Cronaca
Il Torino supera 2-1 il Sassuolo nel posticipo
Pubblicato
2 anni fa-
di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Torna alla vittoria il Torino di Ivan Juric, che dopo l’eliminazione in Coppa Italia si rituffa nel campionato e batte per 2-1 il Sassuolo. Decisive le reti di Sanabria e Vlasic, intervallate dal gol, vano, di Thorstvedt. Gara che parte subito forte, con il Toro che trova il vantaggio dopo soli quattro minuti grazie all’inserimento vincente a centro area di Sanabria, che prende il tempo a Ferrari e mette dentro da due passi il cross di Tameze. L’1-0 granata dura però poco più di dieci minuti, perchè la squadra di Dionisi reagisce e riesce a concretizzare il pareggio: disimpegno sbagliato di Rodriguez e palla recuperata da Berardi, che mette un pallone velenoso sul quale il velo di Laurientè all’altezza del dischetto di rigore favorisce il sinistro piazzato di Thorstvedt. Gara che col passare dei minuti si equilibra sempre di più, ma i granata creano tanto ed è Zapata che va vicinissimo al 2-1 al 39′ quando, agganciando il lancio profondo di Linetty, chiude con il destro ma il pallone finisce a centimetri dal palo alla destra di Consigli. Secondo tempo in cui sono ancora i granata a tenere il pallino del gioco, lasciando al Sassuolo ripartenze potenzialmente pericolose, come accade al 66′, con la percussione di Laurientè e la sua conclusione che si infrange sul palo. Campanello d’allarme per gli uomini di Juric, che riescono però a risalire il campo e sfruttare un’altra indecisione difensiva del Sassuolo siglando il 2-1: ancora decisivo Tameze, bravo a recuperare palla al limite dell’area neroverde e servire Vlasic, freddissimo nel battere Consigli. I neroverdi accusano il colpo e non riescono a controbattere, lasciando al Toro la gestione di un finale di gara senza particolari sussulti e che manda ai titoli di coda la sfida.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Embolia polmonare in chirurgia estetica, Skerdi Faria “Ecco come prevenire rischi”
Pubblicato
36 minuti fa-
2 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Quali sono i rischi della chirurgia estetica, qual è l’incidenza e come si prevengono? Perchè si parla anche di rischio di embolia polmonare? Lo abbiamo chiesto a Skerdi Faria, anestesista-rianimatore, dottore di Ricerca in Infezioni Ospedaliere e fondatore della clinica albanese KEIT Day Hospital.
“L’embolia polmonare è l’ostruzione improvvisa di una o più arterie polmonari, generalmente causata da un coagulo di sangue che si forma nel sistema venoso profondo, più frequentemente negli arti inferiori, e successivamente migra verso il circolo polmonare. E’ una complicanza temuta perchè può evolvere in modo rapido e imprevedibile, compromettendo la funzione respiratoria e cardiovascolare. Proprio per questo, in chirurgia si lavora su protocolli di valutazione del rischio e profilassi”, afferma Faria.
“La chirurgia estetica – spiega – resta a tutti gli effetti chirurgia, con implicazioni anestesiologiche, fisiologiche e tromboemboliche che devono essere attentamente considerate. I grandi database internazionali mostrano che gli eventi tromboembolici sono statisticamente rari, ma non inesistenti, e che il rischio tende ad aumentare in presenza di procedure combinate, interventi di lunga durata o quando si opera su determinati distretti corporei. E’ proprio questa consapevolezza che impone protocolli rigorosi e una selezione accurata dei pazienti”.
Ma qual è l’incidenza complessiva di eventi tromboembolici venosi in chirurgia estetica? “Si attesta intorno allo 0,09%. Nelle procedure combinate sale a circa 0,20%, mentre nelle procedure singole scende a circa 0,04% – risponde Faria -. Interventi su viso e seno presentano tassi più bassi; sul corpo e nelle combinazioni chirurgiche il rischio aumenta leggermente. Sono eventi rari, ma abbastanza significativi da richiedere protocolli rigorosi”. Tuttavia, rischio “‘bassò non significa mai ‘zerò. Senza conoscere i fattori individuali del paziente – come BMI, fumo, terapia ormonale, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento e mobilità nel post-operatorio – non è possibile trarre conclusioni sul singolo caso”.
