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Economia

ACEA, l’Ad Palermo “Acqua bene prezioso, l’impegno è quotidiano”

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ROMA (ITALPRESS) – “Acea è il primo operatore idrico italiano e leader in Europa. Si occupa, da oltre 80 anni, della gestione e distribuzione della risorsa idrica in molteplici territori, con la missione di garantire che ogni cittadino abbia accesso all’acqua potabile di qualità, in quantità sufficiente e al giusto costo. L’acqua è fondamentale per la vita ma anche per lo sviluppo economico, eppure il suo vero valore rimane largamente sottovalutato”. Lo scrive l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, sul Sole 24 Ore in edicola oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

“Il settore idrico europeo, con un valore di circa 290 miliardi di euro e oltre 1,6 milioni di occupati, contribuisce a quasi il 70% del PIL dell’Unione Europea. Nonostante il suo ruolo cruciale, l’accesso all’acqua rimane ancora oggi un problema in Europa per 16 milioni di cittadini e gli investimenti nel settore idrico restano insufficienti – prosegue Palermo -. La Giornata Mondiale dell’Acqua rappresenta un momento per sensibilizzare e riflettere su come possiamo tutti contribuire a preservarla. Quest’anno è dedicata alla “conservazione dei ghiacciai”, un tema che sottolinea l’urgenza di proteggere queste riserve naturali essenziali visto che stiamo assistendo ad un loro rapido scioglimento. Tuttavia, non basta solo celebrare l’acqua, per garantirne la sicurezza e la sostenibilità è fondamentale cambiare le modalità di gestione di questa preziosa risorsa”.

“Gli operatori svolgono un ruolo chiave nell’adattare i sistemi idrici all’evoluzione delle esigenze e si impegnano quotidianamente nella modernizzazione delle infrastrutture e nell’adozione di nuove pratiche per il riuso dell’acqua. In questo contesto le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, la robotica e l’Internet of Things, svolgono un ruolo chiave per il raggiungimento della resilienza idrica. E arriviamo ora a parlare di un problema strutturale di fondamentale importanza – spiega l’Ad di Acea -. L’Italia, nonostante sia un territorio ricco di risorse idriche, deve affrontare una sfida cruciale: le infrastrutture sono vetuste, con un’età media di oltre 30 anni, a causa del grave deficit di investimenti degli ultimi decenni. Tutto ciò è accompagnato da una notevole frammentazione del settore idrico sia a livello territoriale sia a livello gestionale. Appare, pertanto, ormai necessario avviare un processo di aggregazione: gli operatori industriali sono in grado di garantire le necessarie competenze e hanno la capacità di attrarre gli investimenti di cui il settore ha fortemente bisogno”.

Inoltre per Palermo “è impensabile che gli investimenti vengano finanziati solo attraverso le tariffe: occorre destinare al settore idrico risorse economiche dedicate a livello nazionale ed europeo e fondi aggiuntivi da banche e istituzioni finanziarie. Il nostro sguardo è rivolto al futuro, un futuro in cui la sostenibilità non è più una scelta, ma una necessità. Le sfide legate alla gestione dell’acqua sono enormi e richiedono un impegno collettivo di tutte le istituzioni, le aziende e i cittadini. Solo con la collaborazione di tutti riusciremo a garantire nel futuro un mondo in cui l’acqua rimanga sempre una risorsa abbondante e disponibile”.

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“Istituzioni e aziende stanno lavorando insieme in questa direzione. Da oltre un anno Acea si è impegnata a livello internazionale per inserire l’acqua al centro dell’agenda del World Economic Forum di Davos e sta collaborando con il Commissario europeo per l’Ambiente, la Resilienza idrica e un Economia circolare e competitiva, Jessika Roswall, per stringere un patto sull’acqua che punti ad un’alleanza globale per la transizione idrica – conclude l’Ad di Acea -. Oggi, più che mai, è il momento di agire, di investire in soluzioni che tutelino il nostro pianeta e di educare alla cultura della responsabilità verso la risorsa idrica. Solo così potremo preservare l’acqua, per noi e per le generazioni future”.

