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Minnesota ko in casa, Doncic porta Dallas sul 2-0

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un’impresa per gli ospiti, una valanga di rimpianti per i padroni di casa. Dallas viola ancora il Target Center di Minneapolis e fa sua gara 2 della finale della Western Conference, imponendosi 109-108 sui Timberwolves. Un successo in rimonta (Mavericks sotto di 18) targato Kyrie Irving e Luka Doncic, sono loro che piazzano le due triple decisive per il sorpasso portando a casa una vittoria che potrebbe rivelarsi decisiva: al di là dello 0-2 nella serie, per i T’Wolves è un duro colpo dal punto di vista mentale. Ancora una volta lo sloveno è il trascinatore dei texani. Doncic, infatti, mette a referto l’ennesima tripla doppia chiudendo con 32 punti, 10 rimbalzi e 13 assist. Prestazione straordinaria, ma da soli non si vince ed è decisivo anche Irving con i suoi 20 punti. Nel quintetto iniziale vanno in doppia cifra anche Gafford (16) e P.J. Washington (10), ma ha il suo peso anche la prestazione di Dereck Lively II che, dalla panchina, porta in dote 14 punti e 9 rimbalzi.
I rimpianti di Minnesota sono tanti. Il +18 sprecato fa male, ma c’è ancora tempo per recuperare anche se adesso l’ostacolo Dallas è diventato una montagna da scalare. Anthony Edwards prova a trascinare i suoi, mette a referto 21 punti, 5 rimbalzi e 7 assist e trova una buona spalla in Naz Reid che, partendo dalla panchina, fa registrare al suo attivo 23 punti risultando il miglior realizzatore dei padroni di casa. In doppia cifra anche Conley (18), Gobert (16 punti e 10 rimbalzi) e Towns (15), ma ai Timberwolves restano solo i rimpianti per aver mandato in fumo la grande occasione di portarsi in parità nella serie. Vince Dallas che adesso ha la strada verso la finalissima in discesa.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Nuovo incidente d’auto per Tiger Woods, arrestato e poi rilasciato su cauzione

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ROMA (ITALPRESS) – Rivederlo sul green martedì scorso alle TGL Finals dopo l’ennesimo calvario di infortuni e operazioni lasciava sperare a un suo nuovo ritorno nel PGA Tour, magari al Masters di Augusta che scatterà il 9 aprile e dove nel 1997 è iniziata la sua leggenda. E invece eccolo di nuovo alla ribalta delle cronache per fatti che col golf hanno poco a che fare. Tiger Woods torna a far parlare di sè, arrestato a Jupiter Island, in Florida, dopo aver provocato un incidente. Secondo le prime ricostruzioni, il 50enne campione statunitense stava viaggiando ad alta velocità sul suo Land Rover quando, nel tentativo di superare un camion che trasportava un’idropulitrice, ha urtato la parte posteriore del rimorchio prima di finire ribaltato col suo Suv. Nessuna conseguenza fisica nè per lui nè per l’altro conducente ma per Woods è scattato l’arresto. Il golfista, ha fatto lo sceriffo della contea di Martin, John Budensiek, mostrava segni di alterazione non dovuti però all’alcol – il test è risultato negativo – quanto piuttosto ad altre sostanze o farmaci, col giocatore che si è però rifiutato di sottoporsi all’analisi delle urine. Un rifiuto per il quale è stato incriminato, assieme all’accusa di danneggiamento.

