Politica
Rilanciate con Conte, Centinaio e Di Girolamo proposte rete Ecodigital
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La transizione ecologica e digitale è l’elemento fondamentale su cui l’Italia deve investire per una vera strategia nazionale di ripresa e resilienza, per una vera indipendenza energetica e per l’adattamento agli effetti avversi del cambiamento climatico, con benefici per l’economia e nuova occupazione. L’innovazione tecnologica è per definizione il settore più dinamico e favorevole a raggiungere tale scopo, e deve essere considerata con tutte le sue potenzialità. Parlamento e Governo sono chiamati a un deciso e urgente cambio di passo su questioni cruciali come innovazione tecnologica green, economia circolare, ambiente e clima nell’interesse del Paese e dei cittadini. Una svolta equa e inclusiva che deve mettere al centro soprattutto i giovani nativi eco-digitali che con le loro competenze, capacità e attitudini sono chiamati al ruolo di protagonisti. Sono questi i principali temi affrontati ieri, 28 novembre, all’incontro nazionale della Rete EcoDigital che, insieme a Fondazione Homo Ex Machina, con il patrocinio della Fondazione UniVerde e con la Media partnership di Radio Radicale e TeleAmbiente, ha rilanciato a Roma il nuovo incontro nazionale “La rivoluzione EcoDigital. Libertà energetica e giustizia climatica. Giovani, innovazioni, best practice e norme per una transizione Ecologica e Digitale rapida ed equa” che si è svolto alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani e in diretta streaming su Radio Radicale.
Per Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde – Promotore Rete EcoDigital, “dobbiamo intervenire subito, le emergenze climatica e sociale peggiorano. Migliaia di attivisti, imprenditori e amministratori, in gran parte giovani, stanno già operando per costruire le basi di un’Italia più ecologica, solidale e digitale. Le adesioni e le best practice che stanno giungendo da tutta Italia sono una speranza concreta per accelerare la transizione ecodigital che è l’unica garanzia di vera indipendenza energetica e slancio tecnologico per un benessere duraturo. La transizione ecologica per 100% rinnovabili e quella digitale, che consenta di controllare e ottimizzare consumi, verificare spese e opere, indirizzare i comportamenti pubblici e privati, vanno coordinate e rese efficaci. Una visione che si ispira al Green Deal europeo e l’Italia deve puntare subito sulle rinnovabili senza barriere ideologiche e burocrazia in eccesso”. Secondo Giuseppe Conte, presidente del MoVimento 5 Stelle, ‘non si può operare la transizione ecologica se non coniugandola a una rivoluzione tecnologica, puntando cioè sull’innovazione. Le due prospettive devono marciare all’unisono, purtroppo l’attuale Governo ha perso la visione in questa direzione. Con i principali stakeholders del nostro Paese abbiamo elaborato proposte emendative alla manovra economica che si sta discutendo e che non propone investimenti per la transizione ecologica e digitale. Nella nostra contro-manovra proponiamo di passare dai sussidi ambientalmente dannosi ai sussidi ambientalmente utili per spostare progressivamente l’asse di questi investimenti”. Con riferimento al passaggio dal mercato tutelato dell’energia al mercato libero, Conte ha evidenziato che il rischio è di aggravare le difficoltà economiche dei nuclei fragili: “Con il caro inflazione e il caro mutui, rischiamo di far gravare sulle famiglie italiane anche un caro bollette a partire dai prossimi mesi”.
“Nessuno può avere dubbi sul fatto che la doppia transizione ecologica e digitale sia determinante per il progresso delle nostre società – ha detto Gian Marco Centinaio vicepresidente Senato della Repubblica -. E’ importante però tenere sempre presente anche la sostenibilità sociale ed economica dello sviluppo, perchè non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno, nè di penalizzare le attività che garantiscono crescita e occupazione. Per fare questo, è necessaria una ‘transizione del sì’, che metta fine all’ambientalismo ideologico che troppo spesso abbiamo visto in questi anni e lasci spazio agli investimenti e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie”. Per Gabriella Di Girolamo componente VIII Commissione permanente, Senato della Repubblica “le sfide che ci attendono non sono e non devono essere le lotte di una parte. Al contrario, dovrebbero essere affrontate dal comune sentire come irrinunciabili e improcrastinabili le azioni da mettere in campo. Oggi abbiamo un’occasione senza precedenti rappresentata dai fondi ottenuti in Europa per il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: abbiamo il dovere di non sprecarla per assicurare al Paese un ruolo da protagonista in tutti i campi, primi fra tutti proprio quelli dell’innovazione tecnologica ed ecologica”.
