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Economia

Poste, nel 2022 i ricavi salgono a 11,9 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, presieduto da Maria Bianca Farina, ha approvato la Relazione finanziaria annuale 2022, redatta in conformità ai principi contabili IAS / IFRS, e l’aggiornamento della strategia per il 2023. Risultato operativo (Ebit) del 2022 a livelli record, con un aumento del 24,1% su base annua a 2,3 miliardi di euro, pari a più del doppio del livello del 2017 di 1,1 miliardi. I ricavi totali sono pari a 11,9 miliardi di euro, con un aumento del 6%. La proposta di dividendo è rivista al rialzo nel 2022 a 0,65 euro (+10%), “sostenuto dalla forte performance finanziaria e dalla maggiore visibilità sul 2023”. Nel 2022 i ricavi del settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione si sono attestati a 3,7 miliardi di euro, in calo dell’1,2% su base annua (-1,0% anno su anno a 1 miliardo nel quarto trimestre del 2022), “mostrando una solida resilienza rispetto ai 3,6 miliardi del 2017”, spiega Poste Italiane in una nota. I ricavi da corrispondenza nel 2022 sono scesi dello 0,8% su base annua a 2,1 miliardi di euro (-1,3% anno su anno a € 556 milioni nel quarto trimestre 2022), con volumi in crescita sui prodotti a più alto margine come i servizi integrati (+126% su base annua), che hanno compensato il calo dei prodotti a più basso margine come la corrispondenza non registrata (-10,2% su base annua). (ITALPRESS) – (SEGUE). I ricavi da corrispondenza dell’esercizio 2022 sono diminuiti del 23,2% rispetto al livello del 2017, pari a 2,7 miliardi di euro, a causa del declino storico dei volumi della corrispondenza. I volumi di periodo della corrispondenza sono stati pari a 2,4 miliardi, in calo del 4,7% su base annua (-9,2% anno su anno a 608 milioni nel quarto trimestre del 2022), con tariffe medie in crescita nell’anno (+3,9%) e in aumento dell’8,2% nell’ultimo trimestre dell’anno, mitigando l’impatto dei minori volumi. I ricavi da pacchi sono rimasti sostanzialmente stabili nel 2022 (-0,5% su base annua) a 1,4 miliardi, con una performance positiva nel quarto trimestre (+5,0% su base annua a 404 milioni di euro), sostenuti dall’aumento dei volumi. I ricavi dei pacchi sono raddoppiati rispetto al 2017, compensando il calo dei ricavi della corrispondenza. Nel 2022 i postini hanno consegnato 71 milioni di pacchi, in calo del 12,2% su base annua. Il risultato operativo (EBIT) del settore è sceso nel 2022 a – 326 milioni da -301 milioni di euro (pari a -481 milioni di euro da -280 milioni di euro nel quarto trimestre del 2022) a causa dell’impatto di componenti una tantum. Nel 2023 si prevedono ricavi da Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione stabili, pari a 3,6 miliardi di euro rispetto a 3,65 miliardi del 2022.

Nel 2022 i ricavi del segmento Servizi Finanziari si sono attestati a 4,9 miliardi di euro, +3,3% su base annua rispetto al livello dell’anno precedente di 4,8 miliardi (+9,7% anno su anno a 1,2 miliardi nel quarto trimestre del 2022) con un margine di interesse solido e in crescita del 28,6% su base annua (+40,8% anno su anno nel quarto trimestre del 2022), che ha più che compensato le minori entrate previste dalle commissioni di distribuzione dei prodotti di risparmio postale. I ricavi lordi del 2022 (inclusi i ricavi infrasettoriali) sono aumentati del 3,9% su base annua a 5,8 miliardi (+9,7% anno su anno a 1,4 miliardi nel quarto trimestre del 2022), a seguito di una dinamica commerciale positiva. Il margine di interesse (NII) in crescita da 1,5 miliardi del 2021 a 1,9 miliardi nel 2022, in aumento del 28,6% su base annua (+40,8% anno su anno a 528 milioni nel quarto trimestre del 2022), principalmente per effetto della dinamica dei tassi di interesse. I ricavi del segmento Pagamenti e Mobile hanno continuato a crescere, anno su anno, di un solido 30% a 1,1 miliardi di euro nel 2022 (+40,2% su base annua pari a € 368 milioni nel quarto trimestre del 2022), con LIS che ha generato nell’anno ricavi incrementali pari a 93 milioni (69 milioni nel quarto trimestre del 2022), “confermando il ruolo svolto da PostePay come leader nel mercato in rapida crescita ed evoluzione dei pagamenti digitali in Italia”. I ricavi del segmento Pagamenti e Mobile sono previsti in crescita nel 2023 a 1,7 miliardi di euro rispetto a 1,32 miliardi del 2022.

