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L’Argentina travolge il Brasile e festeggia la qualificazione ai Mondiali 2026

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BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Era scesa in campo col biglietto per i prossimi Mondiali già in tasca visto il pari fra Bolivia e Uruguay ma l‘Argentina, nel “classico” contro il Brasile, non poteva certo accontentarsi. Al Monumental di Buenos Aires durissima lezione dell’Albiceleste, che travolge 4-1 i verdeoro festeggiando nel migliore dei modi la qualificazione alla Coppa del Mondo 2026.

L’undici di Scaloni, pur senza Messi e Lautaro, mette al tappeto i rivali in meno di un quarto d’ora: Julian Alvarez la sblocca al 4′, Enzo Fernandez sigla il raddoppio al 12′. Matheus Cunha prova a riaprirla sfruttando un errore di Romero ma prima dell’intervallo MacAllister cala il tris e al 71′ arriva il definitivo 4-1 di Giuliano Simeone, con le parate di Bento a limitare ulteriori danni. Il Brasile – che incassa il peggior ko di sempre nelle qualificazioni mondiali – non vince in Argentina dal settembre 2009 (3-1 per l’allora Seleçao guidata da Dunga) mentre l’ultima vittoria in assoluto sull’Albiceleste risale alla semifinale di Coppa America del 2019: da allora 4 sconfitte e un pareggio. Sotto pressione ora il ct Dorival Junior: niente dimissioni (“Io non mi arrendo”) ma in Brasile torna a circolare il nome di Carlo Ancelotti, il grande sogno della Federcalcio verdeoro.

Intanto la Seleçao è ora al terzo posto nel girone di qualificazione sudamericano con 21 punti assieme a Uruguay e Paraguay. L’Albirroja rimedia un pari in rimonta a Barranquilla dove la Colombia – che rimane così sesta a quota 20 – vola sul 2-0 dopo 13 minuti con le firme di Diaz e Duran prima di essere acciuffata dai gol di Alonso ed Enciso. Al secondo posto, alle spalle dell’Argentina, rimane l’Ecuador (23) che torna con un punto (0-0) dalla trasferta in Cile. Sogna il Mondiale il Venezuela: il successo per 1-0 sul Perù grazie al rigore di Rondon proietta la Vinotinto in settima posizione, quella che vale gli spareggi intercontinentali.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Da Shiffrin a Klaebo, da Malinin alle stelle NHL, Milano-Cortina al top

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di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Gli occhi del pubblico italiano saranno tutti per le stelle azzurre, da Arianna Fontana a Sofia Goggia, da Federica Brignone a Tommaso Giacomel, da Michela Moioli a Elisa Caffont, passando per i vari Maurizio Bormolini, Federico Pellegrino, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Francesca Lollobrigida e le nazionali di curling, col sogno di eguagliare o addirittura superare le 20 medaglie di Lillehammer ’94. Ma quella di Milano-Cortina sarà un’Olimpiade dove poter ammirare da vicino anche gli altri grandi campioni degli sport invernali, per un parterre de roi che profuma di storia. La storia che vuole scrivere per esempio Lindsey Vonn, che ha rimesso gli sci a 40 anni suonati nel novembre 2024 proprio in vista dei Giochi italiani, il suo ultimo ballo dove il feeling speciale con Cortina (12 vittorie in carriera in Coppa del Mondo) potrebbe fare la differenza anche se la caduta di Crans Montana ne ha messo in dubbio nelle ultime ore la sua partecipazione. Ma gli Usa puntano al bersaglio grosso anche con Mikaela Shiffrin, tornata a brillare dopo l’infortunio che ne ha condizionato la passata stagione. Fra gli uomini, invece, riflettori sullo svizzero Marco Odermatt, dominante anche quest’anno dove è già ben indirizzato verso la quinta Coppa del Mondo generale di fila e oro in gigante quattro anni fa.

Nel biathlon il vuoto di potere lasciato dai fratelli Boe potrebbe essere riempito da Quentin Fillon Maillet, già due ori in Cina e altri 10 mondiali conquistati da allora. Ma la Francia ha anche altre carte da giocarsi, su tutte Lou Jeanmonnot, Julia Simon ed Eric Perrot. Attenzione anche alla Svezia, con Sebastian Samuelsson e le sorelle Oberg. La superstar annunciata del bob – senza però dimenticare la connazionale Laura Nolte – sarà invece il tedesco Francesco Friedrich, che a 4 o a 2 sa solo vincere: doppiette a Pyeongchang e Pechino e ora la chance di entrare nella leggenda. Leggenda lo è già Johannes Klaebo, un alieno nello sci di fondo: cinque ori olimpici e 15 titoli mondiali nella sua personale bacheca, il norvegese punta a dominare anche in Val di Fiemme mentre al femminile la stella è Jessie Diggins, a caccia della terza Olimpiade di fila a medaglia. Si profila un duello Giappone-Usa nel pattinaggio di figura, a partire dalla sfida fra Ilia Malinin e Yuma Kagiyama nel singolo maschile, mentre Kaori Sakamoto, alla ultima esibizione a cinque cerchi, proverà a insidiare Alysa Liu e Amber Glenn nel femminile. Nella danza, invece, Madison Chock e Evan Bates non sembrano avere rivali per l’oro. Dici freestyle e pensi a Eileen Gu, due ori e un argento a Pechino e apparsa in grande crescita nelle ultime uscite dopo il misterioso incidente di agosto.

