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Economia

Antitrust rinnova l’intesa con Autorità di Regolazione dei Trasporti

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, e il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, presso la sede romana dell’ART, hanno rinnovato il protocollo di intesa che disciplina diversi profili di collaborazione tra le due istituzioni.
L’AGCM e l’ART esercitano funzioni tra loro complementari, attinenti allo sviluppo e al mantenimento di adeguati livelli di concorrenza nei mercati e alla tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. Tali convergenze di operato determinano l’opportunità di instaurare rapporti di cooperazione per coordinare e per rendere più efficace l’esecuzione dei rispettivi mandati istituzionali.
“Sono lieto di rinnovare oggi questo protocollo, che consentirà alle nostre Autorità di rafforzare e di incrementare la già attuale fattiva collaborazione nell’interesse delle imprese e dei consumatori”, ha commentato il presidente Rustichelli.
“Il rinnovo del protocollo di intesa tra l’ART e l’AGCM – commenta il presidente dell’ART, Nicola Zaccheo – suggella la prosecuzione di una proficua collaborazione istituzionale a garanzia della tutela di utenti e cittadini”.
Per l’attuazione delle attività oggetto del protocollo, sarà istituito un Tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici competenti in relazione alle materie trattate.

– Foto ufficio stampa AGCM –

(ITALPRESS).

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Economia

Inps, nel secondo trimestre 2026 calano le ore di cassa integrazione: -11,1% rispetto all’anno precedente

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ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre 2026 il numero di ore di Cassa integrazione autorizzate si è attestato a quota 119,3 milioni, -11,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in cui le ore autorizzate erano state 134,1 milioni e -7,8% rispetto al primo trimestre 2026 (129,4 milioni di ore). Lo rende noto l’Inps.

Tra i dati più significativi dell’Osservatorio emerge come il tiraggio effettivo della CIG (ossia il rapporto tra ore effettivamente utilizzate e ore autorizzate) per l’intero anno 2025 si attesti al 28,7%, in linea con il tiraggio relativo a tutto il 2024 in cui era stato pari al 28,3%. Nei primi 4 mesi del 2026 il tiraggio si attesta al 20,2% anche in questo caso in linea con i valori dei primi quattro mesi del 2025 (21,1%) e del 2024 (20,4%). Nel dettaglio, le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a giugno 2026 sono state 21,4 milioni con una decisa riduzione tendenziale rispetto alle 26,9 milioni di ore autorizzate nello stesso mese del 2025 (-20,5%). Per l’intero secondo trimestre 2026 si registrano 56,4 milioni di ore autorizzate, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente in cui erano state autorizzate 58,8 milioni di ore, sia soprattutto con riferimento al dato tendenziale (-22,9% rispetto a 73,2 milioni di ore autorizzate nel secondo trimestre 2025).

Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2026 è stato pari a 27,4 milioni, 58,9 milioni di ore con riferimento a tutto il secondo trimestre 2026 in diminuzione rispetto al dato del trimestre precedente (66,5 milioni di ore autorizzate) e in lieve crescita rispetto allo stesso trimestre del 2025 in cui le ore autorizzate erano state 56,1 milioni. Ancora poco significativi gli interventi in deroga autorizzati nel secondo trimestre del 2026, pari a circa 524 mila ore. Il numero di ore autorizzate nei fondi di solidarietà a giugno 2026 è stato pari a 1,3 milioni, 3,4 milioni le ore autorizzate nell’intero secondo trimestre 2026, in diminuzione sia rispetto allo stesso trimestre del 2025 (4,7 milioni di ore, -28,2%), sia rispetto al trimestre precedente (4,1 milioni di ore, -17,1%). Il numero di beneficiari di NASpI a febbraio 2026 è risultato pari a 1.185.188, con una variazione tendenziale in diminuzione (-2,7%) rispetto al dato dello stesso mese dell’anno precedente in cui i beneficiari erano stati 1.217.833.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

Istat, a maggio cresce il fatturato dell’industria: +5,3% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A maggio 2026 l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,6% in valore e dello 0,3% in volume. Si registrano incrementi in valore dello 0,1% sul mercato interno (-0,3% in volume) e dell’1,6% su quello estero (+1,5% in volume). Per il settore dei servizi si stima un aumento in termini congiunturali dello 0,2% sia in valore sia in volume, sintesi di una sostanziale stabilità nel commercio all’ingrosso (variazione nulla in valore e +0,1% in volume) e di una crescita negli altri servizi (+0,4% in valore e +0,3% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a maggio un aumento congiunturale per i beni strumentali (+1,4%) e una crescita più contenuta per l’energia (+0,4%), per i beni intermedi e per quelli di consumo (+0,2% per entrambi i raggruppamenti). Nel trimestre marzo-maggio 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+2,3%) e diminuisce in volume (-0,7%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si rilevano un incremento dell’1,6% in valore e dello 0,2% in volume.

