Cronaca
Indie Book Fest a Milano, premio Amazon Storyteller a Daniela Volontè
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2 anni fa-
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RedazioneMILANO (ITALPRESS) – Un’occasione per far conoscere e crescere sempre di più il mondo dell’autopubblicazione, creando momenti di incontro tra autori e appassionati che coltivano il sogno di poter pubblicare i loro scritti. Con questo spirito appassionato si è svolta la seconda edizione dell’Indie Book Fest, primo festival italiano dedicato interamente al self-publishing, nella suggestiva cornice del quartiere Brera a Milano. Una giornata di confronti e workshop trasversali durante la quale sono stati affrontati tutti i temi utili a realizzare un’autopubblicazione efficace. Infatti, ogni storia (fiction e non fiction) può essere coinvolgente e appassionare un bacino potenziale di milioni di lettori, ma la sola scrittura non basta: scelta della copertina, titolo, impaginazione, stile narrativo, sono tutti aspetti a cui è bene prestare attenzione.
Da qui l’importanza per gli autori, e in generale per chiunque abbia una storia da raccontare, di acquisire competenze nuove e ampliare la rete di collaborazioni con i professionisti dell’editoria e non solo.
Diversi i tavoli di approfondimento hanno scandito una giornata molto partecipata. Il primo ha esplorato i diversi scenari del self publishing partendo dalle opportunità offerte da Kindle Direct Publishing (KDP) e dal racconto di come quest’ultimo si è evoluto in Italia nel corso dei suoi dodici anni di vita. A seguire si è parlato di strumenti e consigli pratici per chi desidera abbracciare la filosofia self, fino ad arrivare a un tema di grande attualità, ovvero l’intelligenza artificiale in rapporto all’autorialità.
Il secondo talk ha messo a confronto le diverse professionalità a supporto degli autori self, utili per affiancare metodo e strategia all’attività creativa e produrre un contenuto editoriale di qualità.
Il terzo ed il quarto tavolo hanno invece messo a fattor comune le esperienze degli autori che hanno scelto di percorrere la via dell’autopubblicazione, con un affondo specifico sulle narrazioni fiction e non fiction.
“La prima edizione dell’Indie Book Fest lo scorso anno è stata un successo, e siamo felici di poter partecipare anche quest’anno ampliando ulteriormente l’offerta degli incontri per autori indipendenti e tutti gli appassionati della scrittura” ha dichiarato Andrea Pasino, Responsabile di Kindle Direct Publishing per Italia, Francia e Spagna. “Riteniamo che un evento come questo possa rappresentare un’occasione davvero unica in Italia per acquisire e affinare tecniche e strumenti utili all’autopubblicazione. L’interesse per questo tema è in crescita, come ci dimostra l’attenzione ricevuta anche dalle principali fiere librarie, e l’Indie Book Fest rappresenta una nuova e preziosa occasione per Amazon di raccontare dal vivo tutti i vantaggi, le opportunità e le novità di Kindle Direct Publishing”.
L’evento si è chiuso con la proclamazione del vincitore di Amazon Storyteller 2023, il premio letterario rivolto a penne nuove e già affermate che hanno pubblicato in self. Un’edizione quella di quest’anno che lascia grandi soddisfazioni in termini sia di partecipazione di autori che di varietà delle storie in concorso.
Come sottolineato da Andrea Pasino, “abbiamo ricevuto oltre 2.000 candidature, un incremento che conferma il trend di crescita di interesse verso il premio e il mondo del self publishing”.
I cinque i finalisti del premio sono stati Laura Fiamenghi con il libro “Seth”, Giorgia Wùrth con “Mamme single per scelta”, Vittorio Grimaldi con “Il dovere di Ade”, Stefano Impellitteri con “Lo scienziato del Regime” e Daniela Volontè con “Emmàs Theory”.
“I cinque finalisti erano tutti meritevoli, una varietà di generi che testimonia la varietà nel mondo del self che in Italia è un mondo ormai affermato: basti pensare che nella TOP 100 Kindle settimanalmente un quarto dei titoli sono pubblicati da autori self”, ha commentato Andrea Pasino. Le storie arrivate in finale sono molto diverse e raccontano soprattutto la profonda ed ampia passione degli autori, che spazia dalla mitologia all’attualità. A vincere l’edizione di quest’anno è stata Daniela Volontè con “Emmàs Theory”.
