Economia
FederLegnoArredo, il fatturato della filiera pari a 5,7 miliardi nel 2024
Pubblicato
1 anno fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il fatturato della filiera legno-arredo chiude il 2024 a 51,7 miliardi di euro registrando un -2,9% che conferma quella che, più volte, abbiamo definito una fase di normalizzazione dopo il periodo Covid, in cui la filiera aveva registrato performance ampiamente sopra la media, confermando comunque una crescita rispetto ai valori del 2019 (+19,6%) in termini di fatturato. La flessione è stata più marcata per il mercato interno (-3,3%) che con 32,3 miliardi di euro rappresenta il 62% del totale; calano meno le esportazioni (-2,1%) a quota 19,4 miliardi che costituiscono il 38% del fatturato della filiera, e oltre il 52% per il solo macrosistema arredamento.
È questa la fotografia, scattata dai Consuntivi elaborati dal Centro studi di FederlegnoArredo a pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile.Milano, da cui risulta che sono 64.144 le aziende della filiera legno-arredo e poco meno di 297.000 gli addetti. Con la riduzione degli incentivi fiscali in Italia e la contrazione dei principali mercati europei di riferimento nel 2024 è proseguito il ridimensionamento già avviatosi nel 2023 dopo un biennio di crescita. Ricordiamo infatti che la maggior parte delle esportazioni italiane è destinata al Continente europeo e in particolare al mercato Ue (51%), che vale quasi 10 miliardi di euro sui 19,4 complessivi. La Francia, primo mercato, registra una diminuzione del 3,3% che coinvolge in particolare il macrosistema arredamento e la Germania, con un -6%, ormai terzo mercato, al momento non sembra dare segni di ripresa, ma l’auspicio è che il piano di politica economica interna possa rappresentare un booster per la ripartenza del Paese e quindi anche dell’export di arredo. Anche il mercato europeo extra UE27, che è il secondo sul totale, risulta in flessione del 4% soprattutto per le performance negative di Regno Unito e Russia.
“La serie storica delle esportazioni della filiera – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – rimarca che il 2024 rimane ben al di sopra dei livelli raggiunti nel 2021, dopo aver toccato il picco più alto nel 2022 con 20,9 miliardi di euro e che nel 2023 la flessione è stata del 4,9% rispetto al 2022, contro un -2,1% del 2024. Si segnala in questo scenario l’andamento positivo degli Emirati Arabi Uniti, che registrano la migliore performance nella Top Ten, posizionandosi all’ottavo posto, e dell’Arabia Saudita. Gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo di riferimento, nel 2024 registrano un miglioramento (+1,5%) dopo il -10,6% del 2023. L’America nel suo complesso vale 2,8 miliardi di euro e cresce del +1,9%: l’America Settentrionale cresce, sia con gli Stati Uniti (+1,5%) che con il Canada (+6%). Attendiamo i dati sulla produzione di gennaio 2025 per avere, ci auguriamo, conferma di un sentiment fra gli imprenditori che sembra registrare un andamento positivo nel primo mese dell’anno che potrebbe coincidere con un segno positivo sia dell’export che della produzione di mobili. Sarebbe un segnale indubbiamente confortante che, seppur relativo soltanto a un mese, potrebbe farci ben sperare per il 2025″.
“Resta inteso che dopo l’annuncio di Trump di ieri sera sull’introduzione di dazi del 20% su tutti i prodotti europei, ogni scenario potrebbe essere stravolto trattandosi, come ha detto anche la premier Meloni, di una misura sbagliata che non conviene a nessuno – sottolinea Feltrin -. Attendiamo comunque di conoscere nel dettaglio come verrà implementata la misura Usa e di capire anche quali saranno le contromisure che intende mettere in atto l’Europa: il nostro auspicio è che si eviti lo scenario peggiore, ovvero quello di una prova muscolare, in cui a farne le spese sarebbero entrambe le economie. Ma voglio provare a intravedere qualcosa di positivo in una situazione tanto complessa. L’Europa ha l’occasione di agire come tale, con compattezza e determinazione, come sottolineato anche dal presidente Mattarella, in difesa del mondo produttivo. Gli imprenditori del settore, come sempre, sono pronti a fare la propria parte, siamo alle porte del Salone del Mobile.Milano che sarà ancor più strategico anche in ottica di sondare e aprirci a mercati considerati fino ad ora secondari e riaffermare il valore di qualità e innovazione che solo il nostro design può vantare. La flessibilità e i veloci cambi di rotta a cui le nostre piccole e medie imprese sono abituate, saranno le chiavi per affrontare una situazione così complessa”.
