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Economia

Piazza Affari apre in rialzo, attesa per la decisione della Bce

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MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +0,43% a quota 29.105 punti, mentre l’Ftse All Share avanza dello 0,44% a 31.115 punti. In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,42% a quota 46.157 punti. I mercati reagiscono positivamente dopo che la Fed ha annunciato l’aumento del tasso di riferimento di 25 punti base, già ampiamente previsto, scommettendo che potrebbe essere il suo ultimo rialzo. Intanto gli investitori si preparano alla decisione di politica monetaria della Bce, che oggi dovrebbe procedere a un ulteriore aumento per contrastare l’inflazione. A Milano in evidenza soprattutto gli energetici, gli industriali e i finanziari. Per quanto riguarda le materie prime, petrolio in rialzo, con il mercato che prevede una riduzione dell’offerta da parte dei maggiori produttori di greggio. Il Brent si colloca a quota 83,5 dollari al barile menre il Wti si porta a 79,4 dollari. Poco mosso invece il gas naturale, con i contratti settembre scambiati ad Amsterdam a 30,3 euro al MWh. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 167 punti, con il rendimento del decennale al 4,08%. Anche le altre piazze finanziarie europee aprono in terreno positivo sulla scia della chiusura in verde di Tokyo, con il Nikkei che guadagna lo 0,68%. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a +0,51%, Francoforte guadagna lo 0,09%, mentre Londra avanza dello 0,06%.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Economia

ABI, ruolo delle banche sempre più centrale per sostenere famiglie e imprese

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ROMA (ITALPRESS) – Il credito protagonista dell’economia italiana ed europea. In un contesto segnato da incertezza geopolitica, innovazione tecnologica e nuove regole europee, le banche sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più centrale nel sostenere famiglie e imprese. È questo il messaggio cardine di “Credito al Credito 2026”, l’evento promosso dall’ABI, in collaborazione con Assofin e organizzato da ABI Servizi, che si terrà a Milano il 31 marzo e 1° aprile, presso l’Auditorium Bezzi, dedicato quest’anno al tema: “Credito, infrastruttura del futuro”. Al centro dell’edizione 2026 le nuove regole europee che stanno ridisegnando il mercato del credito e il ruolo dell’innovazione. Intelligenza artificiale e uso avanzato dei dati stanno trasformando il modo in cui le banche valutano il rischio e rispondono alle esigenze di famiglie e imprese.

Ad aprire i lavori la sessione plenaria dedicata a intelligenza artificiale, dati e nuove regole, con gli interventi – tra gli altri – di Gianfranco Torriero (ABI), Cesare Colombi (Assofin), Stefano Sordoni (Banca d’Italia) e Angelo Camilli (Confindustria), preceduti dal keynote macroeconomico di Libero Monteforte (Ufficio parlamentare di bilancio). “Credito al Credito” è uno dei principali momenti di confronto tra operatori pubblici e privati, istituzioni, banche e imprese. Un’occasione per analizzare le trasformazioni in atto e individuare soluzioni per rafforzare l’economia. In un mondo che cambia rapidamente, il credito si conferma così non solo un servizio finanziario, ma una leva decisiva per accompagnare innovazione, sostenere i territori e costruire la crescita futura.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ABI, a febbraio 2026, cioè prima dell’avvio della guerra in Iran, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo 2025. Per le famiglie è il quattordicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è l’ottavo mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

Nel 2025 ricavi, utile e investimenti in crescita per Terna. Di Foggia “Pronti ad affrontare nuove sfide”

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ROMA (ITALPRESS) – Terna chiude l’esercizio 2025 con ricavi pari a 4.033 milioni, in aumento di 352,8 milioni (+9,6%) rispetto al 2024. L’Ebitda si attesta a 2.750,8 milioni, in crescita di 184,4 milioni rispetto al 2024 (+7,2%), principalmente per il miglior risultato delle attività regolate, mentre il risultato operativo, a fronte di ammortamenti e svalutazioni pari a 960,9 milioni, si attesta a 1.789,9 milioni, rispetto ai 1.677,4 milioni del 2024 (+6,7%). Il risultato ante imposte si attesta a 1.608,4 milioni, in aumento di 102,5 milioni rispetto al 2024 (+6,8%). L’utile netto di Gruppo dell’esercizio è pari a 1.111,5 milioni, in crescita di 49,6 milioni (+4,7%) rispetto ai 1.061,9 milioni del 2024. La situazione patrimoniale consolidata registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 7.791,3 milioni, a fronte dei 7.524,2 milioni al 31 dicembre 2024. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 si è attestato a 13.000,2 milioni, rispetto ai 11.160,4 milioni a fine 2024, a supporto dell’importante crescita degli investimenti per lo sviluppo di un sistema elettrico sempre più sicuro ed efficiente. Gli investimenti complessivi effettuati dal Gruppo Terna nell’esercizio sono stati pari a 3.514,9 milioni, in forte crescita (+30,6%) rispetto ai 2.692,1 milioni del 2024.

