Cronaca
Area Sud Basilicata Patrimonio Unesco, chiesto sostegno al governatore lombardo Fontana
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3 anni fa-
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Redazione
POTENZA (ITALPRESS) – «La Regione Basilicata sosterrà, con convinzione, la proposta del Gal ‘La Cittadella del Sapere’ di candidare l’Area Sud della Basilicata a Patrimonio dell’Unesco» ha affermato il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.
«Si tratta – ha aggiunto – di un’area vasta che include il Parco nazionale del Pollino, il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese e Maratea. Territori incontaminati, i quali, per la loro immensa valenza paesaggistica, meritano di essere annoverati tra i siti riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Mi auguro che l’iniziativa del Gal riesca a catalizzare l’attenzione degli Enti locali e del mondo associativo, in modo da rafforzare una proposta importante per l’intera Basilicata».
La dichiarazione di Bardi arriva in seguito all’invito rivoltogli, nei giorni scorsi, dal Gal, La Cittadella del Sapere, il cui Presidente è Franco Muscolino e il cui Direttore Generale è Nicola Timpone, nonchè dal giornalista Biagio Maimone, originario di Maratea e creatore del sito www.progettodivitasud.it, fondato per il riscatto socio-economico del Mezzogiorno, i quali sono promotori della richiesta, che, nei prossimi giorni, sarà fatta pervenire al Presidente dell’Unesco Audrey Azoulay.
Il giornalista Biagio Maimone ha chiesto sostegno anche al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al quale ha scritto quanto segue: “Le chiedo di voler sostenere, con un Suo messaggio di condivisione, la richiesta formulata all’Unesco, dallo scrivente e dal Gal “La Cittadella del Sapere”, di assegnare il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità all’ Area Sud della Basilicata.
Perché abbiamo voluto chiedere alla Regione Lombardia di sostenere la nostra richiesta?
Perché riteniamo la Lombardia un territorio all’avanguardia nel tessuto socio-economico e politico della nazione italiana.
Tuttavia non solo per tale motivo, ma anche perché desideriamo creare tra il Nord Italia e il Sud Italia un legame solidale e culturale, sia sotto il profilo socio-economico, sia sotto il profilo della cultura sostenibile, che rappresenta attualmente il tema fondante il benessere dei cittadini.
E’ nostro intento avviare un processo di cooperazione tra le Regioni italiane, le cui culture e le cui tradizioni sono diverse. Oggi, più di ieri, la cooperazione costituisce il fattore propulsivo di benessere per l’intero territorio italiano, se sorretta da buone prassi. Siamo convinti che lo sviluppo dei territori meridionali può determinare anche un miglioramento dell’intera economia nazionale.
E’ un fatto innegabile che collaborare affinchè nessuna Regione resti negletta contribuisce, in modo notevole, a moltiplicare le fonti di benessere e a rendere più redditizia l’economia dell’intera penisola italiana. ‘Non più terre depresse’ è il nostro slogan sulla scorta dell’evidenza che lo sviluppo dell’economia è realizzabile solo mediante l’inclusione di tutti i territori che costituiscono uno Stato, proprio in quanto ogni territorio è ricco di fonti economiche: si tratta solo di creare le condizioni perché esse possano offrire i loro frutti.
La nostra Regione, che è la Basilicata, intende tessere relazioni costruttive con la Regione Lombardia al fine di realizzare una serie di interazioni finalizzate al benessere reciproco. Nei suoi territori sono racchiusi tesori economici che attendono di essere dissepolti e resi produttivi non solo per la Regione Basilicata, ma anche per l’intera nazione italiana. E’ un percorso sul quale noi intendiamo incamminarci e, per tale motivazione, facciamo appello alla politica economica che si fonda sulla solidarietà, intesa come reciproca interazione tra territori la cui cultura economica è consolidata e territori la cui cultura economica deve essere definita e sarà definita alla luce dei valori che il processo storico ha dimostrato essere fattori di reale progresso economico, proprio in quanto tengono conto della salute del pianeta. Ed è tale nuova forma di economia che può costituire il motivo pregnante per creare l’ormai inevitabile cooperazione. Il territorio più verde e bucolico d’Italia, attento e premuroso nella cura dell’ambiente, rappresentato dall’Area Sud della Basilicata – prosegue – tende la mano alla Regione Lombardia, antesignana di un processo produttivo foriero di sviluppo, che certamente si fonda sul vitale connubio tra economia e salvaguardia del creato.
Il contributo della Regione Lombardia dimostrerà come non veritiera la tesi di chi afferma che il Nord Italia rivendichi un ruolo di supremazia nei confronti del Sud Italia.
La Lombardia e la Basilicata possono, anche insieme ad altre Regioni italiane, diventare artefici di un cambiamento culturale che pone al centro la pari dignità dei territori italiani, il cui ruolo è paritario per quanto attiene lo sviluppo della nazione italiana, seppure da una prospettiva diversa per questioni di natura geografica.