Il macrosistema arredamento – che ha chiuso il 2024 con un calo del fatturato alla produzione del -2,3%, per un valore pari a oltre 27,5 miliardi di euro – raccoglie oltre 20.700 imprese, mentre il numero di addetti è di poco sotto le 139.600 unità. A determinare il risultato complessivo, su livelli comunque superiori a quelli pre-pandemici, concorrono sia le vendite sul mercato interno (-2,9%) sia, in misura minore, l’export (-1,8%), che subisce una modesta flessione dopo quella del -4% registrata l’anno precedente. La contrazione del fatturato accomuna tutti i sistemi (arredamento, arredobagno, illuminazione e ufficio), pur con intensità differenti: dal -5,5% del sistema ufficio alla stazionarietà del sistema arredobagno (-0,5%). Positivo il trend degli arredi didattici.
Nel 2024 le esportazioni del macrosistema arredamento valgono poco meno di 14,4 miliardi di euro, in modesta flessione (-1,8%) rispetto al 2023. Sulla diminuzione incidono le minori esportazioni verso la Francia (primo mercato con oltre 2,3 miliardi di euro, -3,6% sul 2023) e la Cina (che scende dalla settima posizione del 2023 all’ottava del 2024, con vendite per 393 milioni e una flessione del 17,9%). Tra le prime dieci destinazioni, significativa anche la diminuzione di Germania (-3,2%, determinato in particolare dall’andamento nel primo semestre) e Regno Unito (-3,7%); giù anche i Paesi Bassi (-5%).
Tra i primi cinque mercati, segno negativo ma di entità più contenuta per gli Stati Uniti (secondo, -0,8%, con un rallentamento a fine anno) e la Svizzera (-1,4%). A contenere invece l’andamento negativo contribuiscono tra i primi mercati in particolare gli Emirati Arabi Uniti (che registrano un trend positivo per il quarto anno consecutivo, guadagnando la settima posizione dalla nona del 2023 con una variazione del +22,2%,) e la Spagna (sesta, +4,1%). Fuori dalle prime dieci destinazioni, significativi gli incrementi in valore assoluto di Polonia (+9,7%), Arabia Saudita (+14,6%).
Il fatturato alla produzione del sistema illuminazione nel 2024 tocca i 2,3 miliardi di euro e registra una contrazione del -2%, determinata sia dalle minori esportazioni che registrano un -1,3% – che valgono poco meno di 1,9 miliardi di euro e costituiscono l’80% del valore complessivo sia dalla flessione delle vendite sul mercato interno (-4,6% per un valore di poco inferiore al mezzo miliardo di euro). Le imprese operanti nel Sistema Illuminazione sono oltre 1.200, mentre il numero degli addetti è poco sotto i 10.500.
– foto ufficio stampa FederLegnoArredo –
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Cina, consumo di elettricità +5,3% nel primo semestre 2026. Trainano hi-tech e IA
-
Nordio avvia l’istruttoria per la concessione della grazia a Roggero, Mattarella convoca il ministro: “Spetta al presidente della Repubblica”
-
Blue economy, in Italia la Dimensione Subacquea fattura 3,5 miliardi di euro
-
L’Ice compie 100 anni: dal 1926 triplicato il rapporto export-Pil, nel 2025 ha raggiunto il 32,2% / Video
-
Tennis, le Atp Finals 2027 si giocheranno ancora a Torino
-
Merlier vince anche la 12^ tappa e cala il tris al Tour, Pogacar sempre leader
Economia
Blue economy, in Italia la Dimensione Subacquea fattura 3,5 miliardi di euro
Pubblicato
8 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’underwater economy italiana fattura 3,5 miliardi di euro: questo il valore principale stimato dal 1° Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, che per la prima volta offre una fotografia organica di un ecosistema produttivo strategico per il nostro Paese. Il Rapporto, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare- OsserMare di Informare, Azienda Speciale della Camera di commercio Frosinone Latina con il contributo scientifico del Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne, in collaborazione con il PNS – Polo Nazionale della dimensione Subacquea, Unioncamere e Assonautica, è stato presentato in una iniziativa promossa dalla Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Economia del Mare, la senatrice Simona Petrucci.