Per il 2026 la società prevede una crescita economica moderata, in rallentamento rispetto al 2025 e ancora inferiore ai livelli pre-pandemici. In questo scenario, il settore elettrico europeo proseguirà il percorso di decarbonizzazione e di rafforzamento della sicurezza energetica delineato dalla normativa europea e italiana. Il Gruppo Terna sarà quindi focalizzato sull’attuazione del proprio piano industriale, confermando il ruolo di abilitatore della transizione energetica e digitale e contribuendo al raggiungimento dei target di decarbonizzazione e all’aumento dell’indipendenza energetica del Paese. Nel corso del 2026, il Gruppo intende migliorare l’efficienza operativa e la gestione della rete di trasmissione anche attraverso l’adozione di tecnologie innovative e la digitalizzazione degli asset. Per il 2026 è previsto che il Gruppo Terna possa conseguire ricavi per 4,41 miliardi, un Ebitda pari a 2,93 miliardi e un utile netto di Gruppo pari a 1,12 miliardi. Con specifico riferimento al piano investimenti, il Gruppo ha un target 2026 pari a circa 4,2 miliardi.

“I risultati del 2025 di Terna confermano la crescita di tutti gli indicatori economico-finanziari e l’accelerazione nell’esecuzione dei principali progetti, operando con successo in uno scenario energetico e geopolitico particolarmente complesso. I risultati economico-finanziari in miglioramento, l’aumento progressivo degli investimenti e l’avanzamento nella realizzazione di infrastrutture di rete strategiche per il Paese testimoniano la solidità del nostro modello industriale e la credibilità del percorso di sviluppo”. Così Giuseppina Di Foggia, Ad e direttore generale di Terna, commentando i dati relativi all’esercizio 2025. “Negli ultimi tre anni, Terna ha completato una profonda trasformazione, consolidando il proprio ruolo di abilitatore della transizione energetica con una visione fondata su innovazione, sostenibilità e sviluppo delle competenze professionali”, aggiunge.

“Il mercato ci ha riconosciuto come un operatore affidabile e capace di sostenere investimenti di lungo termine. Oggi, forti dei risultati conseguiti nel 2025 e delle basi costruite negli anni precedenti, siamo pronti ad affrontare sfide sempre più complesse e a contribuire all’indipendenza energetica del Paese e alla sicurezza ed efficienza del sistema elettrico”, conclude Di Foggia.

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– foto ufficio stampa Terna –

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Economia

Dazi, gli eurodeputati fissano le condizioni per ridurre le tariffe sui prodotti Usa

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Gli eurodeputati hanno approvato la loro posizione relativa a due proposte legislative che attuano gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale Ue-Usa di Turnberry. Secondo quanto riferisce una nota del Parlamento europeo, i testi, se concordati con i governi dell’Ue, elimineranno la maggior parte dei dazi sui beni industriali statunitensi e garantiranno un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli Usa, in linea con gli impegni assunti nell’estate 2025 tra l’Ue e gli Stati Uniti.

Secondo una nota del Parlamento europeo, i due atti legislativi sono stati approvati nel seguente modo: l’adeguamento dei dazi doganali e apertura di contingenti tariffari per l’importazione di alcuni beni originari degli Stati Uniti è stato approvato con 417 voti a favore e 154 contrari, a fronte di 71 astensioni; la non applicazione dei dazi doganali sulle importazioni di alcuni beni è stata approvata con 437 voti a favore e 144 contrari, a fronte di 60 astensioni. I deputati hanno rafforzato la clausola di sospensione proposta, che consentirebbe di sospendere le preferenze tariffarie con gli Stati Uniti secondo una serie di condizioni. Ad esempio, la Commissione potrebbe proporre la sospensione totale o parziale delle preferenze commerciali se gli Stati Uniti imponessero dazi aggiuntivi superiori al limite concordato del 15%, o nuovi tipi di dazi sui beni provenienti dall’Ue.

La clausola potrebbe essere attivata anche se gli Stati Uniti, ad esempio, decidessero di compromettere gli obiettivi dell’accordo, discriminare gli operatori economici dell’Ue, minacciare l’integrità territoriale degli Stati membri o le loro politiche estere e di difesa, oppure ricorrere a coercizione economica. I deputati hanno poi introdotto una “clausola di entrata in vigore” (sunrise clause), che prevede che le nuove preferenze commerciali entrino in vigore solo se gli Stati Uniti rispettano i loro impegni. Tali impegni includono la riduzione da parte degli Stati Uniti dei dazi sui prodotti dell’Ue con contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50%, fino a un massimo del 15%. Inoltre, per i prodotti dell’Ue con contenuto di acciaio e alluminio superiore al 50%, qualora gli Stati Uniti non riducano i loro dazi a un massimo del 15%, le preferenze tariffarie dell’Ue per le esportazioni statunitensi di acciaio, alluminio e prodotti derivati cesserebbero di applicarsi sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento.

I deputati hanno inoltre concordato una data di scadenza per il regolamento principale, fissata al 31 marzo 2028. Tale termine potrà essere prorogato solo mediante una nuova proposta legislativa, da presentare a seguito di una valutazione d’impatto approfondita sugli effetti del regolamento. La Commissione sarà incaricata di monitorare l’impatto delle nuove norme e potrà sospendere temporaneamente i nuovi dazi qualora le importazioni dagli Stati Uniti raggiungano livelli tali da causare gravi danni all’industria dell’Ue, ad esempio in caso di un aumento del 10% delle importazioni di un determinato gruppo di prodotti.

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– Foto IPA Agency –
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