Cronaca
‘Second Lifè a Pitti Uomo per il legame tra arte, moda e sostenibilità
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2 anni fa-
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Redazione
FIRENZE (ITALPRESS) – Il mondo della moda si unisce all’arte e alla sostenibilità in occasione di Pitti Immagine Uomo 106, appuntamento di rilievo internazionale per la moda maschile, che da ieri e per quattro giorni va in scena alla Fortezza da Basso di Firenze tra anteprime, eventi speciali e installazioni. Per l’occasione Alia Multiutility, in partnership con Firenze Fiera, ha promosso un evento speciale con l’esposizione artistica legata alla terza edizione del contest ‘Second Life, tutto tornà. L’obiettivo è quello sensibilizzare il pubblico sull’importanza della sostenibilità in ogni sua forma e nei più diversi contesti, compreso quello della moda, una industria globale che grazie alla sua influenza e visibilità ha la grande responsabilità di promuovere buone pratiche ecocompatibili e di ridurre sempre di più il proprio impatto ambientale.
L’inaugurazione di ‘Second Lifè è andata in scena la sera dell’11 giugno alla limonaia di Villa Vittoria al Palazzo dei Congressi (piazza Adua 1, Firenze), dove dall’11 fino al 14 giugno e poi dal 19 al 21, dalle 9 alle 18.30, i visitatori possono ammirare 30 opere (selezionate tra oltre 130 candidate) realizzate da giovani artisti italiani e stranieri, che hanno voluto esplorare le connessioni profonde fra l’arte e la difesa del Pianeta. L’iniziativa, inserita nel calendario ufficiale di Pitti Uomo 2024 e in collaborazione con Firenze Fiera, che ormai da alcuni anni ha avviato una programmazione culturale autonoma con un ricco calendario di eventi, mette in mostra non solo il talento emergente, ma sottolinea anche l’importanza cruciale della sostenibilità nella moda e nell’arte contemporanea. Un tema verso cui ‘Second Lifè mostra attenzione fin dalla prima edizione, tanto che nella mostra a Villa Vittoria, insieme alle 30 opere dell’edizione 2023-24, è presente, fuori concorso, anche l’opera di Mariarita Ferronetti intitolata ‘No One Should Die for Fashion’, realizzata con la pratica del ricamo, vincitrice del primo premio dell’edizione 2021-2022. Un’opera che lancia un potente grido d’allarme sull’impatto del fast fashion e che quindi è stata inclusa a pieno titolo nella nuova esposizione, in cui spiccano anche i vincitori dell’ultima edizione: Sofia Salerno, Federica Mariani e Leonardo Cardamone.
‘Il contest Second Life rappresenta una occasione per ribadire il nostro impegno per un mondo più sostenibile, attraverso linguaggi nuovi: immagini, video, installazioni continuano a parlarci di questa missione, assieme ad un ricco calendario di appuntamenti dedicati alle scuole e alle associazioni. Il legame fra moda, arte e sostenibilità è intrinseco e potente. Quando arte e moda si uniscono per un fine comune, come in questa mostra, creano un dialogo capace di motivare e ispirare il cambiamentò, commenta Lorenzo Perra, presidente di Alia Multiutility. ‘Per i giovani artisti che partecipano a questa mostra, esporre le proprie opere durante Pitti Uomo rappresenta un’opportunità senza precedenti e siamo lieti di poter dar loro questo palcoscenico. Pitti Uomo è un evento globale che attira l’attenzione di media, professionisti del settore, influencer e appassionati da tutto il mondo. Un bel biglietto da visita per il loro futurò, aggiunge.