– Foto Ufficio stampa ACEA –

(ITALPRESS)

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Economia

Inwit, Suigo “Le infrastrutture digitali a supporto di ambiente e territorio”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con Legambiente, in molti territori italiani – in particolare di Abruzzo e Lazio – e nella città di Roma, a Monte Mario e nel Parco del Pineto con l’Ente RomaNatura, le nostre torri digitali e multi-operatore sono anche sentinelle dell’ambiente, in grado di monitorare la qualità dell’aria e prevenire gli incendi. Grazie all’installazione di sensori IoT e gateway monitoriamo i parametri di inquinamento atmosferico ad esempio nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E con l’installazione di telecamere ed AI, riescono a rilevare tempestivamente pennacchi di fumo e principi di incendio, distinguendoli dal fumo dei camini o di un barbecue”. Così Michelangelo Suigo, direttore Relazioni esterne, comunicazione e sostenibilità di Inwit.

“I nostri progetti di monitoraggio ambientale e di prevenzione degli incendi rappresentano quindi un concreto esempio dell’integrazione della sostenibilità nel nostro business. Come riporta lo Studio Teha Group – Ambrosetti la condivisione delle infrastrutture ha evitato l’emissione di oltre 2,5 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti a quelle di 1,7 milioni di voli intercontinentali Roma-New York”, ha aggiunto.

-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).

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Economia

L’Upb stima per il 2025 una crescita del Pil dello 0,5% e dello 0,7% per il 2026 e il 2027

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ROMA (ITALPRESS) – L’Ufficio parlamentare di bilancio stima per il 2025 una crescita del Pil del 0,5 per cento sui dati annuali e “prospetta” poi un rafforzamento allo 0,7 per cento nel 2026, sostenuto dalla domanda interna e in particolare dall’attuazione del PNRR, e analogo valore per il 2027. È quanto emerge dalla Nota congiunturale di febbraio dell’UPB che analizza, sulla base dei più recenti indicatori disponibili, il quadro del ciclo economico internazionale e nazionale, le tendenze di breve termine e le previsioni per l’Italia.

In particolare, vengono aggiornate le previsioni macroeconomiche per il triennio 2025-2027 alla luce degli ultimi sviluppi congiunturali, elaborati dai modelli UPB. Secondo le stime, il Pil dell’Italia, dopo un andamento poco più che stagnante nei trimestri centrali del 2025, ha accelerato nel quarto trimestre allo 0,3 per cento, grazie soprattutto alla spinta della domanda interna.

Sulla base dei conti trimestrali preliminari il PIL sarebbe aumentato nel 2025 dello 0,7 per cento, ma la crescita calcolata sui dati annuali dovrebbe essere inferiore di due decimi di punto percentuale; la differenza riflette l’aggiustamento per i giorni lavorativi (non considerati nei conti annuali) che nel 2025 sono stati tre in meno rispetto al 2024. Pertanto, il preconsuntivo dell’UPB vede per il 2025 un PIL allo 0,5 per cento sui dati annuali.

Le previsioni macroeconomiche dell’UPB prospettano poi un rafforzamento allo 0,7 per cento nel 2026, sostenuto dalla domanda interna e in particolare dall’attuazione del PNRR, e analogo valore per il 2027. Rispetto alle stime autunnali predisposte dall’UPB per la validazione delle previsioni del MEF nel DPFP, il quadro è stato migliorato per il 2026, alla luce di ipotesi internazionali meno penalizzanti per la domanda estera e di minori prezzi al consumo; sempre in virtù delle nuove ipotesi l’attesa sul PIL del 2027 è stata appena limata.

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Resta elevata l’esposizione a rischi orientati al ribasso, riconducibili soprattutto al contesto globale oltre che agli umori dei mercati finanziari e al cambiamento climatico. Lo scenario internazionale resta condizionato da elevata incertezza geopolitica, con ricadute su prezzi dell’energia, flussi commerciali e attese di mercato. In risposta gli investitori aumentano l’esposizione verso attività rifugio, come l’oro e l’argento, i cui prezzi hanno accelerato il trend di rialzo in corso da oltre due anni, anche considerando il calo osservato negli ultimi giorni.

Sul fronte del lavoro, continua l’andamento positivo ma salari reali ancora sotto il pre-pandemia. In estate cresce l’input di lavoro, trainato dal recupero delle ore lavorate per addetto, soprattutto nella manifattura e nei servizi. Nello scenario previsivo l’occupazione continuerebbe a espandersi a ritmi contenuti, con una stabilizzazione del tasso di disoccupazione intorno al 6 per cento.