Milano-Cortina sarà invece l’ultimo palcoscenico di un mito come Mikael Kingsbury, il re delle moguls dall’alto delle sue 18 medaglie fra Giochi e Mondiali. Ma quella italiana sarà anche l’Olimpiade del ritorno delle stelle della NHL, che mancavano ai Giochi dal 2014: Canada, Usa, Finlandia e Svezia si giocheranno le medaglie. Si parlerà sloveno nel salto, dove Nika Prevc e il fratello Domen stanno dominando in Coppa del Mondo ma guai a sottovalutare l’eterno Ryoku Kobayashi, mentre nello snowboard c’è grande attesa per il ritorno della due volte campionessa olimpica dell’halfipe Chloe Kim. Cerca riscatto dopo la delusione cinese la fuoriclasse tedesca dello slittino Julia Taubitz, per lo short track fari puntati, fra tutti, sulla star canadese William Dandjinou, l’americano Jordan Stolz vuole vincere tutto sulla pista lunga, nello skeleton femminile Kim Meylemans e Jacqueline Pfeifer sono pronte a darsi battaglia. Fra le possibili sorprese di questi Giochi occhio alla Gran Bretagna, che nell’ultimo quadriennio ha distribuito alle Federazioni 32,5 milioni di sterline con l’obiettivo di superare il record di 5 medaglie di Pyeongchang: a Londra ritengono realistica la possibilità di arrivare a 8, visti anche i risultati arrivati fra Mondiali (Mia Brooks oro a 16 anni nel 2023 nello slopestyle, argento per Charlotte Banks nello snowboardcross) e Coppe del Mondo, dove Matt Weston e Marcus Wyatt stanno giganteggiando nello skeleton.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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A Houston il derby con Dallas, vincono ancora Charlotte e Minnesota

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ROMA (ITALPRESS) – In Nba, nel derby texano vince sempre chi gioca in casa: è la settima volta consecutiva che accade, e stavolta a beneficiarne sono gli Houston Rockets, che battono i Dallas Mavericks per 111-107 annullando un’altra ottima prestazione di Cooper Flagg. Il talento diciannovenne va oltre i 30 punti per la quinta volta in stagione, firmando una doppia doppia da 34-12, ma, dietro di lui, c’è poco altro per i Mavs. I Rockets mantengono il vantaggio fino alla fine soprattutto grazie alla tripla doppia sfiorata da Amen Thompson (21-8-9), che sopperisce alla serata non brillante al tiro di Kevin Durant (13 punti e 6/17 dal campo) e Alperen Sengun (14 punti e 6/20 dal campo).

Houston, così, mantiene il quarto posto a Ovest davanti ai Minnesota Timberwolves, che centrano il loro quarto successo di fila strapazzando a domicilio i Memphis Grizzlies per 114-131. Anthony Edwards e Julius Randle sono i protagonisti assoluti con 33 e 27 punti, rispettivamente, ma alla festa si aggiungono Jaden McDaniels e Naz Ried con 20 punti ciascuno. Per Memphis l’unico sorriso arriva da Ty Jerome, il quale, al debutto stagionale, chiude da top scorer dei suoi con 20 punti.

Spostandoci a Est, fanno ancora meglio i Charlotte Hornets, che salgono a sei successi consecutivi e proseguono nella rimonta verso un posto tra le migliori dieci. A decidere la partita contro i San Antonio Spurs, vinta per 111-106, è soprattutto il secondo quarto (35-17), che permette di contenere il ritorno degli ospiti nel secondo tempo. Tra gli Hornets spicca Brandon Miller, che firma una prestazione da 26 punti e 8 rimbalzi, ma sono ottimi anche i 21 punti di Collin Sexton dalla panchina con il 7/8 dal campo di cui cinque triple a segno su cinque tentate. Gli Spurs mandano sette giocatori in doppia cifra, tra cui Dylan Harper, top scorer dalla panchina con 20 punti, ma manca l’acuto di Victor Wembanyama, che si ferma a 16.

