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Economia

Fs italiane, i profili dei nuovi Cda delle controllate

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ROMA (ITALPRESS) – RFI Paola Firmi – Presidente Laureata con lode in Ingegneria Civile Trasporti all’Università La Sapienza di Roma, con dottorato in Progettazione Ambientale delle Infrastrutture dei Trasporti, Paola Firmi lavora nel Gruppo FS Italiane dal 1993. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in RFI, guidando prima le strutture “Ambiente” e “Standard Infrastrutture Civili” e poi la Direzione Tecnica. Nel biennio 2022/2023 è stata a capo della Vice Direzione Generale Sviluppo e Standard di RFI, con focus sullo sviluppo tecnologico, sulla resilienza e sul potenziamento della rete. Dal Novembre 2023 è Amministratore Delegato della Società Infrarail srl in cui ricopre anche il ruolo di Direttore Generale. Ha fatto parte di commissioni nazionali e internazionali, tra cui il Comitato Elettrotecnico Italiano e l’UIC. È stata presidente di Blu Jet e consigliera di FS Sistemi Urbani e FS Technology. Dal dicembre 2021 è stata Presidente di Italferr, AD e Presidente della Società Tunnel Ferroviario del Brennero (TFB). Dal 2021 è stata nominata Commissario Straordinario del potenziamento della linea ferroviaria Verona-Brennero e della Variante Val di Riga.

Aldo Isi – Amministratore Delegato Laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Parma, Aldo Isi ha iniziato la sua carriera nel Gruppo FS Italiane nel 1999, dove in Rete Ferroviaria Italiana ha ricoperto molteplici incarichi: dal 2014 al 2016 è stato Responsabile della Direzione Territoriale Produzione di Milano, dal 2016 gli è stato affidato il ruolo di Direttore Investimenti di Rete Ferroviaria Italiana, incaricato della gestione del processo decisionale connesso al ciclo di realizzazione degli investimenti, della progettazione, realizzazione e messa in servizio di tutte le nuove linee ferroviarie, convenzionali e ad Alta velocità. Dal 2018 al 2021 Aldo Isi è stato alla guida di Italferr in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale. Dal 2021 al 2025 è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Anas. In questo nuovo mandato è chiamato ad attuare la strategia di sviluppo tracciata nel nuovo Piano strategico 2025-2029 del Gruppo FS.

Stefano Cuzzilla – Presidente Nato a Roma nel 1965, laureato in Giurisprudenza. Siede nel Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti. È Amministratore delegato di I.W.S – Industria, Welfare, Salute S.p.A., società per azioni per la prestazione di servizi nel campo della sanità integrativa e Presidente di 4.Manager, Associazione costituita da Federmanager e Confindustria per promuovere la cultura d’impresa. Da maggio 2021 è stato Consigliere di amministrazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, dal 2023 Presidente di Trenitalia.

Gianpiero Strisciuglio – Amministratore Delegato Laureato al Politecnico di Bari in Ingegneria dei Trasporti con lode, ha conseguito il Master di II livello a Napoli, Università Parthenope, ed è iscritto al Consiglio Nazionale degli Ingegneri dal 2001. Ha iniziato la sua carriera nel Gruppo FS nel 2002, ricoprendo, nel tempo, incarichi manageriali di crescente rilievo. Dal 2013 al 2014 è stato responsabile di Pianificazione e Sviluppo Servizi di Rete Ferroviaria Italiana sul territorio barese. Da 2014 al 2017, sempre in RFI, ha rivestito il ruolo di Direttore Commerciale ed Esercizio. Dal 2017 al 2018 è stato Responsabile della Divisione Passeggeri Long Haul in Trenitalia. Dal 2018 all’aprile 2022 ha ricoperto il ruolo di Director of Strategy, Industrial Planning, Innovation&Sustainability in Mercitalia Logistics S.p.A. Nell’aprile 2022 è stato nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mercitalia Logistics S.p.A., incarico che conserverà fino a maggio 2023. Da maggio 2023 ha ricoperto l’incarico di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana.

