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Ballardini “In semifinale con merito, serve una grande Cremo”
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3 anni fa-
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Redazione
CREMONA (ITALPRESS) – Sono rimaste in quattro a giocarsi la Coppa Italia. E in questo poker di pretendenti c’è anche la Cremonese, ultima in classifica in Serie A, magnifica protagonista nella seconda competizione nazionale per importanza, capace di eliminare due grandi che puntavano al trofeo. Sembra una contraddizione, una favola, ma è la semplice realtà ed è con quella che Davide Ballardini vuole misurarsi. Domani sera è in programma la semifinale d’andata contro la Fiorentina, prima sfida in casa, allo Zini, poi si vedrà con quali presupposti si andrà al Franchi per il ritorno. “Mi aspetto una conferma di quanto visto anche in passato: una gara fatta bene, giocata con personalità, con voglia di mettere in difficoltà gli avversari quando abbiamo la palla e quando non l’abbiamo di far giocare male la Fiorentina. La Coppa Italia è certamente una bella vetrina, ce la siamo guadagnata perchè quando elimini Napoli e Roma hai dei grandi meriti. Ma serve una grande partita, perchè contro la Fiorentina se non fai una grande partita fai brutte figure”, sottolinea Ballardini che dovrà rinunciare a giocatori importanti. “Non ci saranno Okereke, Ferrari, Chiriches e Acella”.
L’ultima di campionato contro l’Atalanta, una sconfitta interna maturata nel finale, ma anche in occasione del derby non è mancato il sostegno dei tifosi che anche domani riempirabnno lo stadio. “Chi ci vuole bene ogni volta mostra un grande spettacolo; ogni volta che, prima di iniziare la gara, guardo lo stadio o la Curva Sud, porca miseria, sento una carica che mi spinge a chiedermi come sia possibile non avere la fiamma alta con delle persone che ti sostengono e ti incitano dal primo secondo fino all’ultimo – sottolinea Ballardini -. Non puoi farne a meno. Grande spettacolo sugli spalti, e anche per questo dovremo fare una grande partita, per chi ci vuole bene”. La sconfitta contro l’Atalanta, nell’ultima di campionato, è arrivata nel finale e a causa di alcuni errori che si potevano evitare. “Abbiamo giocato contro una squadra che se la gioca con Napoli, Milan, Inter. La richiesta dell’Atalanta è quella di arrivare nelle prime sei squadre sempre, perchè se non ci riescono non sono contenti. Giocare una partita così contro una squadra così forte va a grande merito dei miei”. Dall’Atalanta alla Fiorentina, altra squadra che ha qualità da vendere e che nell’ultimo turno ha vinto a San Siro in casa dell’Inter.
“Basta scorrere la rosa: ci sono Castrovilli, Bonaventura, Amrabat, Barak. Quelli che giocano son buoni e sono buoni anche quelli che stanno in panchina. A noi non interessa molto contro chi si gioca. Per noi è importante fare la prestazione. Se noi facciamo una buona prestazione davanti al nostro pubblico con un’attenzione e un’intensità che servono contro queste grandi squadre facciamo il nostro. Serve una grande prestazione dal punto di vista dell’attenzione e dell’intensità”, dice Ballardini che vuole una grande Cremonese al di là dello schieramento che verrà scelto. “Contro la Fiorentina abbiamo giocato nel primo tempo 3-5-2, poi nel secondo 3-4-1-2. Nelle due partite di Coppa, Napoli e Roma, abbiamo giocato 3-5-2. Non è tanto come tu ti schieri, è l’atteggiamento che fa la differenza. A me sembra che la squadra stia bene. Poi è chiaro che quando giochi partite ogni tre giorni non fai allenamenti brillanti, ma mi sembra che fisicamente e mentalmente stiano bene. Mi sembrano belli pieni e pronti. Abbiamo grande rispetto degli avversari, una squadra che nell’ultima gara ha vinto a San Siro contro l’Inter. Ma a noi interessa quello che facciamo noi. Se facciamo quello che abbiamo dimostrato in più di un’occasione, ce la giochiamo. Quando invece abbiamo dei cali di attenzione o di intensità ci allunghiamo e ci allarghiamo e diventiamo più fragili delle altre”.
