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Cronaca

Fondazione Intesa Sanpaolo premia dottorati e tesi sull’inclusione

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MILANO (ITALPRESS) – La Fondazione Intesa Sanpaolo ente filantropico ha consegnato questa mattina alle Gallerie d’Italia – Milano, nel consueto evento annuale dedicato alle Università, le borse di studio che da sette anni la Fondazione eroga per i progetti di dottorato in discipline umanistiche. Questa edizione, che ha confermato l’ammontare complessivo di 375 mila euro, ha premiato le Università di Napoli Pathenope, Cassino e Lazio Meridionale, Pavia, Molise e Sassari. Le borse di studio prevedono percorsi di ricerca della durata di tre anni finalizzati a valorizzare, promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai temi di grande attualità quali i linguaggi e il cyberbullismo, l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, i nuovi scenari della formazione, la tutela e/o valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale.
Contestualmente, ricordando la Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre scorso, sono stati assegnati quattro premi per tesi di laurea magistrale di ricerca sperimentale per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità, in particolare se correlate al lavoro, all’inserimento lavorativo, alla digitalizzazione come strumento compensativo, per un valore complessivo di 12 mila euro. I progetti vincitori di questa seconda edizione provengono dalle Università di Pisa, Verona e Politecnico di Milano e hanno preso in considerazione studi metodologici e applicativi sul tema della disabilità in diversi ambiti, tra cui Sociologia e management dei Servizi Sociali, Architettura, Filosofia e forme del sapere, Letteratura comparata. L’iniziativa è stata confermata anche per il prossimo anno.
L’incontro è stato anche l’occasione per un bilancio dell’attività della Fondazione, che a sedici anni dalla nascita ha deliberato circa 32 milioni di euro a favore delle persone di Intesa Sanpaolo in condizione di difficoltà, borse di studio universitario per giovani meritevoli, sostegno a enti e progetti dedicati alla solidarietà verso le persone bisognose e a favore di mense e dormitori. Di questi, oltre 10 milioni di euro sono stati erogati per il diritto allo studio e per l’alta formazione a oltre 3.550 studenti meritevoli a basso ISEE in più di 120 iniziative in collaborazione con oltre 40 atenei italiani.
“La Fondazione Intesa Sanpaolo ente filantropico, nata nel 2008, è uno dei pilastri del sistema integrato di welfare del Gruppo ed è focalizzata sul diritto allo studio e su progetti di solidarietà verso chi si trova in una situazione difficile – ha detto il presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo ente filantropico, Claudio Angelo Graziano -. Quest’anno abbiamo voluto caratterizzare ulteriormente le iniziative, legandole a una tematica contenitore: l’inclusione, parola che da più punti di vista, può e deve caratterizzare il nostro quotidiano. Abbiamo confermato il filone di intervento per promuovere presso gli atenei statali studi e ricerche sulla disabilità, con l’obiettivo di far crescere sensibilità e consapevolezza culturale sul tema.
Inoltre, con il sostegno ai dottorati di ricerca in discipline umanistiche, la Fondazione vuole focalizzare l’attenzione nei confronti della ricchezza della nostra cultura che, oltre ad essere una grande eredità, può costituire anche un’importante opportunità di crescita e sviluppo professionale futuro per i giovani”.
Nel corso del 2023 la Fondazione ha deliberato interventi relativi all’attività istituzionale per oltre 2,9 milioni di euro, di cui circa 690 mila euro destinati a dipendenti, pensionati e loro familiari in situazione di svantaggio e per una specifica iniziativa straordinaria dedicata ai dipendenti vittime dell’alluvione dell’Emilia-Romagna e delle Marche del mese di maggio 2023; circa 700 mila euro per borse di studio universitarie e progetti di dottorato e oltre 1,5 milioni di euro per interventi di solidarietà – come mense e dormitori – e progetti a favore dei più bisognosi.
Di seguito gli argomenti, le Università, i nomi e i progetti vincitori delle borse di studio per dottorati in discipline umanistiche.
Linguaggi dell’attualità: social network e cyber bullismo Università degli studi di Napoli Parthenope – Dottoressa Francesca Panajo. Dottorato in: studi linguistici, terminologici e interculturali. Titolo del progetto: La rappresentazione del fenomeno del cyberbullismo nella narrativa contemporanea italiana e francese.
