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LA VOCE PAVESE – PAVIA, CUCÙ, L’EUROPARLAMENTARE NON C’È PIÙ

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LA VOCE PAVESE – PAVIA, CUCÙ, L’EUROPARLAMENTARE NON C’È PIÙ
E’ appeso alle scelte d’altri, quelle del generale Roberto Vannacci e forse anche del segretario Matteo Salvini, l’ingresso all’europarlamento di Angelo Ciocca, battagliero leghista della prima ora che in Europa non le ha mai mandate a dire a nessuno facendosi sempre portavoce delle battaglie per l’agricoltura, l’impresa, le famiglie e la sua gente. In attesa che si facciano tutte le elucubrazioni e i calcoli ad oggi c’è una sola certezza: la disgraziata provincia di Pavia non riesce a mandare a Bruxelles un suo rappresentante. Chi ha perso? La provincia di Pavia si è divisa tra Ciocca, il più votato con 38.756 voti di preferenza nella Circoscrizione 1 (Italia Nord Occidentale) e l’assessore regionale Elena Lucchini il cui risultato di grande valore, 9.799 voti, di fatto ha rafforzato i voti di lista tagliando tuttavia le linee a Ciocca che si è trovato a perdere quella manciata di voti che gli sarebbero serviti per arrivare terzo nella circoscrizione e non quarto. Isabella Tovaglieri, infatti, di preferenze ne ha prese 39.985 (solo 1.229 più di Ciocca), dietro a Silvia Sardone con 75.081 e al generale Roberto Vannacci che ha fatto il pieno in tutta Italia e così pure nella Circoscrizione 1 con 186.886 voti di preferenza. Lucchini ha senza dubbio vinto una guerra di corrente ma ha di fatto “staccato la corrente” all’unico europarlamentare del territorio della provincia di Pavia. Meglio o peggio? Dipende dai punti di vista. Lucchini e Ciocca incarnano due generazioni e due correnti diverse della Lega, tuttavia tra le correnti a prendersi l’influenza è stata solo la provincia di Pavia. L’unico dato al momento misurabile è che ad oggi, salvo rinunce, il nostro territorio non avrà più il suo riferimento in Europa. Una medaglia di ghiaccio?

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Lombardia Live 24 Breaking News – 12/1/2026

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Lombardia Live 24 Breaking News – 12/1/2026
I fatti del giorno: Rogo Crans-Montana, al Niguarda anche Leonardo Bove – Scuole al freddo, lezioni sospese a Pavia e Voghera – Scontro frontale, due ferite a Bressana – Residenze false, indagine della Procura di Pavia –– Raccolta differenziata, a Milano crescita ferma – Iscrizioni scuola, via alle scelte su portale Unica – Pronto Meteo Lombardia 13 Gennaio.

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 12 gennaio 2026

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 12 gennaio 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore, potete trovare le notizie in breve del territorio e della regione. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in soli 5 minuti.

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Cittadinanze facili, inchiesta a Pavia

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La Voce Pavese – Certificati di residenza falsi, inchiesta a Pavia

Sarebbero alcune centinaia i certificati di residenza rilasciati in modo irregolare da un dipendente comunale, formalmente emessi ma privi della documentazione prevista dalla legge. Molte di queste residenze risulterebbero riferite allo stesso numero civico, dove ha sede una pizzeria. Sulla vicenda sono in corso due accertamenti paralleli: uno della Procura e uno dell’ufficio procedimenti disciplinari del Comune, a Pavia, negli uffici di Palazzo Mezzabarba.

L’istruttoria è ancora nella fase iniziale, ma se le contestazioni dovessero trovare conferma il dipendente rischierebbe il provvedimento più grave: il licenziamento. Secondo quanto emerso, i certificati sarebbero stati concessi soprattutto a cittadini stranieri, in larga parte di origine egiziana. Non è chiaro come l’anomalia sia stata scoperta, ma l’ipotesi più accreditata è che un controllo su uno dei presunti residenti abbia fatto emergere la coincidenza dell’indirizzo con quello di un esercizio commerciale. Quando i nominativi collegati allo stesso civico sono diventati decine è scattato l’approfondimento.

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Gli investigatori sarebbero così risaliti al dipendente comunale, già ascoltato in questura. Accertamenti sono in corso anche sui gestori della pizzeria, per verificare se fossero a conoscenza dell’utilizzo dell’indirizzo o se vi fosse un eventuale accordo. Vale, come sempre, la presunzione di non colpevolezza. Sul piano penale, qualora i fatti fossero confermati, le ipotesi di reato potrebbero essere il falso in atto pubblico, se le residenze fossero state concesse come favore, oppure la corruzione, nel caso di compensi o utilità in cambio. Sul fronte disciplinare, invece, non sarebbe necessario attendere una sentenza definitiva: basterebbe la rottura del rapporto di fiducia con l’amministrazione.

La vicenda riaccende l’attenzione sulle procedure per il rilascio della residenza, che prevedono passaggi rigorosi. Per i cittadini stranieri sono richiesti documento di identità valido, codice fiscale, titolo di disponibilità dell’alloggio o dichiarazione di ospitalità, oltre al permesso di soggiorno o alla ricevuta della richiesta. Dopo la domanda allo sportello Anagrafe, la polizia locale effettua un sopralluogo per verificare la reale dimora, di norma entro 45 giorni. Solo dopo esito positivo viene rilasciato il certificato. Proprio questi passaggi, secondo gli inquirenti, nel caso sotto esame non sarebbero stati rispettati o non risulterebbero adeguatamente documentati agli atti.

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