Cronaca
Il Napoli frena a Venezia, al Penzo finisce 0-0
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10 mesi fa-
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Redazione
VENEZIA (ITALPRESS) – Il Napoli frena sul campo del Venezia, non riuscendo ad andare oltre lo 0-0. Al Penzo, la squadra di Conte sbatte contro un Venezia tosto e più vivo che mai, nonostante la classifica piuttosto compromessa: decisivo a più riprese Radu, autore di almeno quattro parate di alto livello. E’ stata una partita equilibrata e che tutte e due le formazioni avrebbero potuto vincere. Il primo tempo al Penzo regala divertimento ed emozioni, con numerose occasioni da gol per entrambe le squadre.
Il Napoli parte forte e, dopo appena cinque minuti, sfiora il vantaggio con Raspadori, il cui tiro colpisce il palo interno a Radu battuto. L’attaccante azzurro ci riprova al 18′ con una conclusione potente, ma deviata sopra la traversa ancora dal portiere romeno. Radu è assoluto protagonista e nega il gol a McTominay con due interventi straordinari su altrettanti colpi di testa pericolosi: nel recupero poi inchioda sulla linea di porta il tentativo di Lukaku. Il Venezia, però, non resta a guardare e risponde colpo su colpo alle offensive partenopee. La difesa del Napoli va più volte in apnea sotto la pressione dei padroni di casa. Al 13′, Fila si libera di Rrahmani e calcia verso la porta, trovando la pronta risposta di Meret. Il Venezia è costantemente insidioso, ma manca di precisione sui tentativi targati Nicolussi Caviglia e Kike Perez. Sul finale i lagunari vanno a centimetri dal vantaggio, quando Ellertsson impegna Meret da dentro l’area di rigore: sulla respinta arriva Fila che calcia a botta sicura, ma trova il provvidenziale salvataggio di Rrahmani sulla linea di porta.
Nella ripresa i ritmi si abbassano, ma, rispetto al primo tempo, ora si gioca per lunghi tratti solo nella metacampo del Venezia.
Al Napoli, però, manca la rifinitura finale. Per l’arrembaggio finale Conte opta addirittura per un quadruplo cambio: inserendo Oliveira, Jesus, Anguissa (al rientro dall’infortunio) e Okafor: tra gli altri, esce Rrahmani, sofferente all’adduttore della coscia sinistra. Un Venezia stanco, si mantiene comunque pericoloso in zona offensiva: al 82′ sul tiro-cross di Zerbin, non arriva Gytkjaer di pochissimo per deviare in rete. Al 93′ Simeone ha la chance per regalare i tre punti al Napoli, ma sottoporta spara alto il cross dalla sinistra di Okafor. Due minuti più tardi Meret para su Nicolussi Caviglia e salva almeno il pari. Per il Venezia arriva così un punto prezioso, il quarto consecutivo che smuove la classifica. Risultato amaro, invece, per il Napoli con una sola vittoria nelle ultime sei partite.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS)
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Cronaca
A Foggia 33 arresti per droga, 9 nuovi indagati in carcere o ai domiciliari
Pubblicato
21 minuti fa-
23 Gennaio 2026di
Redazione
FOGGIA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 persone (3 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) indagate per traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le misure si aggiungono a quelle emesse lo scorso 15 dicembre nei confronti di altre 24 persone, coinvolte nello stesso procedimento penale, portando a 33 il numero complessivo degli indagati sottoposti a misure cautelari.
Le indagini, condotte tra maggio 2024 e aprile 2025, hanno documentato una fiorente attività di spaccio di cocaina e hashish nel comune di Foggia, ne hanno ricostruito i canali di approvvigionamento – con stupefacente acquistato da un referente albanese tramite connazionali residenti nel Nord Italia – e hanno accertato le modalità di distribuzione, tra cui il deposito presso un auto-demolitore, lo stoccaggio in box auto e le consegne a domicilio agli acquirenti.
Per uno degli indagati è stata inoltre riscontrata la ripetuta violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Orta Nova. Il quadro indiziario emerso ha convinto l’Autorità Giudiziaria della necessità delle misure cautelari, rafforzando il lavoro investigativo dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia.
IL VIDEO
foto: screenshot video Carabinieri
(ITALPRESS).
Cronaca
Unioncamere, Prete “Caro energia e mismatch penalizzano le imprese italiane”
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21 minuti fa-
23 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Le imprese italiane continuano a pagare l’energia elettrica quasi il doppio rispetto ai competitor europei, con un costo medio di 114 euro al megawattora nei primi dieci mesi del 2025, contro gli 87 euro della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia. E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere, l’associazione che riunisce le 60 Camere di Commercio italiane.
“Questo divario ci mette in condizione di svantaggio competitivo”, spiega Andrea Prete, presidente di Unioncamere, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“E’ il prezzo pagato per i troppi no che sono stati detti. Durante la crisi energetica siamo stati il Paese più esposto perchè quello costretto a importare di più”, afferma Prete, ricordando alcune scelte del passato, dall’abbandono del nucleare dopo il referendum post-Chernobyl all’ostruzionismo iniziale contro il gasdotto TAP dall’Azerbaigian.