‘Il fatto che la terza tappa della terza edizione di Second Life si svolga alla Limonaia di Villa Vittoria e veda Firenze Fiera a fianco di Alia in qualità di coorganizzatore dell’evento, non è casuale – dichiara Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera – in quanto la nostra società in questi ultimi anni ha intrapreso tutta una serie di attività nel campo della sostenibilità che le hanno permesso di essere fra i primi quartieri fieristico-congressuali in Italia ad ottenere la certificazione ISO 20121, l’ambito riconoscimento che sancisce l’applicazione delle ‘buone pratichè di gestione sostenibile degli eventi. La mostra – conclude Becattini – che accende i riflettori sulle diverse proposte di giovani artisti sul tema del riciclo, della salvaguardia dell’ambiente e del decoro urbano, si inserisce nel filone degli eventi culturali che sta portando avanti Firenze Fiera per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei suoi spazì.
‘La moda e l’arte, nonostante il comune sentire, sono linguaggi e discipline diversi. Ciò non toglie che molte volte ci siano punti di tangenza, addirittura permeabilità tra i due, che non significa solo somiglianze formali tra l’una e l’altra – tipo il Mondrian dress di Yves Saint Laurent – quanto piuttosto attenzione consapevole verso la realtà del mondò, dice Marco Meneguzzo, curatore della mostra Second Life. ‘Come le case di moda cominciano oggi a inserire nella produzione le problematiche della sostenibilità, così l’arte e le generazioni più giovani di artisti vivono addirittura in maniera ansiogena il problema, e lo esplicitano a loro modo, utilizzando gli strumenti più diversi e con una libertà che nessun progetto industriale può sinora concedersi. Sinora…’.
Nell’arco degli ultimi tre anni, il concorso ‘Second Lifè ha coinvolto quasi 400 giovani artisti (tutti con meno di 28 anni) in una riflessione originale sul tema del mondo in trasformazione, soprattutto dal punto di vista ambientale, ispirando narrazioni e lavori che riguardano l’intero ciclo della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. In precedenza, la mostra aveva già fatto tappa a Firenze, nel Cortile di Michelozzo a Palazzo Vecchio e poi al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Sono stati 130, nella terza edizione, gli artisti che hanno partecipato per lanciare un messaggio a favore della tutela delle risorse del Pianeta e un impegno per una società più sana, giusta, green e sostenibile. Le 30 opere finaliste sono state selezionate da una giuria qualificata, composta dai rappresentanti delle principali istituzioni culturali toscane.
Il primo premio della terza edizione di Second Life è andato a Sofia Salerno, nata e cresciuta a Catania, che dopo gli studi classici ha continuato il suo percorso in Arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua opera – intitolata ‘Nascondini 65, 115, 130’ – consiste in una serie di tre video in cui l’artista stessa prova a nascondersi in piena vista davanti alla propria videocamera. ‘Ero appena rientrata nella bollente Sicilia. Luglio 2023. Mentre provavo a spegnere gli incendi vicino casa, a Milano temporali e tempeste colpivano la città. Sono rientrata a Milano in autunno, e ho osservato ciò che queste tempeste avevano causato nella zona di Parco Nord. Il primo albero, il più piccolo, è morto a 65 anni. Quello di mezzo a 115. Il più grande a 130. Nascondersi in piena vista è sinonimo di una evidenza che tendiamo a ignorarè, ha detto Salerno nel raccontare la propria opera. Che ha ottenuto il consenso della giuria ‘per aver saputo ricordare ed evidenziare un gruppo di problemi relativi alla sostenibilità, con mezzi minimi e con una semplicità letterale che diventa, proprio per questa caratteristica elementare, fortemente simbolicà.
La seconda opera classificata è firmata da Federica Mariani, artista milanese di 24 anni, e si intitola ‘A Head for One Dollar’. Si tratta di scarti di pelli animali cucite insieme, che ricreano come patchwork una serie di teste di tilacino, animale che nel 2018 è stato candidato come specie da de-estinguere. Un’idea artistica che ha incontrato i favori della giuria ‘per aver proposto all’attenzione il tema dell’estinzione, attraverso la creazione di un simulacro del tilacino, animale estinto da pochi anni, che diventa allo stesso tempo scultura, maschera, modello e totem’.
