Cronaca
Terna, oltre 23 mld di investimenti nel Piano di Sviluppo 2025-2034
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1 anno fa-
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ROMA (ITALPRESS) – Oltre 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni, +10% rispetto al precedente Piano. Terna ha presentato il Piano di Sviluppo 2025-2034, che consolida il ruolo dell’azienda guidata da Giuseppina Di Foggia al servizio del Paese per un futuro sostenibile e decarbonizzato.
Il Piano è coerente con i target definiti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2024, declinati nel Documento di Descrizione degli Scenari 2024 Terna-Snam, che prevede un incremento della capacità installata solare ed eolica di oltre 65 GW al 2030 e di 94 GW al 2035, entrambi rispetto all’installato al 2023.
Il Piano di Sviluppo 2025 è stato presentato oggi a Roma alla presenza del Presidente di Terna, Igor De Biasio, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Presidente di ARERA, Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, Stefano Besseghini.
‘Il Piano di Sviluppo presentato oggi risponde alle urgenti necessità che il contesto attuale impone – ha detto l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Giuseppina Di Foggia -. Investire nella pianificazione, nell’ammodernamento e nella digitalizzazione delle reti elettriche è infatti essenziale per far fronte alla crescente domanda di energia e all’integrazione delle fonti rinnovabili. Con 23 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, puntiamo ad assicurare al Paese un sistema affidabile, resiliente e sostenibilè.
“Una rete di trasmissione adeguata e interconnessa, insieme alle attuali misure legislative e agli strumenti di incentivazione, è il fattore abilitante per raggiungere i target previsti dal Piano Nazionale per l’Energia e il Clima al 2030. L’avvio della fase realizzativa delle nostre principali infrastrutture elettriche, come il Tyrrhenian Link, l’Adriatic Link e il collegamento tra Sardegna, Corsica e Toscana, conferma l’impegno di Terna nel gestire la transizione energetica del Paese – ha aggiunto Di Foggia -. Le richieste di connessione di impianti rinnovabili, di sistemi di accumulo e, sempre più negli ultimi mesi, di Data Center, sono in costante aumento. Per far fronte al rischio di saturazione virtuale della rete e per contribuire a mantenere l’attrattività del Paese per gli investitori, anche internazionali, abbiamo adottato – a seguito dell’approvazione del cosiddetto Decreto-legge Sicurezza Energetica – un nuovo processo di programmazione territoriale delle nostre infrastrutture. Questo processo assicura efficienza nella realizzazione delle opere abilitanti la connessione di nuove risorse, consentendo di ridurre le congestioni amministrative, e di minimizzare i costi per il sistemà.
Gli interventi di Terna presenti nel Piano di Sviluppo 2025 consentiranno un significativo incremento della capacità di scambio di energia tra zone di mercato, raggiungendo circa 39 GW rispetto agli attuali 16 GW, con un aumento del 22% rispetto al precedente Piano. In aggiunta, il Piano punta all’aumento della capacità di trasporto con l’estero di circa il 40% rispetto ai valori attuali, considerando tutte le opere incluse nel Piano anche oltre l’orizzonte decennale, grazie ai futuri progetti di interconnessione elettrica che aumenteranno l’affidabilità e la sicurezza della rete.
Entro il 2030, grazie agli interventi inseriti nel Piano, è prevista una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 fino a circa 2.000 kt/anno, e fino a 12.100 kt/anno entro il 2040; quest’ultimo rappresenta un miglioramento del 2,5% rispetto al Piano di Sviluppo precedente.
Nel Piano, Terna ha privilegiato gli interventi che offrono il massimo valore per il sistema, individuando soluzioni “capital light” al fine di ridurre i costi e massimizzare l’efficacia degli investimenti necessari alla transizione energetica.
Gli interventi previsti dal Piano, che consentiranno di operare con una visione di lungo termine in considerazione delle esigenze della rete, rispondono alle seguenti necessità: sviluppare infrastrutture abilitanti e innovative, funzionali al raggiungimento della capacità obiettivo efficiente, per aumentare i limiti di transito tra le sezioni di mercato e massimizzare lo scambio di energia; risolvere le congestioni locali, garantendo l’esercizio in sicurezza all’interno delle zone di mercato, tramite la pianificazione di interventi intrazonali; rispondere in modo efficiente a tutte le richieste di connessione alla rete attraverso la definizione di un nuovo modello, la Programmazione Territoriale Efficiente; garantire la stabilità e la sicurezza della rete elettrica e l’integrazione dei mercati tramite le interconnessioni con l’estero, che consentono una gestione flessibile e bilanciata delle risorse energetiche, favorendo gli scambi tra le reti nazionali.
