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Cronaca

Open Fiber completa il Piano Banda Ultra Larga in Umbria

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PERUGIA (ITALPRESS) – Questa mattina presso la sede del POST – Museo della Scienza di Perugia, alla presenza di Tommaso Bori, Vicepresidente Regione Umbria, dell’Assessore del Comune di Perugia Andrea Stafisso, dell’Amministratore Delegato di Open Fiber Giuseppe Gola e del Direttore divisione infrastrutture e servizi digitali di Infratel Italia Luigi Cudia, è stata annunciata la chiusura del Piano Banda Ultra Larga in Umbria. Il Piano, promosso dal MIMIT e gestito da Infratel Italia, prevede la realizzazione di un’infrastruttura a banda ultra larga in oltre 6.000 comuni italiani delle aree bianche, ossia borghi e piccoli centri sprovvisti di connettività ultraveloce. L’infrastruttura, che rimane di proprietà dello Stato, è realizzata e gestita in concessione da Open Fiber, che si è aggiudicata i bandi pubblici indetti da Infratel. L’Umbria è una delle prime regioni in Italia a completare l’infrastrutturazione delle aree bianche.
Con la nuova infrastruttura, che può raggiungere una velocità di 10 Gigabit per secondo, saranno molti i benefici per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione: telemedicina, smart working, monitoraggio del territorio, gestione dell’illuminazione pubblica e tanti altri. In più, la fibra ottica di Open Fiber garantisce risparmio energetico (consuma oltre il 60% in meno di energia rispetto a una rete in rame) e sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Nei 77 comuni del piano BUL in Umbria, Open Fiber ha costruito oltre 2100 km di fibra ottica, portando la connettività a un totale di circa 117 mila unità immobiliari e oltre 336 sedi della Pubblica Amministrazione (scuole, ospedali, ambulatori, uffici comunali, biblioteche, stazioni di forze dell’ordine).
“Il completamento del lavoro che presentiamo oggi rientra in un’ampia strategia per la banda ultralarga che porterà l’Umbria ai livelli di connettività migliori d’Europa – ha detto Tommaso Bori, Vicepresidente Regione Umbria -. Il traguardo di oggi sulla disponibilità dell’infrastruttura a banda ultralarga apre le porte per la transizione digitale che questa Giunta ha inserito come priorità di governo e renderà accessibili i servizi essenziali per cittadini e le imprese che possono innescare processi virtuosi di crescita e sviluppo economico per la collettività. La Regione Umbria ha finanziato un progetto nell’ambito del Piano Nazionale Banda UltraLarga per creare una nuova infrastruttura di proprietà pubblica che punta a ridurre il divario digitale fornendo servizi di connettività a banda ultralarga nelle cosiddette “aree bianche” della Regione. Un progetto che permetterà di correggere le disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza di iniziativa privata da parte delle imprese che non hanno interesse a investire in alcune località e borghi. Al contrario, con questa infrastruttura si potrà garantire una maggiore coesione sociale e territoriale recuperando così il gap infrastrutturale iniziale”.
“Siamo felici di ospitare un incontro che suggella il fatto che la Regione Umbria e Open Fiber hanno completato il piano Bul per il cablaggio in banda ultra larga dei comuni umbri e anche del nostro territorio comunale per quel che riguarda le aree bianche – ha sottolineato Andrea Stafisso, Assessore del Comune di Perugia -. Un passo importante per i processi di digitalizzazione e la diffusione della connettività. Il Post, che oggi ci ospita, del resto è un importante luogo simbolico che rappresenta il legame tra l’innovazione e la città di Perugia e che richiama la nostra attenzione sul fatto che le tecnologie sono fattori abilitanti per lo sviluppo economico e sociale e per la transizione ecologica, un elemento di grande rilevanza per accrescere l’attrattività del nostro territorio e per favorire l’insediamento di nuove attività e imprese anche a conduzione giovanile”.