“Il 30 si aprirà a Dubai la Cop 28, siamo ormai fuori tempo massimo per agire e fermare il riscaldamento del Pianeta, i cui effetti sono ormai sempre più devastanti – ha evidenziato Loredana De Petris promotrice Rete EcoDigital -. Davanti a questa grave emergenza non si assumono le decisioni conseguenti e soprattutto non si accelera sulla riconversione ecologica per superare al più presto l’economia fossile. La transizione nel nostro Paese è ferma, anzi si fantastica di hub del gas, si perde tempo sul nucleare. Eppure sarebbe un grande aiuto ad un’economia ferma, se non proprio in recessione, e di grande aiuto a livello sociale. Oltretutto il Governo ha messo fine al mercato tutelato e dato incentivi alle imprese energivore”.
Sono inoltre intervenuti: Luca Rigoni (Responsabile Relazioni Istituzionali e Programmazione, Dipartimento per la trasformazione digitale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) che ha posto l’accento sulla necessità di superare la frammentazione istituzionale e il deficit di competenze, anche con azioni di semplificazione che prevedono l’istituzione di misure e pacchetti di innovazione fino a raggiungere il piccolo interlocutore; Walter Massa (Presidente nazionale ARCI), in un videomessaggio, ha sottolineato il concetto che non si può parlare di transizioni se non collegate alla giustizia sociale e che c’è bisogno di favorire l’attivismo civico giovanile sui temi della sostenibilità ambientale; Livio de Santoli (Prorettore alla sostenibilità, Sapienza Università di Roma) ha ricordato i target della recente Direttiva europea Red 3 che eleva al 42,5% il traguardo ambizioso di quota di energie rinnovabili da raggiungere entro il 2030, oltre al Fit for 55 che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 55%, evidenziando però che l’Italia sta procedendo con lentezza verso tali obiettivi. Un messaggio positivo di sostegno a buone pratiche, strategie, azioni sostenibili e partecipate sui territori, è stato rilanciato da amministratori regionali e locali. Emma Petitti (Presidente Assemblea legislativa, Regione Emilia-Romagna) ha ricordato la legge per la promozione delle comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile, il Patto per il lavoro e il clima e le misure previste nel Piano energetico regionale; Fabrizio Manzulli (Vicesindaco Comune di Taranto), in un videomessaggio, ha anticipato la realizzazione del distretto dell’innovazione per l’incubazione e l’accelerazione di startup dedicate ai principi dell’economia circolare, della blue economy e del One Health; Rossella Falcone (Vicesindaco Comune di Vieste) ha sottolineato l’importanza della formazione nel settore turistico anche per sviluppare competenze comunicative utili a sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale; Salvatore Mazzone (Sindaco Comune di Pietrelcina) ha espresso il concetto secondo cui il Pnrr andrebbe ricalibrato sulle esigenze dei territori per gettare le fondamenta su cui operare una migliore transizione ecologica; infine, in rappresentanza della Rete dei Comuni Sostenibili è intervenuto Luca Lopomo (Sindaco Comune di Crispiano), prima realtà della Puglia ad aderire al progetto e primo comune italiano della Rete ad aver pubblicato il Rapporto di strategia locale di sviluppo sostenibile, con riferimento ai goals dell’Agenda 2030.
Nel corso del dibattito, moderato da Alessio Falconio (Direttore Radio Radicale), sono state rilanciate le adesioni e le proposte di attivisti, giovani innovatori, imprenditori, amministratori locali, Istituzioni, influencer e startupper per la costruzione di una rete di realtà virtuose capace di essere da stimolo alla politica. L’obiettivo dell’incontro, che segue i molti di successo che lo hanno preceduto, è quello di aggregare e valorizzare le buone pratiche e le migliori esperienze diffuse su tutto il territorio nazionale per favorire la vera transizione EcoDigital, mettendo a circuito quegli esempi positivi fondamentali per la trasformazione ecologica e digitale della società e dell’economia, secondo i principi della giustizia sociale e climatica. Sono intervenuti, presentando best practice e pitch: Anselmo Pellizzi (Segretario Nazionale Rete EcoDigital); Costanza Andreini (Public Policy Manager Italy and Greece, Facebook); Enrico Parisi (Presidente Giovani Coldiretti); Armando Perrone (Ceo & Co-Founder Leone Investments); Francesco Paolo Russo (Direttore ANGI); Manuel Urzi (Esperto Startup Innovative, EcoDigital Lombardia); Marco Modugno (Portavoce Fridays For Future); Christian Cutino (Food Influencer, EcoDigital Campania); Matteo Testi (Ceo & Founder Deep Learning Italia); Roberta Bonacossa (Smily Academy, leader for youth sustainable business); Stefan Grbovic (Ceo TreeBlock); Debora Casoli (Coord. Fondazione Visit Gabicce). L’incontro nazionale della rete #EcoDigital è stato una nuova e stimolante occasione di confronto e di scambio per la realizzazione di progetti e azioni concrete per un’Italia EcoDigital. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, all’evento è stata rilanciata la piattaforma della Rete EcoDigital che si pone come anello di congiunzione tra Istituzioni, imprese e giovani: www.ecodigital.it.