Nel 2022 i ricavi del settore assicurativo sono aumentati del 15,7%, su base annua, a 2,2 miliardi di euro (+40,5% anno su anno, pari a 580 milioni di euro nel quarto trimestre del 2022). I ricavi del Ramo Vita sono aumentati del 15%, su base annua, a 2 miliardi, grazie a favorevoli condizioni di mercato sul portafoglio prodotti “inflation-linked”. I ricavi del comparto assicurativo Danni sono aumentati del 25,1%, su base annua, a 151 milioni di euro (+51,1% anno su anno, pari a 35 milioni nel quarto trimestre del 2022), grazie al crescente contributo dei prodotti dell’offerta modulare e welfare. I premi lordi totali del Ramo Vita risultano in calo del 2,2%, su base annua, a 17,2 miliardi (+6,8% anno su anno, pari a 3,9 miliardi nel quarto trimestre del 2022). Si prevede che i ricavi netti dei Servizi Assicurativi si attestino nel 2023 a 1,6 miliardi di euro.

“Poste Italiane ha registrato risultati solidi con un risultato operativo del 2022 a livelli record, più che raddoppiato rispetto al 2017. Tutti i settori hanno contribuito al trend di crescita della redditività operativa sottostante, confermando ancora una volta solide basi per la crescita futura. Il nostro programma di trasformazione, fondato su “Deliver22″, il nostro primo Piano Strategico, è stato ora attuato pienamente con tutti i principali target raggiunti”, afferma in una nota Matteo Del Fante (nella foto), amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane, commentando i risultati del 2022.

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“Ci stiamo trasformando da operatore logistico tradizionale in una piattaforma di distribuzione omnicanale, facendo leva sui nostri investimenti strategici in tecnologia e sulle funzionalità “data driven” – aggiunge -. Le nostre persone hanno fatto e continuano a fare la differenza in modo significativo. Abbiamo assunto 26mila FTE, investito in formazione, aggiornamento e riqualificazione, con un valore aggiunto per FTE in crescita del 25% dal 2017″.

“Negli ultimi 5 anni abbiamo affrontato diverse sfide, come quelle rappresentate dalla pandemia da Covid-19 e da un contesto macroeconomico turbolento. Questi fattori hanno avuto un impatto significativo sia sull’economia che sui nostri clienti. In risposta, l’approccio anti-fragile di Poste Italiane ha consentito di mantenere efficacemente tutti gli impegni nei confronti degli stakeholder. È con questo spirito che abbiamo effettuato un’approfondita valutazione per rendere il 2022 un punto di riferimento ben visibile da cui partire per il nuovo piano strategico che presenteremo nel corso dell’anno – sottolinea Del Fante -. Siamo consapevoli del nostro ruolo di pilastro strategico per l’Italia, in quanto parte integrante del Paese da oltre 160 anni, e con questo spirito abbiamo lanciato il progetto Polis per sostenere il Paese e le comunità locali. Il progetto Polis fornirà una nuova modalità di accesso a una serie di servizi della Pubblica Amministrazione, generando al contempo opportunità di cross-selling e supportando la trasformazione del nostro modello di servizio in futuro. Guardando in avanti al 2023, ci aspettiamo che le tendenze favorevoli dei business siano superiori rispetto all’effetto dell’inflazione sui costi. Riteniamo che i nostri obiettivi siano raggiungibili in diverse condizioni di mercato e che siano supportati dai forti progressi commerciali registrati fino ad oggi”.