L’architettura di rete illustra gli interventi principali per rispondere alle esigenze di sviluppo con una programmazione temporalmente distribuita su più anni.
Nell’orizzonte temporale del Piano di Sviluppo 2025, la maggioranza degli interventi previsti in esercizio entro il 2030 ha ottenuto l’autorizzazione o è già in fase di autorizzazione. Tra questi figurano le principali opere infrastrutturali dell’azienda.
Tyrrhenian Link: il collegamento HVDC sottomarino a 500 kV che unirà la Sicilia alla Campania e alla Sardegna; Adriatic Link: il collegamento HVDC tra Abruzzo e Marche da 1.000 MW di potenza lungo circa 250 km, di cui 210 km sottomarini; Bolano-Annunziata: autorizzato a settembre 2024, l’elettrodotto sottomarino in corrente alternata a 380 kV che unirà la Sicilia e la Calabria e incrementerà fino a 2.000 MW la capacità di interconnessione tra la Sicilia e il Continente, a beneficio dello sviluppo e dell’integrazione delle fonti rinnovabili previsto nel Sud Italia; Colunga-Calenzano: elettrodotto a 380 kV che si snoda per 84 km tra le province di Bologna e Firenze.
Entro il 2034 sono poi previsti ulteriori rinforzi infrastrutturali tra cui: Milano-Montalto: elettrodotto in corrente continua con una tensione massima di 525 kV e una capacità di 2.100 MW che collegherà Lazio e Lombardia, passando per Toscana, Liguria e Emilia-Romagna, grazie a un tracciato complessivo di circa 500 km, di cui un tratto marino e uno aereo;
Central Link: prevede la ricostruzione, sul medesimo tracciato, degli elettrodotti a 220 kV tra Umbria e Toscana e collegherà le stazioni elettriche di Villavalle (Terni) e Santa Barbara (Arezzo); Dorsale Adriatica: collegamento in corrente continua tra Foggia e Forlì che garantirà il rafforzamento del corridoio adriatico, permettendo un incremento sostanziale della capacità di scambio; Montecorvino-Benevento: progetto di realizzazione di un nuovo collegamento a 380 kV tra le aree di Montecorvino e Benevento che prevede il passaggio per la Stazione Elettrica a 380 kV “Avellino N.” e l’adeguamento delle stazioni a 380 kV di Montecorvino e Benevento, funzionali alla costruzione e all’esercizio del nuovo elettrodotto.
Terna prevede inoltre la realizzazione di importanti infrastrutture che hanno l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza della rete e la capacità intrazonale. Si tratta di interventi che favoriscono lo scambio di energia all’interno della stessa zona di mercato, funzionali all’integrazione delle fonti rinnovabili e alla risoluzione delle congestioni di rete a livello locale. Tra le opere previste, tre collegamenti a 380 kV in Sicilia (Chiaramonte Gulfi-Ciminna, Caracoli-Ciminna e Paternò-Priolo) e uno in Lombardia (Milano-Brescia).
Il Piano di Sviluppo 2025 di Terna si pone l’obiettivo di estrarre maggior valore dagli asset esistenti, tramite interventi di tipo “capital light”, che si basano su strumenti e soluzioni innovative e che si affiancano ai tradizionali interventi infrastrutturali, consentendo di perseguire rilevanti benefici per la rete.
Per la sua posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo, l’Italia rappresenta un ponte energetico tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Il Piano di Sviluppo 2025, dunque, conferma gli interventi di interconnessione con l’estero al fine di garantire sicurezza, sostenibilità ed efficienza, tramite la possibilità di mutuo soccorso tra sistemi interconnessi. In aggiunta, queste infrastrutture costituiscono un fondamentale strumento di flessibilità per condividere risorse di generazione e capacità di accumulo, a fronte della variabilità della produzione rinnovabile.
Tra i principali progetti pianificati: Sa.Co.I.3: progetto di ammodernamento e potenziamento dell’attuale interconnessione tra Sardegna, Corsica e Toscana; ELMED: finanziato con oltre 300 milioni di euro dal programma comunitario Connecting Europe Facility, il progetto di interconnessione tra Italia e Tunisia è uno degli interventi previsti dal Piano Mattei per l’Africa; raddoppio interconnessione Italia-Grecia: a gennaio 2024 è stata avviata la consultazione pubblica per il nuovo collegamento che sarà composto da due cavi sottomarini di 250 km e potenza fino a 1.000 MW e due cavi terrestri in corrente continua di 50 km che uniranno l’approdo di Melendugno, in Puglia, alla costa greca
Inoltre, nel Piano di Sviluppo 2025 sono presenti ulteriori progetti di interconnessione, noti come “Merchant Lines”, a cura di altri promotori e/o non titolari di concessioni di trasporto.