– Foto: ufficio stampa Fondazione Univerde –
(ITALPRESS).
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Politica
Strage Crans-Montana, Mattarella incontra a Dubai il papà di Emanuele Galeppini
Pubblicato
2 ore fa-
29 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato a Dubai, dove si trova per una tappa del viaggio di Stato negli Emirati Arabi Uniti, il papà di Emanuele Galeppini, il 16enne morto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera a causa dell’incendio avvenuto nel locale “Le Constellation”. La famiglia del ragazzo, giovane promessa del golf italiano, si era infatti trasferita a Dubai.
-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Circolare Piantedosi-Valditara per il contrasto ai coltelli nelle scuole, previsto anche l’uso di metal detector
Pubblicato
14 ore fa-
28 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – I ministri dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, hanno sottoscritto una circolare, rivolta in particolare alle articolazioni territoriali dei due ministeri, che è finalizzata al contrasto dell’utilizzo dei coltelli tra i giovani. Anche prevedendo, tra l’altro, l’utilizzo di metal detector nelle scuole.
La misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Frana a Niscemi, si indaga per disastro colposo. Meloni in visita: “Non si ripeterà quanto successo nel 1997” / Video
Pubblicato
14 ore fa-
28 Gennaio 2026di
Redazione
NISCEMI (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina in Sicilia per sorvolare in elicottero i territori più colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il territorio, in particolare per il passaggio del ciclone Harry. Il premier Meloni ha fatto visita a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una frana attiva di grandi dimensioni sta interessando il centro abitato e ha finora portato all’evacuazione di circa 1500 cittadini.
A Niscemi, il presidente Meloni ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti e ha presieduto presso la sede del Comune una riunione, alla quale hanno partecipato il Prefetto di Caltanissetta, il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e i tecnici della Protezione Civile.
“Nel corso dell’incontro – spiega Palazzo Chigi in una nota – è stato fatto il punto sull’emergenza ed è stato confermato il massimo impegno del Governo e delle Istituzioni competenti per assistere gli sfollati, a favore dei quali è stato già previsto il contributo di autonoma sistemazione, per ripristinare la viabilità, la ripresa dell’attività scolastica e la funzionalità della rete di forniture di gas ed energia elettrica. A rendere complesso il quadro è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento”.
Meloni ha garantito al sindaco Conti che “il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il Governo agirà velocemente in questa direzione”, e il presidente Meloni si è impegnata “a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni”. Il premier ha colto l’occasione per ringraziare Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi Sinistra, presente a Niscemi, con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza.
IL VIDEO
A Niscemi “la situazione è particolarmente complessa, vista di persona è ancora più impattante di immagini che già sono abbastanza significative”, ha aggiunto nel pomeriggio Meloni, nel corso della riunione a Catania sul maltempo in Sicilia. Nel sopralluogo di oggi a Niscemi “abbiamo fatto un punto di situazione con il sindaco, con la Protezione Civile – ha proseguito Meloni -. Voglio ringraziare Fabio Ciciliano, tutta la Protezione Civile per un lavoro che è stato fatto oggettivamente straordinario, i piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui noi oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime e quindi credo che vada dato atto al lavoro straordinario della Protezione Civile e poi ovviamente anche per insomma la velocità con la quale si cerca di affrontare tutte le questioni”.
“La situazione di Niscemi è particolarmente complessa. Questa mattina noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte a circa 1500 attuali sfollati. Poi si capirà quanti sono i definitivi perché la frana sta ancora muovendo – ha detto ancora il premier -. Sicuramente col ministro Musumeci, per le case che si trovano proprio sull’orlo del precipizio, possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito, ma le emergenze sono chiaramente le persone sfollate, sono la viabilità che lì è particolarmente compromessa perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili ad oggi e quindi si sta lavorando a un piano di viabilità alternativo, anche usando diciamo le antiche trazzere dell’agricoltura”.
