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Economia

La Uil chiede al Governo più impegno per la sicurezza sul lavoro

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ROMA (ITALPRESS) – “Consapevolezza è sicurezza”: è il tema al centro dell’assemblea organizzata dalla Uil, alla presenza di
circa mille rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali, organizzata nell’ambito dell’impegno pluriennale del sindacato per l’obiettivo di ‘Zero morti sul lavorò. “Servono più ispettori e più ispezioni, servono nuove assunzioni” negli istituti che si occupano dei controlli, su cui “il governo non ha messo un euro in più”, dice dal palco il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, chiedendo al governo di “investire i 2 miliardi dell’Inail che spesso vengono usati per ripianare i debiti sulla sicurezza sul lavoro”. Bombardieri poi snocciola i dati sui controlli. “Nel 90% dei casi le sanzioni che vengono fatte dell’ispettorato sono sanzioni penali. Nella maggior parte dei casi riguardano piccole e medie aziende. C’è la responsabilità morale di chi non fa nulla”, continua Bombardieri. “Se effettivamente avete a cuore la sicurezza, se avete coraggio e siete coerenti, fate sì che ci sia un rappresentante della sicurezza nelle aziende al di sotto dei 15 dipendenti”, dice rivolgendosi al ministro del Lavoro e al governo. Inoltre “le aziende che violano le norme sulla sicurezza non devono partecipare ai bandi della pubblica amministrazione. Bisogna essere coerenti”, sottolinea, rilanciando l’idea di una “procura speciale che si occupi di queste cose” e “di istituire il reato di omicidio sul lavoro”. Poi, sulla formazione, “non vogliamo ristori per le famiglie che perdono i propri figli: chiediamo che ci siano interventi prima, non dopo, per salvare le vite di questi ragazzi. Aumentiamo le ore di formazione e facciamole in presenza”. La relazione introduttiva è stata affidata alla segretaria confederale, Ivana Veronese. “E’ una grande battaglia etica, di principio: la sicurezza sul lavoro è un tema di tutti. E’ una questione culturale che deve far parte del sapere e del sentito condiviso”, spiega.
“Possiamo dirci orgogliosi delle tante cose fatte, ma assolutamente insoddisfatti per le cose che abbiamo chiesto a gran voce e che fatte non sono: emanare una strategia nazionale di prevenzione, varare un modello di qualificazione delle imprese, rafforzare le competenze, attuare la formazione per i datori di lavoro, escludere dai bandi pubblici le aziende che non rispettano le norme”, spiega Veronese nel corso del suo intervento, che ha preceduto sul palco le testimonianze dei rappresentanti per la sicurezza del sindacato.
Su tutti questi temi, conclude poi Bombardieri, “aspettiamo le decisioni del governo, per capire quali risposte darà alle nostre richieste: sento tante parole, ma fatti concreti non li vediamo. Dopo decideremo insieme cosa fare per far sentire le nostre idee, sapendo che sul tema della sicurezza non ci sono date di scadenza. Dobbiamo fare un passo in più: ci fermeremo soltanto quando otterremo zero morti sul lavoro”.
(ITALPRESS).
– Foto: Italpress/xi2 –

Economia

La BCE lancia l’allarme, il conflitto in Medio Oriente frena la crescita e rilancia l’inflazione nel 2026

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, nella riunione del 19 marzo 2026, ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento, con il tasso sui depositi che resta al 2,00%. Nonostante la determinazione a stabilizzare l’inflazione sull’obiettivo del 2% a medio termine, la BCE lancia un allarme: la guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive economiche “notevolmente più incerte”, generando rischi al rialzo per i prezzi e al ribasso per l’attività economica.

Secondo le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti della BCE, la crescita del PIL nell’area dell’euro è stata rivista al ribasso: si stima ora un incremento dello 0,9% nel 2026 (rispetto all’1,5% del 2025), dell’1,3% nel 2027 e dell’1,4% nel 2028. Il rallentamento riflette gli impatti del conflitto sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia. Per contro, l’inflazione complessiva è stata rivista al rialzo per il 2026, attestandosi in media al 2,6% (+0,7 punti percentuali rispetto alle stime di dicembre), a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia. Si prevede che l’inflazione tocchi un picco del 3,1% nel secondo trimestre del 2026, per poi scendere al 2,0% nel 2027.

“Il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati”, si legge nel Bollettino, sottolineando che le decisioni sui tassi verranno adottate “di volta in volta a ogni riunione” senza vincolarsi a un percorso predefinito. L’attenzione resta alta sugli effetti di “secondo impatto” degli shock energetici, che potrebbero rendere le pressioni inflazionistiche più persistenti nel medio periodo. Sul fronte delle finanze pubbliche, la BCE prevede un aumento del disavanzo di bilancio nell’area dell’euro, che dovrebbe salire dal 3,1% del 2025 al 3,6% nel 2027 e 2028.