Tra le altre partite, i Chicago Bulls si “vendicano” immediatamente contro i Miami Heat vincendo per 118-125, mentre arrivano le vittorie casalinghe degli Indiana Pacers contro gli Atlanta Hawks (129-124 nonostante la tripla doppia da 33-12-10 di Jalen Johnson) e quella dei Phialdelphia 76ers contro i New Orlenas Pelicans per 124-114 grazie ai 40 punti di Joel Embiid (tra gli ospiti, Saddiq Bey ne fa 34).

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– Foto: Ipa Agency –

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Il Napoli si riscatta in campionato, 2-1 a una Fiorentina mai doma

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NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli di Conte vince per 2-1 contro la Fiorentina e torna a correre in Serie A, lasciandosi alle spalle l’uscita prematura dalla Champions League e il pesante ko contro la Juve. Oltre alla seconda marcatura consecutiva di Vergara, arriva anche la prima gioia in campionato per Gutierrez. “Inutile”, invece, il gol di Solomon per una Fiorentina ancora in zona retrocessione, ma più viva che mai e protagonista di una buona prova. Il Napoli, già falcidiato dalle assenze, ha perso per infortunio anche Di Lorenzo, uscito in barella nel corso del primo tempo, a seguito di un problema al ginocchio sinistro. Per il capitano azzurro si teme un lungo stop. Il primo tempo del Napoli è un’altalena di emozioni. I partenopei partono forte vogliosi più che mai di archiviare la delusione europea. L’uomo del momento è senza ombra di dubbio Antonio Vergara che, dopo il gol al Chelsea, si ripete nuovamente al Maradona, sbloccando il risultato all’11’. Dopo il lungo rinvio di Meret, Hojlund duella con Pongracic e apre lo spazio per l’inserimento dell’ex Reggiana che segna a tu per tu con De Gea. Al 23′ un incontenibile Hojlund sfiora il raddoppio, ma Comuzzo salva sulla linea dopo aver retto l’urto fisico col danese.

Al 25′ si sveglia anche la Fiorentina, imbambolata sino a quel momento. Su punizione di Fagioli, l’incornata di Piccoli stampa la sfera sulla traversa; sul proseguo dell’azione, Gudmundsson di testa costringe Meret al miracolo. È proprio dopo questa occasione che il ginocchio sinistro di Di Lorenzo cede e lo costringe al forfait. Il Napoli, però, si dimostra più forte delle difficoltà e rientra dagli spogliatoi per la ripresa con grande ferocia. All’insidiosa punizione del neoentrato Mandragora in apertura, segue il 2-0 dei padroni di casa al 49′. Il gol è una meraviglia e porta la firma di Gutierrez che col sinistro a giro infila la palla all’angolino. Il doppio vantaggio dura una manciata di minuti e Solomon accorcia le distanze, raccogliendo il tentativo di Piccoli respinto da Meret. Anche grazie all’ingresso di Kean e alle due punte, la mezz’ora finale della Fiorentina è di buon livello, ma non basta per piegare i ragazzi di Conte. Al 92′ la girata acrobatica di Piccoli su cross di Dodo termina di poco a lato: fuori anche il successivo tiro di Kean su lancio di Fagioli. Con questo successo il Napoli si porta a quota 46 punti: gli ospiti, invece, rimangono fermi a 17 in piena zona retrocessione.

IL TABELLINO

NAPOLI (3-4-3): Meret 7; Di Lorenzo 6 (30′ pt Olivera 5.5), Jesus 6, Buongiorno 6; Gutierrez 7, Lobotka 6, McTominay 6.5, Spinazzola 6; Vergara 7 (39′ st Giovane sv), Hojlund 6 (46′ st Lukaku sv), Elmas 6.5. In panchina: Contini, Ferrante, De Chiara, Beukema. Allenatore: Conte 6.5.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea 6; Dodo 6.5, Comuzzo 6, Pongracic 5.5, Gosens 5.5 (25′ st Ranieri 6); Fabbian 5.5 (1′ st Mandragora 6), Fagioli 5.5, Brescianini 5.5 (25′ st Kean 6); Solomon 6.5 (26′ st Parisi 6), Piccoli 6.5, Gudmundsson 6 (34′ st Fazzini sv). In panchina: Lezzerini, Christensen, Fortini, Kouadio, Balbo, Harrison, Ndour. Allenatore: Vanoli 6.

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ARBITRO: La Penna di Roma 6.

RETI: 11′ pt Vergara 6, 4′ st Gutierrez, 12′ st Solomon.

NOTE: serata serena, campo in buone condizioni. Ammoniti: Fabbian, Buongiorno. Angoli: 4-4. Recupero: 5’+1, 4’+1.

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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