Per Giuseppe Gola, Amministratore Delegato Open Fiber, “il Piano BUL nasce per dare ai cittadini dei piccoli comuni la stessa possibilità di connettersi che hanno a disposizione gli abitanti delle grandi città italiane. Per questo l’infrastruttura che Open Fiber ha realizzato è fondamentale per l’abbattimento del digital divide in una Regione da sempre attenta all’innovazione. Ora l’obiettivo è far sì che la nuova rete FTTH venga il più possibile utilizzata, per migliorare la vita dei cittadini, agevolare lo sviluppo delle imprese ed evitare lo spopolamento dei piccoli borghi che sono la risorsa di questo Paese”.
Luigi Cudia, Direttore divisione infrastrutture e servizi digitali di Infratel Italia: “La chiusura del Piano BUL in Umbria rappresenta un traguardo significativo per la digitalizzazione del Paese – ha detto -. Grazie all’infrastruttura in fibra ottica realizzata, cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione possono ora contare su una connettività ultraveloce, fondamentale per l’innovazione e la competitività del territorio. Questo risultato è frutto della collaborazione tra istituzioni e operatori del settore, con l’obiettivo comune di ridurre il digital divide e garantire pari opportunità di accesso ai servizi digitali in tutte le aree del Paese, comprese quelle più periferiche. Infratel Italia continuerà a lavorare affinchè la banda ultra-larga diventi sempre più un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile e la crescita economica del nostro Paese. La connettività promuove democrazia e garantisce libertà”.
Oltre ai piccoli borghi e ai comuni più isolati oggetto del piano BUL, Open Fiber è presente con rete FTTH proprietaria a Perugia, Terni e Foligno, con un investimento privato di 63 milioni di euro e un totale di 132 mila case connesse.

– foto ufficio stampa Open Fiber –
(ITALPRESS).

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Salute delle persone rifugiate, celebrati a Roma i vent’anni del Centro SaMiFo

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ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi, presso le Corsie Sistine di Borgo Santo Spirito 2, l’evento “Pratiche, saperi e politiche per la tutela della salute delle persone rifugiate”, organizzato in occasione del ventennale del Centro SaMiFo – Salute Migranti Forzati, diretto da Giancarlo Santone.
La giornata, articolata in tavole rotonde e momenti di testimonianza, è stata un’occasione per mettere in dialogo pratiche e politiche, valorizzando il lavoro costruito in questi anni e rafforzando reti e collaborazioni. La mattinata – introdotta dal giornalista e conduttore televisivo, Riccardo Iacona – si è aperta con la proiezione del video emozionale “20 anni di storia”, che ha evidenziato tutte le importanti attività svolte dal Centro SaMiFo dalla sua nascita ad oggi, e dalla toccante testimonianza della suora congolese, Pierrette. “Quando entrai per la prima volta nell’ambulatorio SaMiFo di Via Luzzatti pensavo a morire tutti i giorni. Mi hanno fatto capire che potevo affidarmi e fidarmi di loro, mi hanno protetta e curata. Giorno dopo giorno hanno abbattuto il muro di paura e di dolore che mi sovrastava, quel mondo che mi aveva cancellata come persona. Il Samifo è diventata la mia vera casa, mi ha permesso di pensare di avere ancora una vita, la mia vita”.
L’evento ha poi visto gli interventi di Elisa Gullino, Direttore Distretto 1 ASL Roma 1, di Padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, e di Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale. “SaMiFo – sostiene l’assessora Funari – rappresenta un’esperienza virtuosa nei servizi di integrazione socio sanitaria, ma anche una ‘visionè della città che vogliamo costruire insieme per la sua storia di impegno nell’accoglienza, nella cura e nell’ascolto dei nuovi cittadini. Vent’anni di attività rappresentano un traguardo importante e la testimonianza della qualità del lavoro svolto. Roma Capitale rinnova il suo impegno a fianco di SaMiFo, un presidio straordinario da valorizzare e sostenere ogni giorno”.