Il Piano di Sviluppo 2025 è anche digitale sull’App di Terna, grazie ad una sezione dedicata, dal design rinnovato. Attraverso i contenuti multimediali, da mobile sarà possibile consultare i progetti e gli interventi di sviluppo della rete a favore della transizione energetica e digitale. L’applicazione consente di esplorare i principali aspetti del Piano all’interno di alcune aree tematiche: “Contesto e linee guida”, “Programmazione Territoriale Efficiente” e “Benefici per il sistema”. Le opere fondamentali sono rappresentate nell’area dedicata agli interventi di sviluppo con mappe interattive, da cui si può accedere a focus sulle opere nei due orizzonti temporali ‘2025-2034’ e ‘post 2034’. Tra le novità di questa edizione, la possibilità di consultare direttamente in app anche i Fascicoli e gli Allegati del Piano di Sviluppo 2025.
– foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).
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Ambasciatore Rady “Italia ed Egitto, Paesi di ruolo strategico e antica civiltà”
Pubblicato
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16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Italia ed Egitto vedono una partnership fondata su storia, interessi comuni e una posizione strategica nel Mediterraneo. E’ l’opinione dell’ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto in Italia, Bassam Essam Rady, intervistato da Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress.
Due Paesi che, secondo l’ambasciatore, hanno un ruolo centrale negli equilibri regionali: “Quando si parla di pace, stabilità e sicurezza nel Mediterraneo, credo che Egitto e Italia siano tra i Paesi più importanti”. Rady ha sottolineato come i rapporti bilaterali abbiano raggiunto oggi un livello particolarmente positivo, coinvolgendo diversi settori, dall’economia al turismo, dalla cultura ai trasporti, fino alla cooperazione sui temi della sicurezza. “In Egitto siamo orgogliosi del fatto che oggi le relazioni tra i nostri Paesi siano migliori che mai”, ha dichiarato, ricordando anche il legame storico tra due civiltà millenarie, quella faraonica e quella romana. Un rapporto che trova una delle sue principali espressioni nella collaborazione economica. Gli scambi commerciali tra Italia ed Egitto hanno raggiunto i 6 miliardi di euro e nel Paese sono presenti oltre 150 aziende italiane. “Non è ancora il livello che auspichiamo, ma è comunque un risultato positivo”, ha spiegato l’ambasciatore, citando tra i progetti comuni il corridoio marittimo tra il porto di Trieste e Damietta, infrastruttura pensata per favorire gli scambi e rafforzare i collegamenti commerciali.
Secondo Rady, l’Egitto guarda con interesse al contributo delle imprese italiane nella fase di trasformazione infrastrutturale che il Paese sta attraversando. “Apprezziamo la tecnologia italiana, il vostro know-how, la serietà nel fare impresa insieme e i prodotti italiani”, ha affermato, sottolineando le opportunità ancora presenti nei diversi settori economici. Un altro elemento centrale delle relazioni bilaterali è il turismo. Dopo una riduzione dei flussi registrata negli anni successivi alla Primavera araba, il numero dei visitatori italiani è tornato a superare il milione. “Vent’anni fa circa un milione di italiani visitava ogni anno l’Egitto. Oggi abbiamo superato nuovamente questo numero”, ha ricordato l’ambasciatore, indicando nelle località del Mar Rosso, come Sharm el-Sheikh, Hurghada e Marsa Alam, e nella costa settentrionale le destinazioni di maggiore interesse per i viaggiatori italiani. Tra i temi affrontati anche la Nuova Capitale Amministrativa, uno dei principali progetti del programma di sviluppo egiziano. “Dieci anni fa il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha avviato un grande progetto nazionale per costruire oltre venti nuove città in tutto l’Egitto. La nuova capitale amministrativa è una di queste, ma rappresenta il fiore all’occhiello dell’intero progetto”, ha spiegato il capo della missione diplomatica a Roma. La nuova città, situata a est del Cairo, ospita il distretto governativo e punta ad accogliere milioni di abitanti.
