Politica
Per la Consulta illegittime alcune disposizioni sull’autonomia
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale ha ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie, considerando invece illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo. I Giudici ritengono che la distribuzione delle funzioni legislative e amministrative tra i diversi livelli territoriali di governo, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, non debba corrispondere all’esigenza di un riparto di potere tra i diversi segmenti del sistema politico, ma debba avvenire in funzione del bene comune della società e della tutela dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione. A tal fine, è il principio costituzionale di sussidiarietà che regola la distribuzione delle funzioni tra Stato e regioni. In questo quadro, l’autonomia differenziata deve essere funzionale a migliorare l’efficienza degli apparati pubblici, ad assicurare una maggiore responsabilità politica e a meglio rispondere alle attese e ai bisogni dei cittadini.
La Corte, nell’esaminare i ricorsi delle Regioni Puglia, Toscana, Sardegna e Campania, le difese del presidente del Consiglio dei ministri e gli atti d’intervento ad opponendum delle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, ha ravvisato l’incostituzionalità dei seguenti profili della legge: la possibilità che l’intesa tra lo Stato e la regione e la successiva legge di differenziazione trasferiscano materie o ambiti di materie, laddove la Corte ritiene che la devoluzione debba riguardare specifiche funzioni legislative e amministrative e debba essere giustificata, in relazione alla singola regione, alla luce del richiamato principio di sussidiarietà; il conferimento di una delega legislativa per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali priva di idonei criteri direttivi, con la conseguenza che la decisione sostanziale viene rimessa nelle mani del Governo, limitando il ruolo costituzionale del Parlamento; la previsione che sia un decreto del presidente del Consiglio dei ministri a determinare l’aggiornamento dei Lep; il ricorso alla procedura prevista dalla legge di bilancio per il 2023 per la determinazione dei Lep con Dpcm, sino all’entrata in vigore dei decreti legislativi previsti dalla stessa legge per definire i Lep. La possibilità di modificare, con decreto interministeriale, le aliquote della compartecipazione al gettito dei tributi erariali, prevista per finanziare le funzioni trasferite, in caso di scostamento tra il fabbisogno di spesa e l’andamento dello stesso gettito; in base a tale previsione, potrebbero essere premiate proprio le regioni inefficienti, che – dopo aver ottenuto dallo Stato le risorse finalizzate all’esercizio delle funzioni trasferite – non sono in grado di assicurare con quelle risorse il compiuto adempimento delle stesse funzioni; la facoltatività, piuttosto che la doverosità, per le regioni destinatarie della devoluzione, del concorso agli obiettivi di finanza pubblica, con conseguente indebolimento dei vincoli di solidarietà e unità della Repubblica; l’estensione della legge n. 86 del 2024, e dunque dell’art. 116, terzo comma, Cost. alle regioni a statuto speciale, che invece, per ottenere maggiori forme di autonomia, possono ricorrere alle procedure previste dai loro statuti speciali. La Consulta osserva che spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua discrezionalità, colmare i vuoti derivanti dall’accoglimento di alcune delle questioni sollevate dalle ricorrenti, nel rispetto dei principi costituzionali, in modo da assicurare la piena funzionalità della legge.
(ITALPRESS).
-Foto: Agenzia Fotogramma-
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Schlein “Quando si andrà a votare noi pronti, no a larghe intese”
Pubblicato
9 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Se guardiamo ai voti reali, la nostra alleanza progressista è piu avanti di quella che oggi governa, e per questo non dobbiamo sbagliare”. Lo ha sottolineato, dal palco della Repubblica delle idee, a Bologna, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ribadendo che dalla strada dell’unità nel campo largo “non si torna indietro”.
“Noi siamo già pronti, diamoci la modalità giusta, non facciamo sfilacciare quella voglia che ha visto mobilitare il nostro paese per attuare la Costituzione”, ha dichiarato Elly Schlein, che ha anche valorizzato il “lavoro di squadra fatto per costruire un’alleanza progressista in tutte e sette le regioni, non succedeva da 20 anni. Ci stiamo mettendo insieme per l’Italia e per migliorare la vita delle persone, e lo abbiamo fatto senza litigare”. “Io sono fiduciosa, da questa strada unitaria nessuno pensa di voler più tornare indietro – ha sottolineato -. Noi andremo al governo soltanto con la coalizione progressista, non abbiamo nessuna disponibilità alle larghe intese o qualcosa che ci somigli”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
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9 ore fa-
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Redazione
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(ITALPRESS).
Politica
Vannacci “Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri”
Pubblicato
19 ore fa-
14 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – All’Auditorium della Conciliazione di Roma la seconda e ultima giornata dell’assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. “Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”. Ha detto leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine dell’Assemblea costituente.
“Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c’è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri” ha aggiunto. “Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo”. Così Vannacci ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla remigrazione. “Stipulerei accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti” ha aggiunto. “Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po’ si ventilava l’ipotesi di un voto anticipato. La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea” ha detto ancora il generale.
“L’Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all’Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi. Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell’Italia, quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l’Italia, noi dobbiamo cercare la pace” ha concluso.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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