Quali sono i fattori che più spesso portano a questi eventi nel post-operatorio? “I principali fattori di rischio includono BMI elevato, età avanzata, fumo, uso di contraccettivi o terapie ormonali, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento, immobilizzazione prolungata e procedure combinate o su distretti corporei a rischio. La presenza di uno o più di questi elementi rende essenziale l’adozione di protocolli rigorosi di prevenzione e monitoraggio”, dice Faria.
Il rischio – è bene spiegarlo – non finisce quando si esce dalla sala operatoria… “Esatto. La letteratura scientifica e le linee guida internazionali ricordano che una quota significativa di eventi tromboembolici può manifestarsi anche dopo la dimissione. Per questo la fase di educazione del paziente e un follow-up attento rappresentano elementi fondamentali per garantire la sicurezza post-operatoria”, evidenzia ancora il medico.
Un rilievo importante assume in questo contesto la prevenzione: “Le principali misure meccaniche includono calze elastiche a compressione graduata e pompe pneumatiche intermittenti – spiega Faria -. Favoriscono il ritorno venoso e riducono il rischio di trombosi, soprattutto nelle procedure lunghe o nei pazienti a rischio, sempre secondo protocolli rigorosi. La profilassi farmacologica è uno strumento importante, ma va sempre gestita con equilibrio, bilanciando il rischio trombotico con quello di sanguinamento. Le linee guida internazionali e i principali report scientifici sottolineano l’importanza di una stratificazione del rischio personalizzata: non esiste una soluzione valida per tutti, e ogni decisione deve basarsi su una valutazione clinica attenta e individuale. Presso KEIT Day Hospital la prevenzione degli eventi tromboembolici è un elemento centrale della sicurezza dei pazienti. Adottiamo protocolli completi e aggiornati secondo gli standard europei: valutazione pre-operatoria individuale del rischio, utilizzo sistematico di calze compressive e pompe antitrombotiche, mobilizzazione precoce e, quando indicato, profilassi farmacologica. In oltre 22.000 interventi, abbiamo registrato un solo caso sospetto, identificato tempestivamente grazie all’ecodoppler e gestito con successo. Questo dimostra quanto una strategia strutturata e multidisciplinare possa ridurre significativamente le complicanze, anche negli scenari più complessi”.
– Nella foto Skerdi Faria (fonte KEIT) –
(ITALPRESS).
Cronaca
Nasce Kormed, il nuovo brand di Clariane Italia dedicato ai servizi sanitari
Pubblicato
3 ore fa-
2 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Clariane Italia è la realtà italiana della community della salute europea Clariane – principale punto di riferimento per l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria nei momenti di fragilità – sotto cui rientrano Korian, brand di riferimento per il settore socio-sanitario, e il nuovo brand Kormed dedicato al settore sanitario nato per diversificare le linee di business aziendali e allinearsi con il mercato europeo.
Il nuovo brand dedicato ai Servizi Sanitari – che pesano il 44% su un fatturato 2025 di oltre 600 milioni di euro – si affianca a Korian, il brand specializzato in Servizi per Anziani e persone con disabilità: l’obiettivo è di preservare il consolidato legame di fiducia che l’azienda ha saputo costruire nel tempo e di delineare, al contempo, una chiara distinzione tra le strutture e i servizi dell’azienda.
La nuova organizzazione brand di Clariane Italia – prima Società Benefit nel settore sanitario e sociosanitario dal 2022 – sottolinea la continua crescita dell’azienda in ambito sanitario e consente di offrire un servizio ancora più completo, dalla prevenzione alla cura, in grado di rispondere in maniera sempre più integrata alle sfide del settore. Una scelta strategica che consente di essere riconoscibili con un’identità chiara in tutti i Paesi in cui Clariane è presente, Italia compresa.
