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Economia

Antitrust rinnova l’intesa con Autorità di Regolazione dei Trasporti

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, e il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, presso la sede romana dell’ART, hanno rinnovato il protocollo di intesa che disciplina diversi profili di collaborazione tra le due istituzioni.
L’AGCM e l’ART esercitano funzioni tra loro complementari, attinenti allo sviluppo e al mantenimento di adeguati livelli di concorrenza nei mercati e alla tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. Tali convergenze di operato determinano l’opportunità di instaurare rapporti di cooperazione per coordinare e per rendere più efficace l’esecuzione dei rispettivi mandati istituzionali.
“Sono lieto di rinnovare oggi questo protocollo, che consentirà alle nostre Autorità di rafforzare e di incrementare la già attuale fattiva collaborazione nell’interesse delle imprese e dei consumatori”, ha commentato il presidente Rustichelli.
“Il rinnovo del protocollo di intesa tra l’ART e l’AGCM – commenta il presidente dell’ART, Nicola Zaccheo – suggella la prosecuzione di una proficua collaborazione istituzionale a garanzia della tutela di utenti e cittadini”.
Per l’attuazione delle attività oggetto del protocollo, sarà istituito un Tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici competenti in relazione alle materie trattate.

– Foto ufficio stampa AGCM –

(ITALPRESS).

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Economia

Il Cda di Tim dà il via libera all’unanimità all’offerta di Poste Italiane

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia (Tim), che si è riunito oggi alla presenza anche del Collegio Sindacale, ha approvato all’unanimità il comunicato dell’emittente relativo all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie Tim.

Il comunicato dell’emittente contiene la valutazione motivata del Consiglio di Amministrazione sull’Offerta e sulla congruità, dal punto di vista finanziario, del relativo corrispettivo, pari ad 1,67 euro e 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione quotate su Euronext Milan per ciascuna azione ordinaria TIM che sarà portata in adesione all’Offerta.

Il Consiglio di Amministrazione, sulla base delle analisi svolte dal management anche con l’ausilio di un documento di supporto predisposto da Kearney, “ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali dell’operazione e la coerenza con il percorso intrapreso da TIM”, si legge in una nota.

Ad esito della riunione, il Consiglio di Amministrazione all’unanimità, anche sulla base del contenuto delle Fairness Opinion degli Advisor Finanziari, ha ritenuto congruo il Corrispettivo dal punto di vista finanziario.

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La società comunica inoltre che il piano industriale non sarà aggiornato in attesa del completamento dell’Offerta e degli scenari che andranno a delinearsi “e che pertanto il prossimo 29 luglio saranno comunicati, e poi presentati al mercato nella conference call del 30 luglio, esclusivamente i risultati finanziari consolidati relativi al secondo trimestre e primo semestre 2026”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

È morto Bruno Bolfo, fondatore di Duferco. Gozzi: “Leggenda della siderurgia”

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GENOVA (ITALPRESS) – E’ morto il fondatore di Duferco, Bruno Bolfo. Lo rende noto il presidente del gruppo, Antonio Gozzi. “Oggi è una giornata molto triste per le donne e gli uomini di Duferco. Ci lascia Bruno Bolfo, fondatore del nostro Gruppo, l’uomo che ha dato vita ai nostri progetti e ci ha resi grandi – afferma Gozzi -. Se n’è andato in punta di piedi, con il suo stile sobrio e riservato, confermando anche in questo ultimo passaggio il suo inconfondibile understatement. Bruno è stato una vera e propria leggenda nel mondo della siderurgia globale. Giovane e brillante dirigente di Siderexport, la società di trading dell’Italsider del secolo scorso, decide nel 1979 di tentare l’avventura imprenditoriale e fonda a San Paolo del Brasile la Duferco insieme a un piccolo gruppo di collaboratori, tutti liguri. Un pioniere coraggioso”.

