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Bremer “Juve sulla strada giusta, qui sono felice”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Con il suo Brasile impegnato a preparare la prossima Coppa America, ma con la Juventus sempre in testa. Gleison Bremer, in una lunga intervista rilasciata al sito del quotidiano sportivo Marca, parla di tutto, dei suoi idoli (“Ronaldinho e Lucio”), dei modelli seguiti (“Chiellini con cui parlo molto e che mi aiuta moltissimo e Bonucci”), ma soprattutto della sua Juve. “Quando sono arrivato era un periodo complicato, non abbiamo vinto, ma siamo entrati in in Champions League, anche se siamo rimasti fuori per vicende amministrative. E’ stata dura, ci toglievano e restituivano punti, lì Allegri fu importantissimo”. Anche quest’anno i problemi non sono mancati con le lunghe squalifiche per Pogba e Fagioli. “Due giocatori di altissimo livello e due persone importanti – sottolinea Bremer -, per me Fagioli è come un fratello, abbiamo passato tanto tempo insieme e, per fortuna, è tornato a giocare a fine stagione. Peccato perchè con tutto il gruppo a disposizione avremmo lottato per lo scudetto”. E invece non è andata così, è finita con il successo in Coppa Italia ma con il divorzio, traumatico, con Massimiliano Allegri. “Nessuno poteva aspettarselo, nemmeno il mister, che potesse finire così. Non sta a noi giocatori giudicare, ma io per il mister ho solo parole di gratitudine, mi ha voluto e mi ha fatto crescere”.
Dal Torino (“Provo grande affetto per il Toro, ma non potevo dire no a uno dei più grandi club del mondo”) alla Juventus dove Bremer assicura di essere “molto felice. Grazie a Dio ho appena vinto il mio primo titolo, il primo che la Juve vince in tre anni, e spero che questo sia solo l’inizio, che ne arrivino tanti altri. Quando sono arrivato mi hanno detto che il club era in ‘ricostruzionè e non molte squadre riescono a vincere in questa fase, noi ci siamo riusciti e vuol dire che siamo sulla strada giusta. C’è stato solo un cambio di allenatore e di dirigenti, ma abbiamo tutto per continuare a crescere. Tra 2-3 anni lotteremo per lo scudetto. E’ arrivato il ds Giuntoli e al suo primo anno abbiamo vinto la Coppa. Siamo una buona squadra, ma ci mancano alcuni tasselli fondamentali. Abbiamo giovani e abbiamo bisogno di calciatori più esperti. Penso che la prossima stagione, giocando in Champions League, la società prenderà rinforzi importanti e questo ci aiuterà a lottare per il titolo”. Di Allegri dice che è sttao un ottimo allenatore per quel che riguarda la fes difensiva, ma Bremer aggiunge: “Penso che al prossimo tecnico piacerà molto il possesso palla. Sarà una nuova sfida per me”. E sì perchè il difensore brasiliano sa benissimo che è in arrivo il suo connazionale Thiago Motta.
“Ne parlano, ma io non ne so ancora nulla – dice Bremer -. Vedremo chi verrà. Siamo la Juventus, quindi sarà sicuramente un buon allenatore, spero che faremo una buona stagione”. Ha un contratto con la Juve fino al 2028, ma piace ai grandi club inglesi come Mancheter United e Chelsea. “La Premier è un campionato in cui tutti vogliono giocare, ma penso di essere in un grande club, il più grande del mondo e ne sono felice. Ho appena vinto il mio primo titolo e voglio fare la storia qui. E’ chiaro che non si può mai dire mai. Vedremo cosa succederà”. Marca chiede anche delle indiscrezioni che accostano il suo nome al Real. “Ci sono club come il Madrid o il Barcellona che sono ai vertici del mondo. Inoltre Liga, Serie A e Premier sono i migliori campionati al mondo, quindi un giorno mi piacerebbe provarci, ma ribadisco che alla Juventus mi trovo bene”. Per adesso pensa alla Coppa America. “Poter giocare con il Brasile, con la nazionale più forte del mondo è la cosa più bella. Lotteremo per diventare campioni. Vinicius? E’ un grande giocatore. Lo ha dimostrato nella Liga e in Champions League. E’ stato campione e sta aiutando molto il Real. Penso che abbia tutte le carte in regola per vincere il Pallone d’Oro ed essere il migliore al mondo per tutto quello che sta facendo e non solo in questa stagione. Vini se lo merita”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Sinner abdica, Zverev nuovo numero uno del ranking Atp