“Sulla base della nostra sovraperformance, stiamo aumentando il dividendo per il 2022 ed il target per il 2023, rispetto ai nostri obiettivi originari, proponendo un dividendo per azione pari a 65 centesimi di euro sui risultati del 2022, con un aumento del 10% rispetto al livello dello scorso anno, e fissando un obiettivo di dividendo per azione pari a 71 centesimi di euro sui risultati del 2023, con un aumento del 9% su base annua”, conclude l’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane.

– foto ufficio stampa Poste Italiane –

(ITALPRESS).

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Economia

Banca Generali al fianco delle piccole e medie imprese, al via “PMI2Change”

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MILANO (ITALPRESS) – Affiancare il percorso di crescita e di competitività degli imprenditori italiani: è ciò che si propone ‘PMI2Changè, innovativo progetto di Banca Generali presentato a Palazzo Mezzanotte, a Milano. L’iniziativa, nella prima fase, punta a sostenere concretamente lo sviluppo e la valorizzazione delle piccole e medie imprese quotate nazionali, riconosciute come elemento portante del sistema produttivo italiano.
In Italia le società quotate con capitalizzazione di mercato inferiore al miliardo di euro rappresentano circa l’80% del numero totale delle società quotate in Borsa, ma solo il 3% del controvalore per capitalizzazione di mercato, suggerendo un significativo potenziale inespresso nel mercato azionario domestico.
PMI2Change affronta il problema della limitata liquidità e valorizzazione delle PMI quotate contribuendo a creare migliori condizioni per un più efficiente incontro tra capitali e imprese, così da valorizzare il ruolo centrale degli imprenditori che in prima persona sono i motori di crescita di queste aziende.
Queste PMI, peraltro, rappresentano un’interessante opportunità di investimento in virtù di fondamentali solidi e valutazioni a forte sconto in larga parte imputabili proprio alla limitata liquidità del segmento e al trend di crescente concentrazione e polarizzazione sui listini.
Il progetto nasce facendo leva sulla competenza di Intermonte, primario operatore italiano del settore con oltre trent’anni di esperienza nei mercati finanziari – in particolare nella ricerca sulle PMI, sales & trading, market making e investment banking – e parte integrante del Gruppo Banca Generali dall’inizio del 2025.
L’iniziativa è incentrata sul lancio di un indice ‘Intermonte Valore Italià che include cento società quotate sulla Borsa Italiana, con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro e non appartenenti al FTSE MIB. Le società sono selezionate attraverso criteri rigorosi di natura tecnica e finanziaria, volti a garantirne adeguati livelli di liquidità, trasparenza e investibilità, tra cui: flottante minimo, solidi standard di governance, copertura da parte di analisti, sostenibilità finanziaria e livello di indebitamento, oltre alla rappresentatività all’interno dell’indice stesso.
L’indice rappresenta un vero e proprio spaccato delle migliori expertise dell’economia italiana, con un’esposizione a settori chiave come: beni di consumo, meccanica, tecnologia, energia e salute, contribuendo ad ampliare e diversificare le opportunità di investimento rispetto agli indici tradizionali per investitori sia domestici, sia internazionali. A fine 2025, le società incluse nell’indice rappresentavano un aggregato di circa 33 miliardi di euro di fatturato complessivi – con una crescita media annua (CAGR) del 16% negli ultimi 2 anni – e impiegavano quasi 120 mila persone a conferma del dinamismo e del potenziale di sviluppo di queste realtà di eccellenza.
