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Economia

Antitrust rinnova l’intesa con Autorità di Regolazione dei Trasporti

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, e il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, presso la sede romana dell’ART, hanno rinnovato il protocollo di intesa che disciplina diversi profili di collaborazione tra le due istituzioni.
L’AGCM e l’ART esercitano funzioni tra loro complementari, attinenti allo sviluppo e al mantenimento di adeguati livelli di concorrenza nei mercati e alla tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. Tali convergenze di operato determinano l’opportunità di instaurare rapporti di cooperazione per coordinare e per rendere più efficace l’esecuzione dei rispettivi mandati istituzionali.
“Sono lieto di rinnovare oggi questo protocollo, che consentirà alle nostre Autorità di rafforzare e di incrementare la già attuale fattiva collaborazione nell’interesse delle imprese e dei consumatori”, ha commentato il presidente Rustichelli.
“Il rinnovo del protocollo di intesa tra l’ART e l’AGCM – commenta il presidente dell’ART, Nicola Zaccheo – suggella la prosecuzione di una proficua collaborazione istituzionale a garanzia della tutela di utenti e cittadini”.
Per l’attuazione delle attività oggetto del protocollo, sarà istituito un Tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici competenti in relazione alle materie trattate.

– Foto ufficio stampa AGCM –

(ITALPRESS).

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Economia

Unioncamere, 20mila imprese pronte all’export: 1 su 3 prevede un aumento del fatturato

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ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 20mila le imprese italiane che potrebbero iniziare a esportare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. È quanto emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne su 4.500 aziende, presentata durante l’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Al centro dell’incontro la crescita delle esportazioni italiane e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese per favorire l’internazionalizzazione. “Dopo l’accordo firmato a luglio, oggi ne abbiamo firmato uno operativo per rafforzare l’export”, ha dichiarato Tajani. L’intesa punta ad ampliare il numero delle aziende italiane presenti sui mercati internazionali. “Le Camere di commercio sono entrate a pieno titolo nella strategia del mio ministero per raggiungere i 700 miliardi di export entro il prossimo anno”, ha aggiunto il ministro, ricordando che il valore attuale delle esportazioni italiane è di circa 650 miliardi di euro. Tajani ha sottolineato anche il ruolo di Unioncamere nel sostenere le imprese interessate a crescere all’estero. “Sarà una collaborazione preziosa per far crescere il numero delle imprese che vorranno esportare”, ha affermato.

Tra gli obiettivi indicati anche il rafforzamento del sostegno delle ambasciate italiane alle aziende e la promozione degli accordi internazionali per ampliare gli scambi commerciali. Secondo l’indagine, le imprese che esportano sono più produttive e investono maggiormente nell’innovazione rispetto a quelle che operano soltanto sul mercato nazionale. A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, la produttività del lavoro è superiore di circa il 20%. Inoltre, un’impresa esportatrice su tre prevede un aumento del fatturato nel 2027, contro il 22% delle aziende non esportatrici. Le differenze riguardano anche gli investimenti. Nel triennio 2026-2028, il 43% delle imprese esportatrici prevede di investire in ricerca e sviluppo, rispetto al 16% delle altre aziende. Per le tecnologie 4.0 le percentuali sono rispettivamente del 51% e del 28%, mentre per la transizione verde si attestano al 47% e al 28%. Le aziende esportatrici prestano inoltre maggiore attenzione alla formazione del personale: il 61% prevede di investire nell’aggiornamento professionale dei dipendenti, contro il 48% delle non esportatrici. Una su cinque intende assumere lavoratori altamente specializzati.

Anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale emerge un divario, con il 26% delle imprese esportatrici che già la utilizza, rispetto al 19% delle altre. Il potenziale di crescita riguarda anche il Mezzogiorno, dove si contano 21 imprese potenzialmente esportatrici ogni 100 aziende già attive sui mercati esteri, contro 13 nel Centro-Nord. Un ruolo importante è svolto dai servizi delle Camere di commercio: tra il 2020 e il 2024, le imprese che ne hanno usufruito hanno registrato una probabilità di iniziare a esportare superiore del 41,4% rispetto a quelle non assistite. Il valore delle loro esportazioni è stato inoltre più elevato del 21,8%, con un impatto stimato tra 600 e 800 milioni di export aggiuntivo.

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Nel corso dell’assemblea, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha richiamato l’attenzione anche sulla dipendenza energetica italiana dall’estero. “L’Italia è troppo dipendente da forniture energetiche dall’estero”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di intervenire per affrontare le criticità del settore. “Bene le rinnovabili, ma non bastano. Il nucleare è una scelta da seguire”, ha aggiunto Prete, invitando a superare le resistenze e a considerare il nucleare tra le possibili fonti energetiche. Il presidente di Unioncamere ha inoltre richiamato il confronto con la Francia, che dispone di centrali nucleari e dalla quale l’Italia acquista energia elettrica.

– Foto xu1/Italpress –

(ITALPRESS).

