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Cronaca

8 marzo, Tajani “Impegno italiano a tutela diritti delle donne”

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ROMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ribadisce “il costante e prioritario impegno dell’Italia nella tutela e promozione dei diritti delle donne nel nostro Paese e nel mondo”. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. Per celebrare questo importante appuntamento, il Ministro Tajani incontrerà oggi 8 marzo a Fabriano la Comunità Papa Giovanni XXIII, coordinata da Don Aldo Bonaiuto, impegnata contro i fenomeni della prostituzione coatta lottando per restituire dignità alle tante donne sfruttate dalle organizzazioni criminali e che offre una pronta accoglienza per le vittime della tratta e prostituzione. Dal suo insediamento, sottolinea la nota, il Ministro Tajani ha attribuito massima attenzione ai temi dell’uguaglianza di genere, dell’emancipazione femminile e del contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne. Come simbolo di tale azione, dal 2024 sono state istallate su suo impulso, presso la Farnesina e le Ambasciate italiane nel mondo, delle panchine rosse, testimonianza del posto vuoto lasciato nella società da una donna vittima di femminicidio. L’Italia, prosegue la nota della Farnesina, è inoltre in prima linea nelle Nazioni Unite e in tutti i principali organismi internazionali per i diritti umani per la tutela delle donne. Il nostro Paese prenderà parte ai lavori della 69^ Sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW69), che si aprirà a New York il 10 marzo. L’evento sarà un’occasione speciale per riaffermare l’impegno globale verso l’uguaglianza di genere. Attraverso le attività di cooperazione allo sviluppo, l’Italia sostiene inoltre numerose iniziative volte a rafforzare la parità di genere e l’empowerment femminile e a favorire l’inclusione economica, finanziaria e sociale delle donne, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, con progetti specifici in Africa e negli altri Paesi partner. Inoltre, nell’ambito dell’Agenda ONU “Donne, Pace e Sicurezza”, il nostro Paese promuove il ruolo delle donne come agenti di pace e sviluppo. L’impegno per la promozione delle libertà fondamentali delle donne e per l’uguaglianza di genere rappresenta, infine, un pilastro della candidatura dell’Italia al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2026-2028, conclude la nota della Farnesina.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Cronaca

Dario Fo, il teatro che parla alla pancia. Pirovano all’Angelicum per beneficenza

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MILANO (ITALPRESS) – Le opere teatrali di Dario Fo e Franca Rame, a cento anni esatti dalla nascita del Premio Nobel, sono ancora più che mai attuali e sono una leva straordinaria per permettere alle tante persone che ancora non frequentano il teatro, soprattutto i più giovani, di avvicinarsene e di innamorarsene. Ne è convinto l’attore Mario Pirovano, universalmente considerato l’erede teatrale di Dario Fo e Franca Rame, con i quali ha condiviso per decenni palcoscenico e una profonda amicizia, che intervistato dall’Agenzia di Stampa Italpress ha detto: “Le rappresentazioni di Dario Fo e Franca Rame sono molto lontane da certe strutture del teatro ‘vecchio stilè, borghese o classico. E’ un teatro che arriva direttamente alla ‘pancià degli spettatori. E soprattutto i più giovani hanno bisogno di cose potenti, vere, reali, e i testi di Dario Fo sono così”. “Il teatro di Dario Fo è immediato, è talmente potente che attraversa tutte le barriere, anche se uno non è mai stato a teatro in vita sua, non può fare a meno di percepire che sta vivendo qualcosa, non può farne a meno di esserne coinvolto, nel bene e nel male. Cioè, può non piacergli, può addirittura odiarlo, ma non potrà mai rimanere indifferente. Io stesso non andavo mai a teatro, vidi una volta il ‘Mistero Buffò e impazzii per questo spettacolo pur non avendo cultura teatrale ed oggi eccomi qui” aggiunge l’attore. Quello di Dario Fo e Franca Rame “è un teatro che innanzitutto si avvale di un enorme bagaglio di comicità, di divertimento. Attraverso il divertimento e la comicità, l’ironia e la satira si possono trasmettere dei momenti quotidiani di vita oppure anche di storia, come può essere appunto la grande saga del ‘Mistero Buffò, oppure come ‘Johan Padan a la descoverta de le Americhè, la storia della scoperta dell’America vista dai marinai che stavano a bordo di queste navi, ma di cui noi non abbiamo saputo nulla. Oppure la storia più recente di Dario Fo, ovvero ‘Lu Santo Giullare Francescò. Anche qui una ricerca costante su fonti che erano andate letteralmente perdute se non addirittura censurate per secoli” aggiunge Mario Pirovano. In occasione dei 100 anni dalla nascita di Dario Fo, la Fondazione Dario Fo e Franca Rame, diretta dalla nipote Mattea Fo e dal figlio Jacopo, ha realizzato una una serie di eventi in tutto il Paese e non solo. “Io sono appena tornato da eventi in Albania (Valona e Tirana) e a Copenaghen. Ho avuto la fortuna di tradurre questi spettacoli in lingua inglese e recitarli in tutto il mondo da molti anni, ma sono impaziente di salire sul palcoscenico per il prossimo spettacolo” conclude Pirovano. Appuntamento quindi il 26 marzo alle ore 20:30 al Teatro Angelicum di Milano in piazza Sant’Angelo con “Lu Santo Giullare Francesco”. Sarà un evento benefico: l’intero incasso verrà infatti donato ai frati che gestiscono il convento, lo spazio, le mense, le docce e l’abbigliamento per i più bisognosi. (ITALPRESS).