Su base tendenziale, a maggio 2026, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+5,3%) ed in volume (+1,5%), sintesi di una crescita su entrambi i mercati (+4,7% in valore e +1,0% in volume sul mercato interno e +6,6% in valore e +2,6% in volume sul mercato estero). Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rilevano incrementi tendenziali del 3,9% in valore e dell’1,0% in volume. Nel commercio all’ingrosso si registra una variazione positiva del 4,0% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume, negli altri servizi la crescita è del 3,8% in valore e dell’1,5% in volume. I giorni lavorativi di calendario nel mese di maggio 2026 sono stati 20 contro i 21 di maggio 2025. Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una flessione per i soli beni di consumo (-1,4%), mentre si rilevano marcati aumenti per l’energia (+28,6%) ed incrementi più contenuti per i beni strumentali (+6,6%) e per quelli intermedi (+6,1%).

“A maggio 2026, al netto dei fattori stagionali – commenta l’Istat -, si registra una dinamica positiva su base mensile degli indici del fatturato dell’industria in senso stretto e dei servizi, sia in valore sia in volume. Per l’industria, la crescita è trainata dalla componente estera, mentre per i servizi gli incrementi maggiori hanno interessato le attività professionali, scientifiche e tecniche. Su base trimestrale la variazione congiunturale in valore è positiva in entrambi i comparti, mentre i volumi arretrano per l’industria e crescono in misura modesta per i servizi. Il confronto in termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, evidenzia una vivace crescita in valore cui si associa una dinamica moderatamente positiva per i volumi, sia nell’industria sia nei servizi”.

– Foto Ipa Agency –

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Economia

Eni, nel primo semestre utile netto rettificato a 3,6 miliardi (+43%). Descalzi “Risultati eccellenti”

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ROMA (ITALPRESS) – Eni ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto rettificato a 3,635 miliardi di euro, in progresso del 43% sullo stesso periodo del 2025 mentre nel secondo trimestre di quest’anno si è attestato a 2,333 miliardi in crescita del 106%. Lo rende noto il gruppo energetico rilevando “progressi eccellenti del secondo trimestre che rafforzano le previsioni per l’anno”. L’utile netto del semestre è stato di 4,390 miliardi (+156%) e nel secondo trimestre di 3,319 miliardi con una variazione del +511%.

DESCALZI “RISULTATI ECCELLENTI GRAZIE A EFFICACIA GESTIONE”

“La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico”. Così l’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in merito ai risultati del secondo trimestre e primo semestre 2026.

“Questi risultati – sottolinea – derivano dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento. Stiamo potenziando ulteriormente il nostro business Exploration & Production, che entra in una ulteriore fase di crescita e generazione di valore, grazie all’avvio della JV Searah tra Indonesia e Malesia che ci consentirà di valorizzare le nostre importanti scoperte di gas nel bacino di Kutei, nonché ai progressi compiuti in numerosi progetti e all’espansione delle nostre attività in nuove aree geografiche. La solidità di questo business e la nostra eccellenza nell’esplorazione e produzione hanno sostenuto una straordinaria crescita della produzione, pari all’11% su base omogenea. I business della transizione stanno incrementando il contributo ai risultati del Gruppo, alimentando al contempo la propria crescita autofinanziata. Plenitude è in linea con il piano di aumento della capacità installata di 6,5 GW entro la fine dell’anno, e può già contare su una base clienti di 11 milioni di utenti. Enilive sta sviluppando nuova capacità produttiva per cogliere le opportunità offerte dalla rapida crescita della domanda di biocarburanti, ed è riuscita a valorizzare pienamente le condizioni di questa fase di mercato. I risultati del semestre dimostrano che, anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell’esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset. Questi fattori supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, che ci permetterà di continuare ad assicurare agli azionisti una remunerazione significativa con un’importante condivisione dei benefici derivanti dagli scenari di mercato più favorevoli, mantenendo al contempo una struttura patrimoniale estremamente robusta, come dimostra il rapporto di indebitamento pro forma pari al minimo storico del 10%. Grazie a questi risultati, il programma di buyback viene incrementato di ulteriori 600 milioni di euro, fino a 3,4 miliardi di euro”

– Foto ufficio stampa Eni –
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