La trama dell’opera si ispira liberamente a un grande classico della letteratura: “Emma”, della celebre scrittrice Jane Austen. La protagonista, Emma Wood, è una giovane di ventidue anni che trascorre la sua vita nell’Upper West Side, a New York City, tra grandi passioni: la moda, i numeri – data la laurea in matematica – e l’amore. In particolare formare coppie, aiutando le persone a costruire un rapporto duraturo grazie all’invenzione di un’applicazione che calcola l’affinità perfetta. La svolta – o come la definisce lei, “il problema” – è il suo vicino di casa, che ha la tendenza a smontare ogni idea nuova le passi per la testa. Così si apre un interrogativo profondo e attuale a cui la storia tenterà di rispondere: i sentimenti possono davvero essere misurati?
La giuria, composta da Stefania Crepaldi, autrice e consulente editoriale, Roselina Salemi, giornalista e autrice, Megi Bulla, booktoker nota come @labibliotecadidaphne, Terence Biffi, vincitore dell’edizione 2022, e Andrea Pasino, ha motivato la scelta non facile riconoscendo nell’opera vincitrice “la scrittura accurata, la capacità della storia di intrattenere il lettore e l’abilità dell’autrice di avvicinare anche i giovani lettori ai grandi classici”.
“Un’emozione fortissima, totalmente inaspettata” ha dichiarato Daniela Volontè al termine della premiazione. Parlando del suo libro, re-telling di “Emma” di Jane Austen, Volontè ha spiegato che la difficoltà principale nello scriverlo è stato l’uso di tanti personaggi da parte di Jane Austen, “trasporli tutti nel mondo contemporaneo non è stato semplice”, ma si tratta di un tentativo ben riuscito di portare nei giorni nostri un classico molto amato della letteratura.
L’autrice vincitrice riceverà una ricompensa in denaro di 10.000 euro e potrà beneficiare di una campagna marketing per promuovere il proprio libro su Amazon.it. Inoltre, il libro vincitore avrà la possibilità di essere pubblicato in formato audio da Audible.
-foto xh7 –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Cina, record di imprese partecipanti alla Fiera di Canton
Pubblicato
24 minuti fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La 139esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto oggi i battenti nella città meridionale cinese di Guangzhou, attirando un numero record di oltre 32.000 imprese partecipanti.
Il numero di aree espositive è salito a 179, con nove nuove sezioni dedicate ai dispositivi smart indossabili, alle tecnologie display, ai droni di consumo, alle case modulari e alle attrezzature da giardino, secondo gli organizzatori.
Fino al 9 aprile, 290 grandi imprese acquirenti avevano confermato la loro partecipazione, con un aumento del 30% su base annua.
Zhu Yong, responsabile del China Foreign Trade Center, ha affermato che i nuovi acquirenti provengono principalmente dai Paesi partner della Belt and Road, con una crescita significativa da America Latina e Africa.
In linea con l’obiettivo di integrazione tra commercio e investimenti fissato nel 15esimo Piano quinquennale della Cina (2026-2030), la Fiera di Canton creerà un ecosistema di promozione commerciale in grado di coprire l’intero ciclo di vita, ha aggiunto Zhu.
Istituita nel 1957, la Fiera di Canton si tiene due volte l’anno a Guangzhou. E’ la più longeva tra i numerosi eventi internazionali commerciali di carattere generale in Cina ed è considerata il barometro del commercio estero del Paese.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Lavoro e longevità, “GenerAzione Talento” promuove dialogo tra senior e giovani
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24 minuti fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il numero di lavoratori con 50 e più anni ha raggiunto nel nostro Paese i 9,2 milioni e rappresenta il gruppo più numeroso che popola il mercato del lavoro. In contesti aziendali dove ormai convivono fino a quattro differenti generazioni, le sfide della trasformazione demografica investono il mondo del lavoro anche dal punto di vista del dialogo tra lavoratori senior e junior. Una relazione non sempre facile tra culture, linguaggi e livelli di digitalizzazione differenti, nella quale rientra anche la necessità di supportare il trasferimento di competenze tra chi si avvicina alla pensione e chi deve raccoglierne il testimone.
In questo contesto è nato per iniziativa del Consorzio ELIS il progetto “GenerAzione Talento” e il CEO Meeting che ha radunato oggi a Villa Fassini a Roma i vertici delle 140 imprese e altre organizzazioni che aderiscono al Consorzio è stata l’occasione per fare il punto sulle prime azioni sviluppate nell’ambito dell’iniziativa.
