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Cronaca

Gallinari e Fontecchio al tappeto, perdono Washington e Utah

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ROMA (ITALPRESS) – Al tappeto i due cestisti azzurri impegnati nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Cede pesantemente Washington sul parquet di casa: i New York Knicks passano senza pronlemi per 120-99 con 32 punti di Brunson, 27 di Quickley e 22 di Randle. Per i Wizards, invece, 19 punti di Kuzma e una prestazione non indimenticabile di Danilo Gallinari, a referto con 7 punti (6 rimbalzi e 1 assist) in 18 minuti scarsi di impiego. In volata, invece, il ko interno di Utah Jazz, superato dai Phoenix Suns per 131-128: Durant top-scorer con 38 punti e grande trascinatore degli ospiti, per i padroni di casa 37 di Clarkson e 8 (1 rimbalzo) per Simone Fontecchio, in campo per complessivi 16 minuti. Milwaukee Bucks a valanga nell’impianto dei Charlotte Hornets: 130-99 lo score finale con Ball che chiude la sua performance con 37 punti. Embiid (32 punti) e Harris (29) firmano il successo esterno dei Philadelphia 76ers, che violano il parquet di Atlanta Hawks per 126-116; altra serata da campione per James che, con un bottino personale di 35 punti, contribuisce all’affermazione dei Los Angeles davanti ai fans dei Portland Trail Blazers (107-95). Sorridono anche i Los Angeles Clippers, che piegano per 106-100 Houston Rockets con 26 punti di Leonard, 24 di Harden e 23 di George. Non basta, ai Denver Nuggets, la solita prestazione di livello di Jokic (26 punti): i New Orleans Pelicans la spuntano per 115-110. Cleveland Cavaliers a segno nel match casalingo contro i Detroit Pistons: 108-100 al suono dell’ultima sirena con 28 punti totalizzati da un ispirato Garland. Fanno festa lontano dal proprio pubblico Sacramento Kings (129-120 sui San Antonio Spurs), Boston Celtics (108-105 sui Toronto Raptors) e Orlando Magic (103-97 sui Chicago Bulls).
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina-Italia, a Chongqing dialogo su design e rigenerazione urbana

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CHONGQING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il 10 marzo l’Italian Design Day 2026 ha riunito esperti cinesi e italiani nella municipalità cinese di Chongqing per parlare della rigenerazione urbana, dell’innovazione del design e dello sviluppo sostenibile, con entrambe le parti che hanno esaminato nuovi modi affinchè il design contribuisca a uno sviluppo urbano di maggiore qualità.

Quest’anno ricorre la decima edizione dell’evento. Dalla sua inaugurazione nel 2017, l’iniziativa è diventata un’importante piattaforma per presentare il design e le idee architettoniche dell’Italia a un pubblico internazionale e per promuovere dialogo e cooperazione tra i Paesi.

Fabio Schina, console generale d’Italia a Chongqing, ha affermato che il tema di quest’anno invita a riflettere sul ruolo del design e dell’architettura nel migliorare gli spazi di vita e nel sostenere lo sviluppo sostenibile.

Ha anche sottolineato che tanto le città italiane quanto quelle cinesi sono state plasmate da lunghi processi di evoluzione storica e adattamento. Chongqing, una delle città cinesi a più rapida crescita, sta ponendo crescente enfasi sulla rigenerazione urbana, sull’innovazione del design e sulla sostenibilità. Nel 2023, la città è entrata a far parte del Creative Cities Network dell’UNESCO come Città del design.

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Parlando con Xinhua, Roberto Podda, direttore del Sino-Italian Urban Regeneration Hub presso la Xìan Jiaotong-Liverpool University e relatore all’evento, ha affermato di essere rimasto profondamente colpito dalla trasformazione della Cina dal suo arrivo nel Paese, nel 2019. A suo avviso, la Cina non è solo un luogo in cui lavorare, ma anche uno in cui condividere conoscenze, mettere alla prova idee ed esplorare nuovi approcci.