“Il Centro SaMiFo – ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1 – rappresenta un’eccellenza non solo per la ASL Roma 1, ma per l’intero sistema sanitario nazionale, incarnando perfettamente il concetto di sanità di prossimità e di accoglienza. In questi vent’anni, questa struttura è stata capace di trasformare la complessità dei flussi migratori in un modello di cura integrato, dove la competenza clinica si sposa con la profonda umanità e il rispetto dei diritti fondamentali. Celebrare questo anniversario significa per noi ribadire l’impegno costante nel garantire l’equità nell’accesso alle cure: dare una risposta corale, insieme con gli altri soggetti presenti qui oggi e che colgo l’occasione di ringraziare, per innovare i percorsi sociosanitari e costruire una forte rete territoriale solidale”.
Successivamente, il Direttore del Centro SaMiFo – Salute Migranti Forzati, Giancarlo Santone, ha ripercorso con grande emozione i vent’anni del Centro SaMiFo, a cui ha dedicato anche una monografia. “I vent’anni del SaMiFo sono un traguardo incredibile, nessuno ci avrebbe scommesso ma oggi siamo diventati un punto di riferimenti per l’accoglienza, la cura e l’inclusione sociosanitaria dei migranti. Non lo dico io ma le tante analisi e approfondimenti scritti su di noi, come l’articolo del The Guardian di un anno fa che ci definì come “un centro unico in Europa e forse nel mondo”. Questo è merito delle tante iniziative messe un atto, che oltre all’assistenza socio-sanitaria si sono incentrate sulla formazione, l’advocacy e la prevenzione, finanche le reti e i gruppi di lavoro che abbiamo contribuito a far nascere su diversi temi come tortura, mutilazioni genitali e tanto altro. Se dovessi scattare una fotografia di questi vent’anni di lavoro riassunti nel libro? Dovrei fare un film (sorride ndr), ma sicuramente la mediazione linguistico culturale, la multidisciplinarietà dei nostri interventi, la professionalità messa in campo dagli operatori e la capacità di muoverci fra rigorosità scientifica e umanità sono gli aspetti che ci lasciano più soddisfatti”.
Il filo comune del lavoro del SaMiFo è stato il territorio, vero cuore pulsante delle iniziative del Centro: “Abbiamo capito sin dagli inizi che se volevamo incidere nella struttura sociale dovevamo programmare interventi sul territorio e di prossimità, sia medica che sociale. Oltre alle strutture di accoglienza, siamo in giro per i territori, nelle strade, con il progetto della ASL in Camper, con cui agganciamo le persone, le orientiamo e le accogliamo presso i servizi sanitari del territorio. Non ci accontentiamo e ci spingeremo sempre più nel profondo del tessuto sociale, ma oggi possiamo riguardare a questi vent’anni con orgoglio”.
All’evento erano presenti, tra gli altri, Raffaele Bucciardini, Direttore Centro Nazionale per la Salute Globale Ministero della Salute; Emanuele Caredda, Dipartimento della prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie INMP; Maria Giuseppina Lecce, Direzione UOC integrazione sociosanitaria per l’equità nella salute Regione Emilia Romagna; Rosa Costantino, Coordinatrice per la salute dei migranti; Mariella De Santis, Direzione Centrale Politiche Migratorie – Autorità FAMI – Ministero dell’Interno; Camilla Orlandi, Responsabile Dipartimento Politiche per l’integrazione e l’accoglienza gestione immigrazione ANCI; Chiara Pelaia, Community-based Protection Associate UNHCR; Roberto Petrillo, Senior policy and advocacy expert UNICEF ECARO; Giustino Trincia, Direttore Caritas Diocesana di Roma; Papia Aktar, Portavoce Gris Lazio; Elisabetta Melandri, Presidente CIES e Roberta Rughetti, Direttrice Generale Amref Health Africa in Italy, che ha sottolineato ‘Vent’anni di Centro SaMiFo non sono soltanto un anniversario – sono la prova vivente che un’altra sanità è possibile. Una sanità che sceglie di guardare le persone, non le categorie. Che riconosce la complessità dei percorsi di vita senza ridurli a una diagnosi o a una pratica burocratica. Quello che lega il Samifo ad Amref – organizzazione sanitaria africana, nata in Africa nel 1957, guidata dall’Africa – è una storia di collaborazione e fiducia, che affonda le radici nel tempo, dal protocollo del 2016. Da quel momento abbiamo iniziato a collaborare sulla salute materna, sulla salute mentale e sulle disuguaglianze in salute. Ma è con il lavoro per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, che ha visto anche la firma del Protocollo d’Intesa che ha dato vita alla Rete Romana MGF, che il nostro rapporto è diventato più ‘maturò e ambizioso. Tra le ambizioni ricordo quella di porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Stiamo camminando insieme in questo percorso di cambiamentò.