Nel nostro Paese, Clariane Italia opera oggi in 7 regioni con 63 strutture per anziani e persone con disabilità, 47 strutture sanitarie, 35 poliambulatori con con diagnostica e 11 servizi di cure a domicilio, per un totale di più di 9.000 posti letto e più di 2 mln di prestazioni ambulatoriali erogate ogni anno. Con oltre 9.000 collaboratori e collaboratrici, il tasso di occupazione dell’azienda, al terzo trimestre 2025, è stato del 97,6%, in crescita rispetto al 2024.
“Il nostro obiettivo come Clariane Italia è di continuare a crescere specialmente nel settore sanitario, puntando su ricerca e innovazione per fornire servizi sempre più su misura e integrati tra loro, con un approccio olistico a trecentosessanta gradi che accompagni le persone dalla prevenzione alla cura”, commenta Federico Guidoni, Presidente e CEO di Clariane Italia. “La crescita sul fronte sanitario sarà trainata proprio da Kormed grazie alla qualità dei servizi offerti, che nasce dalla professionalità delle nostre èquipe mediche altamente specializzate e da continui investimenti in tecnologia e innovazione in strutture d’eccellenza, dove offriamo ai pazienti modelli di assistenza e cura flessibili e personalizzati, in grado di migliorare la salute, ma anche la qualità di vita dell’individuo”.
Da oltre trent’anni, Clariane Italia utilizza un approccio che nasce da una concezione del sistema salute che assicuri efficienza, efficacia e continuità delle cura, grazie ad un sistema di presa in carico in grado di creare una connessione tra i servizi sul territorio e all’interno delle strutture stesse: grazie a questa visione, l’azienda negli anni ha creato un vero e proprio network della salute, inteso come una rete globale di servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali che ha come obiettivo la salute e il benessere del paziente nei suoi differenti aspetti fisici, mentali, relazionali.
– foto ufficio stampa Clariane Italia –
(ITALPRESS).
Cronaca
Aperto il bando 2026 a sostegno dell’agricoltura di montagna, Beduschi “25,5 milioni per chi lavora in territori difficili”
Pubblicato
4 ore fa-
2 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Regione Lombardia ha aperto il bando 2026 dell’intervento SRB01 ‘Sostegno zone con svantaggi naturali di montagna‘, previsto dal Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 25,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 18 milioni previsti nel 2025 e sarà possibile effettuare domanda entro il 15 maggio.
Lo comunica l‘assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi. “L’obiettivo – dichiara Beduschi – è garantire il mantenimento dell’attività agricola e zootecnica nelle aree montane, riconoscendo un’indennità annuale per ettaro a compensazione dei maggiori costi e dei minori ricavi che le imprese affrontano operando in territori caratterizzati da svantaggi naturali e difficoltà a svolgere questo lavoro rispetto alle aree di pianura”.
Possono presentare domanda gli agricoltori in attività che operano nei Comuni montani individuati dal Complemento Sviluppo Rurale della Lombardia 2023-2027. Il sostegno riguarda le superfici agricole utilizzate in sistemi zootecnici estensivi, foraggere, seminativi, viticoltura e frutticoltura specializzata. Il premio è riconosciuto per ettaro, con importi differenziati in base alla tipologia colturale, all’altitudine, alla pendenza e alla dimensione aziendale. Sono previste specifiche condizioni per pascoli, prati permanenti e avvicendati, vigneti (terrazzati e non), frutteti, oliveti e castagneti.
“Con questo intervento – prosegue Beduschi – Regione Lombardia conferma una scelta chiara: la montagna non si abbandona. Sostenere chi continua a coltivare e allevare in territori difficili significa difendere il presidio ambientale, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica, ma anche garantire reddito e prospettiva alle imprese agricole che tengono vivi questi territori”.
“Difendere l’agricoltura di montagna – conclude Beduschi – significa investire non solo nella qualità della produzione agroalimentare, ma anche nella tenuta economica delle comunità alpine e prealpine. È una misura strutturale che sostiene concretamente chi sceglie di restare e lavorare in quota”.
– Foto di repertorio Regione Lombardia –
(ITALPRESS).

BREAKING NEWS LOMBARDIA 2/3/2026
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