La strada per ridurre i costi passa dall’indipendenza energetica. “Dobbiamo puntare sulle rinnovabili: eolico, fotovoltaico, idroelettrico, senza disdegnare il nucleare”, afferma il presidente. Unioncamere, insieme al Ministero dell’Ambiente, sta promuovendo le comunità energetiche rinnovabili (CER), consorzi di attività economiche, parrocchie e privati che producono energia fotovoltaica in aree definite. “Dobbiamo utilizzare tutti i tetti dei capannoni possibili, puntare sull’eolico offshore. Solo così il costo dell’energia può scendere”.
Ma l’emergenza energetica non è l’unico freno allo sviluppo. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro costa all’Italia 44 miliardi di PIL nel 2024, con stime analoghe per il 2025. “Prima del Covid pensavamo al problema della disoccupazione, ora non troviamo le persone che vanno a lavorare”, osserva Prete. “Il 46% dei profili cercati dalle imprese non si trova”.
Le figure più ricercate sono tecnici informatici, meccatronici, ingegneri e laureati nelle materie STEM, ma anche figure intermedie come manutentori specializzati in meccanica ed elettronica. “Chi ha una professione qualificata si può spendere bene sul mercato e le imprese cercano di trattenere i talenti”, sottolinea il presidente.
La fuga dei cervelli verso l’estero è legata non solo agli stipendi, ma anche ai percorsi di crescita professionale più rapidi. “I nostri giovani talenti all’estero raggiungono più velocemente posizioni apicali”, sottolinea Prete.
Per sostenere le piccole imprese, Unioncamere ha avviato centri camerali dedicati alla finanza innovativa. “Fino ad oggi l’unico accesso al credito era il mutuo sullo stabilimento o il credito tradizionale”, spiega il presidente. “Dobbiamo educare le aziende ai mini bond, al crowdfunding, ad altre forme di finanziamento. A volte la velocità di erogazione conta più del tasso di interesse”.
La richiesta principale del sistema camerale resta però la semplificazione burocratica. “Se sburocratizziamo realmente questo Paese a costo zero creiamo un booster per le imprese”, sostiene Prete, citando l’esempio virtuoso delle zone economiche speciali dove le autorizzazioni arrivano in 30-45 giorni. “Le imprese del nord ci chiedono: perchè non ci date la stessa velocità? Non vogliamo incentivi economici, vogliamo rapidità nelle autorizzazioni. Questo basterebbe a cambiare molto della vita economica italiana”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Trapani, maxi operazione su riciclaggio e droga, 13 misure cautelari e sequestri
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2 ore fa-
23 Gennaio 2026di
Redazione
TRAPANI (ITALPRESS) – La Procura della Repubblica di Trapani ha delegato ai Carabinieri del Nucleo Investigativo l’esecuzione di un‘ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trapani nei confronti di 13 persone, indagate a vario titolo per numerosi reati. Il provvedimento dispone 9 custodie cautelari in carcere, 3 arresti domiciliari e una misura interdittiva dai pubblici uffici.
L’ordinanza fa seguito agli interrogatori preventivi eseguiti nei giorni scorsi dal G.I.P. nei confronti degli indagati, chiamati a rispondere, tra l’altro, dei reati di trasferimento fraudolento di valori, evasione, ricettazione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, violazione della normativa sugli stupefacenti, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e da privato in atto pubblico, corruzione, favoreggiamento, peculato e invasione di terreni ed edifici.
Le indagini, condotte tra marzo 2022 e luglio 2023, avrebbero consentito di disvelare un articolato sistema di presunte condotte illecite finalizzate all’occultamento e al reimpiego di proventi di origine criminale. In particolare, gli investigatori ipotizzano l’attribuzione fittizia di beni mobili e attività commerciali al fine di eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale.
Tra i beni figurano un ciclomotore e sette autovetture, tra cui una Ferrari, una Maserati Ghibli e un’Alfa Romeo 4C, nonchè due bar ubicati all’interno dell’area portuale di Trapani e una rivendita di tabacchi. Nel corso delle investigazioni sarebbe emersa anche la reiterata violazione della misura degli arresti domiciliari da parte di uno degli indagati, che avrebbe fatto registrare 39 evasioni documentate tra marzo e giugno 2022.
Ulteriori approfondimenti hanno inoltre consentito di ipotizzare l’esistenza di un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti organizzata attraverso accordi raggiunti all’interno della casa circondariale di Trapani, con la trasmissione all’esterno di indicazioni operative durante i colloqui con i familiari.
Un ulteriore filone investigativo riguarda presunte irregolarità nell’assegnazione di alloggi popolari, agevolate da un dipendente dell’Istituto Autonomo Case Popolari, che avrebbe attestato falsamente la sussistenza dei requisiti di legge, determinando l’illecita assegnazione di quattro immobili nella provincia di Trapani.
Le attività hanno infine consentito di documentare un’ipotesi di peculato a carico di un appartenente alla polizia locale, che avrebbe utilizzato l’auto di servizio per finalità personali. Durante l’esecuzione delle misure sono state sequestrate una Alfa Romeo 4C e una Ferrari F430 per un valore complessivo stimato in circa 300 mila euro.
foto: ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

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