La dinamica salariale resta moderata per cui rimane ampio il gap negativo delle retribuzioni in termini reali rispetto al periodo pandemico. L’inflazione in Italia si mantiene contenuta (1,5 per cento nel 2025) e inferiore a quella dell’area dell’euro.

I consumi delle famiglie crescono con gradualità, anche se l’atteggiamento prudente delle famiglie è confermato dalla propensione al risparmio (all’11,4 per cento nel terzo trimestre 2025, su livelli superiori di circa quattro punti rispetto al periodo pre-pandemico), mentre le aspettative di famiglie e imprese restano orientate alla stabilità. Il tasso di investimento resta intorno al 23 per cento del PIL, un valore relativamente elevato nel confronto storico.

-Foto infografica Upb-
(ITALPRESS).

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Economia

Sace e Simest insieme per far crescere l’export

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ROMA (ITALPRESS) – Far crescere l’export italiano attivando le sinergie operative, gli strumenti e i servizi per la competitività di SACE e di SIMEST. Questo è l’obiettivo dell’accordo firmato da Michele Pignotti, Amministratore delegato di Sace, e Regina Corradini d’Arienzo, Amministratore delegato di Simest.

La capacità delle imprese di offrire soluzioni di pagamento competitive ai propri clienti esteri è una leva strategica per l’espansione nei mercati internazionali, soprattutto nei settori ad elevato contenuto di beni strumentali. In questa direzione, l’accordo firmato tra SACE e SIMEST pone le basi per una collaborazione operativa che punta a promuovere e valorizzare insieme le potenzialità dello strumento del Credito Fornitore.

Concedendo dilazioni di pagamento ai propri acquirenti esteri e combinando le coperture assicurative di SACE e un contributo a fondo perduto erogato da SIMEST direttamente all’esportatore italiano fino al 5% del costo dell’anticipo di fatture e altri titoli di pagamento, le imprese italiane possono contare su un vantaggio in termini di competitività finanziaria che il sistema italiano di supporto all’export mette a disposizione di tutte le imprese esportatrici, soprattutto di piccole e medie dimensioni.

Tra le iniziative in fase di lancio: un’offerta commerciale integrata e semplificata per valorizzare i vantaggi dello strumento, iniziative di formazione e divulgazione, congiunte, mirate e sinergiche con il sistema bancario e altri partner commerciali strategici, incluso le associazioni di categoria, scouting e promozione di contratti quadro con primari acquirenti esteri valorizzando l’export delle PMI italiane, mettendo a fattor comune le potenzialità delle sedi e presidi esteri di SACE e SIMEST e promuovendo eventi di business matching per favorire incontri tra aziende italiane e primari player esteri.

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“Per crescere su nuovi mercati, è fondamentale offrire condizioni competitive mantenendo allo stesso tempo un solido equilibrio finanziario, per questo l’assicurazione del credito rappresenta un alleato strategico – ha dichiarato Michele Pignotti, Amministratore delegato di SACE -. Siamo lieti di lavorare in questa direzione al fianco di SIMEST per offrire un supporto integrato alle aziende esportatrici e promuovere iniziative in grado di rispondere alle loro crescenti e nuove necessità per competere al meglio sui mercati internazionali”. 

“L’accordo con SACE rafforza un modello di collaborazione secondo una logica di sistema, fondamentale per sostenere la crescita dell’export italiano. Grazie alla combinazione tra le coperture assicurative di SACE e i contributi SIMEST, il Credito Fornitore diventa una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare delle PMI – ha dichiarato Regina Corradini D’Arienzo, Amministratrice delegata di SIMEST -. SIMEST ha inoltre recentemente innovato questo strumento per potenziarne l’impatto, attraverso l’introduzione di un contributo export fino al 5%, erogato direttamente all’impresa italiana, e la possibilità di offrire pagamenti dilazionati a medio-lungo termine, pari o superiori a 24 mesi. L’accordo si inserisce pienamente nell’azione coordinata del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina e composto da CDP, SIMEST, SACE e ICE, con l’obiettivo di accompagnare le nostre imprese sui mercati globali grazie a strumenti sempre più integrati, mirati e orientati alla competitività”.

-Foto ufficio stampa Sace-
(ITALPRESS).

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