Inclusione sociale di soggetti svantaggiati: i fattori di esclusione che possono impedire la piena integrazione di una persona nella comunità (disabilità, abbandono scolastico, difficoltà materiali e legali, dipendenze)
Università degli studi di Cassino e Lazio meridionale – Dottor Ivan Egidio Lofrano. Dottorato in: lettere e filosofia. Titolo del progetto: Il sessismo nella lingua italiana: un’indagine sociolinguistica.
Nuovi scenari della formazione: giovani, legalità e senso civico
Università degli studi di Pavia – Dottor Luca Testoni. Dottorato in: Scienze e Politiche sociali. Titolo del progetto: Profili istituzionali dei Comuni della provincia di Pavia e implicazioni sulle politiche di contrasto alla periferizzazione
Tutela e/o valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale: valorizzazione delle periferie Università degli studi del Molise – Dottoressa Lucia Lombardi. Dottorato in: Medicina e Scienze della Salute. Titolo del progetto: Intelligenza Artificiale per l’analisi di reperti archeologici
Università degli studi di Sassari – Dottoressa Sara Zecchinato Dottorato in: Archeologia, Storia e Scienze dell’Uomo. Titolo del progetto: Le periferie al centro: procedure di valorizzazione dei contesti culturali marginali.
Quest’anno i progetti vincitori delle borse di studio per dottorati in discipline umanistiche, oltre a riferirsi ad uno degli argomenti di peculiare interesse, dovevano essere riconducibili alla tematica dell’inclusione, elemento che li accomuna ai premi sulle tesi di laurea magistrale sulla disabilità.
Di seguito le Università, i nomi e i titoli delle tesi magistrali sul tema della disabilità vincitrici.
Università degli studi di Pisa – Dottoressa Cecilia Gambini, Laurea magistrale in: Sociologia e management dei Servizi Sociali Titolo della tesi: La persona con disabilità: dalla stigmatizzazione alla costruzione di una rete di intervento integrata
Università degli studi di Pisa – Dottor Edoardo Ghezzani. Laurea magistrale in Filosofia e Forme del Sapere. Titolo della tesi: Oltre l’asimmetria. Ricerca di nuovi percorsi di relazione Politecnico di Milano – Dottoressa Rea Gestakovski. Laurea magistrale in: Architettura. Titolo della tesi: Generazione Open Air.
Università degli studi di Verona – Dottoressa Enrica Zaninotto Laurea magistrale in Comparative European and non-European Languages and Literatures (Anglistica e Ispanistica). Titolo della tesi: Irish enchanted afflictions gone Wilde: on Irishness and disability aesthetics in Oscar Wilde and James Joyce.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Cronaca

La vaccinazione di adulti e fragili leva strategica per la sostenibilità del SSN

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha stanziato per la prima volta risorse strutturali dedicate alla prevenzione e ai vaccini nella Legge di Bilancio 2026. Ora la sfida è trasformare questo investimento in accesso reale ed equo su tutto il territorio, soprattutto per la popolazione adulta e fragile. Un passaggio cruciale in un Paese in cui quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e l’aumento della longevità si accompagna a un crescente carico di cronicità. In questo contesto, le vaccinazioni dell’adulto, a partire da quelle contro Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), emergono come una leva strategica per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Il tema è stato affrontato al Ministero della Salute nell’incontro “L’Italia tra prevenzione e aspirazione alla longevità. Equità, sostenibilità e ruolo delle vaccinazioni in un Paese sempre più anziano”, organizzato da Aristea International con il contributo non condizionante di GSK, che ha riunito istituzioni, Regioni, società scientifiche e associazioni civiche.
Dopo i saluti istituzionali di Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie del Ministero della Salute, i lavori, moderati dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, sono stati introdotti da Massimo Andreoni e Anna Odone, membri del Consiglio Superiore di Sanità, che hanno inquadrato il tema della prevenzione vaccinale nell’adulto alla luce dei cambiamenti demografici ed epidemiologici, mentre Fortunato Paolo D’Ancona del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha richiamato il valore degli strumenti di sorveglianza e diagnostica per migliorare la stima dell’impatto di HZ e RSV nella popolazione adulta e fragile.