“Ha il diritto di rifiutare quel test – ha spiegato Budensiek – Ma esiste una legge per cui sarà incriminato per il rifiuto, anche se non avremo mai risultati definitivi su quale sostanza lo abbia alterato al momento dell’incidente. È stato collaborativo ma anche prudente in ciò che ha detto e in ciò che non ha detto”. Woods è rimasto in carcere per otto ore, come previsto dalle leggi della Florida, prima di essere rilasciato su cauzione. Non è la prima volta che il 50enne ex numero uno del green viene sospettato di guida in stato di alterazione: nel maggio 2017 fu arrestato sempre a Jupiter dopo che la polizia lo trovò addormentato al volante della sua auto mentre era in moto, con due pneumatici a terra e danni al veicolo. In quell’occasione si dichiarò colpevole – l’esame tossicologico aveva rivelato la presenza nell’organismo di vari antidolorifici – e fu condannato a un anno di libertà vigilata. Quattro anni dopo, a febbraio 2021, restò invece coinvolto in un brutto incidente stradale nei pressi di Los Angeles, riportando fratture multiple alla gamba destra e restando ricoverato in ospedale per tre settimane. Woods era comunque tornato a giocare, salvo un nuovo stop dovuto, nel marzo di un anno fa, alla rottura del tendine d’Achille mentre a ottobre si è sottoposto a un ulteriore intervento alla schiena.

Assente dal PGA Tour da luglio 2024, quando non superò il taglio all’Open Championship, stava valutando un possibile ritorno ad Augusta ma vista la situazione sarà complicato. “Mi dispiace molto – ha detto di lui da Miami il presidente degli Usa, Donald Trump – Ha delle difficoltà. C’è stato un incidente, ed è tutto ciò che so. È un mio caro amico, una persona straordinaria, un uomo incredibile. Ma ha delle difficoltà”.

– foto IPA Agency –

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La Mercedes vola in Giappone con Antonelli in pole davanti a Russell, Leclerc 4° e Hamilton 6°

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SUZUKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – È di Kimi Antonelli la pole position nel Gran Premio del Giappone, terzo appuntamento stagionale della Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ferma il cronometro a 1’28″778 e partirà davanti a tutti anche sul circuito di Suzuka, dopo la pole conquistata due settimane fa in Cina. Completa la prima fila il suo compagno di squadra, George Russell, staccato di quasi tre decimi. Terzo tempo per la McLaren di Oscar Piastri, che precede la Ferrari di Charles Leclerc (+0″627). Più indietro l’altra Rossa di Lewis Hamilton (+0″789), che partirà dalla sesta posizione, in terza fila dietro a Lando Norris. Settimo Pierre Gasly su Alpine, che precede la Red Bull di Isack Hadjar. Chiudono la top ten Bortoleto e Lindblad, mentre è clamorosamente out nel Q2 Max Verstappen, che partirà undicesimo.

LE DICHIARAZIONI

“Questa pole è stata più bella di quella in Cina. Mi sono sentito bene in macchina, anche se in Q1 la prima run non è stata granché, perché il vento era cambiato tanto e la macchina era più difficile da guidare. Ho cercato di adattarmi il più possibile e alla fine sono riuscito ad avere un buon ritmo”. Queste le parole del pilota della Mercedes, Kimi Antonelli, ai microfoni di Sky Sport. “Credo conti il fatto di aver iniziato bene nelle libere 1 e di essere migliorato in tutte le sessioni senza fare errori – ha aggiunto -. Quando riesci a fare tre sessioni pulite e fare dei miglioramenti ogni volta aiuta tanto, anche in Cina questo ha aiutato molto. Ovviamente c’è ancora da migliorare, ma siamo sulla strada giusta. Sicuramente in partenza ci sarà una consapevolezza diversa rispetto alla Cina. Sarò più tranquillo. Cercherò di fare una partenza pulita senza strafare, speriamo di essere primi in curva 1 e poi di avere un buon passo”, ha concluso Antonelli.

“Sono un po’ deluso per il quarto posto. Il giro è stato non perfetto, ma su quello sono contentissimo. Però ho perso tanto tempo nel rettilineo rispetto a me stesso, e quello è veramente frustrante. Anche se sai che può succedere, quando accade è da pugni sul volante. Il pilota può fare tante cose, però quando siamo al 100% di acceleratore non si può fare tanto, e quando si vede che il tempo lo perdiamo in rettilineo è frustrante”. Lo ha detto il pilota della Ferrari, Charles Leclerc, ai microfoni di Sky Sport.