L’evento, inserito nell’ambito del Blue Forum 2026, segue quello di presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del mare, avvenuto a Palazzo Piacentini a Roma l’8 luglio scorso alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Il percorso che ha portato alla realizzazione del documento che rappresenta la prima individuazione delle consistenze economiche dell’underwater economy italiana, si legge in una nota, “nasce dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2025 tra Unioncamere, Assonautica Italiana e il Polo Nazionale della dimensione Subacquea, che ha posto le basi per la costituzione dell’Osservatorio Nazionale Underwater”, con l’obiettivo di “dotare il Paese di uno strumento permanente di analisi, monitoraggio e conoscenza di un ecosistema industriale strategico per l’Italia”.
Partendo da una platea di circa 1.700 imprese potenzialmente riconducibili alla dimensione subacquea, individuate attraverso una prima riclassificazione dei prodotti e una ricerca massiva supportata da strumenti di intelligenza artificiale, il lavoro di verifica automatica e manuale ha consentito di censire 189 imprese italiane effettivamente operanti nell’Underwater Economy.
Le 189 imprese censite occupano complessivamente 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell’occupazione nazionale, generano 30,5 miliardi di euro di fatturato, pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell’economia italiana. In particolare il valore dei prodotti e sistemi riconducibili alla dimensione subacquea è passato in meno di dieci anni da 1,1 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con una crescita del 216%.
L’analisi, si legge ancora, “si è basata su una riflessione dei principali ambiti di attività e delle tecnologie underwater e ha interessato attualmente i seguenti assi di sviluppo: Difesa e sicurezza (sorveglianza subacquea, dispositivi warfare e contromisure, protezione di cavi e condutture strategiche, mezzi autonomi e semi-autonomi), Energia offshore (istallazione, monitoraggio e manutenzione di piattaforme oil & gas, Impianti eolici offshore), Telecomunicazioni e infrastrutture critiche (posa, manutenzione e monitoraggio di cavi sottomarini), Ricerca scientifica e ambientale (oceanografia, monitoraggio climatico, biodiversità` marina, mappatura dei fondali), Deep sea mining (estrazione di terre rare, noduli polimetallici)”.
Il Rapporto evidenzia inoltre “il ruolo crescente delle tecnologie strategiche e dell’innovazione”. Le imprese censite detengono complessivamente 12.659 brevetti, dei quali 2.840 riconducibili alle tecnologie STEP, tra Deep Tech e Net-Zero Technologies, con Lombardia e Lazio che concentrano oltre il 91% dell’intero patrimonio brevettuale strategico. Sul piano del capitale umano, le imprese censite impiegano 25.403 laureati, pari al 40% degli addetti totali, una quota quasi doppia rispetto alla media manifatturiera nazionale.
Alla presentazione, aperta da un messaggio di saluto del Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa e conclusa dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, sono intervenuti la senatrice Simona Petrucci, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora, il Presidente di Unioncamere Andrea Prete, il Sotto Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e Presidente del Comitato di Direzione Strategica del PNS Ammiraglio di Squadra Fabio Gregori, il Ministro della Difesa Guido Crosetto con un messaggio, la Presidente della Fondazione Polo Nazionale della Subacquea Roberta Pinotti e il Contr. (CP) Edoardo Balestra, Capo Reparto Amministrazione e Logistica Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Il Rapporto è stato presentato da: Antonello Testa, Presidente di Informare e Coordinatore OsserMare – Osservatorio Nazionale sull’Economia del mare, Contr. Giulio Cappelletti, Direttore Struttura Operativa Polo Nazionale della dimensione Subacquea, Gaetano Fausto Esposito, Direttore Centro Studi Tagliacarne e Paolo Cortese, Centro Studi Tagliacarne. Presenti i rappresentanti del mondo dell’industria, della ricerca e dell’Università operanti nel settore.
