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Economia

Rimborso Indennizzo Fondo Risparmiatori, Tar dà ragione a Consap

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ROMA (ITALPRESS) – Slata Studio Legale ha assistito con successo Consap S.p.A., ottenendo dinanzi al Tar Lazio il rigetto del ricorso presentato da un’azionista della Banca Popolare di Vicenza avverso il diniego all’istanza di erogazione dell’indennizzo previsto dal Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) istituto con L. 145/2018. Il Tar Lazio, confermando la propria giurisdizione in materia, ha respinto il ricorso del privato ricorrente così accogliendo la linea difensiva patrocinata da Slata, nel senso della piena legittimità dell’operato della concessionaria pubblica Consap. In particolare, respingendo le doglianze del ricorrente, il Tar ha anzitutto chiarito che l’attività rimessa a Consap in materia sia di natura strettamente vincolata, ed in particolare, quanto all’indennizzo forfettario, limitata ad accertare il raggiungimento o meno da parte del richiedente della soglia reddituale/patrimoniale prevista dall’art. 1, comma 502 bis, L. 145/2018 per l’accesso alla procedura semplificata di erogazione dell’indennizzo. Dunque, in tali ipotesi, l’onere motivazionale del provvedimento di diniego può dirsi adempiuto con la mera rilevazione del mancato raggiungimento della suddetta soglia economica, senza necessità di ulteriori specificazioni. Inoltre, il Tar ha chiarito che le due procedure – ordinaria e semplificata – previste dalla L. 145/2018 per l’accesso al Fir siano del tutto autonome l’una dall’altra, vista la diversa finalità nonchè i distinti struttura e requisiti, e che pertanto non sia ammissibile nemmeno in astratto la conversione della procedura “agevolata” in quella ordinaria, laddove verificata l’insussistenza dei requisiti per l’indennizzo forfettario. Slata Studio Legale ha assistito la concessionaria pubblica con il partner avvocato Alessio Tuccini, coadiuvato dall’avvocato Claudia Simonetti.
(ITALPRESS).

– Foto: Ufficio stampa Slata Studio Legale –

Economia

Eurostat, nel 2023 Italia seconda per aumento degli occupati

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ROMA (ITALPRESS) – Calato tra il 2019 e il 2020 (al 71,5%), il
tasso di occupazione dell’UE per le persone di età compresa tra 20 e 64 anni è rimbalzato nei successivi tre anni per raggiungere il 75,3% nel 2023. E’ quanto emerge dal report Ue “Key figures on Europe”, diffuso dall’Eurostat.
Tra il 2022 e il 2023 il tasso di occupazione per le persone di età compresa tra 20 e 64 anni è aumentato in 21 Paesi UE, è rimasto invariato in uno ed è sceso nei rimanenti 5. I maggiori aumenti annuali si sono verificati a Malta (+1,6 punti percentuali) e Italia (1,5 punti), mentre la Lituania (in calo di 0,5 punti) ha registrato il calo più rilevante.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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Economia

Nominato il nuovo Cda di Consip, Tomasini presidente e Reggiani Ad

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ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea degli azionisti di Consip – partecipata al 100% dal ministero dell’Economia e delle Finanze – ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione della società per il triennio 2024-2026.
Sono stati nominati amministratori Stefano Tomasini (presidente), Marco Reggiani (indicato nella carica di amministratore delegato) ed Elena Comparato (consigliere).
(ITALPRESS).
– Foto: Consip.it –

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Economia

Ncc, Consulta “Incostituzionale vietare nuove licenze”

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ROMA (ITALPRESS) – Il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente (NCC) sino alla piena operatività del registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e di autorizzazione NCC ha consentito, per oltre cinque anni, “all’autorità amministrativa di alzare una barriera all’ingresso dei nuovi operatori”, compromettendo gravemente «la possibilità di incrementare la già carente offerta degli autoservizi pubblici non di linea”. E’ quanto si legge nella sentenza n.137, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale, accogliendo le questioni che aveva sollevato davanti a sè, ha dichiarato illegittimo l’articolo 10-bis, comma 6, del decreto-legge n. 135 del 2018. In via preliminare, la sentenza ha chiarito che la recente adozione del decreto n. 203 del 2024 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che stabilisce la “piena operatività” del registro informatico a decorrere da centottanta giorni dalla sua pubblicazione, «non ha alcuna incidenza sul presente giudizio, dal momento che le censure sono state prospettate sulla disposizione legislativa» in ragione della sua «struttura», a prescindere dalle evenienze «di fatto» e dalle «circostanze contingenti» attinenti alla sua concreta applicazione.
E ciò in quanto è proprio la configurazione della disposizione censurata che ha consentito all’autorità amministrativa di bloccare l’ingresso dei nuovi operatori nel mercato del NCC semplicemente rinviando, “con il succedersi dei decreti (ovvero con la loro emanazione e la loro successiva sospensione), la piena operatività del registro informatico”, come del resto ha dimostrato la concreta vicenda storica. E’ quindi rimasta del tutto inascoltata – ha osservato la sentenza – la preoccupazione dell’Autorità garante delle concorrenza e del mercato (AGCM) volta a evidenziare che “l’ampliamento dell’offerta dei servizi pubblici non di linea risponde all’esigenza di far fronte ad una domanda elevata e ampiamente insoddisfatta, soprattutto nelle aree metropolitane, di regola caratterizzate da maggiore densità di traffico e dall’incapacità del trasporto pubblico di linea e del servizio taxi a coprire interamente i bisogni di mobilità della popolazione”.
La norma censurata ha pertanto causato, in modo sproporzionato, “un grave pregiudizio all’interesse della cittadinanza e dell’intera collettività”. I servizi di autotrasporto non di linea, infatti, concorrono a dare effettività alla libertà di circolazione, “che è la condizione per l’esercizio di altri diritti, per cui la forte carenza dell’offerta” – che colloca l’Italia fra i Paesi europei meno attrezzati al riguardo – generata dal potere conformativo pubblico ha indebitamente compromesso “non solo il benessere del consumatore, ma qualcosa di più ampio, che attiene all’effettività nel godimento di alcuni diritti costituzionali, oltre che all’interesse allo sviluppo economico del Paese”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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