– foto LivePhotoSport –
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Sport
Wimbledon, esordio vincente per Cobolli. In campo Sinner a caccia del terzo turno
Pubblicato
6 ore fa-
1 Luglio 2026di
Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Flavio Cobolli accede al secondo turno di Wimbledon. Il tennista romano, numero dieci del ranking Atp e testa di serie numero nove del torneo, supera Mariano Navone in quattro set con il punteggio di 1-6 7-6(5) 6-3 7-6(8), dopo tre ore e 27 minuti di gioco. La partita era cominciata ieri sul campo 2 dell’All England Club, ma è stata sospesa per oscurità dopo il terzo set e si è conclusa oggi. Al secondo turno, Cobolli affronterà l’australiano James Duckworth, che al primo turno si è imposto sull’olandese Griekspoor.
“È solo il mio secondo match della stagione su erba? Per questo non mi sono sentito benissimo oggi e il mio tennis non è stato dei migliori. Arrivare da una finale Slam non è facile, anche perché non mi aspettavo di arrivarci (al Roland Garros, ndr). Credo di aver fatto molto bene dopo aver perso il primo set e aver subito il break nel secondo”. Queste le prime parole di Cobolli dopo la vittoria. “Forse sono entrato in campo un po’ nervoso, ma con l’esperienza acquisita oggi posso puntare a giocare meglio la prossima partita – ha aggiunto -. Ho giocato contro un avversario incredibile. Sono felice di come ho affrontato i momenti di difficoltà. Non è stato semplice tornare in campo il giorno dopo. Non vedo l’ora di affrontare il prossimo incontro“, ha concluso.
Sul Centre Court tocca invece a Jannik Sinner. Il numero uno del tabellone sfida Nuno Borges per un posto al terzo round dei Championships.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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F1 GP Gran Bretagna, Vasseur “A Silverstone ogni dettaglio farà la differenza”
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6 ore fa-
1 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Silverstone è uno dei circuiti più iconici del campionato e rappresenta una sfida molto diversa rispetto all’Austria. Arriviamo a questo weekend dopo aver analizzato attentamente la gara di Spielberg e identificato alcune aree di miglioramento. Sappiamo che il livello della competizione sarà come sempre estremamente alto e che ogni dettaglio farà la differenza”. Così il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, in vista del fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna, valido per il Mondiale di Formula 1.
“Come al solito con il formato Sprint avremo una sola sessione di prove libere prima di entrare in una sessione competitiva, quindi sarà fondamentale partire da subito col piede giusto – sottolinea Vasseur in una nota – Per Lewis questa è una gara speciale e sappiamo quanto sostegno riceverà dai tifosi britannici. Silverstone offre sempre un’atmosfera straordinaria e non vediamo l’ora di scendere in pista”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Messi raccontato da Cristina Cubero: lacrime, Recanati e Miami
Pubblicato
6 ore fa-
1 Luglio 2026di
Redazione
di Enrico Currò
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Miami aspetta Leo Messi, che dal 2023 è diventato il più grande testimonial del soccer targato Mls, la lega statunitense: ingaggiato dall’Inter in maglia rosa, il club della città, ha accorciato le distanze commerciali e di pubblico rispetto ai Dolphins (football) e agli Heat (basket). Ad aspettare il campione in campo con l’Argentina contro Capo Verde, venerdì 3 luglio, c’è anche la giornalista che lo ha seguito passo passo nella sua carriera col Barcellona e con la Selección. Cristina Cubero, 58 anni, vicedirettrice del Mundo Deportivo, prestigioso quotidiano sportivo spagnolo, è una miniera di aneddoti sul numero 10. A cominciare proprio dal