Economia
Al via il primo forum italo-saudita sugli investimenti con 1200 aziende
Pubblicato
3 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Con la sigla di un Memorandum of Understanding tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministero degli Investimenti del Regno dell’Arabia Saudita, rappresentato dal ministro Khalid Al-Falih, prende il via il primo Forum Italo-Saudita sugli Investimenti.
Il protocollo d’intesa è volto a sostenere il dialogo tra le istituzioni e le imprese interessate alla promozione degli investimenti tra i due Paesi e a incoraggiare la cooperazione negli investimenti diretti, sostenendo gli investitori in tutte le fasi dei progetti qualora siano stati indicati come aventi importanza economica strategica per uno dei due Paesi.
Nel corso dell’incontro bilaterale tra i due ministri, il ministro saudita Al-Falih ha invitato a Riad il ministro Urso per consolidare la cooperazione tra i due Paesi e favorire la collaborazione tra le imprese.
Al forum partecipano anche il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l’Ambasciatore Saudita in Italia, Principe Faisal Bin Salman, il responsabile rapporti con gli investitori del governo saudita, Badr Albadr.
Alla giornata prendono parte circa 1200 imprese, di cui 500 in presenza e oltre 700 in remoto. Sono più di 150 le imprese saudite partecipanti. Tra le società italiane, partecipano al forum Eni, Snam, Cdp, Enel, Leonardo, WeBuild, Maire, Pirelli, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ita, Ansaldo Energia, Saipem, Invimit. Obiettivo del Forum – si legge nella nota – è valorizzare le sinergie esistenti, identificando nuove possibilità di sviluppo e promuovendo la collaborazione e il dialogo tra business leaders, istituzioni e investitori dei due Paesi.
– foto: ufficio stampa Ministero Made in Italy –
(ITALPRESS).
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IA, Panetta “La trasformazione richiederà alle imprese investimenti ingenti”
Pubblicato
3 ore fa-
2 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. È già entrata nei processi produttivi, nei servizi, nella ricerca, nella vita quotidiana. E avanza a una velocità che impone a imprese, istituzioni e sistema finanziario di agire con altrettanta rapidità”. Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, alla Conferenza organizzata dalla Banca d’Italia e dalla Banca europea per gli investimenti su “La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo”. Per Panetta “è necessario agire con decisione affinché il progresso tecnologico si traduca in progresso umano”, sottolinea. “Questa trasformazione richiederà alle imprese investimenti ingenti, diversi per natura da quelli tradizionali. Molti saranno immateriali: ricerca, software, dati, competenze, organizzazione. Sono investimenti difficili da valutare dall’esterno, spesso rischiosi, con ritorni incerti e lontani nel tempo. Qui entra in gioco il sistema finanziario. Perché senza una finanza adeguata, l’innovazione resta un’idea; con finanza paziente, capitale di rischio e mercati più profondi, può diventare crescita, occupazione, competitività”, ricorda Panetta.
“L’Italia e l’Europa non partono da zero. Hanno risparmio, ricerca, imprese, competenze. Ma troppo spesso queste risorse non si combinano nella scala necessaria per sostenere i progetti più ambiziosi. Dobbiamo rafforzare la capacità di mobilitare capitali verso le imprese che innovano, crescono e trasformano la ricerca in applicazioni concrete”, aggiunge Panetta. “È questa la sfida che discuteremo oggi: fare in modo che l’intelligenza artificiale non resti confinata alla frontiera tecnologica, ma diventi una leva diffusa di sviluppo; e costruire le condizioni finanziarie perché questa trasformazione possa avvenire in Italia e in Europa”, conclude.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Nel primo trimestre i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dell’1,2% su base annua, i dati Istat
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7 ore fa-
2 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business (BtoB) aumentano dell’1,2% su base congiunturale e del 2,7% su base tendenziale (era +1,9% nel quarto trimestre 2025). La crescita congiunturale, pari a quella registrata il trimestre precedente, è estesa con diversa intensità a quasi tutte le attività economiche. Risulta più marcata per i prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio (+2,7%) – con aumenti in tutti i singoli settori, i più ampi per il trasporto aereo di merci (+4,9%) e il trasporto marittimo (+3,9%) – che tornano a crescere su base annua (+2,2%, da -0,8% nel quarto trimestre 2025). I prezzi dei servizi di informazione e comunicazione aumentano dello 0,4% in termini congiunturali e mostrano una crescita tendenziale in accelerazione (+2,2%, da +1,6% del quarto trimestre 2025).