Terza classificata è l’opera senza titolo di Leonardo Cardamone, 24 anni, di Vittoria (Ragusa). Si tratta di un video in bianco e nero, di fatto una serie di impressioni, una sorta di highlights dei pensieri dell’artista nel corso del tempo: idee, canzoni, immagini, video derivanti da discussioni sull’ambiente sentite nel corso della sua vita. Motivazione del premio: ‘Per aver interpretato in maniera allargata il tema proposto sino a sovrapporlo alla propria vita quotidiana, ben sintetizzata in un video dalle caratteristiche professionalmente elaboratè.
Le tre menzioni speciali sono state assegnate a Martina Abati, artista lucchese di 26 anni, per ‘I ghiacci perenni nell’era dell’Antropocenè, una serie di incisioni con tecnica mista che mostrano la fragilità del ghiacciaio della Marmolada, prima e dopo il collasso del seracco avvenuto il 3 luglio 2022; Elysee Farazmand, iraniana di 24 anni che ha studiato a Bologna, per ‘Buy Yourself Timè: un carrello trovato rotto e abbandonato per strada, poi recuperato e trasformato, che diventa ossimoro di ciò che rappresentava: un movimento immobile, un richiamo alla sosta; infine Massimo Pugliese, 25 anni, di Alberobello (Bari), poi trasferitosi a Milano, con ‘Radicì. Si tratta di una grafite su tela che traccia e rintraccia presenze umane all’interno di un paesaggio naturale diradato, poco definito, quasi inafferrabile.
Gli altri artisti selezionati sono Diego Azzola, Elena Benzoni, Gianluca Braccini, Marta Cantarini, Paola Cenati, Pietro Paolo Cesari, Benedetta Chiari ed Elisa Pietracito, Elisa Cocchi, Martina Cocco, Raimondo Coppola, Cecilia D’Urso, Elisa Paola Hampe, Ire Ere (collettivo), Miriam Marafioti, Chiara Marchesi, Chiara Mecenero, Alessia Ottaviani, Roberto Picchi, Giuseppe Raffaele, Chiara Russo, Irene Stellin, Erica Toffanin, Mingrui Wang e Wang Xin.
Il progetto ideato e promosso da Alia, si avvale del patrocinio istituzionale della Regione Toscana, dei Comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto: Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento, Mad Murate Art District e Foundation MAIRE. La giuria che ha selezionato le opere vincitrici – raccolte anche nel catalogo ufficiale pubblicato da Mandragora e nel portale dedicato https://secondlifecontest.it/ – è formata da Martino Margheri (Fondazione Palazzo Strozzi), Valentina Gensini (direttore artistico Centro Murate Art District), Stefano Collicelli Cagol (direttore generale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato), Sergio Risaliti (direttore artistico Museo Novecento Firenze), oltre al curatore, professor Marco Meneguzzo, e Giuseppe Meduri, direttore Relazione esterne, Comunicazione e Sostenibilità di Alia.
– Foto ufficio stampa Alia –
(ITALPRESS).
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Dalla Regione Lombardia sostegno alle famiglie e lotta al “nero” e al sommerso
Pubblicato
2 minuti fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è la prima regione italiana per il lavoro domestico. Nel 2024 le famiglie hanno destinato a questo settore una spesa complessiva di 1,7 miliardi di euro, contribuendo a generare un valore di 3,9 miliardi sul PIL (corrispondente allo 0,9% del totale regionale). Nello stesso anno i lavoratori domestici registrati in Lombardia sono stati 158.378, con una lieve prevalenza di colf (55,6%). Nell’ultimo triennio si registra una flessione sia per colf che badanti, rispettivamente del -23,2% e del -3,6%. E’ questa la fotografia che emerge dalla presentazione – che si è tenuta oggi a Palazzo Lombardia, alla presenza di Elena Lucchini, assessore regionale per la Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità – che ha messo al centro i nuovi dati sul lavoro domestico in Lombardia, illustrati nel 7° rapporto annuale promosso dall’Osservatorio DOMINA, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. L’appuntamento si è rivelato un’importante occasione per approfondire numeri inediti e tendenze che delineano un settore in continua trasformazione.