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ANAS Giuseppe Pecoraro – Presidente Nato a Palma Campania nel 1950, Giuseppe Pecoraro si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli. Iniziata la carriera prefettizia a Rovigo nel 1973, nel tempo, ha ricoperto ruoli di grande rilievo: Capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (2001-2007) e Vice Capo del Dipartimento Ps, Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile (2007-2008), Prefetto di Roma dal 2008 al 2015. Dal 2016 al 2019 è stato Procuratore Generale della FIGC. Dal gennaio al dicembre 2023 Coordinatore Nazionale per la Lotta contro l’Antisemitismo, nominato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Claudio Andrea Gemme – Amministratore Delegato Nato a Genova, laureato in Scienze Economiche e Politiche con indirizzo politico internazionale, Claudio Andrea Gemme ha iniziato la sua carriera nel 1973 in Finmeccanica ricoprendo incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Direttore Generale di Ansaldo Sistemi Industriali. Ha guidato con successo la privatizzazione e riorganizzazione dell’azienda, assumendone poi il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato. Ha ricoperto posizioni di vertice in diverse società di rilievo, tra cui Amministratore Delegato di Fincantieri Sistemi Integrati e Presidente e Amministratore Delegato di Fincantieri Infrastructure. È stato Consigliere di amministrazione di Sogei dal 2008 al 2009 e di Anas dal 2009 al 2011, diventando poi Presidente di Anas dal 2018 al 2021, con l’incarico anche di Commissario per il Piano Cortina 2021. È stato Presidente di ANIE, Amministratore Delegato di Isotta Fraschini, membro del Consiglio Direttivo e di Giunta di Confindustria, del Consiglio Generale di Confindustria e di vari Gruppi Tecnici, tra i quali Presidente di Industria Ambiente. ITALFERR Dario Lo Bosco – Amministratore Delegato Dario Lo Bosco è Professore Ordinario e Decano del Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiali “DICEAM” nell’Ateneo di Reggio Calabria, nonché Responsabile dell’area scientifico-disciplinare ‘Strade, Ferrovie, Aeroporti’ e Direttore dei Laboratori di Ricerca di “V.I.A. delle Infrastrutture Territoriali” e di “Ingegneria delle Infrastrutture Ferroviarie”. Presidente dell’Academy & Technical Methodologies del Polo Infrastrutture e Decano del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile, Ambientale e Sicurezza, ha prodotto innumerevoli pubblicazioni scientifiche. È stato Presidente di RFI – Rete Ferroviaria Italiana con deleghe agli affari istituzionali, sistema di controllo interno, indirizzo tecnico-scientifico in materia di innovazione, ricerca e sviluppo, ingegnerizzazione digitale dei cantieri, cooperazione internazionale, Ponte sullo Stretto, opere connesse ed ottimizzazione della navigazione.

BUSITALIA Serafino Lo Piano – Amministratore Delegato Serafino Lo Piano è dal 2019 Amministratore Delegato di Metro 5 S.p.A., società concessionaria per la progettazione, costruzione e gestione della nuova linea 5 della Metropolitana di Milano. Proveniente dal mondo trasporto aereo, entra in Trenitalia nel 2002. Dal 2018 ha ricoperto l’incarico di Head of Sales con responsabilità sulla rete nazionale e internazionale dei treni ad alta velocità e a lunga percorrenza. Ha inoltre svolto ruoli di rilievo nel settore associativo e istituzionale, tra cui Vice Presidente della sezione Turismo di Unindustria Lazio e Consigliere Direttivo e Special Advisor di Federturismo, contribuendo allo sviluppo di strategie per il turismo e il trasporto.

SISTEMI URBANI Maria Rosa Sessa Nata a Salerno nel 1973, Maria Rosa Sessa è laureata in Economia Aziendale. Dottore commercialista e revisore dei conti. Giornalista pubblicista. Già cultore della materia Economia Politica presso Università degli Studi di Salerno. Già membro della Camera dei Deputati. Collabora con il Presidente della Commissione Bicamerale Affari Regionali. Componente scientifico dell’associazione Edela al fianco delle donne vittime di violenza nonché a supporto degli orfani di femminicidio. Responsabile Regionale dipartimento politiche sociali e disabilità. Già dipendente AnciForm (scuola di formazione dell’ANCI). Funzionaria Formez, dapprima in Amministrazione Finanaza e Controllo poi in Comunicazione e Relazioni istituzionali. Oggi presidente FS Sistemi Urbani.

Matteo Colamussi Nato a Bari nel 1972, Matteo Colamussi è laureato in Economia Aziendale e vanta un’esperienza ultradecennale nella gestione aziendale nel settore dei trasporti, con un focus su mobilità sostenibile, innovazione e interconnessione. Dal 2012 è Direttore Generale di Ferrovie Appulo Lucane, società partecipata dal MIT, dove ha guidato investimenti per oltre 600 milioni di euro, rinnovando completamente il parco mezzi e le infrastrutture. Dal 2022 è Presidente del Fondo Priamo, gestendo un patrimonio superiore ai 2,3 miliardi di euro. È inoltre Presidente della Commissione Economica di ASSTRA e membro della Giunta Esecutiva ASSTRA nazionale, con competenze consolidate nella programmazione finanziaria e nella gestione di fondi previdenziali.