La richiesta del titolo di Patrimonio dell’Umanità per l’Area Sud della Basilicata è stata formulata dallo scrivente e dal GAL “La Cittadella del Sapere”, organizzazione costituita da un partenariato pubblico e privato, il cui Presidente è Franco Muscolino e il Direttore Generale è Nicola Timpone.
La Basilicata può costituire un esempio eccellente della cura dell’ambiente e del creato, nonché della cultura che un popolo agreste, umile e generoso, testimonia all’umanità nel porre al centro l’uomo e la natura in un connubio bucolico davvero singolare, mai scalfito, nel corso dei secoli, dallo sfruttamento dei beni naturali per trarne profitto a danno della tutela dell’ambiente e, conseguentemente, della salute dei suoi abitanti. E’ questo il motivo primario che rende la Basilicata esempio straordinario per l’intera umanità, afflitta dal deterioramento dell’ecosistema.
La Basilicata potrà essere non solo l’esempio eccellente, ma anche il motore trainante dell’economia del nostro intero Paese, proprio in quanto modello di un’ economia virtuosa e sostenibile e, pertanto, premurosa verso la natura e, nel contempo, verso l’essere umano, che in essa vive traendone benefici salutari e vitali. E’ ben evidente come la Basilicata possa costituire un modello encomiabile di green economy, anche relativamente agli obiettivi del PNRR, che si prefigge lo sviluppo socio-economico del Sud Italia alla luce di un modello economico che salvaguardi l’ecosistema, ponendo al centro la difesa della natura e della salute dell’essere umano, nonchè la sua centralità nell’ambito delle politiche finalizzate allo sviluppo dei territori. La civiltà del popolo lucano può essere un modello di vita, che dimostra cosa debba intendersi per vero progresso umano”.
– foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).
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Cronaca
Nordio “Non mi dimetto, ho ancora molte cose da fare”
Pubblicato
1 ora fa-
24 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Fa parte della politica perdere le elezioni.
Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile.
Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Ad esempio la limitazione della custodia cautelare potrebbe essere più difficile”, spiega, però sottolinea che “adesso dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”. Poi, spiega: “Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione su un tema complesso. Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse ‘scassata la Costituzionè”. Non era un pericolo da temere? “Sì – osserva -, però è falso. E’ già stata cambiata più volte. Ma è un tema sul quale si registra sempre una difficoltà ad accogliere il nuovo”. Sul perchè non sia stato accolto neanche un emendamento alla riforma, Nordio dice: “In realtà non ne hanno mai presentato uno accettabile. Hanno sempre detto se volete discutere prima ritirate la proposta di legge. Così l’Anm, che ha subito decretato lo sciopero. E hanno preferito lanciare l’allarme emotivo. Del tutto infondato: eravamo disposti a dialogare”. E ora? “Siamo sempre disposti a discutere. Ma dopo il ‘niet’ ci occupiamo di efficienza”, chiosa il ministro.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
Cronaca
Sinner batte Moutet, agli ottavi a Miami contro Michelsen
Pubblicato
1 ora fa-
24 Marzo 2026di
Redazione
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jannik Sinner ha battuto nella
notte italiana il francese Corentin Moutet, numero 33 del mondo,
centrando la qualificazione agli ottavi del “Miami Open”, secondo
Masters 1000 della stagione, che si sta disputando sul cemento
dell’Hard Rock Stadium. Il tennista azzurro, numero 2 del mondo e seconda testa di serie, si è imposto con il punteggio di 6-1, 6-4 in 1 ora e 12 minuti di gioco. Ora sfiderà lo statunitense Alex Michelsen, che ha battuto il cileno Tabilo. “Sono molto felice, ma allo stesso tempo non gioco per questo” ha detto l’azzurro nell’intervista a caldo dopo la vittoria. “Sono molto contento di essere qui, è sicuramente un torneo che mi è mancato lo scorso anno, quindi sono molto felice. Ora può succedere di tutto: questo sport è così imprevedibile. Cerchiamo quindi di mantenere la concentrazione molto alta, poi vedremo cosa succederà nel prossimo turno”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Export, Lombardia resiliente ma a due velocità, Pavia consolida tra luci e ombre
Pubblicato
2 ore fa-
24 Marzo 2026di
Redazione
di Emanuele Bottiroli
Nel 2025 il commercio estero italiano conferma una traiettoria di crescita moderata ma significativa, con un incremento complessivo delle esportazioni pari al +3,3% secondo i dati Istat. Un risultato che si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e rallentamenti ciclici, in particolare nel quarto trimestre dell’anno, che ha mostrato segnali di flessione congiunturale.