suo debutto con l’Albiceleste, il 17 agosto 2005 a Budapest, in amichevole contro l’Ungheria: “Leo aveva 18 anni e qualche tempo prima si era aperto con me, lui molto timido, probabilmente perché ero incinta di mio figlio Alessandro, avevo un forte istinto materno e mi affezionai subito a quel ragazzino un po’ spaesato, del quale il mio amico Ronaldinho mi aveva detto che sarebbe diventato più forte di lui – racconta Cubero all’Italpress -. Messi mi aveva invitato a vedere la sua prima partita con la Nazionale argentina, se mai un giorno fosse stato convocato, e così accadde. A Budapest, però, successe una cosa incredibile: la sua partita durò appena un minuto e mezzo, perché fu espulso per la sceneggiata di un calciatore ungherese, toccato da Leo in un contrasto innocuo in corsa. All’epoca non c’era il Var e l’arbitro, prendendo un abbaglio, tirò fuori il cartellino rosso. Ricordo la furia di Josè Mourinho, che era in tribuna a vedere quella gara e che inveiva contro l’arbitro per il sacrilegio, e poi la disperazione del povero Lionel: piangeva a dirotto, era sicuro che non l’avrebbero mai più chiamato in Nazionale. Per fortuna è andata diversamente”.
Il secondo aneddoto di Cristina Cubero è su un reportage a Recanati: “Le radici italiane della famiglia Messi sono incontestabili. Mi parlava spesso di Recanati nelle Marche, il paese del grande poeta Giacomo Leopardi, terra di origine dei suoi antenati, sia del ramo paterno sia di quello materno. Mi diceva che nell’Ottocento era consuetudine che gli emigranti partissero tutti da uno stesso paese verso una stessa città e che in quel caso avevano preso la nave per Rosario, dove c’erano già tante persone di Recanati. Così andai a Recanati e constatai una cosa singolare: quasi ogni persona che incontravo mi sembrava Leo, per i tratti del volto e per il fisico minuto. Mi pareva di essere circondata da tanti Messi e in particolare vedevo dappertutto i suoi genitori, suo papà Jorge e sua mamma Celia”. Terzo aneddoto della vicedirettrice del Mundo Deportivo: la quotidianità attuale del campione argentino a Miami: “È una persona molto semplice e fa una vita molto semplice, con sua moglie Antonella e con i loro tre figli, Thiago, Mateo e Ciro. Del primogenito, che ha appena vinto un torneo nella Repubblica Dominicana, si capisce già che diventerà calciatore. La mattina presto Messi li accompagna a scuola in macchina e poi va ad allenarsi. Nel tempo libero, quando non resta a casa, va al ristorante, rigorosamente italiano. È una tradizione familiare: la pasta era un rito, a casa dei suoi genitori. Era così anche a Barcellona, quando Leo aveva un ristorante prediletto a Castelldefels, da Mimmo, un cuoco ligure” il suo racconto all’Italpress.
Infine, arriva la conferma che a indirizzare la carriera di Messi è stato indirettamente un altro italiano: Fabio Capello, all’epoca allenatore della Juventus: “La Juve venne a Barcellona per giocare col Barça il Trofeo Gamper, era l’inizio della stagione. Messi era già molto forte, ma era ancora un ragazzino e aveva il problema del passaporto da extracomunitario: non poteva essere inserito nella rosa, perché c’era il tetto degli extracomunitari. Ma in quella fase iniziale della stagione ancora si potevano mettere in campo tutti, era una vetrina. L’intenzione del Barcellona era di vendere Messi all’Espanyol. Invece Leo entrò e Capello restò folgorato. Disse che aveva visto il futuro migliore calciatore del mondo, lo voleva alla Juventus. Così il Barça chiese alla federazione spagnola di dare velocemente a Messi il passaporto, si poteva perché lui era arrivato adolescente dall’Argentina. Leo diventò comunitario, fu inserito nella rosa e il resto della storia la sapete”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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