Per Rady rappresenta anche un’occasione per gli investitori stranieri: “E’ un’opportunità per gli imprenditori italiani che desiderano investire in Egitto”, ha osservato, definendo la cooperazione una situazione vantaggiosa per entrambe le parti. L’ambasciatore ha infine richiamato il più ampio processo di modernizzazione infrastrutturale del Paese, che comprende nuove reti stradali, energetiche e idriche. “L’Egitto sta vivendo una nuova fase della sua storia, quella che definiamo la Nuova Repubblica”, ha affermato. Nel quadro di questa evoluzione, il rapporto con l’Italia resta un elemento centrale della politica estera ed economica del Cairo. “Consideriamo l’Italia la nostra porta d’accesso e il nostro principale punto di riferimento verso l’Unione europea”, ha concluso Rady, ribadendo la volontà di proseguire sulla strada della cooperazione tra i due Paesi.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Sanità pubblica e appalti, Cgil lancia raccolta firme straordinaria negli ospedali
Pubblicato
2 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Rafforzare la sanità pubblica, tutelarla, e garantire i diritti sul lavoro superando i subappalti significa parlare alla vita delle persone. Oggi il diritto alla salute non è garantito, nonostante la fatica di medici e infermieri sul lavoro, perchè si stanno tagliando la spesa pubblica e i servizi. Al contempo, non si cancellano quelle leggi che hanno precarizzato il lavoro, favorendo la logica dell’appalto e del subappalto”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenendo a un incontro all’ospedale Sandro Pertini di Roma. In tutta Italia, oggi, la Cgil e la Funzione Pubblica Cgil hanno promosso una giornata straordinaria di raccolta firme negli ospedali e nei presìdi sanitari a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate alla salute e agli appalti.
L’obiettivo: coinvolgere cittadine e cittadini direttamente nei luoghi dove ogni giorno si misura lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, sempre più sotto pressione tra carenza di personale, liste d’attesa, sottofinanziamento e crescente ricorso al privato.
La proposta di legge sulla sanità, ricorda la Cgil, nasce da un percorso condiviso con numerose associazioni impegnate nella tutela del diritto alla salute. L’obiettivo è dare piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione e ai principi della legge 833 del 1978, che ha istituito il Servizio sanitario nazionale, rafforzando il sistema pubblico, investendo sul personale e rimettendo al centro la qualità delle cure.
“Tra il 2012 e il 2024 – spiega Federico Bozzanca, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil – la spesa del personale del Servizio Sanitario Nazionale sulla spesa complessiva è scesa dal 39.7 al 36.6%: è il segnale di un insufficiente turnover e di una fuga dei professionisti dal servizio pubblico. Ci sono 6.9 infermieri per 1000 abitanti contro una media Ocse di 9.5 per mille abitanti. Il personale continua ad invecchiare nonostante le recenti assunzioni: la media di età è di 49 anni e crescono gli over 60 che nell’ultimo anno passano dal 12 al 17%. E’ una vera emergenza occupazionale che incide profondamente sulla garanzia di servizi fondamentali che sempre più spesso vengono gestiti da strutture private che fanno profitti sulla pelle dei lavoratori”.
Accanto a quella sulla sanità, la Cgil sta dando seguito anche alla raccolta firme per la proposta di legge sugli appalti. Due iniziative che affrontano temi diversi ma strettamente collegati: da una parte il diritto universale a cure accessibili e di qualità, dall’altra la necessità di contrastare il dumping contrattuale, la precarietà e le esternalizzazioni che troppo spesso peggiorano le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Oltre che sui banchetti, è possibile firmare le proposte di legge anche online, sul sito del Ministero della Giustizia: firmereferendum.giustizia.it
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Scatta il piano “Estate sicura 2026” di Anas, sospesi 1.175 cantieri
Pubblicato
2 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Scatta il piano “Estate sicura 2026”: in vista del grande aumento dei flussi veicolari nelle prossime settimane Anas potenzierà l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ridimensionerà la presenza dei cantieri. Dal 24 luglio e fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414). In base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas dal 20 luglio e fino al 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza sono previsti oltre 440 milioni di spostamenti di autoveicoli.
I dati sono stati annunciati nel corso della conferenza stampa di presentazione della Campagna “Estate Sicura 2026” nella sede centrale Anas di Roma alla presenza dell’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme; del Presidente dell’ACI, Geronimo La Russa; del Direttore generale ad interim di AISCAT e Presidente di PIARC Mondiale, Emanuela Stocchi; del Direttore del Servizio Polizia Stradale presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Santo Puccia; del Direttore Centrale Vicario dell’Emergenza, Soccorso tecnico e Anticendio Boschivo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Lorenzo Elia; del Capitano di Vascello Roberto D’Arrigo Capo Ufficio Comunicazione Comando Generale Capitanerie di porto – Guardia Costiera; del generale Arturo Guarino, Capo II Reparto del Comando Generale Arma dei Carabinieri; della Direttrice di Rai Isoradio, Alessandra Ferraro.