 “In pochi anni l’azienda cresce e diventa il primo esportatore del Brasile, alimentando i fabbisogni di acciaio dei mercati asiatici attraverso la nascente siderurgia brasiliana. Il business cresce anche in Nord America e, a metà degli anni Ottanta, la società si trasferisce prima a New York e poi in Europa per cogliere da vicino le opportunità dell’approvvigionamento di acciaio proveniente dai Paesi dell’ex impero sovietico – spiega Gozzi -. Ma, a metà degli anni Novanta, con straordinaria visione e geniale coraggio imprenditoriale, Bruno comprende tra i primi che l’avvento di Internet è destinato a ridimensionare le asimmetrie informative sulle quali si fonda il trading e avvia una strategia di ingresso nella produzione siderurgica che ci porta, in pochi anni, a diventare, nel 2004, il trentaquattresimo produttore mondiale, con quasi otto milioni di tonnellate all’anno. Abbiamo impianti in Italia, Belgio, Francia, Danimarca, Macedonia, Russia, Stati Uniti, Guatemala e Sudafrica, con quasi ventimila dipendenti. È una fase difficile ed esaltante: acquisizioni, alleanze e giganteschi investimenti segnano la crescita della nostra famiglia. Solo in Belgio, in pochi anni, investiamo oltre un miliardo e mezzo di euro tra ammodernamenti e nuovi impianti. Bruno, attingendo alle professionalità della siderurgia pubblica italiana, che nel frattempo non esiste più, ricostruisce una squadra manageriale capace di governare un sistema globale e complesso. Lo fa con la sua acuta visione, il suo carisma e una continua attenzione non solo al business, ma soprattutto alle persone che lavorano con noi”.

“Bruno è stato un uomo gentile e affascinante, ma anche tenace e determinato nelle decisioni. Aveva capito che Duferco era ormai una piattaforma destinata a diversificarsi in settori vicini e complementari alla siderurgia. È così che nasce il legame e la joint venture con la famiglia Romeo in Novamarine; è così che decidiamo di entrare nel mondo dell’energia – spiega il presidente di Duferco -. Con grande generosità, nella fase finale della sua attività professionale, ha favorito un delicato passaggio generazionale che ha portato Augusto e Vittoria Gozzi alla guida del Gruppo. Il più grande insegnamento che ci lascia è quello di osare sempre, con ottimismo e fiducia nei giovani e nel futuro. E poi ci consegna una convinzione profonda: il fare impresa può essere una straordinaria espressione della creatività umana. Per me, che ho avuto lo straordinario privilegio di lavorare al suo fianco, lascia soprattutto un insegnamento fondamentale: per generare valore bisogna avere equilibrio e rispetto per tutti. Non solo verso i collaboratori, ma anche nei confronti di clienti, fornitori e di tutti gli stakeholder. Ci mancherà ogni aspetto della sua straordinaria personalità. Cercheremo di non tradire mai la sua memoria, seguendo il suo esempio e portando avanti ogni giorno il nostro lavoro al servizio dell’impresa e dei lavoratori. Alla sua amata moglie e ai suoi figli va il nostro abbraccio più sincero, insieme alla vicinanza e all’affetto di tutta la famiglia Duferco”. 

-Foto ufficio stampa Duferco-
(ITALPRESS).

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Economia

Carburanti, Bolzano è il territorio italiano più caro. Nelle Marche i prezzi più contenuti

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ROMA (ITALPRESS) – Bolzano è il territorio italiano dove fare rifornimento costa di più: 1,961 euro al litro per la benzina e 2,10 euro per il gasolio. Ma la geografia dei rincari segue una mappa diversa. Rispetto alla fine di febbraio, l’aumento più consistente della benzina si registra in Friuli-Venezia Giulia, con oltre 29 centesimi al litro, mentre per il gasolio il primato negativo passa alla Sicilia, con quasi 40 centesimi. Subito dopo si colloca la Campania, con un incremento prossimo ai 39 centesimi. È quanto emerge dall‘elaborazione CNA sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati a oggi.

La nuova rilevazione conferma differenze territoriali rilevanti, sia nel livello raggiunto dai prezzi sia nell’intensità degli aumenti. All’estremo opposto si trovano le Marche, dove si registrano i valori più contenuti per entrambi i carburanti: 1,903 euro al litro per la benzina e 2,037 euro per il gasolio. Anche nel territorio meno caro, quindi, il diesel ha ormai superato la soglia dei due euro.