LA RUSSA “DIMENSIONE SUBACQUEA STRATEGICA PER GLI INTERESSI NAZIONALI”
“Al di sotto della superficie del mare si concentra un patrimonio di infrastrutture, risorse, conoscenze e tecnologie che riveste un ruolo sempre più determinante per la tutela degli interessi nazionali e per la crescita dell’economia del mare”. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel messaggio inviato alla presentazione del 1° Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, in corso nella Sala Capitolare del Senato a Roma, non avendo potuto partecipare all’iniziativa. “L’evoluzione dello scenario geopolitico, la crescente importanza delle infrastrutture sottomarine, l’innovazione tecnologica e la necessità di preservare gli ecosistemi marini rendono indispensabile una visione integrata della dimensione subacquea – spiega La Russa -, è importante definire politiche di sviluppo, favorire la cooperazione tra pubblico e privato, attrarre investimenti, accrescere il perimetro economico-produttivo e rafforzare una governance efficace del settore, così rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e nello scenario globale”.
CROSETTO “L’AMBIENTE SOTTOMARINO E’ SEMPRE PIU’ STRATEGICO”
“L’ambiente sottomarino costituisce oggi un ambito di crescente rilevanza strategica, offrendo significative opportunità di sviluppo nei settori economico, tecnologico, energetico e scientifico. Si tratta di un contesto ricco di potenzialità, ma caratterizzato anche da sfide sempre più complesse, che richiedono un approccio integrato tra istituzioni, comunità scientifica, università e sistema produttivo”. Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel messaggio inviato alla presentazione del 1° Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, in corso alla Sala Capitolare del Senato a Roma, non avendo potuto partecipare in presenza. “È proprio dalla consapevolezza del valore strategico di questo dominio che nasce il Polo nazionale della dimensione subacquea, con l’obiettivo di mettere a sistema le eccellenze nazionali e favorire lo sviluppo di tecnologie e competenze in un settore destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore”, prosegue Crosetto. Il ministro sottolinea infine che nella stessa direzione si colloca “l’istituzione dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee, iniziative che confermano la credibilità e l’impegno del nostro Paese in un settore divenuto centrale anche alla luce delle crescenti minacce ibride e della necessità di proteggere infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale”.
-Foto xc7/Italpress-
(ITALPRESS).
Economia
L’Ice compie 100 anni: dal 1926 triplicato il rapporto export-Pil, nel 2025 ha raggiunto il 32,2% / Video
Pubblicato
8 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 1926 le esportazioni di beni e servizi valevano circa il 12% del Pil italiano. Oggi quel rapporto è quasi triplicato, raggiungendo il 32,2% nel 2025. È la misura della trasformazione dell’Italia in una delle principali economie esportatrici del mondo e, insieme, del percorso dell’ICE, nato nel 1926 come Istituto Nazionale per l’Esportazione per accompagnare le imprese italiane sui mercati esteri.
Questi alcuni dati che emergono in occasione della celebrazione del Centenario dell’ICE, unita alla presentazione del 40° Rapporto ICE “L’Italia nell’economia internazionale” e dell’Annuario Istat-ICE “Commercio estero e attività internazionali delle imprese”, alla presenza, tra gli altri, del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, e del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, insieme ai saluti del presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, e del presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli.
Dal dopoguerra al miracolo economico, tra fiere, missioni imprenditoriali e una rete sempre più estesa di uffici nel mondo, ICE contribuisce alla crescita del Made in Italy e all’internazionalizzazione delle imprese, soprattutto delle PMI. Dalla metà degli anni Novanta l’avanzo commerciale si consolida come tratto distintivo della competitività del sistema manifatturiero italiano.
Con la globalizzazione del nuovo millennio, il ruolo di ICE si evolve da promozione commerciale a supporto consulenziale, in sinergia con Istituzioni, associazioni di categoria e Sistema Diplomatico. Le riorganizzazioni a partire dal 2011 ne fanno uno strumento chiave della diplomazia economica, con la nuova missione di attrarre investimenti esteri in Italia. Oggi, tra tensioni geopolitiche e transizioni energetica e digitale, la competitività non dipende più solo da dimensione d’impresa o materie prime, ma dalla capacità di trasformare conoscenza, cultura e territorio in valore: la forza del Made in Italy che ICE ha contribuito a raccontare nel mondo.