A Niscemi “ci sono tre scuole nella zona rossa tra elementari e asilo. Vorremmo tentare di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità, anche per la scuola”. “C’è il problema della della rete energetica, diciamo, particolarmente del gas, sulla quale pure si sta lavorando. Anche qui vale la pena ricordare che Genio Civile, Genio militare, anche ANAS e privati che hanno dato la loro disponibilità sulle case, cito l’Ance che ha già dato la sua disponibilità a dare una mano, si stanno tutti quanti muovendo. C’è una situazione legata agli allevamenti, alla necessità di trovare il modo di abbeverare in particolare gli animali – aggiunge -. Finché non si ferma la frana noi non siamo in grado di definire quale sia la parte dell’attuale zona rossa che va definitivamente perimetrata. Finché questo non accade, il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Su questo ho stressato molto i miei interlocutori questa mattina per cercare di rimetterci seduti al tavolo nel minore tempo possibile e poter dare risposte definitive alla popolazione. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane, sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentarsi”.
“Finché non si ferma la frana noi non siamo in grado di definire quale sia la parte dell’attuale zona rossa che va definitivamente perimetrata. Finché questo non accade, il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Su questo ho stressato molto i miei interlocutori questa mattina per cercare di rimetterci seduti al tavolo nel minore tempo possibile e poter dare risposte definitive alla popolazione. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane, sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentarsi”, ha concluso.
MELONI A CATANIA, VERTICE SUL MALTEMPO: “LE RISORSE ARRIVERANNO, DISPIACE PER LE POLEMICHE”
Nel corso della giornata Meloni si è recata anche nella sede della Capitaneria di Porto di Catania per presiedere un vertice al quale hanno partecipato, tra gli altri: il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci; il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano; il sindaco di Catania, Enrico Trantino; il sindaco di Messina Federico Basile; il sindaco di Siracusa, Francesco Italia; oltre che i prefetti di Catania, Messina e Siracusa. Nel corso del vertice, “è stata ribadita la massima attenzione del Governo per l’emergenza in corso che colpisce Sicilia, Sardegna e Calabria ed è stato ricordato che la dichiarazione di stato d’emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri, con l’iniziale stanziamento di 100 milioni di euro, rappresenta solo la prima risposta ai territori colpiti, in attesa di un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni. Il Governo sta lavorando alla definizione del decreto-legge di assegnazione delle risorse necessarie”.
“Ho voluto fare questa mattina un giro di ricognizione prevalentemente in elicottero nelle zone colpite dall’alluvione dei giorni scorsi. Noi in 2-3 giorni abbiamo dichiarato lo stato di emergenza dopo avere fatto una riunione con i presidenti delle tre regioni coinvolte, li abbiamo nominati commissari per l’emergenza. Chiaramente significa che i commissari verranno messi e sono in parte giù messi nella condizione di operare con gli strumenti e con le risorse, quindi con i mezzi che sono necessari a rispondere ai bisogni che arrivano dai territori. Abbiamo accompagnato la dichiarazione dello stato di emergenza con un primo stanziamento di 100 milioni di euro”, ha poi aggiunto la premier.
“Sono un po’ dispiaciuta per le polemiche, soprattutto qui in Sicilia, perché nelle riunioni che abbiamo fatto anche prima del Consiglio dei Ministri con i presidenti delle tre Regioni coinvolte abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato, una tantum, ai cittadini e alle aziende colpite, per consentirci la sospensione dei mutui, di dare ai sindaci e alle autorità locali le prime risorse necessarie – ha proseguito -. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni, ma questo l’ho ampiamente chiarito”.
“Anche quando si è trattato dell’Emilia-Romagna, che viene spesso citata, il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del dramma che c’era stato allora è arrivato dopo qualche settimana, perché allo stato attuale per alcune regioni non abbiamo neanche la perimetrazione dei comuni che sono stati coinvolti – ha sottolineato Meloni -. All’inizio all’Emilia-Romagna fu dato di meno, poi chiaramente le risorse sono arrivate. Le risorse sono dei cittadini, non sono nostri, il lavoro va fatto con serietà, servono le informazioni sull’entità delle risorse necessarie. Come sempre le risorse arriveranno”.