Partendo dall’indice, Banca Generali presenta un nuovo ETF a gestione attiva e PIR compliant che investirà prevalentemente nell’universo definito dall’indice stesso. Lo strumento è stato pensato per creare un ponte tra il risparmio e il mondo delle imprese anche in linea con gli auspici della normativa European Savings and Investments Union (SIU).
Banca Generali si impegna a supportare il lancio dello strumento con una raccolta iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi, con una crescita graduale dell’esposizione fino a raggiungere 500 milioni di euro nel medio termine. Si stima dunque che l’iniziativa possa contribuire a generare nuovi flussi d’investimento pari a 1-2 milioni di euro al giorno, rappresentando oltre il 5% del flottante dell’indice.
Oltre allo strumento finanziario a supporto delle piccole e medie imprese quotate, PMI2Change ha l’ambizione di accompagnare verso le migliori opportunità del mercato dei capitali non solo le potenziali nuove società quotate, ma anche l’ampia sfera di aziende non ancora presenti sul listino che desiderano intraprendere un percorso virtuoso per entrare nel radar degli investitori.
Per far questo, il Gruppo Banca Generali con Intermonte, affiancati da partner come Borsa Italiana – nel proporre mercati e percorsi agevolati alla quotazione delle PMI – e PwC Italia – nel confronto e nelle competenze sviluppate al fianco delle PMI a livello globale – daranno vita a un roadshow sul territorio dal prossimo autunno che toccherà le principali aree del Paese.
E’ importante ricordare che nel contesto italiano, il bacino delle piccole e medie imprese non quotate è estremamente ampio, stimato in quasi cinque milioni di aziende. All’interno di questo universo tra le 5.000 e 10.000 imprese sarebbero già potenzialmente idonee ad accedere al mercato dei capitali tramite quotazione.
Secondo i dati di Banca d’Italia, inoltre, il valore complessivo delle imprese non quotate a fine 2025 si attestava a circa 1.800 miliardi di euro a fronte di un valore delle società quotate pari a circa 1.200 miliardi di euro: numeri che evidenziano la scarsa rappresentatività delle aziende quotate rispetto al tessuto economico nazionale.
L’Italia si trova pertanto in una posizione opposta rispetto alle altre principali economie europee – quali Germania, Francia e Spagna – in cui le società quotate superano per valore quelle non quotate.
Alla luce di questo scenario, si comprende l’ulteriore obiettivo di PMI2Change di stimolare la competitività delle aziende, tramite l’accesso ai mercati dei capitali, affiancando gli imprenditori nella scelta della migliore strada strategica per sostenere la crescita dimensionale, migliorare la visibilità e rafforzare la struttura finanziaria e di governance delle proprie imprese.
Il tema risulta particolarmente sentito all’interno di Banca Generali per l’ampia presenza di clienti che sono anche imprenditori e a cui fanno capo oltre 25.000 aziende, secondo i dati di fine 2025.
“Crediamo fortemente nel valore delle imprese italiane e dei loro imprenditori – ha detto l’Amministratore Delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa -. In questi anni abbiamo sviluppato un punto di osservazione privilegiato, accompagnandoli nelle sfide legate alla protezione, alla crescita e alla continuità del loro patrimonio e delle loro aziende. Da questo dialogo emerge con chiarezza un tema centrale: oggi le imprese hanno talento, capacità e ambizione, ma operano in un contesto sempre più complesso, in cui l’accesso al capitale e il confronto con il mercato non sono sempre all’altezza del loro potenziale. PMI2Change nasce proprio da qui, con un obiettivo preciso: contribuire a rafforzare il legame tra capitale e imprese, riportando al centro il ruolo del mercato nella crescita delle piccole e medie aziende italiane”. “L’iniziativa – ha aggiunto – intende agire su due leve concrete: una maggiore visibilità e valorizzazione delle imprese quotate – attraverso l’indice Intermonte Valore Italia – e lo sviluppo di strumenti di investimento dedicati, a partire dal primo ETF attivo PIR compliant. Questo strumento si inserisce in continuità con le principali iniziative di sistema e mira a diventare un meccanismo stabile per aumentare nel tempo gli investimenti e la liquidità sul mercato delle PMI quotate. Visibilità e accesso al capitale non sono più elementi accessori, ma fattori determinanti per rafforzare la competitività e sostenere la crescita nel lungo periodo. PMI2Change rappresenta l’evoluzione del nostro ruolo di ‘Banca dell’imprenditorè: non solo partner finanziario, ma parte attiva di un sistema più ampio a supporto dello sviluppo del tessuto produttivo italiano”.
“Da oltre 30 anni Intermonte è il punto di riferimento per investitori e PMI sul mercato italiano – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Intermonte, Guglielmo Manetti -. Anche per questo siamo molto orgogliosi di dare il nostro contributo a questo ambizioso progetto che mira a dare un impulso significativo al mercato delle PMI quotate, con l’obiettivo di aiutare gli imprenditori a poter considerare la quotazione in Borsa come strumento fondamentale per finanziare la propria crescita senza dover rinunciare alla governance”. Anche Federica Brignone era presente al lancio di PMI2Change. La campionessa di sci, che ha vinto due medaglie d’oro alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina a un anno dal gravissimo infortunio che l’aveva costretta a stare momentaneamente lontana dalla pista, ha ripercorso i 16 anni di rapporto che la lega a Banca Generali, di cui è ambassador e testimonial. “E’ importantissimo e bellissimo, secondo me, avere avere il mio percorso in Coppa del Mondo associato a Banca Generali; sottolinea la fiducia reciproca che c’è”, ha affermato. “Hanno creduto in me quando ero una ragazzina, avevo 19 anni e mi affacciavo al contesto mondiale. Quindi è come se io e Banca Generali fossimo un’unica cosa, mi hanno accompagnato durante tutta la mia carriera sportiva. Sono 17 stagioni che facciamo insieme e quindi, secondo me, è veramente, veramente bello poter poter rappresentare loro, anche perchè gli abbiamo tantissimi valori in comune. Direi che è una partnership assolutamente riuscita”.
Tra i partner che supportano il progetto PMI2Change c’è anche PwC Italia. A spiegare il ruolo che eserciterà l’azienda è stato Alessandro Grandinetti, Clients and Markets Leader di PwC Italia: “E’ un’iniziativa strategica – ha detto -. Il nostro volume di affari deriva quasi per metà deriva da attività che facciamo con le piccole e medie imprese. Quindi per noi non è un evento di supporto, ma è parte della nostra strategia. Dovrebbero investire in questo progetto gli investitori che hanno a cuore la diversità e la ricchezza che le piccole e medie imprese creano”. “Il profilo è forse quello di un investitore un pò paziente che ha la voglia di supportare queste aziende che hanno bisogno di capitali per crescere in maniera sostenibile, ovvero in modo profittevole per sè stesse e per il Paese”, ha aggiunto.
Giovanni Tamburi, fondatore di Tip, ha sottolineato un concetto per lui chiave: la semplificazione. “E’ necessaria per poter portare le imprese in Borsa. Dobbiamo assolutamente continuare a semplificare. I prospetti sono stati un pò accorciati, ma c’è ancora troppa burocrazia”, ha dichiarato.

