione delle tecnologie e i cambiamenti nelle abitudini di consumo richiedono alle imprese una capacità di adattamento sempre maggiore. Eppure, proprio in questo contesto, il commercio italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di trasformarsi ed essere competitivo, in termini di fatturato e di produttività”.
“Le aziende commerciali, tra il 2018 e il 2025, hanno reagito ai cambiamenti e li hanno affrontati con responsabilità e capacità imprenditoriale: hanno investito, si sono riorganizzate e hanno innovato. Certo, negli stessi anni, abbiamo perso quasi centomila punti vendita: è il grande problema della desertificazione commerciale. E questo non è soltanto un dato economico, pur importante. È un aspetto che incide sulla qualità della vita delle persone. Perché – come sosteniamo da sempre – dove c’è il terziario di mercato, c’è vivibilità diffusa, sicurezza, relazioni sociali”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


Caso Delmastro, no della maggioranza alla richiesta della Procura sulle chat. Il M5S occupa i banchi del Governo in Senato
Confcom, meno negozi ma imprese più forti. Rischio desertificazione nelle città
Estate, BAT Italia porta glo Hilo nelle destinazioni simbolo con eventi e musica
Rapporto Confcommercio, meno negozi ma imprese più forti. Rischio desertificazione nelle città
Ragazzo di 16 anni alla guida di un monopattino muore travolto da un’auto nell’Oltrepò Pavese
PENDOLARI ESASPERATI A PIZZALE-LUNGAVILLA: PULLMAN SOSTITUTIVI ASSENTI E VIABILITÀ IN TILT
‘Ndrangheta, maxi blitz antidroga in tutta Italia con 35 arresti
Autonomia, Calderoli “Avanza storica battaglia, ora confronto con le Regioni”
TRAGEDIA LUNGO LA VIA EMILIA A BOSNASCO: 16ENNE IN MONOPATTINO TRAVOLTO E UCCISO
Fincantieri, VARD costruirà due unità destinate alla manutenzione di boe e fari per Trinity House
Radio Pavia Breakfast News – 25 maggio 2026
Conte conferma l’addio al Napoli “Ma decisione presa un mese fa”
«Quella striscia nel cielo» al Teatro Comunale di Rivanazzano: tre serate di cinema con finalità benefica a sostegno della Casa del Pane Zanaboni di Voghera
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 2 giugno 2026
Sinner al San Raffaele di Milano per il secondo giorno di accertamenti
Tg Sport Italpress – 27 Maggio 2026
Webuild, Pietro Salini incontra il premier spagnolo Pedro Sanchez
Tg Lombardia 30/06/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 25 maggio 2026
Qualità vita, Firenze prima per bambini, Bolzano per giovani, Trieste per anziani
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 luglio 2026
Liste d’attesa, la Lombardia migliora ma 330 mila prestazioni restano fuori tempo
Tg Economia Italpress – 21 Luglio 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 22 Luglio 2026
Hi-Tech & Innovazione Magazine – 21 Luglio 2026
Power Talks – 21 Luglio 2026
Tg News Italpress – 21 Luglio 2026
Tg Sport Italpress- 21 Luglio 2026
Tg News 21/07/2026
FOCACCIA COI CICCIOLI di Remo Tagliani
Primo piano
-
Economia22 ore fa50 anni di Fiat in Brasile, Elkann “A Betim il più grande ciclo di investimenti, qui per restare”
-
Cronaca23 ore faAgroalimentare, Lollobrigida “Controlli e risorse a tutela del grano italiano”
-
Sport22 ore faA Verona l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, Tricella “Saremo sempre i suoi ragazzi” / Video
-
Sport22 ore faPalermo Ladies Open, forfait all’ultimo minuto di Tyra Grant
-
Economia22 ore faConfimprese rinnova il consiglio direttivo: Mario Resca confermato presidente, eletti 39 consiglieri
-
Sport22 ore faEvenepoel fa il bis al Tour e conquista la crono, Pogacar 2° e sempre in giallo
-
Politica21 ore faMeloni “Prendo le distanze dal video di Vannacci, la sinistra faccia lo stesso sulle parole d’odio”
-
Cronaca21 ore faBimba di 10 anni dispersa nelle acque del lago di Como