A distanza di cento anni, le nuove rotte dell’internazionalizzazione stanno producendo risultati concreti: l’Italia è oggi il quinto esportatore mondiale di merci, può contare su un nucleo stabile di circa 82 mila imprese esportatrici, responsabili del 99% delle esportazioni nazionali nel triennio 2023-2025, e dispone di un ampio potenziale di crescita ancora da valorizzare.
Dalla seconda metà degli anni Cinquanta il valore reale delle esportazioni ha seguito un percorso di crescita pressoché continuo, interrotto solo dagli shock petroliferi degli anni Settanta, dalla crisi finanziaria del 2008-2009, dalla pandemia del 2020 e dalla crisi energetica del 2022, dimostrando ogni volta una significativa capacità di recupero.
Parallelamente è cambiato anche il modello di sviluppo del Paese: dopo decenni di disavanzi commerciali dovuti alla forte dipendenza dalle importazioni di materie prime ed energia, dalla metà degli anni Novanta l’Italia ha consolidato un avanzo commerciale strutturale, riflesso anche della crescente competitività del proprio sistema manifatturiero. Oggi le esportazioni hanno raggiunto volumi reali oltre dieci volte superiori rispetto agli anni Settanta, confermando il ruolo sempre più centrale della domanda estera come motore della crescita economica e della competitività del Paese. Il sistema esportatore italiano conferma una significativa capacità di tenuta.
Dopo la sostanziale stabilità del valore delle esportazioni nel 2023 e la lieve flessione del 2024, nel 2025 l’export di merci è tornato a crescere del 3,3%, raggiungendo 643 miliardi di euro: 163 miliardi in più rispetto al 2019. La dinamica è risultata superiore a quella media dell’Unione Europea e delle sue principali economie, consentendo all’Italia di diventare il quinto esportatore mondiale di merci contendendo al Giappone la quarta posizione
. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla farmaceutica e, in misura più contenuta, dai metalli e dall’agroalimentare, a fronte delle difficoltà di alcuni comparti tradizionalmente rilevanti, tra cui macchinari, autoveicoli e sistema moda.
Nonostante le recenti crisi, le esportazioni italiane sono cresciute in valore del 3,2% nel primo quadrimestre del 2026. Gli Stati Uniti mantengono un ruolo centrale per l’export italiano, ma i recenti rialzi tariffari rendono ancora più rilevante ampliare la presenza nei mercati con maggiore potenziale di crescita, anche sfruttando le opportunità offerte dai nuovi accordi commerciali dell’Unione Europea, tra cui quelli con Mercosur, Australia e India destinati ad ampliare significativamente gli spazi di accesso delle imprese italiane ai mercati internazionali.
L’Italia in particolare pesa per l’11% dell’export UE verso il mercato indiano, per un importo annuo di 5,5 miliardi nel 2025. Secondo le ultime stime, entro il 2032 dovrebbe raddoppiare l’export UE verso l’India, facendo risparmiare alle imprese circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi.
L’analisi a livello di impresa mostra, al tempo stesso, che la forza dell’export italiano poggia su un nucleo ampio di esportatori stabilmente presenti sui mercati internazionali. Su oltre 120 mila imprese esportatrici attive nel 2023, quasi 82 mila hanno mantenuto una presenza continuativa all’estero nel biennio successivo e circa 51 mila esportano senza interruzioni dal 2017, rappresentando il nucleo più solido del sistema esportatore nazionale.
TAJANI “L’EXPORT STA RAGGIUNGENDO IL 40% DEL PIL”
L’obiettivo dei 700 miliardi di export “credo sia raggiungibile, tutti i dati lo danno in crescita e vuol dire che la strategia di diversificazione ha pagato, c’è un grande segnale di impegno del governo che conferma che si può aiutare chi esporta. Stiamo andando verso il 40% del Pil grazie alle esportazioni”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della celebrazione del Centenario dell’ICE. “Il nostro Paese può contare sempre di più su una rete di esportazione di qualità. L’Ice è una delle grandi protagoniste della nostra azione”, aggiunge.