“Ringrazio DOMINA per il lavoro puntuale di analisi e approfondimento che, anche quest’anno, offre uno strumento prezioso per comprendere l’evoluzione del lavoro domestico in Lombardia. I dati ci aiutano a leggere con maggiore consapevolezza i bisogni delle famiglie e le trasformazioni in atto in un settore strategico per il nostro sistema di welfare”, ha dichiarato l’assessore Lucchini. “Come Regione – ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale – abbiamo scelto di intervenire in modo concreto attraverso il Bonus assistenti familiari, una misura che contribuisce alle spese previdenziali sostenute dalle famiglie e che incentiva l’assunzione regolare del personale di cura. Il nostro obiettivo è duplice: sostenere economicamente i nuclei familiari e, allo stesso tempo, promuovere legalità, qualità del lavoro e tutela dei diritti degli assistenti familiari. In uno scenario demografico che vede crescere la popolazione anziana, investire sulla domiciliarità e sulla regolarizzazione del lavoro di cura significa rafforzare la coesione sociale e costruire un sistema più equo e sostenibile. Il confronto con DOMINA e con tutti gli attori del settore – ha concluso l’assessore Lucchini – è fondamentale per migliorare le politiche e rendere sempre più efficace il sostegno alle famiglie lombarde”.
La Regione Lombardia registra 169.984 datori di lavoro domestico, con una flessione del 13,6% rispetto al 2021. L’età media dei datori si attesta a 68,1 anni. Le donne rappresentano la maggioranza con il 54,3%, mentre gli uomini costituiscono il 45,7%. I grandi invalidi incidono per il 9,8%. La composizione per cittadinanza mostra una prevalenza netta di datori italiani (92,9%), a fronte di un 7,1% di stranieri. La spesa media annua per nucleo familiare si attesta a 9.796 euro. In Lombardia si contano 328.362 fra datori e lavoratori domestici, che incidono con una quota pari al 3,3% della popolazione regionale. I dati evidenziano infine che il 26,6% dei lavoratori convive con il proprio datore di lavoro. Non solo, il lavoro domestico in Lombardia ha una forte connotazione femminile (88,2%) e una prevalenza straniera (79,7%), con il gruppo più numeroso proveniente dall’Est Europa (30,1%), seguito da Asia (21,6%) e America Latina (21,1%). Gli Italiani rappresentano invece un quinto del totale (20,3%).
La concentrazione nel capoluogo è piuttosto accentuata, con quasi il 60% delle colf e oltre il 40% delle badanti localizzate in provincia di Milano. Rispetto alla popolazione residente, mediamente, in Lombardia si registrano 8,8 Colf ogni 1.000 abitanti, con un picco di 16 a Milano. Le badanti sono mediamente 9,2 ogni 100 anziani, con punte superiori al 10% a Milano e Monza. La Regione finanzia diversi incentivi per l’assistenza domestica di persone non autosufficienti, come le cosiddette misure B1 e B2 e i voucher mensili. Inoltre, la Regione contribuisce alle spese previdenziali della retribuzione dell’assistente familiare con il Bonus assistenti familiari. In Lombardia sono attive diverse buone pratiche territoriali a supporto del lavoro di cura, che mirano a valorizzare il ruolo sociale del lavoro domestico.
Le proiezioni demografiche ISTAT (scenario mediano) portano a stimare una popolazione anziana in forte aumento nel 2050 (+72,7%). In questo caso, gli anziani arriverebbero a 1,3 milioni, pari al 12,9% della popolazione. Allo stesso tempo, si registrerebbe un calo di circa 100 mila bambini (-2,4%, da 1,3 milioni a 1,2 milioni). “L’elevato livello di irregolarità continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato del lavoro domestico equo, trasparente e sostenibile. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali”, ha dichiarato Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA. “Per invertire questa tendenza – ha aggiunto – DOMINA propone un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Interventi come un meccanismo di cash back sui contributi INPS, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI come incentivo all’assunzione stabile. Infine, la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico, possono trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti”.