– foto ufficio stampa Banca Generali –
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Economia

Nel primo trimestre del 2026 la pressione fiscale è stata pari al 37,6%, +0,3% rispetto allo scorso anno

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ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, la pressione fiscale è stata pari al 37,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,4%.

Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,0%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,8% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.

Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -7,8% (-8,4% nello stesso trimestre del 2025). Il saldo primario delle amministrazioni (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -4,4% (-4,7% nel primo trimestre del 2025). Il saldo corrente delle amministrazioni è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -2,9% (-3,3% nel primo trimestre del 2025).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Nasce Be Closer, la nuova communication company da oltre 122 milioni di ricavi

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MILANO (ITALPRESS) – Essere più vicini ai bisogni di marche e CMO e alle dinamiche del business, con un approccio più integrato e più efficace nel generare valore nel tempo. Questo è l’obiettivo di Be Closer, la nuova communication company italiana indipendente, che nasce dall’unione di tre realtà storiche della comunicazione. Il progetto, promosso inizialmente dal Gruppo SAE di Alberto Leonardis, ha infatti aggregato a fine 2024 Next14, pioniere nel media planning data driven e Different, leader nella comunicazione integrata.

A fine 2025 si è poi sviluppato ulteriormente, con un investimento da €20 milioni del fondo di private equity QuattroR a supporto della crescita e con l’ingresso nel perimetro del gruppo di Uniting, ecosistema collaborativo focalizzato su live experience, influencer marketing e disruptive creativity.

Il nuovo brand Be Closer, con oltre 122 milioni di euro di ricavi realizzati nel 2025, ha l’ambizione di raddoppiare le dimensioni del business nei prossimi tre anni, attraverso crescita organica e nuove operazioni di M&A. Il Gruppo ha oggi un azionariato composto dai due promotori (Gruppo SAE, azionista di controllo attraverso la società HIC ed il fondo di private equity QuattroR) e da sette imprenditori, fondatori delle tre realtà imprenditoriali originarie: Marco Ferrari, group ceo e fondatore di Next14; Alessandro Talenti, general manager; Giancarlo Sampietro, chief strategy & innovation officer; Luca Colombi, chief commercial officer, e Alessandro Martinelli, chief culture & people officer, fondatori di Uniting; Davide Arduini, chief market officer, e Andrea Cimenti, chief customer officer, fondatori di Different.

Il management – tra fondatori e prime linee – detiene attualmente ancora il 40% circa della company. Il presidente di Be Closer è Donato Iacovone, per oltre 10 anni alla guida di EY South Europe e attuale presidente di BIP, mentre Alberto Leonardis, fondatore e amministratore delegato di Gruppo SAE, ricopre il ruolo di vicepresidente del gruppo.

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“Il percorso che ci ha portato al lancio di Be Closer è stato molto più intenso di un rebranding, ma ha significato ripensare, in questi primi mesi di unione, struttura e processi della nostra company dalle fondamenta – sottolinea Marco Ferrari – . Un lavoro profondo ma entusiasmante, fatto fianco a fianco con i founder delle tre realtà e coinvolgendo tutta la nostra community di manager. Un percorso che ci ha portato a condividere una nuova direzione, trasformando profondamente i nostri ruoli e il nostro modo di lavorare. Ascoltando il mercato, evolvendo l’offerta, fissando le nostre ambizioni industriali. L’obiettivo rimane quello di diventare grandi, offrendo sempre più eccellenza e vicinanza ai nostri clienti, ma senza diventare grigi, ossia crescere senza perdere la curiosità e la voglia di mettersi in discussione che ha caratterizzato la nostra esperienza imprenditoriale. Con il supporto di tutte le nostre 400 persone, sono davvero convinto che Be Closer riuscirà ad essere all’altezza della sfida”.

“Siamo convinti che il nostro settore sia attraversato da una trasformazione senza precedenti – evidenzia Alessandro Talentie che questo debba portare ad un nuovo modo di approcciare clienti e mercato, senza disperdere il patrimonio di eccellenza e know-how maturato in questi anni, ma con il coraggio di evolvere in qualcosa di nuovo. Oggi con Be Closer inauguriamo una nuova fase di crescita, dando vita ad un ecosistema inedito, capace di accompagnare le marche lungo l’intero funnel di comunicazione, integrando strategia, creatività, media, dati e tecnologia. Abbiamo costruito un ponte tra le competenze specialistiche e verticali delle nostre boutique e una visione strategica e unitaria dei business dei nostri clienti, un ponte necessario per essere più vicini ai loro bisogni ed offrire soluzioni ai loro problemi reali. È una sfida davvero stimolante, che raccogliamo con entusiasmo”.

