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Economia

Industria, a settembre fatturato in crescita su mese

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ROMA (ITALPRESS) – A settembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti dell’1,2%, in termini congiunturali, registrando una dinamica positiva su entrambi i mercati (+1,5% su quello interno e +0,6% su quello estero). Nel terzo trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (+0,2% sul mercato interno e +0,6% su quello estero). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a settembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per i beni strumentali (+3,5%) e per l’energia (+6,9%), mentre si registra un calo per i beni intermedi (-0,2%) e per i beni di consumo (-0,9%). Corretto per gli effetti di calendario il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,6%, con flessioni del 3,2% sul mercato interno e dell’1,6% su quello estero. I giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di settembre 2022. Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registra un incremento tendenziale solo per i beni strumentali (+8,8%), mentre risultano in calo i beni di consumo (-0,2%), l’energia (-9,4%) e i beni intermedi (-11,2%).
Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore che mostra l’incremento tendenziale maggiore è quello dei mezzi di trasporto (+19,6%), mentre le flessioni più marcate si riscontrano nella chimica (-15,8%) e nel comparto del legno, della carta e stampa (-14,7%). A settembre l’Istat stima che l’indice destagionalizzato in volume, relativo al settore manifatturiero, aumenti dello 0,9% in termini congiunturali. Nel terzo trimestre l’indice diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a settembre il volume del fatturato del comparto manifatturiero diminuisce in termini tendenziali del 2,7% (-2,8% in valore).
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Economia

A gennaio in crescita le ore di cassa integrazione

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ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati Inps, le ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate sono state 49,1 milioni, il 68,6% in più rispetto a dicembre (29,1 milioni) e il 16,8% in più rispetto a gennaio 2023. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate sono state 24,1 milioni. Nel precedente mese di dicembre erano state autorizzate 20,7 milioni di ore: di conseguenza, la variazione congiunturale è del +16,3%. Rispetto a gennaio 2023 (16,7 milioni di ore autorizzate) la variazione tendenziale è stata del +44,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria è di 23,7 milioni, con un +219,2% su dicembre 2023, mentre rispetto a quanto autorizzato nello stesso mese dell’anno precedente (23,5 milioni di ore) la variazione tendenziale è pari a +0,6%.
Gli interventi in deroga registrano valori residuali: a gennaio sono stati pari a 134mila ore, con una variazione congiunturale del +22,3% rispetto al mese precedente e una variazione tendenziale del +498,1% rispetto a gennaio 2023. Il numero di ore autorizzate nei fondi di solidarietà è pari a 1,2 milioni e registra un incremento del +35,1% rispetto al mese precedente. Poichè nel mese di gennaio 2023 le ore autorizzate erano state 1,8 milioni, la variazione tendenziale è del -34,6%.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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Economia

A gennaio inflazione in lieve crescita

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ROMA (ITALPRESS) – L’Istat stima che a gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,3% su base mensile e di 0,8% su base annua (confermando la stima preliminare), da +0,6% nel mese precedente. L’accelerazione su base tendenziale dell’inflazione è dovuta principalmente alla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +3,7% a +4,2%) e dei beni alimentari non lavorati (da +7,0% a +7,5%) e all’attenuarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -41,6% a -20,6%); per contro, il maggiore contributo al contenimento dell’inflazione si deve al rallentamento dei prezzi dei servizi relativi all’abitazione (da +4,2% a +2,8%) e dei beni durevoli (da +1,5% a +0,7%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rallenta (da +3,1% a +2,7%) come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +3,4% a +3,0%). La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni registra una flessione meno marcata (da -1,5% a -0,7%), mentre quella dei servizi decelera, pur rimanendo positiva (da +3,4% a +2,9%), determinando una diminuzione del differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni (+3,6 punti percentuali, dai +4,9 di dicembre). Continuano a rallentare in termini tendenziali i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +5,3% a +5,1%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,5%). L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (+1,3%), dei beni alimentari non lavorati (+1,0%), dei beni alimentari lavorati e degli energetici regolamentati (+0,9% entrambi) e dei beni non durevoli (+0,5%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-1,2%) e dal lieve calo dei beni semidurevoli (-0,1%). L’inflazione acquisita per il 2024 è pari a +0,4% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,1% su base mensile, a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice NIC non tiene conto, e aumenta di 0,9% su base annua, in accelerazione da +0,5% di dicembre (confermata la stima preliminare). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento di 0,3% su base mensile e di 0,8% su base annua.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Economia

Piazza Affari avvio in rialzo, Tokyo ai massimi da 35 anni

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MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta positivo questa mattina a
Piazza Affari dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima
rilevazione, segna un +0,99% a quota 32.333 punti, mentre l’Ftse
All Share avanza dello 0,96% a 34.470 punti. In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dell’1,20% a quota 46.943 punti. I mercati, in attesa dei verbali della Bce, sembra avere assorbito quanto emerso dalle minute della Fed, secondo cuo c’è ancora la necessità di maggiori progressi sull’inflazione prima di tagliare i tassi d’interesse. In evidenza sui listi i titoli del settore bancario. Per quanto riguarda le materie prime, in recupero il prezzo del petrolio, con il Brent che scambia a quota 83,3 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 78,2 dollari. In calo invece il prezzo del gas naturale, che sulla piazza di Amsterdam si porta a quota 23,8 euro al Mwh.
Per quanto riguarda lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 152 punti, con il rendimento del decennale al 3,92%.
Anche le altre piazze finanziarie europee aprono positive, sulla scia della chiusura con il segno verde fatta registrare dalle piazze asiatiche, trainate dal settore tecnologico e in particolare dai risultati oltre le aspettaive di Nvidia che hanno spinto il Nikkei a livelli record mai raggiunti dal 1989, con un progresso del 2,19%. Bene ahche Shanghai, Hong Kong e Shenzhen. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a +0,82%, Francoforte guadagna l’1,07%, mentre Londra avanza dello 0,49%.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

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