– foto ufficio stampa Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
Cronaca
San Raffaele Milano e Smart Clinic Roma per prevenzione del tumore colon-retto
Pubblicato
47 minuti fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La prevenzione come primo strumento di difesa. E’ il messaggio lanciato, in occasione del mese europeo della prevenzione del tumore del colon-retto, dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Gruppo San Donato, del quale fa parte anche Smart Clinic Roma Villa Borghese, il primo centro polispecialistico Smart Clinic della Capitale, parte di un network nazionale che punta su prevenzione, accessibilità e qualità delle cure, un modello che consente di intercettare i bisogni di salute sul territorio e, quando necessario, di accompagnare i pazienti verso centri di altissima specializzazione. L’Unità di Chirurgia Colorettale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, con cui collabora Smart Clinic e diretta dal professor Pierpaolo Sileri, anche Prorettore alla Didattica e ordinario di Chirurgia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele, rappresenta infatti un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, dove tecnologia, ricerca, formazione e attenzione al paziente si integrano in un approccio multidisciplinare.
“La diagnosi precoce avviene prevalentemente grazie allo screening, che inizia dopo i 50 anni offerto gratuitamente dalle regioni, attraverso il sangue occulto fecale – ha spiegato il professor Sileri – Se il sangue occulto fecale dà esito positivo il percorso prevende la colonscopia, mentre per i pazienti che presentano dei sintomi sospetti è possibile valutare l’esame endoscopico dopo una presa in carico da parte del medico di medicina generale o dello specialista. Un’equipe dedicata alla chirurgia colorettale, inserita stabilmente nella pratica clinica quotidianità della struttura, aumenta la capacità di intercettare segnali anche molto iniziali, spesso sottovalutati dal paziente, consentendo una diagnosi più precoce e un trattamento tempestivo della patologia”.
Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse nel nostro Paese, con circa 50.000 nuove diagnosi ogni anno. E’ un tumore che oggi fa meno paura rispetto al passato: grazie allo screening, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate, la sopravvivenza supera il 65% e la mortalità è in costante calo. Negli ultimi anni, però, si osserva un aumento dei casi anche in persone più giovani, tra i 40 e i 50 anni, rendendo ancora più importante la prevenzione.
“Si tratta di un incremento ancora contenuto, ma ormai significativo, che impone una maggiore attenzione ai possibili segnali della malattia – ha affermato il professor Sileri – anche perchè il tumore del colon-retto è spesso subdolo e può svilupparsi inizialmente in assenza di sintomi, attraverso alterazioni cellulari dell’intestino”.
Per questo, strutture all’avanguardia come l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano rappresentano una risorsa importante nella lotta al tumore del colon-retto. “Sicuramente l’interazione e la multidisciplinarità consentono di promuovere delle cure all’avanguardia – ha concluso Sileri – all’Ospedale San Raffaele è possibile accedere a cure altamente avanzate e protocolli tecnologicamente innovativi”.
Negli ultimi anni, infatti, i progressi tecnologici hanno reso possibile il trattamento del tumore del colon-retto attraverso tecniche di chirurgia mininvasiva, oggi sempre più diffuse nei centri ad alta specializzazione.
“La chirurgia colorettale moderna è prevalentemente mininvasiva – ha spiegato il professor Sileri – e viene eseguita attraverso piccoli accessi addominali o con il supporto della chirurgia robotica, che consente un’elevata precisione dell’intervento. Questo approccio si traduce in un recupero più rapido per il paziente, in una riduzione dell’impatto chirurgico e nella possibilità di avviare precocemente eventuali terapie successive, con benefici sulla salute a 360 gradi”.
– Foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Sviluppo della mobilità e sicurezza stradale, tre nuovi riconoscimenti per Anas
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3 ore fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
SANREMO (ITALPRESS) – Durante il Festival di Sanremo Anas si è aggiudicata tre riconoscimenti. L’Amministratore delegato, Claudio Andrea Gemme, protagonista di talk e interviste dove ha spiegato l’impegno dell’azienda nella mobilità del Paese e nella sicurezza stradale, ha ritirato i Premi “Casa Sanremo: Cultura della Mobilità”; “Gran Prix Sanremo 2026” e “Sanremo Exclusive”. “Questi riconoscimenti ci riempiono di orgoglio – ha detto Gemme – la nostra presenza a Sanremo è un’occasione preziosa per parlare al grande pubblico di un’emergenza ormai quotidiana. Gli incidenti stradali sono oggi la prima causa di morte tra i giovani. Anas è impegnata e determinata a contrastarli. Stiamo facendo di tutto per invertire la rotta: investiamo non solo nelle grandi opere, come il Giubileo e le Olimpiadi, ma anche in una manutenzione capillare e tecnologica su tutta la rete nazionale. La tecnologia, tuttavia, da sola non basta se non è coniugata a una profonda rivoluzione culturale”. “La partecipazione al Festival – ha sottolineato l’Ad di Anas – i nostri progetti emozionali e le campagne di comunicazione servono proprio a questo: parlare ai ragazzi, scuotere le coscienze e promuovere una guida consapevole. Un viaggio, al pari della musica, deve essere un’esperienza di piacere e gioia. Non un rischio”.
Per l’Ad Gemme “Sanremo non è soltanto il Festival della Musica Italiana ma anche un’eccezionale amplificatore di messaggi di valore come quelli Anas sulla sicurezza stradale”.
Durante il talk che si è svolto a Casa Sanremo Lounge, il numero uno di Anas ha illustrato l’impegno dell’azienda nella realizzazione di opere fondamentali per il Giubileo 2025 e le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Occasioni di rinnovamento infrastrutturale con investimenti rispettivamente di oltre 730 milioni di euro e di un miliardo e 620 milioni.
A Gemme è stato consegnato il Premio “Casa Sanremo: Cultura della Mobilità” per il ruolo nella valorizzazione del brand Anas e l’impegno nella costruzione e manutenzione di opere di rilievo nazionale strategiche per lo sviluppo, la coesione e la modernizzazione del Paese. Poi è stata la volta del Gran Prix Sanremo 2026, dove l’AD ha ritirato dalle mani del Sindaco di Sanremo Alessandro Mager un riconoscimento attribuito a chi “ha espresso eccellenza, visione e valore nel proprio campo”. Il focus si è concentrato sul contributo di Anas alle Olimpiadi Invernali di Milano- Cortina con la realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture viarie. Quindi, al Grand Hotel & Des Anglais, Anas si è aggiudicata il Premio “Sanremo Exclusive” per l’impegno nel migliorare la sicurezza stradale e la qualità della mobilità del Paese attraverso interventi costanti di manutenzione, modernizzazione e potenziamento della rete. Durante la consegna del premio si è parlato degli investimenti di Anas nella sicurezza stradale e del tema del viaggio.
Proprio il viaggio ha accompagnato la settimana di Anas al Festival di Sanremo.
L’azienda è scesa in campo con un progetto emozionale raccontato come esperienza che unisce luoghi, persone e storie.
Il viaggio è un percorso condiviso. Anas lo sostiene da quasi cento anni con l’impegno quotidiano per sviluppare e garantire infrastrutture moderne, efficienti, sicure e sostenibili. Nel corso dei cinque giorni sono state raccolte testimonianze di artisti e vip per portare soprattutto i più giovani a riflettere sui valori della sicurezza e della consapevolezza al volante.
Proprio sul tema della sicurezza, Anas ha vinto il 23 febbraio il Premio speciale 2026 con la motivazione “Musica in sicurezza” al Gran Galà della Stampa.
Nei giorni a seguire c’è stato un passaggio di testimone: Anas, vincitrice nel 2025 dell’Eco Move Prize, premio all’eccellenza nei settori della mobilità, dell’innovazione e dello sport, per lo spot sulla sicurezza stradale, ha consegnato lo stesso premio all’atleta paralimpico Alessandro Ossola.
– foto ufficio stampa Anas –
(ITALPRESS).

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