“L’Herpes Zoster è una patologia estremamente diffusa: almeno il 90% della popolazione è a rischio e una persona su tre sviluppa la malattia entro gli 80 anni, con un impatto rilevante anche sul rischio cardiovascolare e sulla qualità della vita – ha spiegato il professor Andreoni – Anche il Virus Respiratorio Sinciziale nell’adulto rappresenta un problema significativo, con decine di migliaia di ospedalizzazioni ogni anno e una mortalità che cresce con l’età e con le comorbidità. La vaccinazione può ridurre in modo sostanziale questi esiti, ed è importante che l’Italia si allinei alle esperienze europee anche su questo fronte”.
“In un Paese che invecchia, la vaccinazione dell’adulto non può più essere considerata un intervento residuale, ma deve diventare parte integrante di una strategia strutturale di prevenzione lungo tutto l’arco della vita – ha sottolineato la professoressa Odone, Presidente della Sezione III del CSS – In questo quadro, la protezione dell’adulto fragile contro Herpes Zoster e RSV è emblematica di come oggi la sfida non sia solo proteggere dal singolo evento infettivo, ma ridurre fragilità, complicanze e disuguaglianze di accesso, integrando le nuove evidenze scientifiche nella programmazione sanitaria, garantendo appropriatezza, equità e aggiornamento degli strumenti di sanità pubblica”.
La tavola rotonda istituzionale ha visto il coinvolgimento di Simona Loizzo, promotrice alla Camera del percorso di aggiornamento dei LEA, che nelle osservazioni approvate all’unanimità dalle Commissioni competenti richiama anche il rafforzamento delle vaccinazioni dell’adulto, con riferimento all’inserimento del vaccino contro il Virus Respiratorio Sinciziale per gli adulti fragili e gli over 65 e all’estensione della vaccinazione contro l’Herpes Zoster oltre i 65 anni.
Accanto a questo percorso, i deputati Gian Antonio Girelli e Ilenia Malavasi hanno richiamato il lavoro parlamentare avviato con la proposta di legge sull’aggiornamento periodico del calendario vaccinale per la popolazione anziana e fragile, che pone al centro il legame tra prevenzione, invecchiamento in salute, sostenibilità del SSN e riduzione delle disuguaglianze territoriali. Al centro del confronto, dunque, non solo il valore della prevenzione, ma soprattutto la necessità di trasformare orientamenti già emersi a livello legislativo e programmatorio in strumenti concreti di accesso uniforme sul territorio nazionale.
La senatrice Elisa Pirro ha infine approfondito il tema della sostenibilità economica e degli strumenti di bilancio necessari per sostenere investimenti strutturali nella prevenzione.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle Regioni, con gli interventi del Presidente della Conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga e dei rappresentanti di alcune regioni che si sono distinte per determinate best practice nella determinazione di percorsi vaccinali efficienti: hanno esposto i rispetti modelli Danilo Cereda (Lombardia), Federico Riboldi (Piemonte), Giancarlo Icardi (Liguria) e Francesco Bencivenga (Campania). Dal confronto è emersa l’esistenza di modelli organizzativi avanzati già attivi in alcune realtà, accanto ad alcune disomogeneità territoriali che incidono sull’accesso alle vaccinazioni dell’adulto e del paziente fragile.
“La vaccinazione in età adulta anziana, a partire da quella contro l’Herpes Zoster e il Virus Respiratorio Sinciziale, rappresenta un investimento ad alto valore pubblico – ha sottolineato Fedriga – Significa ridurre il carico di malattia, prevenire complicanze spesso invalidanti, tutelare la fascia più fragile della popolazione e al contempo rafforzare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, la sfida principale resta quella dell’equità: garantire percorsi vaccinali omogenei, accessibili e tempestivi su tutto il territorio nazionale è una responsabilità istituzionale precisa. Superare le disuguaglianze tra territori, tra nord e sud, significa rendere effettivo il diritto alla salute e rafforzare la coesione del Paese. In questo scenario le regioni sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo”.