Secondo Davide Arduini, “l’evoluzione di Be Closer completa un percorso di integrazione che abbiamo iniziato anni fa e che va nella direzione che ci indica il mercato in modo chiaro. Un mercato fatto da oltre 43.000 imprese attive e che ha bisogno di fare più sistema, anche attraverso processi di aggregazione e trasformazione. Dobbiamo offrire ai clienti soluzioni all’altezza delle sfide che l’accelerazione della tecnologia e la trasformazione delle organizzazioni presentano ogni giorno. Be Closer nasce proprio per questo: vogliamo essere un saldo punto di riferimento e un valido supporto per le aziende italiane e multinazionali che investono nel nostro Paese, distinguendoci per prossimità ai bisogni dei clienti, integrazione nella delivery dei servizi e misurabilità dei risultati”.

Il mercato italiano della comunicazione – considerando anche l’experiential marketing che include eventi, influencer, branded content e sponsorship – vale circa 17 miliardi di euro nel 2025. È un mercato profondamente frammentato, con oltre 43.000 imprese attive, dominato dalle grandi holding internazionali e attraversato da una fase di profonda trasformazione e innovazione nella sua costante crescita.

“La nascita di Be Closer è la risposta alle nuove esigenze del mercato”, spiega la communication company. “La traiettoria di tre solide esperienze imprenditoriali italiane converge in un’unica company che integra dati, human insights, creatività, media e tecnologia in un sistema operativo che viene messo a disposizione dei clienti, con l’obiettivo di rendere la comunicazione più chiara, coerente, vicina ed efficace. L’ambizione è quella di competere con i gruppi principali per scala, solidità e capacità di integrazione, mantenendo qualità, identità e prossimità e aiutando marche e CMO a decidere con senso, coerenza, tempismo ed energia creativa”. Il nuovo nome Be Closer “racchiude il principio fondativo del Gruppo: ridurre le distanze tra brand e persone, tra dati e decisioni, tra visione e azioni”.

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 “Il nuovo modello operativo nasce da un principio chiaro: valorizzare l’approccio di sistema senza rinunciare alla forza delle competenze verticali”, continua Be Closer. “Il sistema centrale presidia governance, strategia, dati, tecnologia e processi garantendo visione d’insieme e coerenza. Attorno a esso, le brand boutique – con un track record di esperienze di successo costruito in anni di posizionamento sul mercato – continuano ad esprimere eccellenza e credibilità nei rispettivi ambiti”.

Grazie ad un bridge operativo costituito da Client Lead come interlocutori di riferimento e Solution Team interdisciplinari, Be Closer è in grado di mettere a disposizione per i propri clienti un’unica regia attraverso un solo punto di contatto, combinando la capacità di orchestrazione, i dati e la tecnologia di un grande gruppo con l’agilità e la prossimità di una boutique verticale. Per il cliente, questo si traduce in tre vantaggi concreti: meno complessità da gestire, dati e tecnologia dietro ogni azione e misurazione puntuale dell’impatto sul business.

La dorsale commerciale dell’offerta continua ad essere articolata su tre pilastri: Creativity & Experiences (advertising, branded content, social & creator, PR, live experience e grandi eventi), Media & Touchpoints (strategia e pianificazione media omnicanale, planning & buying, retail media, influencer marketing, market research & consumer insights) e Retail & E-Commerce (in-store communication, retail activation, loyalty & proximity marketing, e-commerce e marketplace). A presidiarli operativamente sono le boutique del Gruppo con le rispettive specializzazioni: Different e Kiwi per creatività e contenuti, All per le live experience, Flu per l’influencer marketing, Next Media per media e touchpoint, Next Retail per retail marketing, EMG per ricerche e insight. Ad abilitare e potenziare trasversalmente tutte le aree è Be.X, l’infrastruttura tecnologica al cuore del modello Be Closer.

