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Economia

Antitrust rinnova l’intesa con Autorità di Regolazione dei Trasporti

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, e il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, presso la sede romana dell’ART, hanno rinnovato il protocollo di intesa che disciplina diversi profili di collaborazione tra le due istituzioni.
L’AGCM e l’ART esercitano funzioni tra loro complementari, attinenti allo sviluppo e al mantenimento di adeguati livelli di concorrenza nei mercati e alla tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. Tali convergenze di operato determinano l’opportunità di instaurare rapporti di cooperazione per coordinare e per rendere più efficace l’esecuzione dei rispettivi mandati istituzionali.
“Sono lieto di rinnovare oggi questo protocollo, che consentirà alle nostre Autorità di rafforzare e di incrementare la già attuale fattiva collaborazione nell’interesse delle imprese e dei consumatori”, ha commentato il presidente Rustichelli.
“Il rinnovo del protocollo di intesa tra l’ART e l’AGCM – commenta il presidente dell’ART, Nicola Zaccheo – suggella la prosecuzione di una proficua collaborazione istituzionale a garanzia della tutela di utenti e cittadini”.
Per l’attuazione delle attività oggetto del protocollo, sarà istituito un Tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici competenti in relazione alle materie trattate.

– Foto ufficio stampa AGCM –

(ITALPRESS).

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Economia

Prezzi dei carburanti in calo: benzina sotto i 2,1 euro al litro e diesel sotto i 2,3 euro al litro

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ROMA (ITALPRESS) – Prende il via da oggi la calmierazione dei prezzi sulla rete Q8 composta da 2.897 impianti: il price cap è 1,994 euro/litro per la benzina e 2,194 euro/litro per il diesel. L’avvio dell’iniziativa di Q8 – sottolinea Quotidiano Energia – si riflette sulle medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa di benzina e diesel che risultano così in ulteriore calo.

Venendo ai numeri, in base ai dati del Mimit aggiornati al 1° ottobre, il prezzo medio nazionale della benzina self è diminuito a 2,084 euro/litro (rispetto a 2,111 euro/litro del 30 settembre) e quello del diesel self a 2,285 euro/litro (contro 2,316 del 30 settembre). Sulla rete autostradale oggi il prezzo medio nazionale della benzina self scende a 2,122 euro/litro (rispetto a 2,138) e quello del diesel self a 2,328 euro/litro (contro 2,345). Quanto alle quotazioni internazionali dei raffinati, ieri hanno chiuso in forte salita, soprattutto sul diesel, dopo le ultime tre sedute consecutive in calo.

Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati a ieri (quindi prima dell’entrata in vigore del price cap Q8), i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono tra 2,013 e 2,162 euro/litro (no logo 2,149). Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,216 e 2,381 euro/litro (no logo 2,345). Sul servito per la benzina gli impianti colorati presentano prezzi medi tra 2,214 e 2,324 euro/litro (no logo 2,205). Sul diesel servito i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,417 e 2,543 euro/litro (no logo 2,400). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,758 e 0,785 euro/litro (no logo 0,752). Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,838 a 2,012 euro/kg (no logo 1,912).

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Economia

Generali approva la fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni

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MILANO (ITALPRESS) – Generali, si legge in una nota, “informa di aver approvato la fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni in Generali Italia. La fusione si inserisce nel percorso strategico di razionalizzazione della Country Italia intrapreso negli ultimi anni e conferma ulteriormente le forti competenze di integrazione da parte del Gruppo, che hanno generato crescita e valore per tutti gli stakeholder. L’operazione è strutturata in modo da garantire la salvaguardia del marchio, dell’identità e della rete distributiva di Alleanza. Il perfezionamento della fusione è previsto entro il primo semestre del 2027, subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte dell’IVASS e all’espletamento dei connessi adempimenti di legge”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Manovra, Confintesa “Il primo sconto fiscale spetta a chi paga alla fonte”

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ROMA (ITALPRESS) – “I dati dell’Osservatorio 2026 di Itinerari Previdenziali, presentato la scorsa settimana al CNEL, fotografano un fisco sbilanciato: il 18,78% dei contribuenti, quelli che dichiarano più di 35mila euro, versa circa il 65% dell’intera IRPEF, mentre quasi sette contribuenti su dieci dichiarano fino a 29 mila euro e ne versano poco più di un quinto. Il punto, però, non è dividere il Paese tra chi paga e chi no, ma rendersi conto che il reddito da lavoro dipendente e da pensione viene tassato alla fonte, fino all’ultimo euro, mentre altri redditi possono contare su regimi sostitutivi, aliquote agevolate o, peggio, sull’evasione”. Così Confintesa in una nota.

“E negli ultimi anni chi vive di busta paga o di pensione ha pagato due volte: aumenti nominali, spesso appena sufficienti a difendere il potere d’acquisto, sono stati tassati come se fossero guadagni reali – prosegue il sindacato -. L’articolo 53 della Costituzione vuole un sistema tributario informato a criteri di progressività. Ogni reddito che esce dalla base progressiva per entrare in un regime sostitutivo lascia il peso della progressività sulle spalle di chi non può uscirne: dipendenti e pensionati”.

“La manovra che il Governo porterà in Parlamento entro il 20 ottobre – dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa – è l’occasione per dare una risposta a chi il fisco lo paga davvero tutto. L’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro può avere una sua logica, ma a un lavoratore da 25 o 30mila euro l’anno non porta un euro. Prima va restituito a dipendenti e pensionati ciò che l’inflazione ha tolto attraverso il fisco. Non chiediamo privilegi: chiediamo equità per chi non ha mai potuto sottrarsi”.

Confintesa chiede tre interventi: “1) Restituzione del drenaggio fiscale. Adeguare periodicamente scaglioni e detrazioni per lavoro dipendente e pensione all’andamento dei prezzi, partendo dai redditi fino a 35mila euro. 2) Proroga della detassazione dei rinnovi contrattuali. Estendere al 2027 l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti dei contratti collettivi nazionali (legge n. 199/2025, art. 1, comma 7), oggi limitata agli importi corrisposti nel 2026, includendo i rinnovi firmati nel 2027. 3) Risorse dell’evasione vincolate. Quanto recuperato dalla lotta all’evasione sia destinato in modo stabile e verificabile ad alleggerire il carico su lavoro dipendente e pensioni. La giustizia fiscale si misura in busta paga e sul cedolino della pensione. È lì che Confintesa, con oltre 446mila iscritti in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati, valuterà la prossima legge di bilancio”, conclude il sindacato.

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– foto ufficio stampa Confintesa –

(ITALPRESS).

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