“Colgo anche l’occasione per fare un po’ di chiarezza che non capisco se sono pretestuose oppure no, ma non sono necessarie, perché stiamo cercando di lavorare per dare risposte”, ha aggiunto. “Particolarmente la Sicilia è stata colpita, volevamo renderci conto di persona e poi ascoltare anche dagli amministratori e dai prefetti che cosa si ritiene che serva, per consentirci di fare un lavoro più organizzato“, ha aggiunto.
MUSUMECI “FARE PRESTO E BENE”
“Abbiamo tenuto un vertice operativo oggi a Catania, presieduto dal capo del Governo Giorgia Meloni. Hanno partecipato il presidente della Regione, il capo dipartimento nazionale della Protezione civile, i prefetti di Catania, Messina e Siracusa, i sindaci della Città metropolitana di Catania e Messina e il primo cittadino di Siracusa. Sono state condivise le linee operative per fare presto e bene, per risanare e ricostruire nei luoghi pubblici e privati colpiti dal ciclone. Il presidente Meloni ha voluto anche riferire sulla difficile situazione di Niscemi, ribadendo l’impegno del nostro governo a sostegno delle famiglie colpite dalla calamità”. Lo dichiara il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
“Io temo che quello di Niscemi non sia il solo esempio drammatico in Italia: le implicazioni sono di carattere sia economico che culturale. Non sono qui per indagare sulle responsabilità: bisognava intervenire negli anni ’90, quando la frana diventò una denuncia vera e propria”. Così il ministro per la Protezione civile a Cinque minuti su Rai1. “Le responsabilità emergeranno, è chiaro che se si fosse intervenuto allora avremmo potuto rallentare il processo franoso ma non impedirlo: oggi è importante capire quante sono le famiglie coinvolte e come possiamo restituire loro serenità”, aggiunge Musumeci.
“Il perimetro della zona rossa ancora non è definitivo: se il processo lento ma inesorabile della frana dovesse continuare coinvolgerebbe altre fette del quartiere e altre famiglie. Bisogna individuare un’area alternativa, lontana da ogni rischio geologico, e cominciare a progettare e realizzare gli alloggi, affinché siano dignitosi per ogni famiglia: c’è gente che ha lavorato una vita per realizzare un appartamento e oggi lo vede crollare inevitabilmente. Siamo pronti a costruire un intero quartiere se necessario”, ha sottolineato.
SCHIFANI A CATANIA CON MELONI “INSIEME PER AFFRONTARE L’EMERGENZA”
“Non vi era alcun dubbio sul fatto che anche il governo nazionale avrebbe fatto la propria parte per il momento difficile che sta vivendo la Sicilia. Oltre alla frana di Niscemi, la premier ha voluto visitare, sorvolandoli in elicottero, i luoghi investiti dal ciclone Harry e, nell’incontro con le autorità, ha confermato l’impegno di Roma. La valutazione dei danni viene aggiornata costantemente, ma la Regione sta agendo già dal primo momento e lo sta facendo mettendo in campo ben 90 milioni di euro. Il nostro obiettivo prioritario è quello di dare risposte immediate a tutti i siciliani che hanno subito danni a causa del maltempo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine del vertice a Catania con il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. “A breve – ha annunciato Schifani – arriveranno i bandi per i ristori. Entro poche settimane i cittadini che ne hanno diritto potranno contare su sostegni non inferiori ai cinque mila euro. Inoltre, ci sarà un ulteriore bando per chi vorrà avviare attività commerciali nelle zone colpite dal maltempo, con contributi a fondo perduto”. “Contestualmente – ha concluso il presidente – stiamo ripensando tutta la strategia di tutela delle coste, per evitare che eventi meteo come quelli dei giorni scorsi, ormai frequenti purtroppo a causa del cambiamento climatico, possano avere di nuovo effetti devastanti. Infine, lavoriamo concretamente anche per tutelare il turismo in Sicilia, soprattutto in centri come Taormina e gli altri luoghi della costa ionica, polo attrattivo per tutta l’Isola ed elemento determinante del Pil regionale”.
LA PROCURA DI GELA APRE UN PROCEDIMENTO PENALE PER DISASTRO COLPOSO
La Procura di Gela ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana alla luce dei gravi eventi franosi che stanno interessando il comune di Niscemi, nel Nisseno. Il procedimento, assegnato a due pm oltre che al procuratore capo Salvatore Vella, è al momento a carico di ignoti.
– foto interna Ministero Protezione Civile –
– foto di copertina Vigili del Fuoco/IPA Agency –
(ITALPRESS).

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