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Politica

Giustizia, Parodi “Bene invito di Meloni ma lo sciopero resta”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non ho ancora una data, spero di averla presto. Ho molto apprezzato la risposta così sollecita della presidente del Consiglio. Mi pare che stiamo partendo con il piede giusto, no?”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il neo presidente dell’Anm, Cesare Parodi. “Innegabilmente è un fatto positivo e non posso nascondere di esserne molto soddisfatto. Mantenere aperto un dialogo è fondamentale. Il che non vuol dire che sono ottimista rispetto al fatto che le cose possano cambiare. E infatti lo sciopero del 27 resta confermato. A quella data arriveremo andando ogni giorno nelle aule di giustizia con la coccarda tricolore sulla toga e preparando le assemblee aperte ai cittadini che si terranno in ogni distretto la mattina della protesta”, aggiunge, spiegando poi che “lo sciopero, che non è contro il governo, ma uno strumento per portare le nostre istanze all’attenzione dell’opinione pubblica, sarà solo l’inizio del nostro impegno e neanche decisivo. Sappiamo già che alcuni non aderiranno e che questo ci verrà rinfacciato”. Su cosa andrà a dire al tavolo con il governo, Parodi dice: “Questo lo decideremo insieme con la giunta, come qualsiasi altra mossa. Il mio mandato sarà tutto improntato all’insegna dell’unità delle correnti della magistratura, le mie idee personali non contano. Chiedo scusa se, subito dopo la mia elezione, a caldo, ho annunciato l’intenzione di chiedere un incontro al governo senza essermi prima consultato con la giunta. Ma lo sentivo come una forte esigenza. Sicuramente spiegheremo le nostre ragioni a difesa di un modello che ha funzionato bene, che ha certamente delle criticità ma che possono essere risolte. Le scelte le fa il governo, noi chiediamo solo di essere ascoltati, come tutti i cittadini organizzati o no. Intanto vediamo cosa ci dirà il governo. In base alla risposta decideremo cosa fare”.
(ITALPRESS).
-Foto: Anm –

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Mattarella ricorda Francesco Coco “Primo magistrato a cadere per mano delle Brigate Rosse”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’8 giugno del 1976, Francesco Coco veniva assassinato insieme agli addetti alla sua tutela – il brigadiere Giovanni Saponara e l’appuntato Antioco Deiana – in un sanguinario attentato a Genova. Primo magistrato a cadere per mano del terrorismo delle Brigate Rosse, in quello che sarebbe stato un atto di violenza destinato a segnare profondamente la convivenza civile del Paese”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 50° anniversario dell’assassinio di Francesco Coco.

“Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Genova, Coco contrastò con fermezza il ricatto delle Brigate Rosse durante il sequestro del magistrato Mario Sossi, opponendosi alla liberazione di detenuti pretesa dai terroristi, ergendosi a difesa dell’ordinamento democratico della Repubblica. Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, desidero rinnovare sentimenti di partecipazione e vicinanza ai familiari delle vittime, ai loro colleghi e a quanti ne hanno tenuto viva la memoria, perché i valori di cui furono interpreti continuino a ispirare le istituzioni e la società civile del nostro Paese”.

– foto di repertorio Quirinale –

(ITALPRESS).

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Politica

Urne aperte fino alle 15 per i ballottaggi, si vota in sei capoluoghi. Affluenza in calo

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ROMA (ITALPRESS) – Riaperti oggi fino alle 15 i seggi per il secondo turno delle elezioni amministrative. Vanno al ballottaggio 42 Comuni nei quali non è stato eletto il sindaco al primo turno, il 24 e 25 maggio. Tra questi ci sono sei capoluoghi: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Lo spoglio dei voti inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. L’affluenza è in calo. Alle ore 23 è stata del 40,12%, in diminuzione rispetto al primo turno quando era stata del 47,18%

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Urne aperte in 42 Comuni per i ballottaggi, sfida in sei capoluoghi. Alle 19 affluenza al 28,36%

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ROMA (ITALPRESS) – Aperte le urne per i ballottaggi in 42 Comuni, chiamati per l’elezione diretta del sindaco: tra questi sei capoluoghi, dove nessun candidato ha raggiunto la maggioranza al primo turno del 24 e 25 maggio. E l’attenzione è rivolta soprattutto ad Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, gli unici capoluoghi ancora senza sindaco. Oggi, domenica 7 giugno, si vota fino alle 23, domani, lunedì 8 giugno, urne aperte dalle 7 alle 15.

Alle ore 19, l’affluenza è del 28,36%, in calo rispetto al primo turno quando era stata del 34,80%. Nei capoluoghi dove oggi e domani sono aperte le urne, ad Arezzo ha votato il 28,85% degli aventi diritto; a Chieti il 30,32%; a Lecco il 37,69%; a Macerata il 29,79%; a Trani il 25,69%.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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