Politica
Meloni “Lavoro priorità del Governo, sfida è dargli valore”
Pubblicato
3 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il lavoro rappresenta una priorità di questo Governo. Fin dal nostro insediamento stiamo lavorando per dare risposte ai lavoratori e alle imprese, per far fronte all’aumento dell’inflazione, alle eccessive rigidità del mercato del lavoro e al peso spesso soffocante della burocrazia. Tanti i provvedimenti che abbiamo approvato, a partire dal Decreto Lavoro, e le scelte coraggiose che abbiamo assunto per tagliare il cuneo fiscale e riformare un sistema fallimentare – quello incentrato sul reddito di cittadinanza – che non ha garantito alle persone nè la possibilità di uscire dalla loro condizione di povertà nè di essere sostenute verso percorsi di formazione e reinserimento lavorativo. Dare valore al lavoro è la sfida di questa fase storica”. Così la premier Giorgia Meloni, nel messaggio inviato al Festival del Lavoro organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro a Bologna.
“Siamo solo all’inizio, abbiamo soltanto avviato un percorso che intendiamo portare a termine nell’arco della legislatura. Molto c’è da fare, molte sono le tematiche da affrontare. A partire da competenza e innovazione”, aggiunge il presidente de Consiglio.
“Ritengo, infatti, che una delle principali sfide che abbiamo davanti è riformare le politiche attive del lavoro, legando sempre più la formazione alle competenze richieste dalle imprese, alle competenze richieste dalla continua e rapida innovazione che attraversa il mondo produttivo e la società di oggi. Una sfida che deve partire da lontano, che deve coinvolgere anche il sistema dell’orientamento, dell’istruzione scolastica e universitaria. L’elevato livello di skill mismatch e educational mismatch checontraddistingue il mercato del lavoro italiano, oltre ad evidenziare come molti lavori tradizionali siano ormai obsoleti, costituisce un freno all’occupazione e alle legittime aspettative dei giovani e, allo stesso tempo, costituisce un freno per la competitività e la produttività delle imprese, quindi per la crescita dell’economia italiana. E’ una priorità che questo Governo ha ben chiara e che intende affrontare, anche con il contributo e le proposte dei Consulenti del Lavoro”, conclude Meloni.
(ITALPRESS).
-foto Palazzo Chigi-
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Politica
Mattarella riceve Meloni in vista del Consiglio Ue: “Nei confronti dell’Ucraina è opportuno che l’Europa si presenti con una sola voce”
Pubblicato
8 ore fa-
11 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale colazione di lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto oggi il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano. Lo rende noto il Quirinale.
È “molto opportuno che l’Unione europea – nei confronti dell’Ucraina e della Russia – si presenti con una voce sola”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende, nel corso della colazione di lavoro con la premier Meloni e i ministri in vista del Consiglio europeo. Durante la colazione, il presidente Mattarella ha ascoltato la relazione del ministro Schillaci su Ebola ed è stata fissata anche la data del 23 ottobre della Conferenza sulla droga a San Patrignano.
-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).
Politica
Meloni alla Camera “Sull’Ucraina la nostra linea non cambia, sosteniamo sanzioni a Russia”. E sul Medio Oriente “L’Italia non intende diventare parte del conflitto”
Pubblicato
14 ore fa-
11 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Consiglio europeo si riunirà in un periodo di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina che proprio oggi supera per durata la prima guerra mondiale, alla crisi in Medioriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, e l’Unione Europea è chiamata a dimostrate capacità organizzativa, unità, visione strategica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camera, in vista del consiglio europeo.
“Il quadro finanziario pluriennale dovrà assicurare all’Unione, risorse adeguate, tanto per rispondere alle sfide del nostro tempo, quanto per sostenere le sue ambizioni politiche”, ha aggiunto.
“Oltre quattro anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quella aggressione, a dispetto dei continui proclami, non si è mai trasformata in una vittoria e questo è stato possibile grazie all’eroica resistenza al popolo ucraino, al sostegno che la nazione accredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali ,Italia compresa”, ha ribadito. “La nostra solidarietà all’Ucraina resta convinta, piena e concreta” ha aggiunto Meloni “sosteniamo attivamente la difesa, i progetti per la ricostruzione, la nostra linea non cambia, per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto si sanzioni europee, perchè fino a quando la Russia rifiuterà un cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alt la pressione politica ed economica”.
“Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile, ma necessaria”. “Solo che coordinamento non significa delegare, in qualsiasi scenario di pace, serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa ed è l’Europa a doverle negoziare” ha aggiunto Meloni.
“Il percorso di adesione” dell’Ucraina all’Ue “dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i paesi candidati, inclusi la Moldova e i paesi dei Balcani occidentali, tanto sull’Ucraina quanto sui Balcani, le nostre posizioni sono sempre le stesse, le rappresentiamo con chiarezza e coraggio in ogni sede, indipendentemente dalla partecipazione o meno alla singola riunione, e anzi, dal mio punto di vista, se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremo forse offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi”.
Spostando il focus sul Medio Oriente, Meloni ha detto che “la nostra linea è la stessa fin dall’inizio: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo, il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare il confronto dentro un percorso politico e diplomatico“.
“La crisi in Medioriente continua a destare enorme preoccupazione, sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale, le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento, dai fertilizzanti alle materie prime critiche e, quindi anche sull’economia europea, compresa quella italiana”.
“Consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare, unilateralmente, le regole che garantiscono in libero transito attraverso lo stretto di Hormuz, perchè la libertà di navigazione è un bene comune mondiale, e non può essere piegato a logiche di ricatto, e perchè consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale, significherebbe a aprire il varco ad un mondo nel quali le grandi rotte marittime diventano tutte strumento di pressione”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Meloni alla Camera “Sull’Ucraina la nostra linea non cambia, sosteniamo sanzioni a Russia”. E sul Medio Oriente “L’Italia non intende diventare parte del conflitto”
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14 ore fa-
11 Giugno 2026di
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“Oltre quattro anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quella aggressione, a dispetto dei continui proclami, non si è mai trasformata in una vittoria e questo è stato possibile grazie all’eroica resistenza al popolo ucraino, al sostegno che la nazione accredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali ,Italia compresa”, ha ribadito. “La nostra solidarietà all’Ucraina resta convinta, piena e concreta” ha aggiunto Meloni “sosteniamo attivamente la difesa, i progetti per la ricostruzione, la nostra linea non cambia, per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto si sanzioni europee, perchè fino a quando la Russia rifiuterà un cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alt la pressione politica ed economica”.
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Spostando il focus sul Medio Oriente, Meloni ha detto che “la nostra linea è la stessa fin dall’inizio: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo, il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare il confronto dentro un percorso politico e diplomatico“.
“La crisi in Medioriente continua a destare enorme preoccupazione, sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale, le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento, dai fertilizzanti alle materie prime critiche e, quindi anche sull’economia europea, compresa quella italiana”.
“Consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare, unilateralmente, le regole che garantiscono in libero transito attraverso lo stretto di Hormuz, perchè la libertà di navigazione è un bene comune mondiale, e non può essere piegato a logiche di ricatto, e perchè consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale, significherebbe a aprire il varco ad un mondo nel quali le grandi rotte marittime diventano tutte strumento di pressione”.
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