“La Cina è un laboratorio in cui possiamo testare le nostre nuove strategie”, ha affermato Podda. Ha aggiunto che il Paese sta iniziando ad attribuire maggiore valore agli spazi più antichi e alle risorse urbane già esistenti e che la tecnologia sta aprendo nuove possibilità per il loro rinnovamento. “Un modo in cui questi elementi antichi possono essere riportati in vita è attraverso la tecnologia”, ha affermato il professore.

Guardando al futuro, ha sottolineato l’importanza di scambi più profondi tra i due Paesi, soprattutto nell’ambito universitario e di ricerca. Più dialogo, sperimentazione e cooperazione accademica, ha affermato Podda, potrebbero contribuire a far dialogare più profondamente tra loro le tradizioni di Italia e Cina.

L’evento ha inoltre ospitato una tavola rotonda sulla rigenerazione urbana e sul rapporto tra memoria urbana e innovazione, nonchè sul ruolo del design nel promuovere uno sviluppo urbano sostenibile.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Lilt, al via la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica

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ROMA (ITALPRESS) – “La prevenzione è oggi la nostra arma più efficace per vincere il cancro e deve diventare un’abitudine quotidiana per tutti i cittadini”. Lo ha ribadito il Presidente della LILT Nazionale, Francesco Schittulli, durante la conferenza stampa di presentazione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica (SNPO), promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e ospitata oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. Istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e giunta quest’anno alla sua 25^ edizione, la SNPO rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama della prevenzione in Italia, con l’obiettivo di diffondere l’importanza dei corretti stili di vita e sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce.
All’incontro, moderato dal giornalista Giuseppe Brindisi, sono intervenuti i deputati Maria Stefania Marino e Roberto Pella, e il Capo del Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello. Presenti anche David Granieri, Presidente Unaprol e vicepresidente Nazionale Coldiretti, Elisabetta Gregoraci, Ambassador LILT, e Beppe Convertini, testimonial Nastro Blu LILT.
“La Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica ci ricorda con forza che la prevenzione non è un’opzione: è il farmaco più efficace per vivere meglio e più a lungo – ha detto Campitiello -. Quest’anno, per la prima volta, la Legge di Bilancio ha dato una risposta concreta, aumentando in modo significativo i fondi destinati alla prevenzione oncologica. Grazie a queste risorse possiamo rafforzare i programmi di screening, rendere i servizi sul territorio più capillari e garantire percorsi di presa in carico più rapidi ed efficaci. Ma sappiamo che le risorse da sole non bastano”.
Per questo, ha aggiunto, “qui entra in gioco la comunicazione, che diventa la luce capace di guidare i cittadini verso la prevenzione. Informare, sensibilizzare e coinvolgere attivamente le comunità significa aprire le porte degli screening, abbattere barriere e disuguaglianze e trasformare la conoscenza in azione concreta, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. La prevenzione oncologica è un impegno che riguarda tutti. Solo lavorando insieme istituzioni, operatori sanitari e cittadini possiamo costruire una società più sana, equa e consapevole, dove la salute non sia un privilegio, ma un diritto di tutti”.
“La prevenzione è l’arma più efficace che oggi abbiamo per vincere il cancro – ha sottolineato Schittulli -. Diffondere la cultura della prevenzione significa responsabilizzare la persona affinchè adotti comportamenti corretti ogni giorno. La SNPO rappresenta un momento fondamentale per ricordare che il benessere nasce da scelte consapevoli: alimentazione sana, attività fisica, controlli periodici, lotta al tabagismo e attenzione ai fattori di rischio ambientali. Investire nella prevenzione oggi significa investire in salute e salvare la vita”.
Nel corso della conferenza è stato ribadito come l’adozione di corretti stili di vita possa ridurre fino al 40% il rischio di sviluppare patologie oncologiche. Un ruolo centrale è svolto dalla Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio UNESCO, insieme alla Cucina Italiana, come modello virtuoso nel rapporto tra alimentazione e salute.
Anche per questa edizione, l’olio extravergine di oliva 100% italiano si conferma simbolo della campagna LILT: un alimento fondamentale, ricco di polifenoli e acido oleico, che – secondo consolidate evidenze scientifiche – può contribuire a ridurre del 31% il rischio di tumori.
“La sfida è culturale prima ancora che sanitaria – ha concluso Schittulli -. Dobbiamo rendere la prevenzione parte integrante della vita quotidiana, partendo da ciò che portiamo a tavola fino a prendersi cura del nostro corpo con periodici controlli clinici e strumentali”.
La campagna SNPO 2026 ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Sport e Salute e Coni. Il claim della campagna nazionale 2026 è: “PrevenziONe. La scelta giusta è tenerla sempre accesa”. Un invito a prendersi cura di sè stessi ogni giorno attraverso piccoli gesti: mangiare in modo sano, fare regolare attività fisica e controlli periodici. Testimonial 2026 sono il medico nutrizionista Giorgio Calabrese, il nuotatore Luca Dotto e la food blogger Francesca Gambacorta.

– foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

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Cina, antiche accademie promuovono scambi tra culture usando saggezza orientale

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NANCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Mentre il mondo cerca modi per intrattenere un dialogo tra civiltà diverse preservando al tempo stesso identità distinte, le “shuyuan”, ovvero le antiche accademie cinesi, sono emerse dalla storia cinese come una guida.

CERCARE IL CONSENSO TRA LE DIFFERENZE

Nate durante la dinastia Tang (618-907), le “shuyuan” erano istituzioni cinesi uniche che univano istruzione, biblioteche, pratiche rituali e dibattito accademico. Con la dinastia Song (960-1279), erano diventate i principali centri intellettuali della Cina, dove gli studiosi si dedicavano spesso a riflessioni critiche, intensi scambi e dibattiti.

La saggezza delle “shuyuan” cinesi iniziò a suscitare interesse in Occidente durante la dinastia Ming (1368-1644). Alla fine del XVI secolo, il missionario italiano Matteo Ricci visitò l’Accademia Yuzhang a Nanchang, nella provincia orientale cinese del Jiangxi, e godette della compagnia di Zhang Huang, allora responsabile della rinomata Accademia Bailudong (Grotta del cervo bianco). Ricci portò le conoscenze occidentali in materia di astronomia, geografia e matematica, mentre Zhang tramandava una teoria confuciana millenaria. Ricci studiò i classici confuciani sotto la guida di Zhang, mentre quest’ultimo incorporò conoscenze geografiche occidentali nella propria opera, in una relazione caratterizzata da rispetto reciproco e interazione.

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In una lettera indirizzata a Roma, Ricci scrisse che avevano trovato nei classici cinesi parecchi elementi in linea con la loro fede.

Xiao Hongbo, presidente dell’Accademia di scienze sociali del Jiangxi e direttore del relativo Centro di ricerca sulla cultura delle accademie, individua in questo spirito di “ricerca del consenso tra le differenze e creazione della sinergia attraverso lo scambio” una saggezza vitale della cultura tradizionale cinese per gestire le divergenze e risolvere i conflitti.

Questo spirito di dialogo vive ancora oggi. Nell’ottobre 2025, quasi 200 studiosi provenienti da 51 Paesi e regioni si sono riuniti presso l’Accademia Kaoting, nel Fujian della Cina orientale, per la Conferenza sulla filosofia di Zhu Xi e il Dialogo delle civiltà globali, per esplorare come il pensiero del defunto filosofo cinese Zhu Xi potesse offrire spunti per risolvere lo scontro tra civiltà.

L’ex presidente della Conferenza generale dell’UNESCO Simona-Mirela Miculescu ha sottolineato che la convinzione di Zhu dell’inseparabilità tra apprendimento e virtù è in linea con la missione dell’UNESCO di costruire la pace attraverso comprensione, apprendimento e rispetto reciproco.

In un momento in cui la teoria dello “scontro tra civiltà” trova ancora spazio nel mondo, e le divisioni e i conflitti ostacolano il progresso umano, le accademie cinesi, con migliaia di anni di pratica, offrono una saggezza orientale che promuove il dialogo e rafforza la cooperazione.