Nel corso dell’evento, il confronto tra i diversi attori coinvolti ha permesso di valorizzare le buone pratiche sviluppate in questi vent’anni di attività e di rafforzare le reti di collaborazione, nella consapevolezza che la salute delle persone migranti richiede approcci integrati e risposte condivise. L’iniziativa ha rappresentato, dunque, un’importante occasione per mettere in dialogo pratiche e politiche, condividere saperi e guardare alle sfide future, a partire dall’esperienza concreta maturata dal SaMiFo.
A completare il programma anche due iniziative speciali: la sfilata con abiti ricamati, accessori e gioielli sostenibili realizzati da rifugiate e rifugiati nell’ambito delle attività laboratoriali del progetto europeo LG NET3, che ha concluso il percorso formativo dedicato ai migranti per trasmettere loro competenza nel campo dell’alta sartoria, del design e della creazione di abiti su misura, e il concerto che chiuderà l’iniziativa della CIP Orkestra, ensemble musicale nato a Roma all’interno del centro sociale CIP Alessandrino e diretto dal maestro Antonio Pappadà, noto nell’ambito della musica popolare mediterranea a Roma.
Diversi gli stand presenti in sala, presso quello della ASL Roma 1, è stato possibile, tra l’altro, sperimentare una simulazione immersiva di una prima visita psichiatrica/psicologica con una vittima di tortura, utilizzando la realtà aumentata e il metaverso.

– foto ufficio stampa ASL Roma 1 –
(ITALPRESS).

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Macfrut, cresce l’attenzione delle famiglie italiane verso frutta e verdura

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RIMINI (ITALPRESS) – Le famiglie italiane confermano una forte attenzione verso un’alimentazione sana, sostenibile e orientata ai prodotti vegetali e riscoprono il piacere di cucinare a casa. E’ quanto emerge dall’analisi presentata da ISMEA in occasione di Macfrut 2026, dal titolo “Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie con figli under 16 – Le scelte delle famiglie che nutrono la generazione Alpha”.
Il talk, organizzato nell’area MASAF-ISMEA dedicata al Programma comunitario Frutta e Verdura nelle scuole, gestito dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, ha visto la partecipazione di Livio Proietti (Presidente ISMEA), Sergio Marchi (Direttore Generale ISMEA) e Mario Schiano Lo Moriello (Direzione Filiere e Mercati ISMEA).
Nel 2025 la spesa complessiva delle famiglie per prodotti alimentari e bevande analcoliche ha raggiunto i 193,7 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. All’interno del settore, l’ortofrutta si conferma protagonista con un valore di quasi 43 miliardi di euro e una quota del 23% sul totale food.