All’interno di questo scenario, il Nord-Ovest chiude con un +2,3% e oltre 239 miliardi di euro di export, mentre la Lombardia si distingue per una variazione congiunturale positiva dello 0,8%, sostenuta in particolare dalla dinamica espansiva dei comparti farmaceutico e chimico-medicale. Un contributo rilevante che ha permesso di compensare le difficoltà registrate in alcune province a forte vocazione industriale, evidenziando una tenuta complessiva del sistema regionale.
Il dato lombardo si inserisce in un contesto territoriale fortemente differenziato, dove convivono aree in forte espansione e altre in rallentamento, a dimostrazione di una crescente polarizzazione economica che attraversa l’intero sistema produttivo.
Il polo Cremona-Mantova-Pavia cresce oltre la media
In questo quadro, l’area vasta della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia evidenzia una performance leggermente superiore alla media nazionale, con esportazioni in aumento del +3,4% per un valore complessivo di circa 19,8 miliardi di euro. Crescono anche le importazioni (+2,7%), attestandosi a 25,15 miliardi, determinando un saldo commerciale negativo pari a -5,37 miliardi.
Il dato più rilevante è tuttavia la tenuta complessiva del sistema produttivo locale, con tutte e tre le province – Mantova, Pavia e Cremona – in territorio positivo. Mantova emerge come locomotiva con un +6,4%, confermando una vocazione internazionale particolarmente dinamica, mentre Pavia e Cremona mostrano una crescita più contenuta ma stabile, segnale di un consolidamento progressivo nonostante le difficoltà del contesto globale.
Questi risultati assumono ulteriore rilevanza se letti in rapporto alla media regionale, che si attesta al +1,8%, confermando il contributo determinante dell’area vasta alla tenuta dell’export lombardo.
Pavia, stabilità con squilibrio strutturale
Nel dettaglio, la provincia di Pavia chiude il 2025 con esportazioni pari a 5,5 miliardi di euro (+2%) e importazioni a 11 miliardi (+0,9%). Il saldo resta fortemente negativo (-5,5 miliardi), confermando una dipendenza strutturale dall’estero sul fronte degli approvvigionamenti e una fragilità che nel medio periodo richiede interventi mirati.
Sul piano settoriale, si evidenzia una crescita nei comparti farmaceutico (+7,8%), chimico (+2,7%) e alimentare (+2%), affiancata da performance rilevanti nei mezzi di trasporto (+30,1%) e nelle altre attività manifatturiere (+43,6%). Si tratta di segnali positivi che indicano la presenza di filiere dinamiche e competitive, in grado di intercettare la domanda internazionale.
In calo invece macchinari, metalli e prodotti petroliferi raffinati, comparti che storicamente rappresentano una componente importante del tessuto industriale locale e che risentono maggiormente delle oscillazioni della domanda globale e dei costi energetici.
Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti (+18,9%) e la Spagna (+28,1%) trainano l’export pavese, seguiti da Regno Unito, Ungheria e Belgio. Si registra invece una contrazione verso Germania e Paesi Bassi, mercati tradizionalmente strategici ma oggi più esposti a dinamiche recessive.
Sul fronte import, crescono i flussi da Stati Uniti, Paesi Bassi e Cina, mentre diminuiscono quelli da Germania e da alcuni Paesi produttori di materie prime, segno di un progressivo riequilibrio delle catene di approvvigionamento.
Dinamiche differenziate e fattori di rischio
L’eterogeneità territoriale resta uno degli elementi chiave del 2025. Se da un lato province come Mantova consolidano un saldo commerciale positivo, dall’altro Pavia e Cremona continuano a scontare squilibri strutturali legati alla composizione produttiva e alla dipendenza dall’import.
Il contesto globale, caratterizzato da volatilità dei cambi, tensioni geopolitiche e ridefinizione delle catene del valore, impone alle imprese una strategia sempre più orientata a innovazione, diversificazione dei mercati e rafforzamento dell’efficienza produttiva. In questo scenario, la capacità di adattamento diventa un fattore competitivo decisivo.
In parallelo, emerge la necessità di politiche pubbliche stabili e mirate, capaci di sostenere la competitività del sistema industriale italiano sui mercati internazionali, favorendo investimenti in tecnologia, sostenibilità e internazionalizzazione.
Prospettive
Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo resiliente ma ancora esposto a vulnerabilità strutturali. La crescita dell’export resta un segnale positivo, ma la sostenibilità di lungo periodo dipenderà dalla capacità di riequilibrare la bilancia commerciale e rafforzare la presenza sui mercati a maggiore valore aggiunto.
In questo scenario, il territorio pavese si conferma solido ma chiamato a un salto qualitativo, in particolare sul fronte della riduzione della dipendenza dalle importazioni e della valorizzazione delle proprie filiere strategiche.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la resilienza in sviluppo strutturale, consolidando le eccellenze produttive e rafforzando la capacità di competere in un contesto internazionale sempre più selettivo e competitivo.
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