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UNA NUOVA PIATTAFORMA PER IL DIALOGO TRA CIVILTA’

Ispirato dalle “shuyuan”, lo studioso coreano Ju Se-bung fondò nel 1543 l’Accademia Baegundong sul modello dell’Accademia Bailudong, la prima del suo genere nella penisola coreana. Nell’arco di circa due secoli, oltre 900 accademie sorsero in tutta la regione. A oggi, le direttive dell’Accademia Bailudong sono ancora utilizzate come motti scolastici in alcune istituzioni in Corea del Sud e Giappone.

Un altro importante studioso coreano, Yi Hwang, ampliò successivamente l’Accademia Baegundong trasformandola nell’Accademia Dosan, nel Gyeongsangbuk-do, per promuovere la filosofia di Zhu Xi. La sua impronta culturale si intreccia alla vita quotidiana: la banconota da 1.000 won presenta sul fronte il ritratto di Yi Hwang e sul retro l’Accademia Dosan, un patrimonio culturale condiviso posseduto da ogni sudcoreano.

“Per i sudcoreani moderni, le accademie restano parte della loro vita quotidiana e rappresentano uno dei simboli culturali più importanti”, ha affermato Keum Jia, professoressa associata presso la Scuola di lingue straniere della Peking University.

Deng Hongbo, direttore del Centro di ricerca sulle accademie cinesi, osserva che, pur condividendo una discendenza comune con le loro controparti cinesi e conservandone le funzioni culturali fondamentali, le accademie oltremare hanno sviluppato caratteristiche distinte influenzate da fattori quali il periodo di diffusione e la collocazione geografica: le accademie coreane enfatizzano i riti cerimoniali, quelle giapponesi si concentrano sull’editoria, mentre le accademie cinesi del Sud-Est asiatico fungono da ancore spirituali che collegano le comunità alla loro terra d’origine.

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Deng ha rilevato che, attraverso la raccolta e il confronto sistematici di documenti storici risalenti alla dinastia coreana Joseon e alle accademie giapponesi, sono stati riportati alla luce preziosi materiali d’archivio. Questo lavoro conferma il contributo del sistema delle accademie alla civiltà confuciana dell’Asia orientale radicata nei caratteri cinesi, fornendo un solido sostegno accademico alla pratica storica dell’apprendimento reciproco tra civiltà.

Mentre le accademie si diffondevano verso Oriente, un altro percorso conduceva verso Occidente.

Nella città italiana di Napoli, accanto a una strada tortuosa chiamata “Salita dei cinesi”, sorge un edificio a tre piani color ocra, il “Collegio dei cinesi”, fondato dal missionario italiano Matteo Ripa.

Pittore e traduttore alla corte reale della dinastia Qing (1644-1911), Ripa tornò in Italia nel 1723 e fondò il collegio con una missione chiara: superare le barriere linguistiche e culturali formando talenti realmente inclusivi e interculturali.

In oltre 100 anni, fino al 1868, il collegio formò 106 studenti cinesi provenienti da più di 10 province, la maggior parte dei quali tornò in Cina per costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Quando l’ambasciata britannica Macartney visitò la Cina nel 1793, l’interprete era un diplomato del collegio, a testimonianza della sua eredità.

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Dopo diversi cambi di nome, il collegio si è evoluto nell’Università di Napoli L’Orientale, restando un centro di primo piano per gli studi sinologici in Italia.

Al giorno d’oggi, le accademie fungono ancora una volta da piattaforme per il dialogo tra civiltà. Il Forum di Nishan sulle civiltà mondiali, nella provincia dello Shandong, utilizza la cultura delle accademie per mettere in contatto studiosi di tutto il mondo. L’Accademia Yuelu, nella provincia dello Hunan, sta reclutando docenti internazionali per svolgere ricerche d’avanguardia nel campo dell’informatica umanistica, mentre le lezioni dell’Accademia Bailudong raggiungono un pubblico globale tramite dirette streaming.

Queste pratiche di scambio incentrate sulle accademie consentono alla cultura cinese di continuare ad attingere a nuove fonti di ispirazione, svilupparsi e innovare attraverso il dialogo con civiltà diverse in tutto il mondo. Allo stesso tempo, permettono al mondo di acquisire una comprensione più profonda e più completa della Cina attraverso la finestra di queste antiche istituzioni educative.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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