Si tratta del cuore tecnologico di Be Closer, basato su dati proprietari (principalmente localizzati in Italia). Un sistema operativo che ha integrato negli ultimi 10 mesi tutte le piattaforme sviluppate internamente negli anni dalle company oggi parte di Be Closer e che beneficia di un team dedicato di oltre 25 persone tra developer, data scientist e product manager. La tecnologia agentica è il fulcro dell’innovazione e della componente high-tech di BE.X, un framework in grado di combinare modelli AI e oltre 1 miliardo di data point per offrire ai clienti soluzioni end-to-end ad alto valore tecnologico.

Basato su un’architettura a micro-moduli, è progettato per rispondere alle esigenze del marketer contemporaneo, spaziando dalla social intelligence al creator marketing, dal tracking dei dati retail all’analisi della mobilità, fino a modelli econometrici avanzati arricchiti da dati sintetici e panel proprietari. Il sistema si fonda su un data lake federato che aggrega oltre 1 miliardo di datapoint: social (450M di creator censiti e 25M+ post analizzati), GEO (oltre 20M di mobile device tracciati), panel sintetici (con più di 1000 Synthetic Personas create), live tracking di eventi e installazioni retail (oltre 500), la nostra CDP (con oltre 50M+ di device data e 1000+ target audience create), dati e tool di terze parti (Nielsen, GWI, Meta, Google, TikTok, Magnific AI, Adform, Amazon, Linkedin, Reddit, Hubspot, AWS, X…) oltre a connessioni ad hoc con i dati e le soluzioni dei nostri clienti. “La sfida non è solo quella di integrare strutture e processi con l’aiuto della tecnologia, ma quella di costruire una cultura comune che diventi il vero motore di crescita”, spiega la communication company.

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“Per questo motivo – prosegue -, le persone sono il cuore dell’evoluzione di Be Closer e la Company Culture rappresenta una leva strategica per sostenere il posizionamento distintivo del Gruppo e la creazione di valore nel lungo periodo e si traduce in iniziative concrete volte alla creazione di un ambiente positivo che permetta alle persone di stare bene, crescere e raggiungere i risultati di business. Le quasi 400 persone del gruppo, con un’età media di 36 anni e con un team a marcata (67%) prevalenza femminile sono coinvolte in un percorso di sviluppo e formazione continua, con il supporto del Team Leadin’Lab del Politecnico di Milano che affianca le funzioni interne con l’obiettivo di valorizzare le diversità e il senso di appartenenza comune, coniugando benessere e performance e mettendo al centro l’attrazione, lo sviluppo e la valorizzazione del talento individuale. La trasformazione di Be Closer SPA in Società Benefit ci consente di inserire i principi ESG nella governance, nei processi decisionali, nella company culture e nel posizionamento competitivo, trasformando compliance e responsabilità in vantaggio strategico. A tal fine, il Gruppo ha già approvato un piano strategico triennale orientato a un modello di governance etica e trasparente. Questo percorso è studiato per radicare strutturalmente i criteri di sostenibilità sociale e ambientale nei processi operativi e nell’offerta di servizi al mercato e, soprattutto, all’interno della cultura aziendale. L’obiettivo è generare valore reale e duraturo sia per la crescita e il benessere dei nostri talenti, sia per l’intero ecosistema di partner, clienti e stakeholder esterni, ponendo la responsabilità d’impresa come uno dei pilastri dell’identità di Be Closer”.

La compagnia può già contare su un patrimonio unico di oltre 300 clienti, con altissimo tasso di retention e che include alcuni dei principali investitori italiani in comunicazione tra cui: Amazon, Barilla, Bayer, BlackRock, BMW, Brico io, Coca-Cola, Danone, Ferrarelle, Vileda, Generali, Kellanova, Klepierre, Haier, Heineken, Iliad, Iren, Il Sole 24 Ore, Lactalis, L’Oreal, JTI, Luxottica, MBE, Banca Mediolanum, Moby, Plenitude, Sperlari, GBfoods, Stock, RAI, Venchi, Unicredit.

-Foto ufficio stampa Be Closer-
(ITALPRESS).

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