A livello nazionale, l’ultima rilevazione pubblicata dal Mimit indica un prezzo medio sulla rete stradale self service di 1,911 euro al litro per la benzina e di 2,040 euro per il gasolio. Rispetto al 27 febbraio, la benzina è aumentata di 24,3 centesimi, pari al 14,6%, mentre il gasolio è cresciuto di 31,9 centesimi, pari al 18,5%. Dopo Bolzano, per la benzina i prezzi più elevati si registrano in Sicilia, con 1,944 euro al litro, in Friuli-Venezia Giulia, con 1,943 euro, in Valle d’Aosta, con 1,942 euro, e in Molise, con 1,940 euro. Seguono Calabria, con 1,938 euro, e provincia autonoma di Trento, con 1,936 euro. I prezzi più bassi si rilevano nelle Marche, con 1,903 euro al litro, nel Lazio, con 1,909 euro, in Veneto, con 1,910 euro, e in Emilia-Romagna e Lombardia, entrambe con 1,913 euro. Tra Bolzano e le Marche la distanza raggiunge 5,8 centesimi al litro. Ancora più elevati i valori del gasolio. Dopo Bolzano, dove il prezzo medio raggiunge 2,10 euro al litro, seguono Sicilia, con 2,090 euro, Friuli-Venezia Giulia, con 2,084 euro, Valle d’Aosta, con 2,074 euro, Calabria, con 2,071 euro, e Sardegna, con 2,068 euro. Le Marche presentano il valore più contenuto, pari a 2,037 euro al litro, seguite dal Lazio, con 2,044 euro, e dall’Umbria, con 2,045 euro. Tra Bolzano e le Marche il divario è di 6,3 centesimi al litro.

L’elaborazione CNA mostra inoltre che la graduatoria dei rincari non coincide con quella dei prezzi più elevati. Per la benzina, l’aumento maggiore rispetto alla fine di febbraio si registra in Friuli-Venezia Giulia, dove il prezzo è passato da circa 1,651 a 1,943 euro al litro, con un incremento di 29,2 centesimi. Seguono Piemonte e Toscana, con aumenti intorno ai 28 centesimi, e Lazio e Molise, con circa 27,8 centesimi. Per il gasolio, la forte accelerazione degli ultimi giorni porta la Sicilia al vertice della graduatoria dei rincari.

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Il prezzo è salito da circa 1,692 euro di fine febbraio a 2,090 euro al litro, con un aumento di 39,8 centesimi. Segue la Campania, dove il diesel è passato da circa 1,673 a 2,059 euro, con un incremento di 38,6 centesimi. Vengono poi Friuli-Venezia Giulia, con 37,6 centesimi, e Veneto, con 37,3 centesimi. Per un’impresa che consuma mille litri, un rincaro di 40 centesimi determina una maggiore spesa di circa 400 euro. Un costo che si moltiplica rapidamente per le attività di trasporto, installazione, manutenzione, assistenza, costruzione e consegna e che non sempre può essere trasferito sui prezzi finali.

 “Carburanti ed energia stanno tornando a muoversi nella stessa direzione, quella sbagliata per le imprese e per le famiglie”, dichiara il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. “Per una piccola impresa non si tratta di costi marginali. Sono le risorse necessarie per raggiungere i clienti, consegnare le merci, riscaldare i locali e far funzionare laboratori e macchinari. Quando questi rincari si sommano, comprimono i margini, frenano gli investimenti e riducono la competitività”.

“Preoccupa inoltre un andamento non omogeneo a livello territoriale”, prosegue Costantini. “In alcune aree i prezzi sono più alti e gli incrementi più marcati, creando ulteriori svantaggi competitivi per le imprese. Occorre rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi, vigilare lungo tutte le filiere e costruire una politica energetica strutturale, capace di garantire alle piccole imprese costi sostenibili e maggiore stabilità”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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