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LA VOCE PAVESE – “QUESTA SERA SIAMO APERTI”, SABATO 30 SETTEMBRE A VOGHERA

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LA VOCE PAVESE – "QUESTA SERA SIAMO APERTI", SABATO 30 SETTEMBRE A VOGHERA
Puntata speciale, in esterna, dedicata a “Questa sera siamo aperti”, un’iniziativa dell’assessorato alla Cultura cui collabora l’assessorato al Commercio del Comune di Voghera, che consiste nell’apertura al pubblico di cinque luoghi di pregevole e assoluto interesse dalle ore 17 alle 22, con ingresso libero. Emanuele Bottiroli intervista in municipio la sindaca, Paola Garlaschelli, e gli assessori Carlo Fugini e Maria Cristina Malvicini.

I cinque luoghi da visitare
A Casa Gallini – via Emilia, 7 – sarà possibile visitare una mostra documentaria riguardante Voghera e i suoi statuti, con cenni storici sulla città dal medioevo fino ai tempi di oggi. I reperti saranno esposti nelle teche e Natalia Stocchi, direttrice dell’Archivio Storico, sarà a disposizione per fornire eventuali informazioni e dettagli. Sempre Sabato 30 i cittadini potranno effettuare una visita guidata nella chiesa di San Giuseppe – via Plana, 60 – con l’accompagnamento musicale a cura degli allievi della Civica Scuola di Musica “G.Sacerdoti”. La Biblioteca Civica Ricottiana – via Gramsci, 1 – proporrà “I tesori nascosti della biblioteca civica” – Curiosità e sorprese, con delle esposizioni datate nelle teche e nella Sezione Ragazzi il laboratorio con letture, kamishibai e giochi, con i bambini che potranno portare il loro pupazzo preferito, farlo dormire una notte in biblioteca e andarlo poi a riprendere l’indomani con una sorpresa…
Il Museo Storico “G.Beccari” – via Gramsci, 1 bis – proporrà un’apertura straordinaria delle sale al piano terra, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Il museo di notte, passeggiando nella storia”. Prosegue intanto la mostra Alieni al Museo di Scienze Naturali “G.Orlandi” – via Gramsci, 1 – da poco riaperto dopo interventi di manutenzione straordinaria.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici comunali ai numeri 0383/336316 e 0383/336331, oppure attraverso l’indirizzo e-mail cultura@comune.voghera.pv.it.

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Tg News 10/06/2026

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Tg News 10/06/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: Meloni da Confcommercio “No alla patrimoniale” – Piantedosi: “Ok a decreto su Ia per forze Polizia” – Negoziati a rilento, Trump pronto a nuovi attacchi – Zelensky: “Missile Flamingo contro impianto russo” – Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva assolto e liberato – Venezi impugna lettera di recesso dalla Fenice – Sinner, esami ok, da oggi si allena per Wimbledon – In Sicilia giustizia più vicina ai cittadini, aprono 30 Uffici di Prossimità – Previsioni 3B Meteo 11 Giugno.

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Tg Lombardia – 10/06/2026

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Tg Lombardia – 10/06/2026 – In questa edizione: Pavia per Papa Leone XIV: esauriti tutti i pass per il 20 giugno – Voghera, capriolo spaventato in centro salvato nel campo da tennis – Droga in Lombardia, smantellata la banda dell’hashish: tre arresti della Dda – Milano, caccia al branco dopo lo stupro della studentessa Erasmus – Omicidio a Milano Certosa, il secondo arrestato non risponde – Milano, il Riesame sblocca il maxihotel al Duomo: area dissequestrata – Milano, incubo in viale Omero: box allagati e maxi conto da 1,7 milioni – Pronto Meteo Lombardia per l’11 Giugno.

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Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

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La Voce Pavese – Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

A Pavia fare l’insegnante significa sempre più spesso lavorare in un clima difficile, segnato da insulti, pressioni, minacce, manipolazioni e, nei casi più gravi, anche aggressioni fisiche. Un fenomeno che non riguarda soltanto il rapporto con gli studenti, ma coinvolge anche colleghi, genitori e dirigenti scolastici.
A fotografare la situazione è un’indagine condotta lo scorso anno dall’ufficio scolastico provinciale su 1.017 insegnanti della provincia di Pavia. Il dato più forte è questo: 633 docenti, pari a circa il 62 per cento del campione, hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza verbale, psicologica o fisica. Quasi due insegnanti su tre, dunque, raccontano di essersi trovati esposti a forme di aggressività nel proprio ambiente di lavoro.
Le segnalazioni indicano come principali responsabili i colleghi, con 212 casi. Seguono i genitori degli alunni, con 179 episodi, poi gli studenti, con 105 segnalazioni, e infine i dirigenti scolastici, indicati in 60 casi. Il problema attraversa tutti gli ordini di scuola, dagli asili alle primarie fino alle secondarie.
La forma di violenza più diffusa è quella verbale. Un insegnante su tre riferisce di aver ricevuto commenti denigratori, insulti, diffamazioni, umiliazioni in pubblico o minacce. Episodi che si verificano soprattutto durante l’orario di lezione o nei colloqui con le famiglie. In molti casi, secondo quanto emerge dal sondaggio, i docenti hanno segnalato l’accaduto alla scuola, ricevendo nella maggior parte delle situazioni un supporto ritenuto adeguato.
Accanto alla violenza verbale c’è poi quella psicologica, più silenziosa ma non meno pesante. Un’insegnante su quattro racconta di esserne stata vittima. Si parla di critiche continue al lavoro, commenti dannosi, pressioni e manipolazioni. Anche in questo caso, gli autori indicati più spesso sono i colleghi. Gli episodi avvengono in aula, durante le riunioni e anche fuori dall’orario scolastico.
Il capitolo più grave resta quello della violenza fisica. L’indagine ha raccolto circa settanta casi: spinte, strattonamenti, lancio di oggetti, più raramente percosse o uso di strumenti impropri. In questo caso, a differenza delle violenze verbali e psicologiche, i principali responsabili risultano gli studenti. Seguono colleghi e genitori, mentre i dirigenti scolastici compaiono solo in modo marginale. Quasi tutti gli episodi vengono segnalati alla scuola.
Per Yuri Coppi, direttore dell’ufficio scolastico territoriale, non si tratta di fatti isolati. Gli episodi emersi, soprattutto quelli verbali e psicologici, non possono essere liquidati come semplici difficoltà relazionali. Al contrario, spiegano dall’ufficio scolastico, devono spingere l’intera comunità educativa a rafforzare la cultura del rispetto reciproco, della corresponsabilità e della tutela di chi lavora nella scuola.
La priorità, ora, è trasformare l’emersione del fenomeno in azioni concrete: prevenzione, ascolto, supporto e strumenti efficaci per garantire il benessere degli insegnanti. Perché proteggere chi educa significa proteggere anche la qualità della scuola.

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