I prezzi dei servizi delle attività professionali, scientifiche e tecniche aumentano dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, sintesi di incrementi diffusi, il più ampio per le altre attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,8%). Su base annua, i prezzi del comparto registrano una crescita in moderata attenuazione (+2,8%, da +3,1% nel quarto trimestre 2025). I prezzi dei servizi di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese registrano un aumento congiunturale dello 0,2%, cui contribuiscono tutti i singoli comparti, a esclusione di noleggio di autoveicoli (-2,2%) e attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese (-0,7%); la loro crescita su base annua, in lieve rallentamento, resta sostenuta (+3,7%, da +3,9% nel trimestre precedente). Per il mercato totale, business e consumer (BtoAll), nel primo trimestre 2026 i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dell’1,2% in termini congiunturali e del 3,0% in termini tendenziali (era +2,1% nel trimestre precedente).
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Bankitalia, nel 2025 rimaste stabili le vendite delle imprese industriali
Pubblicato
21 ore fa-
1 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 le vendite delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi privati non finanziari sono rimaste nel complesso pressoché stabili, dopo la flessione registrata nel biennio precedente. Nell’industria in senso stretto la domanda ha continuato a contrarsi, ma a un ritmo inferiore rispetto al 2024, grazie soprattutto al contributo meno negativo del comparto tessile e della metalmeccanica. Nei servizi la domanda è invece tornata a crescere, trainata dai trasporti e dai servizi professionali alle imprese e alle famiglie. Circa tre quarti delle imprese hanno chiuso l’esercizio in utile, una quota ancora elevata nel confronto storico, sebbene in lieve riduzione rispetto al biennio precedente.
Per il 2026 le imprese si attendono una sostanziale stabilità delle vendite complessive: alla debolezza della domanda interna si contrapporrebbe una moderata crescita di quella estera, nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche. E’ quanto emerge dall’indagine sulle imprese industriali e dei servizi sul 2025 di Banca d’Italia. Nel 2025 la produzione nel comparto delle costruzioni è aumentata del 2,8%, recuperando la flessione registrata nell’anno precedente. La dinamica positiva è stata trainata dall’edilizia pubblica, che ha continuato a espandersi a ritmi sostenuti beneficiando ancora del sostegno fornito dagli incentivi connessi con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
È proseguito invece l’andamento negativo dell’edilizia privata, sebbene in attenuazione rispetto al 2024, anno in cui si erano esauriti i benefici fiscali connessi al Superbonus. Per il 2026 le imprese prevedono un ristagno dell’attività, dovuto soprattutto alla contrazione attesa nelle opere pubbliche. Nel 2025, nonostante il quadro congiunturale ancora debole, l’occupazione è aumentata per il quinto anno consecutivo, a un ritmo analogo a quello osservato nel 2024.
Nell’industria in senso stretto e nei servizi l’ampliamento della compagine è stato pari rispettivamente allo 0,7 e all’1,5%. Anche nelle costruzioni l’occupazione ha continuato a espandersi, seppure a un ritmo lievemente più moderato rispetto alla precedente indagine. Le imprese prevedono un ulteriore incremento dell’occupazione nel 2026, in linea con quello registrato nel 2025. Nel 2025 è proseguita l’attenuazione della crescita dei prezzi di vendita praticati dalle imprese. L’incremento medio dei listini è stato pari al 2,0%, dal 2,4 del 2024. Il rallentamento è stato comune sia all’industria in senso stretto sia ai servizi e ha riguardato principalmente le imprese con meno di 50 addetti e quelle meno orientate all’esportazione. Per il 2026 le aziende prefigurano costi in aumento e un’accelerazione dei propri prezzi di vendita, con una crescita media di circa un punto percentuale più sostenuta rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il 28% delle imprese industriali e il 23 di quelle dei servizi hanno segnalato maggiori esigenze di finanziamento.
Le quote, in lieve aumento rispetto al 2024, risultano ancora contenute nel confronto con il periodo pre-pandemico. Le condizioni di finanziamento sono rimaste in prevalenza invariate, favorite da tassi di indebitamento considerati nel complesso stabili. Nel 2025 gli investimenti sono aumentati del 4,6%, accelerando rispetto all’anno precedente. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla manifattura e dal comparto energetico, mentre nei servizi gli investimenti hanno rallentato.
Per il 2026 le imprese prefigurano una contrazione degli investimenti, particolarmente marcata nella manifattura e tra le imprese di minore dimensione. L’intelligenza artificiale continua a diffondersi tra le imprese italiane: a inizio 2026 la quota di chi la utilizza in modo estensivo, limitato o anche solo sperimentale nei propri processi aziendali è salita di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno, al 32%. In tutti i settori il tasso di adozione cresce con la dimensione di impresa. Le funzioni aziendali in cui è maggiormente impiegata sono i rapporti commerciali con i clienti e i fornitori, seguiti dalla produzione di beni e di servizi e dalla gestione dei processi interni. L’utilizzo per ambiti più specialistici come l’innovazione e la sicurezza informatica è generalmente meno diffuso.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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