La tavola rotonda scientifica ha approfondito le evidenze cliniche ed economiche a supporto della prevenzione vaccinale nell’adulto. Eugenio Di Brino, Co-founder & partner di Altems Advisory, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha evidenziato gli impatti economici della mancata vaccinazione negli adulti secondo le raccomandazioni dal PNPV. Giulia Ciancarella, Macroarea SIMG della Promozione di Salute e Prevenzione, si è soffermata sul ruolo strategico della Medicina Generale. Luca Cipriani, Vicepresidente SIGOT, e Dario Leosco, Presidente SIGG, hanno indicato la priorità della popolazione anziana per accedere alle vaccinazioni. Enrico Di Rosa, Presidente SItI, ha analizzato il valore della vaccinazione nell’adulto. Cristina Mussini, Presidente SIMIT, ha ribadito la necessità di consolidare la fiducia nei vaccini per gli adulti e la funzione che questo strumento può avere anche nel contrasto all’antimicrobico resistenza. Riccardo Inchingolo, Presidente Gruppo di Studio Fisiopatologia Respiratoria/Riabilitazione SIP/IRS, e Raffaele Scala, Presidente AIPO, hanno analizzato le complicanze possibili nella popolazione affetta da patologie respiratorie.
Nell’incontro è emersa la necessità di valorizzare pienamente le risorse stanziate per la prevenzione, traducendole in azioni concrete e accessibili per i cittadini, e di rafforzare un approccio più uniforme e integrato alle vaccinazioni dell’adulto. Ad arricchire il dibattito, nella parte conclusiva un confronto tra società civile e Ministero della Salute.
Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale, Ministero della Salute ha affrontato il tema dell’allocazione delle risorse del SSN a medio-lungo termine. Anna Caraglia, Ministero della Salute, ha spiegato il contributo pratico che possono offrire le strutture tecniche del Ministero per facilitare l’implementazione rapida di percorsi vaccinali per i fragili.
Per la società civile sono intervenuti rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni impegnate sui temi dell’invecchiamento e dei diritti di salute: Francesco Macchia, Direttore di HappyAgeing-Alleanza per l’Invecchiamento Attivo; Maria Eugenia Morreale, Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva; Eleonora Selvi, Presidente Fondazione Longevitas.
“Da oltre dieci anni, la nostra Associazione rappresenta la voce degli anziani portando le istanze della sua componente sociale e dei sindacati – ha sottolineato Macchia – La vaccinazione rappresenta un vero e proprio diritto alla tutela della salute delle persone anziane: di fronte alle evidenze esistenti circa la costo-efficacia dell’intervento, la sua negazione rappresenta un inaccettabile atto di ageismo sanitario. Ci sono grandi aspettative sul prossimo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, sia in termini di piena attuazione delle vaccinazioni già previste, come quella contro Herpes Zoster, Pneumococco e Influenza sia in termini di inserimento di strumenti strategici come la vaccinazione contro l’RSV e di implementazione di azioni che abbiamo sempre sostenuto, come la chiamata attiva”.
Da questa unità di intenti emergerà un executive summary condiviso, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di politiche sanitarie più eque e sostenibili.

– foto Studio Comunicazione Diessecom. Da sinistra Anna Odone, Consiglio Superiore di Sanità; Daniel Della Seta, giornalista scientifico; Anna Caraglia, Ministero della Salute; Massimo Andreoni, Consiglio Superiore di Sanità; Gian Antonio Girelli, membro XII Commissione, Affari Sociali; Fortunato Paolo D’ancona, ISS –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Dolcenera “Con il videoclip di ‘My Lovè racconto il rapporto tra uomo e ia”

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ROMA (ITALPRESS) – “My Love” è il nuovo singolo di Dolcenera che segna il ritorno al rock moderno, istintivo e viscerale della cantante. Uscito il 10 aprile, è una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra l’illusione di controllo e la consapevolezza della propria vulnerabilità. “My Love è il mio ultimo bambino a cui tengo tanto, perchè dentro di sè ha un grido di voglia di libertà e voglia di verità. Perchè noi viviamo la nostra vita filtrata attraverso uno schermo, lo schermo del cellulare. Abbiamo una doppia vita, quella reale e quella digitale. Quella digitale ha preso il sopravvento su quella reale. E molto spesso però la nostra vita digitale ci porta in uno stato di ansia, perchè in questo scrolling continuo noi continuiamo a ricevere informazioni tipo di flussi di vita degli altri, ma che non sono reali, magari sono edulcorati, sono la versione positiva, la versione vincente