GenerAzione Talento è il progetto di Semestre del Consorzio ELIS, sviluppato durante il turno di presidenza di Poste Italiane. L’iniziativa risponde alla sfida di innovare in modo armonioso e inclusivo la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, in contesti aziendali caratterizzati dalla coesistenza di quattro generazioni di lavoratori. GenerAzione Talento si rivolge in particolare alle figure senior (over 55) delle imprese aderenti, valorizzandone competenze, esperienza e potenziale come leva strategica per la crescita organizzativa. Il progetto nasce dalla profonda trasformazione demografica, segnata da un progressivo innalzamento dell’età media della popolazione.
Nel suo discorso di apertura, Silvia Rovere, Presidente di Poste Italiane e Presidente di Turno del Consorzio ELIS ha osservato: “Come leader d’impresa abbiamo una responsabilità chiara: anticipare il cambiamento, non subirlo. La transizione demografica in atto richiede risposte sistemiche e condivise. Con GenerAzione Talento abbiamo scelto di affrontare questa sfida mettendo a fattor comune esperienze, competenze e visione. L’obiettivo è costruire un nuovo equilibrio tra generazioni, in cui l’esperienza dei senior e l’energia dei più giovani diventino un vantaggio competitivo per le organizzazioni. Parallelamente, operiamo come ponte tra imprese e istituzioni per contribuire alla definizione di politiche del lavoro più efficaci e inclusive”.
Al CEO Meeting è intervenuto il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che in dialogo con Silvia Rovere sul tema “Un’alleanza tra Istituzioni”, ha dichiarato: “Abbiamo messo a terra il ‘piano di attrattività della Pubblica amministrazionè per fare in modo che ci sia un vero cambiamento nelle nostre organizzazioni. L’obiettivo è creare ambienti di lavoro in cui la collaborazione tra generazioni diventi una leva strutturale di innovazione. “Generazione Talento” può aiutarci a creare alleanze tra pubblico e privato e a ridurre il mismatch di competenze che ancora oggi si avverte”.
Nel suo video-messaggio, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, impegnato a Washington con gli “Spring Meetings” del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, ha sottolineato: “La maggiore anzianità, lungi dall’essere un gap in termini di produttività, si correla spesso ad una expertise tecnica difficilmente sostituibile e pertanto preziosa da salvaguardare nel passaggio generazionale. Inoltre, con l’allungarsi dell’aspettativa di vita aumentano i lavoratori nelle professioni non usuranti, che vogliono comunque restare attivi nel mercato del lavoro. Il ripensamento dei modelli organizzativi e l’investimento sistematico sul capitale umano lungo l’intero arco della vita lavorativa sono compiti che spettano in primis a ciascuna organizzazione. Compiti gravosi, certamente. Per questo, affrontarli insieme, unendo gli sforzi come avviene in seno al Consorzio ELIS, è una strada intelligente”.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati dello studio WMS 55+, realizzato dai ricercatori del World Management Survey sotto la direzione della Professoressa Raffaella Sadun, docente di Business Administration presso Harvard Business School. Lo studio, che ha coinvolto 29 responsabili delle risorse umane e altri dipendenti di grandi gruppi e imprese aderenti al progetto “GenerAzione Talento”, ha rilevato che, a fronte di solide strategie di gestione e sviluppo delle risorse umane, le imprese oggi non dispongono di politiche specifiche per i dipendenti over 55 in materia di talento, valutazione e fidelizzazione. Anche il trasferimento di conoscenze verso le generazioni più giovani avviene spesso in modo informale. In questo contesto, ha sottolineato Sadun: “Si impongono per le imprese tre priorità: inserire i temi della longevità della forza lavoro tra i temi strategici da affrontare, formalizzare piani di trasferimento delle conoscenze dai lavoratori senior agli junior e formare i manager nella gestione intergenerazionale”.
Per conoscere meglio caratteristiche demografiche, valori e aspettative che muovono i lavoratori over 55, partirà in questi giorni un’ulteriore indagine su 10.000 persone all’interno delle aziende che aderiscono al progetto, realizzata con la collaborazione scientifica dei gruppi di ricerca del Professor Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi, e del Professor Vincenzo Galasso, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dello stesso Ateneo.