I dati dell’Osservatorio ISMEA-NIQ evidenziano un aumento diffuso dei consumi di prodotti ortofrutticoli, sia in valore sia in volume. In particolare, nel 2025 crescono gli acquisti di ortaggi (+3,3%), patate (+5,3%) frutta a guscio (+2,7%), conserve vegetali e legumi in scatola (+0,7%), ortaggi surgelati (+0,8%), patate surgelate (+1,4%), castagne (+4,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), con performance particolarmente dinamiche per alcune categorie come i frutti rossi (mirtilli +26%, more +37%) e la frutta tropicale (mango +36%, avocado +47%). Molto positivo anche il segmento biologico, che registra un incremento del 7% in quantità e del 7,9% in valore.
Le scelte di consumo sono influenzate da profondi cambiamenti demografici e sociali: in Italia si contano oltre 26,6 milioni di famiglie, circa 4 milioni in più rispetto a 20 anni fa con una crescente incidenza dei nuclei unipersonali (oggi al 36%, oltre 10 punti sopra il livello di 20 anni fa). Il 28% delle famiglie è rappresentato poi da coppie con figli a cui si aggiungono l’11% di famiglie monogenitoriali, mentre il 20% è costituito da coppie senza figli.
In questo contesto, le famiglie con figli della Generazione Alpha – i nati dal 2010 in poi – rappresentano un segmento strategico. Cresciuti in un ambiente digitale e in nuclei familiari più piccoli e attenti alla qualità dell’alimentazione, alla sostenibilità ambientale e alla salute, questi giovani consumatori influenzano sempre più le scelte d’acquisto. Il loro rapporto con frutta e verdura resta tuttavia ambivalente: se da un lato i genitori promuovono un’alimentazione equilibrata, dall’altro i bambini sono esposti a un’offerta alimentare molto ampia, che include snack, prodotti pronti e cibi ad alto contenuto edonistico.
Le famiglie con figli under 16 mostrano inoltre una maggiore propensione verso prodotti ad alto contenuto di servizio, come surgelati, legumi in scatola, ortaggi pronti e succhi di frutta, con quote di acquisto superiori alla media. Nonostante ciò, frutta fresca e ortaggi continuano a rappresentare elementi centrali del paniere, seppur con un peso leggermente inferiore rispetto alla media nazionale.
“Programmi come Frutta e Verdura nelle Scuole, promosso dall’Unione Europea e realizzato in Italia dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, diventano quindi fondamentali” ha sottolineato il Direttore Generale ISMEA Sergio Marchi. “La distribuzione tra i banchi delle scuole primarie di frutta e verdura fresche e di stagione, che quest’anno per la prima volta è avvenuta sin dai primi mesi dell’anno scolastico, non solo introduce i bambini a un consumo regolare di prodotti ortofrutticoli, ma contribuisce a costruire sane abitudini che possono consolidarsi nel tempo”.
La Generazione Alpha si conferma dunque un target cruciale per il futuro del settore ortofrutticolo: giovane, influente e particolarmente ricettiva ai messaggi educativi, rappresenta una leva strategica per orientare i consumi di domani.
-foto f45/Italpress-
(ITALPRESS).

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“RiforestAzione”, l’iniziativa del MASE con Axpo e Pulsee fa tappa a Torino

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TORINO (ITALPRESS) – Raccontare una nuova cultura del verde, capace di valorizzare gli investimenti del PNRR e rafforzare il legame tra ambiente e comunità torinese: è questo il cuore di RiforestAzione, l’iniziativa volta a promuovere e diffondere le buone pratiche dell’Investimento “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” che rientra nella missione 2 del PNRR. Promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto di Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas, ha fatto nuova tappa a Torino, al cospetto di istituzioni locali, esperti ambientali, accademici e rappresentanti delle realtà promotrici. Un momento di confronto dedicato al ruolo delle città metropolitane nello sviluppo di soluzioni nature-based e nella diffusione di modelli di rigenerazione sostenibile, in linea con la strategia europea per le foreste al 2030.