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FS INTERNATIONAL Luigi Corradi – Amministratore Unico Laureato in Ingegneria meccanica all’Università di Genova con un master MBA all’Università Bocconi, ha incominciato a lavorare all’Arsenale della Marina militare a La Spezia e subito dopo all’Ansaldo Energia a Genova, sua città natale. In seguito ha lavorato alla Bombardier (allora Abb Daimler Benz Transportation), della quale nel 2003 è diventato direttore generale e, dieci anni dopo, presidente e amministratore delegato. Incarico mantenuto fino all’agosto 2019. Dal 2020 è stato AD e Direttore generale di Trenitalia.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Economia

A novembre tasso di occupazione in calo al 62,6%, crescono gli inattivi: i dati Istat

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ROMA (ITALPRESS) – A novembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 188mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti a termine (2 milioni 477mila) e gli autonomi (5 milioni 215mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 496mila). Lo stima l’Istat, aggiungendo che l’occupazione aumenta rispetto a novembre 2024 (+179mila occupati in un anno), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258mila) e degli autonomi (+126mila) parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-204mila). Su base mensile, il tasso di occupazione e di disoccupazione scendono al 62,6% e al 5,7% rispettivamente, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%. Nello specifico, a novembre 2025, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi.

La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -34mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni; il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione cala al 62,6% (-0,1 punti). La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,0%, pari a -30mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni per i quali il numero dei disoccupati è in leggero aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,8% (-0,8 punti). La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +72mila unità) interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti).

Confrontando il trimestre settembre-novembre 2025 con quello precedente (giugno-agosto) si registra una crescita nel numero di occupati (+0,3%, pari a +66mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-3,1%, pari a -48mila unità) e sono sostanzialmente stabili gli inattivi di 15-64 anni. A novembre 2025, il numero di occupati supera quello di novembre 2024 dello 0,7% (+179mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,3 punti percentuali. Rispetto a novembre 2024, cala sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,7%, pari a -106mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -35mila unità).

– foto grafico Istat –

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(ITALPRESS).

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Economia

Meno liquidità e più capitale nelle imprese italiane nel 2025, crescita delle attività di 70 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – Dal 2024 al 2025 la struttura finanziaria delle imprese italiane mostra un rafforzamento complessivo, con una crescita delle attività di 69,6 miliardi di euro (+2,7%), da 2.587,2 a 2.656,8 miliardi, accompagnata da un aumento più sostenuto delle passività, pari a 178,8 miliardi (+3,6%), fino a 5.173,9 miliardi. È quanto emerge dall’analisi sulla struttura finanziaria delle imprese italiane, realizzata dal Centro studi di Unimpresa, che evidenzia un netto riposizionamento qualitativo delle scelte finanziarie.

Sul lato delle attività, cala in modo significativo la liquidità: cash e conti correnti scendono di 15,1 miliardi (-3,2%), da 477,6 a 462,5 miliardi, mentre gli altri depositi diminuiscono di 8,2 miliardi (-11,7%), attestandosi a 62,1 miliardi. Complessivamente, oltre 23 miliardi vengono sottratti alle giacenze a bassa redditività. In parallelo, crescono in modo marcato gli investimenti finanziari. Le obbligazioni e i titoli di Statodetenuti dalle imprese aumentano di 20,7 miliardi (+21,1%), passando da 97,9 a 118,6 miliardi. Forte anche l’incremento delle componenti legate al capitale di rischio: le azioni salgono di 63,5 miliardi (+6,8%), da 935,6 a 999,1 miliardi, mentre i fondi comuni registrano la crescita percentuale più elevata, con +10,6 miliardi (+23,4%), fino a 55,7 miliardi.

In calo netto i derivati, che si riducono di 6,5 miliardi (-41%), scendendo a 9,3 miliardi. Il credito sul lato attivo resta sostanzialmente stabile: i prestiti a breve termine crescono di 917 milioni (+2,3%) a 41 miliardi, mentre quelli a medio-lungo termine aumentano di 1,5 miliardi (+1,8%) a 84,6 miliardi. Stabili anche le poste operative: crediti commerciali e altre voci crescono di appena 800 milioni (+0,1%), attestandosi a 802,1 miliardi. Sul fronte delle passività, il dato più rilevante è il forte aumento del capitale proprio. Le azioni al passivo crescono di 150,1 miliardi (+5,3%), da 2.809,2 a 2.959,3 miliardi, rappresentando oltre l’80% dell’incremento complessivo delle passività. Più articolata la dinamica del debito: i prestiti a breve termine aumentano di 13,6 miliardi (+5,5%) a 260,7 miliardi, mentre quelli a medio-lungo termine diminuiscono di 18,8 miliardi (-2,2%), scendendo a 838 miliardi, con una riduzione del debito strutturale. Cresce inoltre il ricorso al mercato obbligazionario: obbligazioni e titoli di Stato al passivo aumentano di 22,2 miliardi (+11,6%), fino a 213,8 miliardi. Più contenuto l’incremento delle passività assicurative, pari a 332 milioni (+0,4%), mentre i crediti commerciali e altre passività salgono di 11 miliardi (+1,5%), a 726,7 miliardi. I dati si riferiscono al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025.

