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La comunità italiana abbraccia gli azzurri a New York

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Di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dalla Florida a New York per la seconda tappa della tournèe americana della Nazionale e, come previsto, l’accoglienza è stata travolgente. La comunità italiana e italoamericana della Grande Mela aspettava gli azzurri da vent’anni e a organizzare il patriottico festeggiamento per la squadra allenata da Luciano Spalletti, ci ha pensato la National Italian American Foundation (NIAF) del presidente Robert Allegrini, che ha organizzato un ricevimento allo Spring Place Club di Manhattan. Lì, ad attendere gli azzurri, una folla incontenibile di italiani residenti a New York e di italoamericani tifosissimi. Dopo gli inni nazionali cantati ad alta voce dalla sala gremita, Allegrini ha dato la parola agli sponsor della serata, l’imprenditore Giovanni Colavita, Ceo dell’azienda di olio d’oliva, e Pierpaolo Monti, Country Manager Usa Intesa San Paolo. Quindi ecco il Console Generale Fabrizio Di Michele, che parlando anche in inglese per esser sicuro che tutti capissero, ha detto: “Siamo qui per supportarvi e abbracciarvi a nome di tutta la comunità. E mentre questa estate agli Europei potete anche non rivincere il titolo, quello su cui non possiamo fare compromessi è il fatto di avervi qui tra due anni per il Mondiale”. Quindi la parola è passata al presidente della Figc, Gabriele Gravina, che, emozionato ha ribadito quanti milioni di italiani all’estero siano orgogliosi “della nostra Nazionale, della maglia azzurra e di quello che rappresentano gli azzurri”. Gravina ha ringraziato i giocatori per aver interpretato al meglio la loro trasferta negli Usa regalando subito ai tifosi la vittoria a Miami sul Venezuela. “Grazie per i loro sacrifici che sono ampiamente ricompensati da questa carica di entusiasmo che porteremo nel cuore”, ha detto Gravina.
Lo stesso Allegrini, parlando a suo agio in italiano, ha detto che “gli azzurri hanno la capacità di unire italiani e italoamericani nell’amore per l’Italia e il calcio”, affermando che oltre ad essere l’orgoglio dell’Italia, lo sono anche “di 20 milioni di italoamericani”. Un boato di applausi e cori per gli azzurri, quando oltre a mister Spalletti, Allegrini ha presentato tre indimenticabili campioni: il capo delegazione e già campione del mondo della squadra azzurra Gianluigi Buffon, il capitano di quella squadra che nel 2006 vinse il quarto titolo iridato Fabio Cannavaro, quindi Giorgio Chiellini, capitano della Nazionale campione d’Europa nella finale di Londra del 2021.
– Foto xo9/Italpress –
(ITALPRESS).

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Malagò ammette l’esistenza di una trattativa con Guardiola, “Ma non è detto vada in porto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono anche aspetti finanziari, di budget. Sul breve-medio periodo dire che c’è da stringere la cinghia è dire poco. Però si sono fatte delle eccezioni che possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente. Guardiola? Sì”. Così il presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, ospite di Vivavoce, trasmissione in collaborazione tra Chora, Will e Cronache di spogliatoio, ammette l’esistenza di una trattativa con Pep Guardiola per il ruolo di ct della Nazionale.

“Non è detto che questa cosa vada in porto – ha aggiunto il numero uno della Figc – Credo comunque che sia stato giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo e caldo. Non è assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti di altri soggetti, con i quali il confronto è già partito”. Malagò sottolinea anche che non sono in lizza i soli nomi di Guardiola, Mancini e Pirlo: “Nel modo più assoluto. Se si ragiona su un profilo, sicuramente questi nomi rientrano nell’ambito di queste categorie di profili”, conclude.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Evenepoel fa il bis al Tour e conquista la crono, Pogacar 2° e sempre in giallo

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LES BAINS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Remco Evenepoel concede il bis e trionfa nella sedicesima tappa del Tour de France 2026, la cronometro individuale Evian les Bains-Thonon les Bains di 26,1 chilometri. Il campione belga della Red Bull Bora Hansgrohe, reduce già vincitore domenica scorsa a Plateau de Solaison, domina anche la prova contro il tempo in 32’19”, centrando la sua quarta affermazione alla Grande Boucle, la terza in questa specialità.