Le informazioni raccolte serviranno a progettare strumenti di intervento da condividere con le oltre 40 imprese aderenti al progetto. Tra queste: Accenture, Acea, Adecco, Anas, Autostrade per l’Italia, Bain & Company, Cisco, Crèdit Agricole, Ferrovie dello Stato Italiane, Fincantieri, FNM, GiGroup, IBM, Open Fiber, Oracle, Rai Way, Saipem, Salesforce, Snam, TIM, Umana, Università Campus Bio-Medico, Vittoria Assicurazioni e Vodafone Servizi e Tecnologie.
“GenerAzione Talento” vuole mettere a punto azioni efficaci anche per supportare il trasferimento di conoscenze all’interno delle organizzazioni. Durante il CEO Meeting sono stati presentati a tale scopo i primi sviluppi di un si sistema digitale basato su intelligenza artificiale, che funzioni da AI Tutor per il personale over 55 e da infrastruttura di supporto alla ricezione e alla valorizzazione del sapere esperienziale dei lavoratori senior. Il progetto si avvale della presenza nell’Advisory Board di “GenerAzione Talento” di Uljan Sharka, fondatore e Amministratore Delegato di Domyn (già iGenius), e degli esperti di trasformazione digitale e intelligenza artificiale di ELIS Innovation Hub. La piattaforma permetterà di mettere a disposizione delle imprese del Consorzio ELIS un sistema proprietario che garantisca la protezione dei dati, abbatta i costi di utilizzo e permetta contemporaneamente la condivisione di pratiche tra le aziende partecipanti al progetto.
Nel suo saluto iniziale Pietro Cum, Amministratore Delegato di ELIS, ha tratteggiato le linee guida del Piano Strategico ELIS 2030, che sta accompagnando l’evoluzione dell’organizzazione da centro di formazione nato nel 1965 nel quartiere operaio di Casal Bruciato a Roma, all’attuale ruolo di impresa sociale nazionale. “Al centro della nostra Missione resta il lavoro come strumento di realizzazione delle persone e di sviluppo della società – ha spiegato Cum – La nuova strategia concentra l’attenzione sugli ecosistemi del lavoro, che ci vedono impegnati in gran parte delle regioni italiane e nei Paesi del Piano Matteì.
Tra i presenti anche la campionessa olimpica Arianna Fontana che ha evidenziato: ‘Il mio contributo è essere qui oggi e trasmettere la mia esperienza per riuscire a ispirare i più giovani. Il progetto è bellissimo e l’ho scoperto da poco, è bello vedere come tutti si impegnino per la formazione dei ragazzi e non. Le nuove generazioni hanno bisogno di esempi veri, concreti e reali. Siamo umani e sbagliamo, ma l’importante è come si reagisce agli errori”.
ELIS è un ente non-profit dedicato ad attività di orientamento, formazione e innovazione. Oltre alle 140 aziende che compongono il Consorzio, dispone di una rete di 600 scuole su tutto il territorio nazionale e di più di 800 startup con le quali sviluppa progetti di innovazione aperta e collaborativa. Nel 2025 ha formato 7.000 persone tra giovani e adulti, ha raggiunto più di 40.000 studentesse e studenti con attività di orientamento nelle scuole, e ha realizzato quasi 200 progetti di innovazione e trasformazione digitale, in collaborazione con startup e grandi aziende.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).
Cronaca
Intesa Sanpaolo-Campus Bio-Medico, Italia leader nell’innovazione per la salute
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24 minuti fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale è già una realtà per il settore MedTech italiano, tra i più vivaci d’Europa: il 78% delle aziende l’ha integrata nei propri prodotti o servizi e il 61% si trova in fasi avanzate di sviluppo e validazione.
Eppure, queste tecnologie faticano ancora a raggiungere i pazienti, a entrare sistematicamente nei reparti e a trasformare concretamente i modelli di cura. Sono alcune delle evidenze al centro di “AI Adoption Gap in Healthcare”, il primo studio sistematico condotto in Italia su scala nazionale che ha coinvolto circa 300 aziende del settore, tra PMI e startup, pubblicato oggi dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e Intesa Sanpaolo.
Le barriere all’adozione identificate dalle imprese non sono tecnologiche, ma sistemiche e organizzative: complessità regolatoria (69,6%), carenza di risorse qualificate per certificazioni e validazioni (58,6%), difficoltà nel reperimento di fondi (57,5%) sono i tre ostacoli più citati dalle aziende.