“Nel complesso, i dati sulla struttura finanziaria delle imprese italiane nel 2025 restituiscono un quadro incoraggiante e maturo del nostro sistema produttivo. La riduzione della liquidità, il rafforzamento del capitale proprio, la diminuzione del debito di lungo periodo e un utilizzo più consapevole e strutturato dei mercati finanziari indicano imprese che tornano a fare scelte orientate alla crescita, non più dettate solo dalla difesa e dall’incertezza. È il segnale di una fiducia che si ricostruisce gradualmente, dopo anni complessi, e di una progressiva normalizzazione delle strategie finanziarie, in cui il capitale di rischio torna ad avere un ruolo centrale accanto al credito. Al tempo stesso, la stabilità delle poste operative dimostra che questo riequilibrio avviene senza strappi, mantenendo sotto controllo i rapporti industriali e commerciali. Questo percorso va sostenuto e accompagnato: servono politiche economiche che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, incentivino l’investimento produttivo e rafforzino il legame tra risparmio privato e crescita dell’economia reale. Solo così la maggiore solidità finanziaria che oggi emerge dai dati potrà tradursi in più investimenti, più occupazione e uno sviluppo duraturo per il Paese” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

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Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia relative al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025, l’evoluzione della struttura finanziaria delle imprese italiane tra il 2024 e il 2025 restituisce l’immagine di un sistema produttivo che, pur in un contesto macroeconomico ancora complesso, mostra segnali chiari di rafforzamento qualitativo delle scelte finanziarie. Le attività complessive crescono di 69,6 miliardi di euro, passando da 2.587,2 a 2.656,8 miliardi, con un incremento pari al 2,7%. Una dinamica moderata, ma significativa, che assume particolare rilievo se letta alla luce della composizione delle poste. Sul lato delle attività, il dato più evidente riguarda la riduzione della liquidità. Cash e conti correnti scendono da 477,6 a 462,5 miliardi, con una contrazione di 15,1 miliardi (-3,2%), mentre gli altri depositi calano ancora più marcatamente, da 70,3 a 62,1 miliardi, pari a -8,2 miliardi (-11,7%). C

Complessivamente, oltre 23 miliardi di euro vengono sottratti a forme di impiego a bassa redditività, segnalando un cambiamento nelle strategie di tesoreria delle imprese, meno difensive e più orientate all’allocazione produttiva delle risorse. Questa riallocazione emerge con forza nella crescita degli strumenti finanziari. Le obbligazioni e i titoli di Stato detenuti dalle imprese aumentano di 20,7 miliardi, passando da 97,9 a 118,6 miliardi, con un balzo del 21,1%. Si tratta di uno degli incrementi percentuali più rilevanti dell’intera struttura finanziaria e indica una maggiore propensione a impieghi finanziari con profilo di rendimento più elevato rispetto alla liquidità pura. Parallelamente si riduce l’esposizione ai derivati, che scendono da 15,8 a 9,3 miliardi, con un calo di 6,5 miliardi (-41%). Il dato suggerisce una minore necessità di copertura finanziaria o una riduzione delle operazioni più complesse, coerente con una fase di maggiore stabilità dei mercati e con una gestione più prudente del rischio.

Il credito sul lato attivo resta sostanzialmente stabile. I prestiti a breve termine crescono di 917 milioni (+2,3%), attestandosi a 41 miliardi, mentre quelli a medio e lungo termine aumentano di 1,5 miliardi (+1,8%), arrivando a 84,6 miliardi. Si tratta di variazioni contenute, che indicano un utilizzo selettivo e non espansivo del debito come strumento di gestione finanziaria. Molto più marcata è invece la crescita delle componenti legate al capitale di rischio. Le azioni detenute dalle imprese salgono di 63,5 miliardi, da 935,6 a 999,1 miliardi, con un incremento del 6,8%. Ancora più accentuata, in termini percentuali, è la crescita dei fondi comuni, che aumentano di 10,6 miliardi, passando da 45,1 a 55,7 miliardi, pari a +23,4%. Nel complesso, oltre 74 miliardi di euro confluiscono verso strumenti finanziari più dinamici e orientati alla crescita, rafforzando il profilo patrimoniale delle imprese. Le polizze assicurative crescono in modo più graduale, da 20,4 a 21,8 miliardi (+6,9%), confermando la funzione di copertura e protezione del rischio, mentre i crediti commerciali e altre poste operative restano sostanzialmente stabili, con un aumento marginale di 800 milioni (+0,1%), a 802,1 miliardi, segno di un equilibrio nella gestione del ciclo industriale e dei rapporti tra imprese.