“Non si può dare tutta la colpa al motore. Sicuramente l’erogazione di potenza è determinante per gran parte del tempo, ma le nostre prestazioni sono inferiori anche a livello di macchina. Dobbiamo recuperare un divario enorme per potercela giocare”. Così il pilota della Ferrari, Lewis Hamilton, ai microfoni di Sky Sport.

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“Non è solo una questione di prestazione o gestione dell’energia, ma anche di come estrarre il meglio dalla macchina che abbiamo. Abbiamo fatto meglio nel Q2 piuttosto che nel Q3 e dobbiamo capire perché, ma dobbiamo anche concentrarci sulla gara di domani, sulla partenza e sulla strategia. Il passo è stato buono, quindi è tutto aperto”. Così il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ai microfoni di Sky Sport dopo le qualifiche nel Gran Premio del Giappone di Formula 1. “Se correremo per vincere? Quando sei in griglia vuoi sempre ottenere il meglio – ha aggiunto – Il passo gara ieri sembrava piuttosto buono, partiremo per fare il nostro meglio. Se siamo soddisfatti di com’è andata finora? Sì e no. No perché l’obiettivo è anche vincere le gare, e abbiamo un deficit prestazionale rispetto alle Mercedes. Dobbiamo migliorare, però nel complesso non siamo troppo lontani. Sappiamo che da Miami ci sarà un altro campionato. La stagione sarà lunga e il tasso di sviluppo sarà molto alto, quindi non dobbiamo spaventarci”.

LA GRIGLIA DI PARTENZA

1. Kimi Antonelli (Mercedes)
2. George Russell (Mercedes)
3. Oscar Piastri (McLaren)
4. Charles Leclerc (Ferrari)
5. Lando Norris (McLaren)
6. Lewis Hamilton (Ferrari)
7. Pierre Gasly (Alpine)
8. Isack Hadjar (Red Bull)
9. Gabriel Bortoleto (Audi)
10. Arvid Lindbland (Racing Bulls)
11. Max Verstappen (Red Bull)
12. Esteban Ocon (Haas)
13. Nico Hulkenberg (Audi)
14. Liam Lawson (Racing Bulls)
15. Franco Colapinto (Alpine)
16. Carlos Sainz (Williams)
17. Alexander Albon (Williams)
18. Oliver Bearman (Haas)
19. Sergio Perez (Cadillac)
20. Valtteri Bottas (Cadillac)
21. Fernando Alonso (Aston Martin)
22. Lance Stroll (Aston Martin)

– foto IPA Agency –

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Sinner batte anche Zverev, finale a Miami contro Lehecka

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MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è in finale al “Miami Open”, secondo Masters 1000 della stagione, che si sta disputando sul cemento dell’Hard Rock Stadium (con montepremi totale pari a 9.415.725 dollari). Il 24enne altoatesino, numero 2 del mondo e del tabellone, ha sconfitto in semifinale 6-3 7-6(4) Alexander Zverev, centrando la settima vittoria consecutiva contro il tedesco.2

In finale, la sua 35esima nel circuito, sfiderà la sorpresa del torneo, il ceco Jiri Lehecka, reduce dal successo per 6-2 6-2 su Arthur Fils. Lehecka ha perso tutti e tre i precedenti con Sinner, senza nemmeno mai riuscire a conquistare un set. Il numero 1 azzurro scenderà in campo domenica all’Hard Rock Stadium con l’obiettivo di conquistare il 26esimo titolo (27esimo se si considerano anche le Next Gen Atp Finals del 2019) e centrare il “Sunshine Double”, ovvero vincere nello stesso anno a Indian Wells e Miami: una doppietta riuscita per l’ultima volta in singolare maschile a Roger Federer nel 2017.

– foto Ipa Agency –

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