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Cronaca

Fondazione Cariplo lancia BeiLuoghi per rigenerazione urbana e culturale

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MILANO (ITALPRESS) – BeiLuoghi è il nuovo Centro di competenza dedicato alla rigenerazione urbana a base culturale, pensato come piattaforma di scambio per enti pubblici e Enti del Terzo Settore attivi in ambito culturale e promosso da Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione Housing Sociale.
Il centro ha l’obiettivo di promuovere la diffusione di competenze nell’ambito della rigenerazione urbana a base culturale, supportando gli enti del Terzo Settore e gli Enti pubblici nell’ideazione, definizione e realizzazione di proposte progettuali coerenti, sostenibili sul lungo periodo e integrate con i piani di sviluppo dei contesti in cui si collocano.
BeiLuoghi rappresenterà, pertanto, uno spazio in cui incrociare
saperi e competenze, già esistenti sul territorio e in grado di agevolare i soggetti che, con diversi ruoli, sviluppano progetti di rigenerazione urbana a base culturale. Nell’ambito del progetto si intende, infatti, anche creare reti tra gli esperti, i progettisti, gli operatori e la Pubblica Amministrazione e supportare tali soggetti nell’individuazione di risorse, sia pubbliche che private, per la realizzazione dei progetti.
Nell’ambito del progetto, a partire dal 16 novembre, si svolgeranno presso Triennale Milano e Ordine degli Architetti di Milano “I luoghi giusti TALKS”, per stimolare il dibattito e la riflessione condivisa sul tema della rigenerazione urbana a base culturale, con un focus particolare sugli strumenti disponibili per governare i processi di trasformazione e sul ruolo che la cultura può avere nel generare e gestire tali processi.
Quest’attività di confronto, parallela alle altre funzioni del centro, è stata preceduta da un seminario di impostazione del tema “I Luoghi Giusti” svoltosi il 5/6 ottobre presso ARIA Ex Macello e MIND Milano Innovation district. Il seminario è stato promosso da BeiLuoghi con il patrocinio di Placemaking Europe,
hanno partecipato Lendlease, Arexpo e REDO Sgr e numerosi speaker esperti italiani ed internazionali, tra cui Ramon Marrades, Ezio Manzini, Gabriele Pasqui, Roberta Franceschinelli e Pierfrancesco Maran.
Entro fine anno, inoltre, verrà lanciata una Call for projects, finalizzata a selezionare 10 idee progettuali che potranno beneficiare di un percorso di assistenza tecnica con mentors specializzati. L’obiettivo del percorso è supportare gli Enti Pubblici e gli Enti del Terzo Settore attivi nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo nella definizione di proposte progettuali rispondenti ai bisogni del contesto in cui si
collocano, dotate di un buon grado di flessibilità negli usi e nella morfologia degli spazi di progetto e sostenibili sul lungo periodo.
“Fondazione Cariplo, in collaborazione con le istituzioni locali e le principali realtà di Terzo Settore del territorio, promuove da tempo iniziative nel campo della cosiddetta “rigenerazione urbana a base culturale”, nella convinzione che l’arte, la creatività e la cultura rappresentino un’opportunità di sviluppo
per le aree e i luoghi caratterizzati da condizioni di degrado o di abbandono. Le aree periferiche non hanno bisogno solo di interventi strutturali, nel campo dell’edilizia, ad esempio, del manto stradale o della sicurezza, ma anche di azioni e attività che servano a generare coesione sociale a livello locale. La
cultura su questo fronte può fare molto, ed avere dei “beiluoghi” accoglienti e vivi può fare la differenza”, afferma Sergio Urbani, Direttore Generale di Fondazione Cariplo.
“I processi di rigenerazione urbana a base culturale sono oggi al centro dell’attenzione, non solo per l’impatto positivo che hanno avuto negli ultimi anni sullo sviluppo di molte città, ma anche per le potenziali esternalità negative, non pianificate, che pesano soprattutto sull’accessibilità ai beni e ai servizi offerti sul territorio. Con la rigenerazione di parti di città, insieme alle maggiori possibilità per gli abitanti si innescano, spesso, anche processi di valorizzazione economica e conseguentemente di esclusione: come affrontare questo problema e contribuire a creare una città più equa e accessibile?”, sottolinea Giordana Ferri, Direttore Esecutivo di Fondazione Housing Sociale.
La partecipazione agli incontri, che si terranno solamente in presenza, è gratuita previa registrazione obbligatoria online: https://it.surveymonkey.com/r/2V6PKVM

Ecco il programma dell’iniziativa

16 NOVEMBRE 2023 – TRIENNALE MILANO
DALLE ORE 18.30
presso Triennale di Milano, LAB, viale Emilio Alemagna, 6 Milano; all’interno della rassegna di BookCity
Milano 2023
18.30 | TALK
Bertram Niessen incontra Pablo Sendra.
Le infrastrutture del disordine: come sperimentare nuove funzioni di natura culturale per sollecitare la sfera pubblica?
L’incontro è introdotto da Sergio Urbani e Giordana Ferri che presenteranno BeiLuoghi.

24 NOVEMBRE 2023 – TRIENNALE MILANO
DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 20.00
presso Triennale di Milano, LAB, viale Emilio Alemagna, 6 Milano
16.30 | MASTERCLASS a cura di KCITY, introduzione di Fondazione Housing Sociale
Perchè parlare di usi transitori se parliamo di rigenerazione urbana a base culturale?
Spunti per azioni innovative

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18.30 | TALK
PAOLO COTTINO INCONTRA CE’CILE DIGUET
10 anni di usi transitori in Francia: processi, esempi, lezioni

30 NOVEMBRE 2023 – TRIENNALE MILANO
DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 20.00
presso Triennale di Milano, Agorà, viale Emilio Alemagna, 6 Milano

16.30 | MASTERCLASS a cura di Fondazione Housing Sociale
Analisi del territorio, analisi dei bisogni, analisi delle realtà attive e attivazione delle reti

18.30 | TALK
ALESSANDRO COPPOLA INCONTRA LAURA COLINI
Territori e trasformazioni urbane: come si può governare il cambiamento attraverso le politiche
abitative?

13 DICEMBRE 2023 – ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI MILANO
DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 20.00
presso Fondazione Ordine degli architetti di Milano, Sala Conferenze, via Solferino, 17 Milano

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16.30 | MASTERCLASS a cura di Anna Meroni, introduzione di Fondazione Housing Sociale
Design strategico e dei servizi: strumenti per la progettazione di servizi, processi e usi transitori di spazi
in trasformazione

18.30 | TALK
ANTONELLA BRUZZESE INCONTRA LISELOTT STENFELDT
Placemaking: quali prospettive e strumenti per una progettazione consapevole?

– Foto ufficio stampa Fondazione Cariplo –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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