Anche il rapporto debito/PIL è destinato a crescere, passando dall’87,5% al 89,5% nel 2028. La Banca sottolinea l’urgenza di riforme strutturali e di una gestione fiscale prudente, avvertendo che “qualsiasi manovra di bilancio in risposta allo shock energetico dovrebbe essere temporanea e mirata”. Infine, il Bollettino evidenzia un inasprimento delle condizioni finanziarie mondiali: i mercati azionari hanno registrato flessioni e i tassi di interesse di mercato, specialmente a breve termine, sono aumentati considerevolmente dopo l’escalation del conflitto. In questo contesto, l’euro si è deprezzato sia nei confronti del dollaro statunitense (-1,9%) sia su base ponderata per l’interscambio.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Panetta “Durata del conflitto in Iran sottostimata, il ritorno alla normalità produttiva sarà lento”

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ROMA (ITALPRESS) – La durata del conflitto è stata inizialmente sottostimata e continua a prolungarsi. Con il suo protrarsi aumentano i rischi per le infrastrutture di estrazione e distribuzione. Sarà determinante, nelle prossime settimane, l’evoluzione delle condizioni di sicurezza lungo le principali rotte energetiche, in particolare nello stretto di Hormuz, dove il traffico navale si è quasi azzerato dopo l’avvio delle ostilità. Da questa variabile dipenderanno l’intensità e la durata dello shock energetico globale”. Così il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione della XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia.

“Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nelle catene di fornitura energetica globale. La sua estensione ai paesi del Golfo ha costretto alcuni di essi a sospendere l’estrazione di idrocarburi, con effetti immediati e potenzialmente persistenti sui mercati internazionali. Anche ipotizzando una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno alla normalità produttiva sarebbe lento: ai tempi tecnici necessari per il ripristino della capacità estrattiva si aggiungerebbero quelli per la riattivazione dell’intera filiera energetica. I rincari sono significativi e stanno colpendo soprattutto i prodotti raffinati essenziali per l’industria e l’agricoltura, dove stanno emergendo strozzature dell’offerta più acute”, aggiunge.

“Le tensioni sui mercati energetici preoccupano non solo per l’impatto immediato su inflazione e crescita, ma anche per le possibili ripercussioni sulla stabilità finanziaria. In presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock. Il quadro è reso più delicato dagli alti livelli di debito pubblico in molte economie, che limitano lo spazio per interventi di bilancio e accrescono i rischi per i mercati finanziari – prosegue -. Variazioni nella percezione del rischio da parte degli investitori globali possono così tradursi rapidamente in tensioni sui titoli sovrani e nei flussi di capitale. Segnali in questa direzione sono già emersi: l’apprezzamento del dollaro, la pressione sui tassi a lungo termine e i deflussi di capitali dai paesi emergenti riflettono una crescente preferenza per attività considerate più sicure (flight to safety)”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Carburanti, Cna “L’aumento dei prezzi sta mettendo in ginocchio le aziende italiane”

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ROMA (ITALPRESS) – La continua impennata dei prezzi dei carburanti sta mettendo in ginocchio le aziende italiane operanti nel settore del trasporto persone. Il comparto, già provato dalle sfide degli ultimi anni, si trova ora di fronte a un’emergenza insostenibile che minaccia la stabilità operativa delle imprese e, di conseguenza, la garanzia stessa del diritto alla mobilità per cittadini, studenti e turisti”. Lo afferma la Cna in una nota. L’aumento vertiginoso dei costi alla pompa, unito alla volatilità dei mercati energetici, non è più un fattore assorbibile dai margini aziendali – prosegue l’associazione di categoria -. Per le imprese di trasporto, il carburante rappresenta una voce di costo primaria e incomprimibile. Senza interventi strutturali e immediati da parte del Governo, il rischio concreto è la riduzione dei servizi, l’aumento delle tariffe per l’utenza finale e, nei casi più critici, la cessazione delle attività di molti operatori locali”.

“Il trasporto persone è una colonna portante del Paese. Le imprese sono chiamate a garantire collegamenti essenziali, spesso in aree dove non esistono alternative ferroviarie, ma stanno operando in condizioni economiche proibitive. Non si può continuare a coprire l’intero peso di questo rincaro, che sta erodendo la liquidità necessaria per la manutenzione dei mezzi e gli investimenti nella transizione ecologica – spiega la Cna -. Le imprese del settore chiedono un confronto urgente con le istituzioni per l’estensione e il rafforzamento dei crediti d’imposta specifici per il settore del trasporto persone, al fine di mitigare l’impatto immediato dei costi del gasolio e l’introduzione del carburante professionale al fine di impedire le ormai continue oscillazioni del mercato. Le aziende del settore auspicano che il Governo ponga il tema al centro dell’agenda politica, consapevole che il trasporto pubblico e privato su gomma è un asset imprescindibile per la ripresa economica e la coesione sociale dell’Italia”.

-Foto IPA Agency-
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