“In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri”.
“Avremo impegnate – ha sottolineato Gemme – 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri”.
Insieme agli interventi sulle infrastrutture e alla gestione della viabilità rivestono così un ruolo centrale le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, strumenti fondamentali per promuovere una cultura della responsabilità e della prevenzione. L’incontro è stato infatti occasione per presentare in anteprima il nuovo spot sulla sicurezza stradale nell’ambito delle campagne di sicurezza stradale Anas “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzate in collaborazione con MIT e Polizia di Stato.
Al centro della narrazione tre profili di guidatori “comuni”, interpretati da un cast di rilievo nazionale: Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi.
Le riprese dello spot sono state realizzate presso gli spazi del Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga, quale luogo d’eccellenza per la guida sicura.
“Il video, presentato oggi, rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore – ha sottolineato Gemme -. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perchè la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente”.
Si rinnova la collaborazione fra Anas e Isoradio per l’estate 2026: una nuova campagna di informazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale attraverso brevi pillole educative e informative destinate agli ascoltatori e alla community social. L’obiettivo è sensibilizzare gli automobilisti a una guida più consapevole e sicura.
Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito stradeanas.it (link https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo).
Anas da sempre si impegna a garantire la sicurezza sulle strade non solo per gli automobilisti ma anche per gli animali in situazioni di pericolo. Il fenomeno dell’abbandono lungo le strade rappresenta una grave emergenza, che mette a rischio la loro vita e quella degli utenti. Anas salva, in media, un animale ogni cinque giorni dal pericolo di essere investito e ucciso.
L’ultima è “Non abbandonare una parte di te”. Attraverso un linguaggio visivo potente la campagna grafica mostra un volto diviso in due metà speculari: umana e animale. Il claim, poi, rafforza il messaggio trasformando l’abbandono in una riflessione personale e collettiva: non solo rispetto degli animali e delle regole, ma consapevolezza che ogni gesto può avere conseguenze irreversibili.
La campagna ha vinto il premio Mediastars 2026 nella “Sezione Etico Sociale Categoria Stampa” aggiudicandosi anche lo “Special Star” per il Graphic Design del Brand Manual Anas.
Anas è impegnata da alcuni anni anche in campagne di sicurezza contro gli incendi causati da sigarette accese. Lanciare dal finestrino del proprio veicolo i mozziconi mentre si è in viaggio può causare danni devastanti e irreversibili. Molti di questi, complice la siccità e le alte temperature del periodo, si verificano in prossimità delle strade e delle autostrade a causa di comportamenti espressamente vietati e sanzionati dal Codice della Strada e dal Codice Penale (art. 674, “getto pericoloso di cose”). Il claim della campagna è “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”. Per raggiungere gli utenti lungo le strade Anas, il messaggio “Pericolo Incendi. Non gettare sigarette” è trasmesso sui PMV-Pannelli a Messaggio Variabile presenti sulla rete.
Alla luce della consolidata collaborazione tra Guardia Costiera e Anas, “Strade e mari sicuri” è la campagna di sicurezza rivolta a segnalare le emergenze in mare alla Guardia Costiera ed è condivisa da Anas attraverso i pannelli elettronici a messaggio variabile presenti sulla rete stradale italiana e sui canali social istituzionali dell’azienda.
“Questa collaborazione – conclude Anas – testimonia l’importanza che riveste oggi la sicurezza del cittadino. Che sia in mare, o lungo le strade, l’obiettivo è comune ed è quello di avvicinare i milioni di vacanzieri al senso della responsabilità necessario nei comportamenti, perchè guidare una vettura non è diverso dal condurre una barca: prudenza e consapevolezza del mezzo equivale a tutelare la propria vita e allo stesso tempo quella altrui. La prevenzione non si realizza soltanto attraverso i servizi e il presidio del territorio. Si costruisce promuovendo comportamenti corretti sia in mare che per strada: consultare il bollettino meteo prima di mettersi in viaggio, utilizzare la cintura di sicurezza, rispettare i limiti di velocità, non drogarsi e il guidatore non utilizzare il cellulare e non bere”.
– foto ufficio stampa Anas –
(ITALPRESS).


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