Il report offre raccomandazioni operative rivolte ai tre principali attori del sistema: regolatori e policymaker, a livello europeo, nazionale e regionale; industria (PMI, startup e grandi imprese); aziende del Servizio Sanitario Nazionale. Tra le priorità individuate: rendere più prevedibili i tempi dei percorsi regolatori, investire in infrastrutture dati e interoperabilità, sviluppare modelli di business compatibili con il procurement pubblico e rafforzare la formazione, coinvolgendo non solo gli specialisti tecnici ma l’intera organizzazione sanitaria, dal top e middle management ai clinici.
Superare le barriere richiede infatti un’azione coordinata su più dimensioni: maggiore chiarezza normativa, investimenti strutturali nei dati, programmi diffusi di sviluppo delle competenze e strumenti capaci di sostenere la crescita e la scalabilità delle soluzioni innovative, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
Le ricerche dell’Osservatorio Tech4globalhealth implementano approfondimenti del Research Department di Intesa Sanpaolo, con analisi di contesto nazionali e internazionali e le tendenze di crescita di questo settore, e saranno integrate attraverso la partnership di Intesa Sanpaolo con il LIFT (Life Sciences Innovation & Transformation) Lab di SDA Bocconi, che analizzerà le implicazioni economiche, organizzative e di impatto delle trasformazioni in corso nell’ambito delle scienze della vita e che contribuirà ad aggiungere valore, attraverso analisi economiche e di scalabilità delle nuove soluzioni identificate.
“Le sfide sulla salute sono sui territori, ma l’innovazione è ancora centrata sui grandi ospedali. L’IA è una sfida di sistema, ma molta formazione e progettualità si concentra ancora sui singoli attori – afferma il professore Leandro Pecchia, Direttore di Tech4GlobalHealth e Professore di Ingegneria Biomedica, Università Campus BioMedico di Roma -. Le complessità normative richiedono sinergie, ma molti percepiscono ancora una contrapposizione da superare. Il report evidenzia molte di queste dicotomie e indica una strada per superarne alcune. L’intelligenza artificiale è una leva critica per garantire sostenibilità, equità e competitività del sistema sanitario e delle aziende italiane”.
Per Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, “le life science hanno un ruolo sempre più strategico per un Paese chiamato ad affrontare sfide demografiche crescenti. Con l’Università Campus Bio-Medico abbiamo promosso un Osservatorio sulla salute globale Tech4GlobalHealth, che coinvolge ricercatori da tutto il mondo. Intesa Sanpaolo sostiene la ricerca applicata, il talento, iniziative a contrasto della fuga dei cervelli, l’internazionalizzazione e l’integrazione del mondo accademico con il tessuto industriale, a supporto della crescita del Paese”.
A fianco dell’Osservatorio è stato avviato un Laboratorio di ricerca coordinato dal professore Leandro Pecchia, con il compito di approfondire le barriere all’adozione delle tecnologie abilitanti nel SSN e di costruire ponti concreti tra aziende, agenzie sanitarie e imprese del settore – prosegue -. Il Laboratorio opera anche come incubatore di iniziative: dalla ricerca, alla formazione, alla divulgazione al policymaking, con l’obiettivo di tradurre le evidenze scientifiche in cambiamento reale. Ad aprile, il laboratorio è stato accreditato come WHO Collaborating Center for Biomedical Engineering for Global Health, un prestigioso riconoscimento per i contributi degli ultimi 4 anni, un unicum mondiale ed una conferma delle scelte fatte.
Osservatorio e Laboratorio lavorano insieme con un team di giovani ricercatori provenienti da Italia, Spagna, Etiopia, Benin e Regno Unito. Un gruppo volutamente multidisciplinare: medici, ingegneri, economisti, informatici e una filosofa esperta di bioetica che riflette la complessità delle sfide affrontate e la vocazione internazionale del progetto.
La sinergia più ampia con Università Campus Bio-Medico di Roma rientra nell’impegno che Intesa Sanpaolo promuove – in linea con l’agenda strategica per la Ricerca della UE e la quarta Missione del PNRR – per università e scuole, attraverso il sostegno alla ricerca, la valorizzazione del merito, anche attraverso borse di studio per favorire l’inclusione educativa, lo sviluppo di iniziative per attrarre talenti e l’internazionalizzazione degli atenei, l’integrazione dei percorsi scolastici e accademici con il tessuto industriale, produttivo e dei servizi, per la crescita del Paese.
– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).


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