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Economia

SACE, intesa con DNA e AIAD per rafforzare la competitività internazionale delle filiere strategiche italiane

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ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare la competitività delle filiere strategiche italiane, valorizzarne le competenze e le eccellenze produttive e favorire nuove opportunità di crescita sui mercati internazionali. Sono questi gli obiettivi dell’intesa sottoscritta dalla Direzione Nazionale degli Armamenti (DNA), da AIAD – Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza – e da SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’accordo è stato firmato presso Palazzo Guidoni dall’Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti, dall’Ingegnere Giuseppe Cossiga, Presidente di AIAD, e da Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. La sottoscrizione si è svolta a margine dell’evento dedicato alla presentazione del Catalogo delle Piccole e Medie Imprese del comparto.

L’intesa punta a mettere a sistema le competenze, gli strumenti e le relazioni dei tre partner per sostenere lo sviluppo internazionale delle imprese italiane dei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, valorizzando il patrimonio di innovazione e competenze delle filiere nel campo delle tecnologie dual use, e il ruolo delle PMI nelle catene del valore.

La collaborazione prevede iniziative congiunte di business matching, formazione, incontri dedicati ai mercati strategici e missioni internazionali, per favorire l’accesso a nuove opportunità commerciali e il rafforzamento della presenza delle imprese italiane all’estero, anche nell’ambito di accordi Government to Government. Attraverso la valorizzazione delle rispettive competenze, i tre partner intendono favorire il raccordo tra le esigenze delle imprese e le opportunità offerte dai mercati internazionali.

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In questo quadro, SACE metterà a disposizione le proprie soluzioni assicurativo-finanziarie e i servizi di accompagnamento all’internazionalizzazione, mentre DNA e AIAD contribuiranno con le rispettive competenze istituzionali e di settore, favorendo il coinvolgimento delle aziende nelle iniziative condivise.

L’accordo si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione delle filiere strategiche del Made in Italy, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico SACE50, che pone il rafforzamento degli ecosistemi produttivi e la diversificazione dei mercati di sbocco al centro delle direttrici di intervento per la competitività del Sistema Paese.

– Foto ufficio stampa SACE –

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Economia

Ad agosto fatturato dell’industria -0,9% su base mensile e +4,2% rispetto a un anno fa

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ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto 2026 l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca in termini congiunturali dello 0,9% in valore e del 3,5% in volume. Si registrano flessioni dello 0,9% in valore sul mercato interno (-3,9% in volume) e dell’1,0% su quello estero (-2,7% in volume). Per il settore dei servizi, in termini congiunturali, si stima un aumento del fatturato dello 0,3% in valore e una diminuzione dello 0,3% in volume; nel commercio all’ingrosso si registra una crescita dello 0,7% in valore e una flessione dello 0,2% in volume, negli altri servizi la dinamica è negativa sia in valore (-0,1%) sia in volume (-0,3%). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano ad agosto un marcato aumento congiunturale per la sola energia (+12,0%), mentre si osservano una diminuzione su base mensile per i beni di consumo (-2,5%) e per i beni intermedi (-3,3%) e una sostanziale stabilità per i beni strumentali (+0,1%).

Nel trimestre giugno-agosto 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, registra una variazione nulla in valore e una flessione in volume (-1,8%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si registra un incremento dello 0,4% in valore e un calo dello 0,2% in volume. Su base tendenziale, ad agosto 2026, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+4,2%) ed un calo in volume (-2,9%), sintesi di una crescita del 3,1% in valore e di una flessione del 5,5% in volume sul mercato interno e di un incremento del 6,5% in valore e dell’1,7% in volume su quello estero. Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rileva un incremento tendenziale del 3,6% in valore e una diminuzione dello 0,5% in volume. Nel commercio all’ingrosso si rileva una marcata crescita (+5,2%) in valore e una variazione nulla in volume, mentre negli altri servizi si registra una crescita dell’indice del fatturato in valore (+2,0%) e un calo in volume (-0,3%). I giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di agosto 2025.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, un marcato aumento per l’energia (+36,7%) ed una crescita più contenuta per i beni strumentali (+5,9%) e per i beni intermedi (+1,9%), mentre si rileva una diminuzione per i beni di consumo (-3,5%).

“Nel mese di agosto 2026 – è il commento dell’Istat – si registra su base mensile una dinamica negativa degli indici del fatturato dell’industria in senso stretto sia in valore sia in volume. La diminuzione interessa sia la componente interna che quella estera. Nei servizi si registra una crescita del fatturato in valore a cui si contrappone una contrazione in volume. Su base trimestrale la variazione congiunturale in valore è positiva per i servizi e nulla nell’industria, mentre i volumi diminuiscono in entrambi i comparti, in misura più accentuata per l’industria. Il confronto in termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, evidenzia una vivace crescita in valore a cui, tuttavia, si associano dinamiche negative per i volumi, in entrambi i comparti”.

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– Foto Ipa Agency –

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