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Cronaca

Paris vince la discesa libera alle finali di Coppa del mondo

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KVITFJELL (NORVEGIA) (ITALPRESS) – Dominik Paris vola nella discesa di Kvitfjell, valida per le finali di Coppa del Mondo di sci alpino 2025/2026. Il 36enne di Merano taglia il traguardo in 1’45″37 conquistando la settima vittoria sulle nevi norvegesi, sei in discesa e una in superG, a poco più di dieci anni dalla prima volta. L’azzurro precede di 0″19 lo svizzero Franjo Von Allmen e di 0″60 l’austriaco Vincent Kriechmayr. Marco Odermatt, già certo della Coppa di discesa, chiude settimo a 0″92 da Paris, che si prende anche la terza posizione in classifica di specialità con 441 punti ai danni di Giovanni Franzoni, 11esimo a 1″31. “Una prestazione perfetta non è stata, ma ho cercato di far correre gli sci. Avevo buone sensazioni e mi sentivo bene, vedere il miglior tempo al traguardo è stato bellissimo. Ci sono i miei amici e mia mamma: è bello vincere davanti a loro e sono contento di essermi riuscito a ripetere qui dopo l’anno scorso” ha detto Paris. Il 36enne azzurro chiude il terza posizione in classifica di specialità e non si sbilancia sul futuro: “Ho tolto il terzo posto in classifica di disciplina a Franzoni, era un pò deluso ma ha fatto una grande stagione. Ritiro? Domani c’è un’altra gara importante, poi vedremo”. In top ten ci sono anche gli azzurri Benjamin Jacques Alliod, ottavo a 1″12, e Florian Schieder, decimo a 1″27. Più indietro Mattia Casse, 20esimo a 2″45, e Christof Innerhofer, 21esimo a 2″70.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Turismo sostenibile e destagionalizzazione, Scilla al centro del dibattito