Secondo posto, invece, per lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Teams Emirates-Xrg) che, nonostante perda 28″ rispetto al belga, resta saldamente il padrone della maglia gialla. Sesto posto per Mattia Cattaneo (Red Bull-Bora-Hansgrohe), mentre delude Filippo Ganna (Netcompany Ineos), che non va oltre l’undicesima piazza. Brutta caduta per il tedesco Florian Lipowitz (Red Bull Bora-Hansgrohe), costretto ad abbandonare la competizione mentre si trovava al quinto posto della classifica generale. Domani ci sarà la diciassettesima tappa, la Chambery-Chambery di 174,7 chilometri.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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A Verona l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, Tricella “Saremo sempre i suoi ragazzi” / Video

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VERONA (ITALPRESS) – Verona si è fermata, si è stretta in un abbraccio collettivo e ha salutato per l’ultima volta Osvaldo Bagnoli. Nella Basilica di San Zeno, gremita in ogni ordine di posto con quasi duemila persone presenti tra l’interno e il sagrato, si sono celebrati i funerali dello storico tecnico dello scudetto del 1985.

Il sindaco Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino, disponendo le bandiere a mezz’asta in segno di rispetto per una figura che ha segnato indelebilmente l’anima della città. Il feretro è arrivato accolto dal silenzio, rotto solo dal fruscio delle bandiere e dal canto delle cicale, accompagnato dai cori dei tifosi e dallo striscione già visto a Folgaria: “Condottiero silenzioso, storia e leggenda di questa città. Osvaldo Bagnoli: Verona ti rende onore!”. Accanto alla bara la moglie Rosanna, fedele e inseparabile compagna di una vita. In prima fila c’era l’Hellas Verona al completo, guidato dall’allenatore Marco Baroni, accorso subito dopo l’allenamento, insieme agli immancabili eroi di quel leggendario 12 maggio: i campioni d’Italia che hanno voluto rendere omaggio al proprio maestro.

Sulla bara è stata deposta la sciarpa gialloblù, sistemata da Di Gennaro, Tricella e dallo stesso Baroni. Tra i volti del mondo del calcio presenti anche Nevio Scala, che ha voluto testimoniare il proprio rispetto per un gigante della panchina.

La cerimonia, officiata dal vescovo Domenico Pompili, ha saputo coniugare la profondità spirituale con i tratti umani e ironici che hanno reso Bagnoli unico. Il vescovo ha ricordato l’amore con la moglie nato da giovani guardando un film e ha strappato un sorriso alla folla citando una delle sue frasi celebri: “Se cercate i ladri sono dall’altra parte”, evocando quell’asciutta ironia mossa da un profondo senso di giustizia. Momenti di commozione intensa si sono vissuti alla fine della messa. Il toccante ricordo dei nipoti ha introdotto l’intervento di Roberto Tricella, portavoce di una generazione di calciatori che in Bagnoli non ha visto solo un allenatore, ma un secondo padre: “Grazie per averci insegnato il rispetto, l’umiltà e il saper vivere. Sempre a testa bassa facendo ricorso alle nostre sole forze. Saremo sempre i suoi ragazzi”.

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Bagnoli, milanese della Bovisa e autentico “Schopenhauer del pallone” per la sua sobria concretezza, lascia una voragine nei cuori dei veronesi. Con la sua guida silenziosa, fatta di sguardi e cenni, ha portato una squadra di provincia sul tetto d’Italia, trasformando un sogno di gloria in realtà eterna. Verona perde il suo padre putativo, ma la leggenda resta scolpita nella storia.

– Foto ab/Italpress –

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