Torino ha sviluppato nel tempo un forte legame con il proprio patrimonio verde: oltre 320 km di viali alberati e un sistema diffuso di parchi urbani e suburbani rappresentano un esempio significativo di integrazione tra natura e spazi antropizzati. A tal proposito, il capoluogo piemontese è entrato a far parte del programma internazionale “Tree Cities of the World”, organizzato congiuntamente dalla FAO e dalla Arbor Day Foundation, che premia le città che utilizzano la silvicoltura urbana per migliorare la sostenibilità e la vivibilità del proprio territorio Anche i dati della ricerca Pulsee Luce e Gas Index, sviluppata in collaborazione con NielsenIQ per analizzare il rapporto tra cittadini e sostenibilità ambientale, restituiscono un quadro di forte attenzione verso il verde da parte dei torinesi. Il 93% dei cittadini riconosce l’importanza delle aree verdi per il proprio benessere psicofisico, mentre l’84% si dichiara soddisfatto della loro accessibilità. Questa sensibilità si estende anche alla dimensione ambientale: l’89% dei torinesi individua nel verde uno strumento efficace per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, mentre il 91% sottolinea l’importanza di poter disporre di spazi verdi in prossimità dei luoghi di vita e di lavoro. Il verde assume inoltre un valore identitario: per il 93% dei cittadini contribuisce a definire il carattere della città e, per l’85%, interventi di riqualificazione inciderebbero positivamente sul giudizio complessivo nei confronti dell’amministrazione. Resta infine centrale il tema dell’estensione delle superfici verdi, indicato come prioritario da tre torinesi su quattro.
L’investimento “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”, parte della Missione 2 del PNRR – “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente “Tutela del territorio e della risorsa idrica” – si inserisce in questo contesto di crescente interesse verso la qualità ambientale. Con una dotazione complessiva di 210 milioni di euro, il programma prevede la messa a dimora di 4,5 milioni tra alberi e arbusti su scala nazionale, la realizzazione di 4.500 ettari di nuove foreste, contribuendo alla salvaguardia degli ecosistemi e al miglioramento delle condizioni ambientali in 14 Città Metropolitane.
Gli interventi si inseriscono nell’Ecoregione del Bacino Occidentale del Po, un territorio caratterizzato dalla presenza di fiumi e canali e soggetto a criticità legate ad agricoltura intensiva, siccità e inquinamento idrico. In quest’area, la riduzione delle foreste ripariali ha aumentato il rischio di erosione e perdita di biodiversità. Le azioni previste puntano a rafforzare la resilienza ecologica attraverso la piantumazione di oltre 700.000 alberi con 8 progetti sul territorio torinese, con specie come betulle, pioppi, salici e ontani che verranno collocati lungo i corsi d’acqua, contribuendo alla stabilizzazione delle sponde e al miglioramento della qualità idrica. Querce e frassini saranno invece impiegati per ridurre l’erosione nelle aree agricole, mentre arbusti come sanguinello, prugnolo e nocciolo favoriranno la biodiversità e la protezione del suolo.
Nella specifica area della città Metropolitana di Torino l’obiettivo relativo all’annualità 2022 è stato superato mentre, per l’annualità 2023-2024 (in scadenza nel 2026) l’obiettivo è stato completato al 75%.
Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas, società che propongono soluzioni energetiche per imprese e clienti domestici, contribuiscono all’iniziativa RiforestAzione attraverso attività mirate alla comunicazione e alla valorizzazione del progetto, oltre allo sviluppo di strumenti di monitoraggio digitale delle azioni di rimboschimento. In questo ambito si inserisce la piattaforma Riforestazioneitalia.it, realizzata dalla società urban-tech SuperUrbanity, che rappresenta un punto di accesso centralizzato per consultare informazioni, approfondire gli interventi e seguire l’evoluzione delle attività di riqualificazione del patrimonio verde su scala nazionale.
Parallelamente, RiforestAzione promuove il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni, riconosciute come protagoniste del cambiamento sostenibile. L’iniziativa prevede percorsi formativi con alcune Università italiane selezionate e la call for ideas “Pianta Un’Idea”, il progetto, rivolto ai giovani tra i 18 e i 30 anni, con l’obiettivo di raccogliere proposte concrete per la tutela ambientale e la rigenerazione del verde.
