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LA VOCE PAVESE – LUCIO E GIADA FIGINI PROTAGONISTI IN LIBRERIA

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LA VOCE PAVESE – LUCIO E GIADA FIGINI PROTAGONISTI IN LIBRERIA
Domani, sabato 23 marzo alle ore 17.30 alla biblioteca comunale di Voghera in via Gramsci, Lucio e Giada Figini presenteranno il loro romanzo a quattro mani "Il cimitero del tempo" (Edizioni del Capricorno). Un’opera nata dalle penne di padre scrittore ed educatore professionale e figlia liceale che, insieme, hanno dato vita a un thriller avvincente, originale e con ambientazioni molto accurate. Emanuele Bottiroli intervista Lucio Figini, nato a Voghera nel 1971, per introdurre l’evento in biblioteca con una riflessione generale sul mestiere di scrivere e il valore del leggere. Il libro dei Figini racconta di tre antiquari avvelenati a distanza di un anno l’uno dall’altro, e sempre il 20 marzo. C’è un serial killer dietro quest’inquietante ritualità? O è solo un modo per depistare gli investigatori, distogliendoli da un progetto criminale che nulla ha a che vedere con una mente omicida malata? La terza vittima è Fabrizio Dabusti, torinese, uno dei rari amici di Ulisse Bonfante, educatore con gravi difficoltà nel contenere la rabbia. Che non si dà pace e vuole capire che cos’è davvero successo e perché. Un quartetto di investigatori ripercorre le tracce dei tre omicidi: Ulisse, la figlia Maia, tirocinante in Polizia, la commissaria Michela, reduce da un tormentata storia d’amore proprio con Ulisse, e Alessandro, un giovane, brillante profiler, che ben presto s’insinua nel cuore di Maia. Fra Torino, Voghera, Sestri Levante e Lucca l’indagine pare trovare una logica conclusione. Ma un devastante colpo di scena cambierà le carte in tavola, lasciando il lettore sull’orlo di un baratro popolato di orrore.

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Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

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La Voce Pavese – Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

A Pavia fare l’insegnante significa sempre più spesso lavorare in un clima difficile, segnato da insulti, pressioni, minacce, manipolazioni e, nei casi più gravi, anche aggressioni fisiche. Un fenomeno che non riguarda soltanto il rapporto con gli studenti, ma coinvolge anche colleghi, genitori e dirigenti scolastici.
A fotografare la situazione è un’indagine condotta lo scorso anno dall’ufficio scolastico provinciale su 1.017 insegnanti della provincia di Pavia. Il dato più forte è questo: 633 docenti, pari a circa il 62 per cento del campione, hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza verbale, psicologica o fisica. Quasi due insegnanti su tre, dunque, raccontano di essersi trovati esposti a forme di aggressività nel proprio ambiente di lavoro.
Le segnalazioni indicano come principali responsabili i colleghi, con 212 casi. Seguono i genitori degli alunni, con 179 episodi, poi gli studenti, con 105 segnalazioni, e infine i dirigenti scolastici, indicati in 60 casi. Il problema attraversa tutti gli ordini di scuola, dagli asili alle primarie fino alle secondarie.
La forma di violenza più diffusa è quella verbale. Un insegnante su tre riferisce di aver ricevuto commenti denigratori, insulti, diffamazioni, umiliazioni in pubblico o minacce. Episodi che si verificano soprattutto durante l’orario di lezione o nei colloqui con le famiglie. In molti casi, secondo quanto emerge dal sondaggio, i docenti hanno segnalato l’accaduto alla scuola, ricevendo nella maggior parte delle situazioni un supporto ritenuto adeguato.
Accanto alla violenza verbale c’è poi quella psicologica, più silenziosa ma non meno pesante. Un’insegnante su quattro racconta di esserne stata vittima. Si parla di critiche continue al lavoro, commenti dannosi, pressioni e manipolazioni. Anche in questo caso, gli autori indicati più spesso sono i colleghi. Gli episodi avvengono in aula, durante le riunioni e anche fuori dall’orario scolastico.
Il capitolo più grave resta quello della violenza fisica. L’indagine ha raccolto circa settanta casi: spinte, strattonamenti, lancio di oggetti, più raramente percosse o uso di strumenti impropri. In questo caso, a differenza delle violenze verbali e psicologiche, i principali responsabili risultano gli studenti. Seguono colleghi e genitori, mentre i dirigenti scolastici compaiono solo in modo marginale. Quasi tutti gli episodi vengono segnalati alla scuola.
Per Yuri Coppi, direttore dell’ufficio scolastico territoriale, non si tratta di fatti isolati. Gli episodi emersi, soprattutto quelli verbali e psicologici, non possono essere liquidati come semplici difficoltà relazionali. Al contrario, spiegano dall’ufficio scolastico, devono spingere l’intera comunità educativa a rafforzare la cultura del rispetto reciproco, della corresponsabilità e della tutela di chi lavora nella scuola.
La priorità, ora, è trasformare l’emersione del fenomeno in azioni concrete: prevenzione, ascolto, supporto e strumenti efficaci per garantire il benessere degli insegnanti. Perché proteggere chi educa significa proteggere anche la qualità della scuola.

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 10 giugno 2026

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 10 giugno 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Power Talks – Il Potere della Comunicazione – 9 Giugno 2026

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ROMA (ITALPRESS) – Nella quattordicesima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini intervista Guglielmo Caversazio, sindaco di Santa Margherita Ligure, e Matteo Viacava, sindaco di Portofino, per approfondire il rapporto tra istituzioni, cittadini e promozione del territorio nell’era digitale. Un confronto che parte da una domanda semplice ma fondamentale: come si comunica oggi una comunità? I social permettono di raggiungere migliaia di persone in pochi secondi. Un territorio può diventare virale grazie a una fotografia, a un evento o a un contenuto condiviso milioni di volte. Ma la tecnologia, da sola, non basta. Perché il vero valore della comunicazione resta la capacità di ascoltare.

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