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ROMA (ITALPRESS) – Adesso è ufficiale: Alexander Zverev è il trentesimo tennista, da quando l’Atp ha introdotto il ranking computerizzato nel 1973, a salire sul trono mondiale. Il 29enne campione di Amburgo, vincitore in questa stagione del Roland Garros e dell’Us Open (e finalista a Wimbledon), scavalca l’infortunato Jannik Sinner e diventa il secondo tedesco a raggiungere la vetta della classifica mondiale dopo Boris Becker. Zverev è inoltre già sicuro di essere il ventesimo numero 1 di fine anno dal 1973, il più anziano a riuscirci per la prima volta. Alle spalle di Zverev e Sinner, che tornerà in campo nel 2027, rinforza la terza posizione Carlos Alcaraz dopo il successo a Vienna, il terzo in stagione negli Atp 500 dopo quelli a Doha e Tokyo. Altri due giocatori festeggiano il best ranking tra i primi 10 del mondo questa settimana: il francese Arthur Fils (n.7) e lo spagnolo Rafa Jodar (10), per la prima volta in Top 10, da dove invece esce il canadese il canadese Felix Auger-Aliassime. L’Italia si presenta alla settimana del Masters 1000 di Parigi, il torneo che determinerà gli ultimi qualificati per le Nitto Atp Finals 2026, con due Top 10: Sinner e Flavio Cobolli, numero 6, in corsa per debuttare a Torino.

Tra i Top 100 italiani è Matteo Berrettini a guadagnare più posizioni, cinque, fino alla numero 43; Lorenzo Sonego perde 15 posti ed è 106esimo. Avvicinano di due passi la Top 20, invece, Luciano Darderi e Lorenzo Musetti, che occupano rispettivamente la 21esima e 24esima piazza.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Alexander Zverev (Ger) 9.550 (+1)
2. Jannik Sinner (Ita) 9.450 (-1)
3. Carlos Alcaraz (Esp) 6.100 (–)
4. Ben Shelton (Usa) 4.530 (–)
5. Daniil Medvedev (Rus) 3.860 (–)
6. Flavio Cobolli (Ita) 3.690 (–)
7. Arthur Fils (Fra) 3.525 (+1)
8. Frances Tiafoe (Usa) 3.430 (+1)
9. Alex De Minaur (Aus) 3.410 (+1)
10. Rafael Jodar (Esp) 3.209 (+1)

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Così gli altri italiani:

21. Luciano Darderi 2.200 (+2)
24. Lorenzo Musetti 1.960 (+2)
36. Matteo Arnaldi 1.311 (–)
43. Matteo Berrettini 1.173 (+5)
66. Mattia Bellucci 824 (–)
106. Lorenzo Sonego 571 (-15)
136. Federico Cinà 415 (+6)
140. Andrea Pellegrino 404 (-1)
153. Francesco Passaro 367 (–)
159. Stafano Travaglia 357 (+8)
166. Andrea Guerrieri 349 (-1)

PAOLINI STABILE AL NUMERO 35 WTA

Minime variazioni in chiave tricolore nella classifica mondiale femminile pubblicata stamane dalla Wta dopo la conclusione del Wta 500 di Tokyo e del 250 di Guangzhou. Anche questa settimana sono sempre due le azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 30enne di Bagni di Lucca, uscita a fine maggio dalla top ten, è stabile al numero 35. Fa invece tre passi indietro Elisabetta Cocciaretto, ora 72esima, che si è nuovamente operata al ginocchio sinistro e ha dato appuntamento al 2027. Ne fa sei anche Lisa Pigato, 108esima, mentre guadagna una posizione Lucrezia Stefanini, 117esima. Alle sue spalle scende due gradini Lucia Bronzetti, 134esima; stabili, invece, sia Tyra Caterina Grant, 154esima, che Samira De Stefano, 186esima. Due scambi di poltrona nella top ten mondiale. In vetta c’è sempre Elena Rybakina, 30esima numero uno dell’Era Open, che inizia la sua ottava settimana da regina. La kazaka, che grazie ai quarti a Tokyo si è assicurata di chiudere la stagione in vetta al ranking, precede Aryna Sabalenka, che al termine dello Us Open ha abbandonato lo scettro mondiale dopo 99 settimane consecutive (107 quelle complessive): la 28enne di Minsk, che negli ultimi mesi sembra essersi completamente smarrita, è staccata ora di 1.614 punti dalla rivale.

Sul terzo gradino del podio c’è sempre Mirra Andreeva. La 19enne russa precede la statunitense Coco Gauff, quarta, che scavalca per sole tre lunghezze la connazionale Jessica Pegula, quinta. Stabile l’ucraina Elina Svitolina, sesta davanti alla ceca Karolina Muchova, settima, sempre ad un paso dal primato personale. In ottava posizione risale l’altra ceca Linda Noskova, che si scambia la poltrona con la polacca Iga Swiatek, ora nona. Alle spalle della ex numero uno del mondo chiude l’elite mondiale l’ucraina Marta Kostyuk, decima.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

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1. Elena Rybakina (Kaz) 8.099 (–)
2. Aryna Sabalenka (Blr) 6.485 (–)
3. Mirra Andreeva (Rus) 6.306 (–)
4. Coco Gauff (Usa) 5.763 (+1)
5. Jessica Pegula (Usa) 5.760 (-1)
6. Elina Svitolina (Ukr) 5.121 (–)
7. Karolina Muchova (Cze) 4.665 (–)
8. Linda Noskova (Cze) 4.343 (+1)
9. Iga Swiatek (Pol) 4.188 (-1)
10. Marta Kostuyk (Ukr) 3.910 (–)

Così le italiane:

35. Jasmine Paolini 1.512 (–)
72. Elisabetta Cocciaretto 931 (-3)
108. Lisa Pigato 699 (-6)
117. Lucrezia Stefanini 657 (+1)
134. Lucia Bronzetti 560 (-2)
154. Tyra Caterina Grant 479 (–)
186. Samira De Stefano 411 (–)
228. Nuria Brancaccio 334 (-2)
236. Noemi Basiletti 321 (-4)
266. Jennifer Ruggeri 292 (+14)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Kimi Antonelli campione del mondo, in Messico 3° dietro Verstappen ed Hamilton

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CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Kimi Antonelli è il nuovo campione del mondo della Formula 1. Nel Gran Premio del Messico vinto da Max Verstappen, il pilota della Mercedes chiude terzo ed è matematicamente sicuro del titolo. Si tratta del primo italiano a riuscirci dopo 73 anni dall’ultima volta, datata 1953 con Alberto Ascari. Nella gara di Città del Messico, fermata da una bandiera rossa dopo 45 giri per l’incidente a Valtteri Bottas, sale sul podio anche la Ferrrari di Lewis Hamilton, secondo, mentre Charles Leclerc è quarto in una giornata cominciata con la penalità di 5 secondi per un episodio con il compagno di squadra al primo giro. Quinta piazza per Lando Norris (McLaren), davanti alla Mercedes di George Russell.
Ma a firmare l’impresa è questo ragazzino bolognese classe
2006, amante delle tagliatelle al ragù, cresciuto guardando i
vecchi video di Ayrton Senna e muovendo i primi chilometri sotto
lo sguardo attento di papà Marco, pure lui pilota e poi
proprietario dell’AKM Motorsport, squadra impegnata in diversi
campionati GT. Ci aveva visto lungo Toto Wolff, il deus ex machina dell’era Mercedes, quando è stato chiamato a scegliere l’erede di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton: dopo una normale stagione di apprendimento, Kimi è esploso, diventando a 20 anni, due mesi e 7 giorni il più giovane campione del mondo di sempre. Polverizzato il record di un altro giovane fuoriclasse come Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Antonelli non ha bruciato le tappe, le ha divorate: dopo essersi fatto largo fra i kart – conquistando i primi titoli già a nove anni – e aver attirato le attenzioni della Mercedes, che nell’aprile 2019 lo ha inserito nel suo programma Junior, nel 2022 si laurea campione F4 Adac e F4 italiana e l’anno dopo vince i campionati Formula Regional Middle East ed Europea. E dopo che anche in Formula 2 conferma tutto il suo talento, per lui si spalancano le porte della serie A del motorsport. Appena 18enne, debutta nelle prime libere di Monza dove viene anche annunciato come pilota per la stagione 2025. Un’annata dove raccoglie tre podi che fanno da trampolino di lancio per la stagione della definitiva consacrazione: secondo subito in Australia, in Cina diventa il più giovane di sempre a conquistare una pole position in F1 (19 anni, 6 mesi e 18 giorni, battuto anche in questo caso Vettel che nel Gp d’Italia 2008 aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni). Il weekend di Shanghai gli regalerà anche la prima vittoria nel circus, a cui faranno seguito anche i successi di Suzuka, Miami, Montreal e Montecarlo: cinque perle consecutive che lo proiettano in testa al Mondiale e con ampio margine. Se è vero che la Mercedes è stata la più brava a interpretare i nuovi regolamenti, a Kimi va dato atto che ha
saputo capitalizzare al meglio la superiorità delle Frecce
d’Argento, mandando in crisi anche un compagno di squadra più
esperto come George Russell, le cui ambizioni sono state soffocate sul nascere. Ma quello che distingue un ottimo pilota da un campione è la capacità di restare a galla anche quando il mare è mosso. E Antonelli, anche quando imperversa la tempesta, tiene la barra dritta. Imola e Barcellona le pagine più buie, dalle quali però il 20enne pilota bolognese esce rafforzato. E anche se davanti Ferrari e McLaren si concedono un pò di gloria, lui è sempre lì, fino al capolavoro di Monza: su una pista sulla carta non favorevole alla sua Mercedes, il team decide di sostituire la power unit costringendolo a partire dal fondo della griglia. Ma quello che sembrava dovesse essere un weekend in difesa si trasforma in un trionfo: Antonelli risale dalla 19esima casella della griglia e festeggia sotto la bandiera a scacchi, primo italiano a vincere il Gp di casa dopo sessant’anni. Il resto è storia: mentre il redivivo Max Verstappen torna a fare la voce grossa come ai bei tempi, Kimi chiude a doppia mandata la cassaforte col bottino e lancia un avviso ai naviganti: c’è un nuovo sceriffo in città.

– foto Ipa Agency –
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Antonelli “Sono senza parole, sentivo la tensione”

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CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – “Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. E’ un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. E’ stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max (Verstappen, ndr) e Lewis (Hamilton, ndr) è incredibile. Non vedo l’ora di avere altre battaglie con loro in futuro”. Così il campione del mondo della Formula 1, Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. “Questo weekend ho sentito un pò più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione”, conclude.
– foto Ipa Agency –
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