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SCILLA (ITALPRESS) – “Stimolare un dibattito sul turismo sostenibile in grado di attrarre visitatori dodici mesi l’anno e aprire scenari strategici sul futuro del territorio”. Questo l’obiettivo del terzo “Focus Sud e Futuri – Oltre il mare: i patrimoni per la continuità dell’offerta turistica”, promosso dalla Fondazione Magna Grecia, presieduta da Nino Foti, che ha riunito a Scilla rappresentanti istituzionali, accademici, operatori economici ed esponenti del mondo della cultura e dell’informazione.
L’iniziativa ha concluso un ciclo triennale di incontri legati ai progetti PNRR dedicati ai borghi storici, delineando una visione ampia e articolata delle prospettive di sviluppo del Mezzogiorno. Al centro della prima giornata si è imposta la questione della destagionalizzazione dell’offerta turistica, ritenuta condizione imprescindibile per assicurare continuità economica e valorizzazione sistemica dei patrimoni culturali e ambientali. Il dibattito è stato arricchito dagli interventi dell’assessore regionale Eulalia Micheli, dell’attore Alessandro Preziosi e del regista Mimmo Calopresti. La seconda giornata, moderata dal giornalista Federico Quaranta, ha approfondito il nesso tra radici culturali e valorizzazione delle aree interne. Ad aprire il quadro degli interventi è stato lo stesso presidente della Fondazione, Nino Foti, che ha offerto una riflessione di ampio respiro sul significato e sulle prospettive del percorso intrapreso: “Giungiamo oggi al compimento di un percorso triennale che, lungi dall’esaurirsi, trova proprio in questo momento il suo autentico punto di avvio. Da un’intuizione originaria, da un progetto concepito con lungimiranza nel 2023, è germinata un’iniziativa che si è progressivamente strutturata quale laboratorio permanente di idee, visioni e pratiche operative. Ciò che oggi celebriamo non è una conclusione, bensì l’inaugurazione di una traiettoria destinata a incidere in profondità sullo sviluppo economico, sociale e culturale di questo territorio. La nostra ambizione è quella di valorizzare in modo sistemico e concreto tutto ciò che di positivo promana da questa terra: dalla straordinaria bellezza paesaggistica, che ha consacrato Scilla tra i borghi più affascinanti d’Italia, al patrimonio culturale stratificato nelle sue radici, nell’archeologia, nella storia e nel mito che da millenni ne alimentano l’identità”.
Tuttavia, prosegue Foti, “la valorizzazione non può arrestarsi a una dimensione evocativa o contemplativa; essa deve tradursi in azione, in progettualità tangibile, capace di rendere i cittadini protagonisti attivi e consapevoli. Solo attraverso una partecipazione diffusa sarà possibile rafforzare la capacità reattiva del territorio e costruire un modello di sviluppo realmente inclusivo e duraturo”.
In tale prospettiva, “il tema della destagionalizzazione dell’offerta turistica si impone come snodo cruciale.
L’obiettivo di rendere attrattivo il territorio lungo l’intero arco dell’anno è perseguibile, ma richiede una visione strategica articolata e, soprattutto, interventi strutturali non più procrastinabili”. Foti si è soffermato sull’importanza della mobilità e sulle criticità che ancora gravano sul sistema infrastrutturale. Per questa ragione, aggiunge “ho ritenuto necessario sollecitare una sinergia concreta tra le categorie produttive, le istituzioni e gli enti rappresentativi, affinchè si pervenga a una visione condivisa e a un’azione coordinata. Solo attraverso un impegno corale sarà possibile colmare le lacune esistenti e restituire a questo territorio le condizioni infrastrutturali adeguate alle sue ambizioni. In definitiva, il percorso intrapreso dalla Fondazione Magna Grecia si configura come un invito alla responsabilità collettiva: trasformare le straordinarie potenzialità della Calabria in opportunità reali, rendendo il suo patrimonio non soltanto oggetto di ammirazione, ma motore vivo di sviluppo e futuro”.
All’evento l’editore Florindo Rubettino ha presentato il progetto Sud Heritage proponendo una lettura innovativa del turismo industriale quale leva di sviluppo identitario.
Rubbettino ha evidenziato come “i luoghi della produzione possano trasformarsi in spazi narrativi, capaci di raccontare il saper fare italiano e di coniugare tradizione e innovazione.
Le imprese, in questa visione, si configurano come autentici presìdi culturali, custodi di memoria e, al contempo, laboratori di futuro”. A tale impianto progettuale ha fatto eco la riflessione di Federico Quaranta che ha ricondotto il discorso sul piano della narrazione, sottolineando la necessità di restituire autenticità e profondità al racconto della Calabria, terra di straordinaria densità simbolica e culturale. Dalla convergenza tra la visione strategica di Rubettino e l’approccio narrativo di Quaranta emerge una prospettiva unitaria, in cui sviluppo economico e costruzione dell’immaginario procedono di pari passo. Cultura, turismo e sostenibilità si configurano così come elementi interdipendenti di una strategia capace di generare crescita duratura e consapevole.

– foto xs9/Italpress –
(ITALPRESS).

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