delle vite degli altri”, dice in un’intervista alla Italpress. “Di fronte a tutto questo c’è la mia voglia di esprimere il concetto del trovare di nuovo qualcosa di vero, in questo mondo in cui non si sa più cosa è vero e cosa è falso”, aggiunge. Il brano è accompagnato da un videoclip innovativo che mette insieme intelligenza artificiale con riprese reali, che riceverà il premio speciale alla XXIII Edizione del Premio Roma Videoclip “Il cinema incontra la musica”, videoclip tra i più visti dell’ultima settimana e in tendenza su YouTube (https://youtu.be/wgmr4X_pIag?is=TywRtffKT-eYPP_7). Dolcenera sottolinea come “è un’opera d’arte e penso che sia abbastanza innovativo, perchè non è mai stato fatto un videoclip che mette insieme intelligenza artificiale con riprese reali. E chiaramente questo è un concetto che deriva dal significato di My Love che mette in crisi questo punto focale del nostro vivere di oggi, cioè il fatto di non riuscire a capire ciò che è vero da ciò che è finto. Io sono pro futuro, per l’evoluzione dell’essere umano, ma chiaramente l’evoluzione dev’essere dominata dall’uomo. Il videoclip è molto bello perchè ha dentro un sacco di riferimenti visivi che raccontano quella distopia del sociale che però in realtà non è così futuristica ma è attuale”. Quanto al premio “ne sono veramente felice per le persone che ci hanno lavorato e che hanno creduto nella valorizzazione di questo ideale di vita: il tornare ad avere un contatto con realtà vera e non farsi trascinare dentro il vortice degli algoritmi dei digitali. Sono contenta e anche un pò emozionata perchè la fatica per riuscire a portare a casa un’opera di questo tipo non è poca, devi sognare e lottare. Non è che uno può fare qualsiasi cosa nel mercato italiano della musica. Ci devi mettere il cuore, passione, devi compensare il fatto che questo è un piccolo mercato e quindi quando riesci a fare una cosa di grande valore proprio a livello mondiale è una grande ricompensa”.
“My Love” anticipa il dodicesimo album di Dolcenera, in uscita nel 2026, che segna anche una nuova fase artistica. “Il nuovo album uscirà in autunno. Questo album probabilmente rispetto agli altri sarà più diretto? Non lo so. Sicuramente ci sono delle tematiche importanti, ma è il mio modo di fare le cose. Ho sempre avuto dentro di me l’attenzione al sociale e penso che il cantautore proprio lo debba fare, costi quel che costi, qualsiasi sia la modalità in cui si usufruisce della musica in questo momento storico, che non è esattamente una modalità in cui la musica dice tanto”.
La cantante partirà anche con un nuovo tour teatrale, “Piano Solo Recital”, una sorta di one woman show tra musica e narrazione con il pianoforte a fare da protagonista. “Il pianoforte è la mia seconda modalità espressiva che mi permette la prima, quella del canto, perchè se io non avessi suonato il pianoforte non avrei cantato così. Quindi è importantissimo saper suonare uno strumento, nel senso di governarlo. Perchè mi piace questo tipo di approccio? Perchè non c’è regola in questa forma di concerto. Non ci sono regole, non ci sono tempistiche, posso fare quello che mi piace di più, ovvero andare fuori dagli schemi, improvvisare. Dal vivo puoi regalare dei momenti particolari allo spettatore e anche te come artista, ricordarti le cose per la loro peculiarità, non per il fatto che sono tutte uguali”.
Quanto a possibili altri progetti oltre alla musica, dopo la fortunata esperienza a Pechino Express, Dolcenera chiosa: “In questo momento il mio bisogno principale è comunicare attraverso la musica. Pechino Express è stata una delle esperienze più belle della mia vita, fatta insieme al mio compagno trentennale Gigi, in un momento in cui non stavo così bene a livello proprio di equilibrio personale, nel senso stavo vivendo un momento di distacco dalla musica. Mi sono fermata per quattro anni e ho deciso di accettare la proposta di Pechino proprio perchè volevo provare a ricongiungermi con la parte più tribale di me. Pechino ti porta dentro un mondo che ti fa passeggiare attraverso culture differenti che però non sono ancora contaminate dalla parte occidentale, dall’era digitale, quella più spersonalizzante”.
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-Foto: Italpress-

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MINI e Paul Smith, creatività diventa esperienza immersiva alla Milano Design Week

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MILANO (ITALPRESS) – MINI ritorna alla Milano Design Week portando, a Palazzo Borromeo d’Adda nel centro cittadino, l’installazione immersiva “A Garden of Curiosity” frutto della collaborazione di lunga data con Paul Smith.
