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Cronaca

Milano, catturato un serpente su un treno ad alta velocità

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MILANO (ITALPRESS) – Nella tarda serata di ieri si è concluso il “viaggio” in treno di un “ospite speciale”, un esemplare di Serpente del grano che per quasi tutto il giorno ha bloccato l’utilizzo del treno alta velocità di Trenitalia n. 8814. La disavventura era iniziata nella tarda mattinata quando, all’interno del treno che era fermo ad Ancona, alcuni passeggeri avevano notato un serpente che scivolava sul pavimento di una delle carrozze.

Nell’immediatezza era intervenuto personale del Nucleo CC CITES di Ancona che, dopo aver visionato il video di un passeggero, identificava l’esemplare appartenente alla specie Pantherophis guttatus e avviava un’attenta ricerca dello stesso all’interno della carrozza, senza però riuscire a catturarlo perché l’animale, forse spaventato, si era nascosto all’interno del condotto di aereazione della carrozza.

Tutti i passeggeri sono stati fatti scendere dal treno e hanno proseguito il loro viaggio con una corsa sostitutiva, mentre il treno 8814 è ripartito, destinazione Milano Centrale, dove dei tecnici specializzati di Trenitalia avrebbero potuto, smontando i diversi componenti del treno, continuare la ricerca. All’arrivo del treno al deposito centrale di Milano c’erano ad aspettarlo anche militari del Nucleo CC CITES di Milano, Ufficio della Specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri che si occupa della certificazione CITES di specie tutelate dalla Convenzione di Washington, tra cui molte specie esotiche, compresi serpenti.

Nel caso di specie il Serpente del grano, che è originario del Messico e degli Stati Uniti, non rientra tra le specie tutelate dalla Convenzione CITES, è un animale innocuo per l’uomo e di libera vendita nei negozi di animali. I militari del Nucleo, con la supervisione dei tecnici di Ferrovie dello Stato, salivano all’interno del treno e con la massima cautela ispezionavano la carrozza nell’eventualità che il serpente, magari meno spaventato, fosse uscito dal condotto di aerazione.

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Riuscivano infatti a localizzarlo nascosto in un vano della parte bassa di alcuni sedili e immediatamente riuscivano a bloccarlo, catturandolo. L’animale, che sembrava in apparenti buone condizioni di salute, veniva poi riposto all’interno di una teca idonea al trasporto e sarà affidato a centri esperti nella gestione di questi esemplari. Resta da chiarire come mai il serpente vagasse libero tra le gambe dei passeggeri.

– Foto Carabinieri Forestali –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina, nasce un ufficio per gli asset statali all’estero

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Commissione per la supervisione e l’amministrazione degli asset statali (Sasac) del Consiglio di Stato della Cina ha istituito un ufficio per gli asset statali all’estero, ha reso noto oggi la commissione.

Il nuovo ufficio guiderà le imprese sotto la sua supervisione nelle loro attività internazionali e le aiuterà a ottimizzare la distribuzione e ad adeguare la struttura dei loro asset all’estero, ha affermato la commissione.

Tra le responsabilità dell’ufficio figurano anche la supervisione degli asset all’estero di queste imprese, il rafforzamento della prevenzione e della mitigazione dei rischi legati agli investimenti e alle attività all’estero, nonchè la gestione delle emergenze e delle situazioni di crisi all’estero, ha affermato la Sasac.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

A Shanghai una mostra sul padiglione cinese della 60esima Biennale di Venezia

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SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La mostra “Atlas: Armonia nella diversità – Il padiglione della Cina alla 60esima edizione della Biennale di Venezia (Shanghai Stop)” è stata inaugurata di recente al World Expo Museum ed è aperta gratuitamente al pubblico a Shanghai, nella Cina orientale.

Organizzata dal World Expo Museum e dalla Zhejiang University, la mostra è co-curata dal professor Wang Xiaosong della Zhejiang University e dal curatore indipendente Jiang Jun. Presenta otto nuclei espositivi suddivisi in due sezioni: “Collezionare”, composta da documenti visivi tratti da “Una raccolta completa di dipinti cinesi antichi”, e “Tradurre”, che espone opere di sette artisti cinesi contemporanei.

“Una raccolta completa di dipinti cinesi antichi” comprende 12.405 capolavori provenienti da oltre 260 musei e istituzioni di tutto il mondo; tra questi, 100 set sono stati selezionati e presentati tramite visualizzazioni di dati su schermi durante la mostra. L’esposizione fisica illustra 25 set di documenti e volumi pubblicati, offrendo ai visitatori una visione diretta delle ricerche e della provenienza di queste opere.

Nella sezione “Tradurre”, sette artisti contemporanei hanno realizzato nuove opere ispirate alla collezione. Spaziando tra scultura, installazioni e opere multimediali, questi lavori esplorano elementi quali l’architettura, i paesaggi, la calligrafia, i motivi floreali e ornitologici e le figure. La sezione mette in luce sia la cultura tradizionale dei “raduni dei letterati” (“Yaji”) sia la continuità tra tradizione e contemporaneità.

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La 60esima edizione della Biennale di Venezia, nota anche come 60esima Esposizione internazionale d’arte, si è svolta dal 20 aprile al 24 novembre 2024. Il tema del padiglione della Cina, “Atlas: Armonia nella diversità”, poneva l’accento su incontro, scambio e integrazione, con l’obiettivo di trasmettere i valori cinesi dell’inclusività e della coesistenza armoniosa.

Secondo Wang, queste opere hanno riscosso grande popolarità al loro debutto a Venezia. “Shanghai è una città di grande inclusività”, ha dichiarato. “Attraverso questa mostra speriamo di mostrare al pubblico, soprattutto alle generazioni più giovani, come l’arte contemporanea cinese fonde il patrimonio culturale con la diversità globale. Usando forme espressive moderne, riflette gli aspetti vivaci ed eterogenei della vita urbana”.

La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2026.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

La Voce Pavese – Pavia, parchi giochi da rifare perché non a norma

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Quasi otto parchi gioco su dieci non sono a norma a Pavia. È quanto emerge da una relazione di quaranta pagine redatta dagli uffici comunali, che ha censito nel dettaglio le condizioni di tutte le aree gioco della città: 34 parchi, 223 attrezzature, il 77% delle quali risulta non conforme agli standard di sicurezza.
La situazione è seria: otto aree richiedono interventi immediati di messa in sicurezza, sedici necessitano di lavori urgenti di ripristino, altre dieci sono gestibili con una programmazione ordinaria della manutenzione. Cinque attrezzature sono invece già da rimuovere.
L’amministrazione Lissia ha deciso di correre ai ripari stanziando centomila euro per una prima tranche di interventi. Si partirà dalle situazioni più critiche, sostituendo i giochi più compromessi o fatiscenti. A spiegarlo è la vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Alice Moggi: l’obiettivo è eliminare ogni rischio e restituire ai bambini luoghi sicuri e fruibili, su tutto il territorio comunale.
L’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa definisce il documento un passo importante per recuperare il patrimonio ludico esistente. Dal prossimo bilancio, assicura, si lavorerà al miglioramento progressivo di tutti gli altri parchi. Sul tavolo c’è anche uno studio sull’accessibilità, realizzato in collaborazione con l’Università, che punta a migliorare la fruibilità di due aree verdi strategiche come il Vul e la Vernavola.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

L’articolo La Voce Pavese – Pavia, parchi giochi da rifare perché non a norma proviene da Pavia Uno TV.

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