Nel suo intervento in video, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha così commentato: “Il progetto di riforestazione condotto attraverso il PNRR ha portato un risultato tangibile dal grande significato ambientale per le Città Metropolitane coinvolte, tra cui vi è ovviamente la nostra Torino. Fin dal principio – ha sottolineato – abbiamo intrapreso questo lavoro con grande cura tecnico-scientifica, avvalendoci del contributo dell’Arma dei Carabinieri per piantumare specie coerenti con le caratteristiche dei territori. La tutela del patrimonio forestale nell’ambito della nostra strategia nazionale per la biodiversità al 2030 è una grande priorità di questo Ministero che portiamo avanti su più livelli. Livello nazionale, europeo e globale. E’ uno sforzo continuo di ordine culturale ed educativo che ha bisogno di approccio tecnico-scientifico e insieme di semplicità espositiva, con una forte condivisione di intenti”.
“”RiforestAzione” nasce per valorizzare la misura del PNRR dedicata alla tutela e al potenziamento del verde urbano – ha sottolineato Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di Missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica -. Nella Città Metropolitana di Torino, in un contesto a forte vocazione industriale, il progetto assume un significato particolarmente rilevante, dimostrando la possibilità di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita. Gli interventi mirano a rafforzare la biodiversità urbana, migliorare la qualità dell’ambiente e contribuire concretamente all’adattamento ai cambiamenti climatici. L’incremento delle aree verdi e la messa a dimora di nuove specie arboree e arbustive rendono gli spazi urbani più vivibili e accoglienti, migliorano la qualità dell’aria e contribuiscono a contrastare ondate di calore, inquinamento e consumo di suolo. Si tratta di un investimento che produce benefici immediati e duraturi per i cittadini, aumentando comfort, fruibilità degli spazi e resilienza del territorio. Il progetto promuove infine una visione condivisa della cura del verde, coinvolgendo istituzioni ed enti locali in un impegno comune per città più sostenibili e vivibili”.
Francesco Tresso, Assessore al Verde pubblico e ai Fiumi della Città di Torino, ha aggiunto che “le attività di forestazione urbana promosse dal MASE grazie ai finanziamenti PNRR rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare la biodiversità e contrastare l’inquinamento atmosferico e gli effetti dei cambiamenti climatici. Intervenire lungo le aree fluviali e in particolare, nel territorio del bacino occidentale del Po, significa non solo aumentare il patrimonio verde della Città Metropolitana di Torino, ma anche stabilizzare le sponde e rendere gli ecosistemi più resilienti. Il progetto di forestazione contribuisce al ripristino dei corridoi ecologici e alla riqualificazione di aree urbane ed extraurbane, con benefici tangibili per l’ambiente e la salute. Un investimento che migliora concretamente la qualità della vita dei cittadini”.
“”RiforestAzione” nasce con l’obiettivo di accompagnare una trasformazione culturale che metta il verde e l’ambiente al centro dello sviluppo delle città. Torino rappresenta un esempio particolarmente significativo in questo senso, grazie alla sua storica attenzione per il patrimonio arboreo e alla capacità di integrarlo nel tessuto urbano, rendendolo un tratto distintivo della propria identità. Questa iniziativa ci permette di contribuire a una maggiore consapevolezza collettiva, valorizzando il ruolo del verde come infrastruttura strategica per il benessere della comunità”, ha dichiarato Alicia Lubrani, CEO di Pulsee Luce e Gas e CMO di Axpo Italia.
L’appuntamento di Torino prosegue il percorso di Riforestazione nelle principali città italiane, portando all’attenzione pubblica una riflessione concreta sulle modalità con cui sviluppo e sostenibilità si possono unire in una visione di lungo periodo.

– foto xb4/Italpress –
(ITALPRESS).

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