L’opera combina l’uso distintivo del colore di Paul Smith con la meticolosa attenzione ai dettagli tipica di MINI, invitando i visitatori a esplorare e vivere appieno il mondo giocoso del design.
“MINI ha radici britanniche, esattamente come Sir Paul Smith. Questo è il punto di partenza, ma poi si aggiungono tante altre cose in comune che hanno i due brand. Da una parte l’amore per il design, per l’aspetto più curioso e giocoso che vuole portare avanti il mondo del design e quindi da questo punto di vista ci troviamo in questa location d’eccezione dove questo concetto di vedere il design nel suo lato più giocoso prende proprio forma”, ha dichiarato Federica Manzoni, Head of MINI Italia, sottolineando come l’installazione intenda “stimolare gli appassionati del brand, ma in realtà tutti i visitatori, ad andare oltre quella che è la porta rossa per scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo ed innovativo, che è esattamente quello che vuole offrire MINI tutti i giorni con la sua esperienza di guida”.
“A Garden of Curiosity” è accessibile tramite una passerella in legno che attraversa il cortile e conduce i visitatori a una porta rossa, che rappresenta un invito simbolico a guardare e osservare.
Oltre la soglia si apre lo spazio verde ideato da MINI e Paul Smith, composto da sentieri fiancheggiati da piante ed erbe, che conducono a piattaforme
aperte e installazioni cubiche. L’iconica Paul Smith Signature Stripe percorre il giardino come elemento ricorrente di design. Architettura, texture, colori e
suoni si fondono armoniosamente, dando vita a un’esperienza sensoriale completa.
La Colour Theory Room rappresenta un punto d’incontro visivo tra la palette cromatica distintiva di Paul Smith e i colori della nuova MINI Paul Smith Edition. I visitatori possono disporre campioni di colore su una parete interattiva, creando composizioni che cambiano costantemente nel corso della giornata con ogni nuovo intervento personale. In linea con la filosofia di Sir Paul Smith, la parete offre inoltre l’opportunità di sperimentare liberamente diverse combinazioni cromatiche. La Listening Room amplia questa esperienza attraverso registrazioni vocali di Sir Paul Smith, sottolineando l’importanza della teoria del colore. Un’ulteriore piattaforma aperta invita i visitatori a vivere lo spazio con tutti i sensi,
concedendosi un momento di pausa lontano dal ritmo frenetico di Milano.
Attraversando il cortile per raggiungere l’installazione, i visitatori si immergono nella storia di MINI e Paul Smith. Qui è possibile scoprire tre vetture nate dalla collaborazione tra i due brand, avviata nel 1998: la Paul Smith 40th Anniversary Mini, la MINI STRIP by Paul Smith e una MINI Cooper dell’ultima Edition. Tutte vetture accomunate dall’attenzione ai piccoli dettagli come elemento di innovazione e di design.
“Prendiamo ad esempio quella che è stata la prima vettura sviluppata in collaborazione con Paul Smith: la Paul Smith 40th anniversary MINI. In quel caso abbiamo 86 righe, 26 colori, quindi l’interpretazione perfetta di quello che è il pattern di Paul Smith – ha spiegato Manzoni – Arriviamo poi all’edizione in cui sono proprio i dettagli a fare la differenza. Partiamo dal colore, il colore verde Nottingham Green, che rappresenta proprio l’amore di Paul Smith per le sue origini e che è stato riprodotto sulla livrea della vettura”.
Il colore Nottingham Green impreziosisce alcuni dettagli come le calotte degli specchietti, la griglia del radiatore ottagonale e i coprimozzi delle ruote con la firma Paul Smith. Ulteriori elementi riflettono lo stile distintivo di Paul Smith, contribuendo a esprimere l’essenza di questa MINI Edition, che interpreta il concetto di “classic with a twist”.
Altra creazione visibile è la MINI STRIP by Paul Smith: presentata nel 2021 e basata sulla MINI Cooper SE, ridotta all’essenziale secondo il principio del “less is more”. Il design minimalista mette in primo piano costruzione e funzionalità, con l’obiettivo di rappresentare un approccio al design responsabile e innovativo per il suo tempo.
-foto xh7/Italpress –
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