Sul fronte delle passività, l’aumento è più consistente: il totale sale da 4.995,1 a 5.173,9 miliardi, con un incremento di 178,8 miliardi (+3,6%). Anche in questo caso, però, è la composizione a fornire le indicazioni più rilevanti. Il dato dominante è la crescita del capitale proprio. Le azioni al passivo aumentano di 150,1 miliardi, passando da 2.809,2 a 2.959,3 miliardi, con una crescita del 5,3%. Questo incremento da solo rappresenta oltre l’80% dell’aumento complessivo delle passività e indica un rafforzamento patrimoniale netto delle imprese, attraverso capitale proprio o rivalutazione delle partecipazioni. Il debito mostra una dinamica più articolata. I prestiti a breve termine crescono di 13,6 miliardi (+5,5%), arrivando a 260,7 miliardi, mentre i prestiti a medio e lungo termine diminuiscono di 18,8 miliardi (-2,2%), scendendo a 838 miliardi. Il risultato è una riduzione del debito strutturale di lungo periodo, compensata solo in parte da un maggiore ricorso al credito di breve durata.

Cresce invece il finanziamento tramite obbligazioni e titoli di Stato, che aumentano di 22,2 miliardi (+11,6%), fino a 213,8 miliardi, confermando una tendenza alla diversificazione delle fonti di raccolta e a un utilizzo più attivo dei mercati dei capitali. Le passività assicurative crescono marginalmente (+332 milioni, +0,4%), mentre i crediti commerciali e altre poste aumentano di 11 miliardi (+1,5%), raggiungendo 726,7 miliardi, in linea con l’andamento dell’attività economica.

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– Foto di repertorio IPA Agency –

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Hiroshi Shimada nominato nuovo CEO e presidente di Daikin Italy

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MILANO (ITALPRESS) – Daikin Air Conditioning Italy annuncia la nomina di Hiroshi Shimada come suo nuovo CEO e Presidente. Assumerà la guida della filiale italiana della multinazionale giapponese a partire da gennaio 2026, succedendo a Geert Vos, che ricoprirà un nuovo incarico di leadership all’interno di Daikin Europe N.V.

Hiroshi Shimada vanta una carriera trentennale all’interno del gruppo Daikin. Ha trascorso più di 20 anni lavorando al di fuori del Giappone, inclusi incarichi negli Stati Uniti e in Medio Oriente. Da dicembre 2023 ha assunto il ruolo di Vice Presidente in Daikin Italy. Con la sua profonda conoscenza del settore HVAC e delle dinamiche globali dell’azienda, Hiroshi Shimada guiderà Daikin Italy in una nuova fase di consolidamento e crescita. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la leadership sul mercato e promuovere una cultura aziendale orientata all’innovazione e alla sostenibilità.

“Entrare in questa nuova fase alla guida di Daikin Italia significa, prima di tutto, valorizzare il lavoro straordinario svolto finora dall’azienda e dalle sue persone – sottolinea Hiroshi Shimada, CEO e Presidente Daikin Italy –. Il mio obiettivo è dare continuità a quanto costruito, ma anche imprimere un’ulteriore spinta verso quei cambiamenti che possono renderci ancora più agili, innovativi e vicini al mercato. Creare sempre più occasioni di crescita interna, di sviluppo di nuove responsabilità e di circolazione delle idee, è fondamentale perché sono le persone a rendere possibile ogni trasformazione. Sul piano strategico, vogliamo rafforzare la nostra posizione nel condizionamento e accelerare con decisione su riscaldamento, soluzioni integrate e servizi ad alto valore aggiunto, con un’attenzione costante all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. In parallelo – conclude – la trasformazione digitale sarà un asse fondamentale: non solo come leva tecnologica, ma come nuovo modo di lavorare, collaborare e relazionarci con clienti e partner, per rendere Daikin Italy un punto di riferimento ancora più riconoscibile nel settore”.

– foto Encanto pr –

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