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PAVIA, LA TAZZINA DI CAFFÈ A 1.20 EURO

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LA VOCE PAVESE – PAVIA, LA TAZZINA DI CAFFÈ A 1.20 EURO
A Pavia il prezzo di una tazzina di caffè al bar è salito a 1.20 euro, con la possibilità di ulteriori aumenti entro l’estate, a causa dei rincari delle materie prime. Questo fenomeno non è isolato: in altre città italiane, come Ravenna, il costo del caffè al banco ha raggiunto 1,40 euro. Secondo Assoutenti, il prezzo medio nazionale di una tazzina è ora di 1,21 euro, con un incremento del 18,1% rispetto al 2021. Questi aumenti sono attribuiti a fattori come i cambiamenti climatici, che hanno colpito i principali paesi produttori, e l’aumento dei costi energetici e logistici. Di conseguenza i consumatori potrebbero dover affrontare ulteriori rincari nel prossimo futuro.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 luglio 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 luglio 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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Liste d’attesa, la Lombardia migliora ma 330 mila prestazioni restano fuori tempo

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La Voce Pavese – Liste d’attesa, la Lombardia migliora ma 330 mila prestazioni restano fuori tempo

La buona notizia è che la Lombardia sta recuperando terreno sul fronte delle liste d’attesa. Quella cattiva è che, nei primi sei mesi del 2026, per oltre 330 mila prime visite ed esami la prima disponibilità proposta è arrivata oltre i tempi indicati sulla ricetta.

A dirlo è l’ultimo monitoraggio di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. I numeri mostrano un miglioramento: l’81,8 per cento delle prime visite è stato fissato entro i tempi previsti, contro il 72,3 per cento dello stesso periodo del 2025. Per gli esami diagnostici si sale all’85,5 per cento, rispetto al 77,8 per cento dell’anno scorso.

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Il problema, però, resta tutt’altro che risolto. Perché dietro le percentuali ci sono pazienti costretti a scegliere tra due strade: aspettare settimane o mesi, oppure pagare di tasca propria rivolgendosi alla sanità privata.

Le criticità riguardano anche prestazioni urgenti. In Lombardia il 17 per cento delle prime visite con priorità urgente è stato proposto oltre la soglia prevista. Per alcune colonscopie da eseguire entro tre giorni, più della metà delle disponibilità è arrivata in ritardo, anche se il campione analizzato è limitato.

Difficoltà rilevanti si registrano inoltre per visite gastroenterologiche, elettromiografie e risonanze magnetiche urgenti. In alcuni casi, gli sforamenti superano il 40 per cento. Migliora invece la situazione delle visite dermatologiche, pur con ritardi ancora significativi per le prescrizioni a priorità breve.

Insomma, la direzione sembra essere quella giusta, ma il traguardo è ancora lontano. E quando si parla di salute, un’attesa non è mai soltanto un numero: può significare una diagnosi rinviata, una cura iniziata tardi e una disuguaglianza sempre più evidente tra chi può pagare e chi non può permetterselo.

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Tg Economia Italpress – 21 Luglio 2026

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: – Commercio estero, a maggio import cresce più dell’export – Calano le frodi sui bonifici istantanei – Trasporto aereo, Italia settima al mondo per numero di passeggeri – Tregua fiscale nel mese di agosto s

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