IL VIDEO
URSO “L’ITALIA E’ IL QUARTO PAESE ESPORTATORE”
“Questo centenario” dell’ICE “cade in un momento importante, in cui l’Italia, d’un balzo, supera i giganti asiatici come il Giappone e la Corea del Sud, diventando il quarto Paese esportatore mondiale. Questo a dimostrazione di un sistema produttivo che è più resiliente, è più dinamico di altri perché è meglio diversificato nei prodotti, nelle filiere e nei mercati, quindi, più capace di cogliere le opportunità anche nei momenti di crisi”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della celebrazione del Centenario dell’ICE.
IL VIDEO
-Foto xb1/Italpress-
(ITALPRESS).
Economia
Descalzi “Negli ultimi 5 anni è successo più che negli ultimi 4 cicli energetici”
Pubblicato
12 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Quello che stiamo vivendo negli ultimi 5 anni è qualcosa che non si è vissuto negli ultimi 4 cicli energetici che ho vissuto, dall’inizio degli anni 80 fino ad adesso. Sono stati 4 cicli importanti ma tutti abbastanza costanti e con alcuni violenti e drastici episodi ma non come questo periodo”. Lo afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, nel corso di un’audizione in Commissione Attività produttive della Camera.
“In occasione del Covid, che dal punto di vista della distruzione della domanda è stato molto importante, il mondo ha utilizzato le riserve strategiche come sta succedendo adesso, ma erano venuti a mancare molti meno barili. La produzione era calata di 6-7 milioni contro i quasi 20 milioni considerando i prodotti di oggi con la fermata di Hormuz”, ha aggiunto. “Abbiamo l’abitudine di guardare questi episodi come singolarità: prima il Covid, poi la guerra russo-ucraina che aveva ridotto drasticamente il flusso di gas verso l’Europa, e poi il terzo episodio, il più importante, ad oggi sono bloccati circa 9-10 milioni di barili. Questi eventi sono avvenuti in 5 anni, non c’è stata la possibilità di recuperare, le mancanze di produzione di greggio e di prodotto si sono cumulate, non sono state completamente assorbite”, ha sottolineato Descalzi.
“Il prezzo non è ancora certificato come un grosso problema perché sono stati utilizzati dai Paesi Ocse circa 400 milioni di barili di riserve che sono state immesse nel mercato e che hanno permesso di tenere i prezzi in un range tra i 90 e i 100 dollari”, ha detto parlando del prezzo del petrolio. “Abbiamo avuto dopo il 18 giugno, con la firma dell’accordo, una caduta a 68 dollari, adesso siamo ritornati sugli 85 perché non c’è stato un seguito positivo a quella firma. Sullo Stretto di Hormuz c’è un nuovo blocco”, ha aggiunto Descalzi.
“Si parla di mancanza di crudo ma i prodotti contano molto, perché sono quelli che vanno al consumo e fanno alzare i prezzi. Per noi come Europa sono il diesel e il jet fuel”. Nel dettaglio per il jet fuel “c’era una carenza già prima, da quando si è chiuso l’accesso al mercato russo circa il 60% veniva dal Golfo. Adesso chi sta compensando sono gli Stati Uniti. Le raffinerie statunitensi che vanno con una capacità produttiva del 95% rispetto al potenziale, di solito lavorano al 75-80%, stanno lavorando al massimo per poter compensare le carenze”.
“L’Europa ha dismesso molta capacità di raffinazione e quindi noi importiamo prodotti. Importando crudo e avendo la raffinazione avremmo costi inferiori, ma sono state fatte altre scelte, negli ultimi anni la capacità di raffinazione in Europa si è ridotta del 20%, in Italia più o meno lo stesso. Per ragioni di policy, di norme, l’Europa ha portato moltissime delle produzioni di fossili fuel a spostarsi. Invece di raffinarlo qua lo compriamo. Siamo in deficit di jet fuel, che importiamo per il 35-40%, forse anche di più adesso”, ha aggiunto.
“La coda della guerra russo-ucraina porterà dal primo gennaio a uno stop completo del gas che dalla Russia arriva in Europa all’Europa. Questo ci troverà in una situazione di stoccaggi di gas peggiore dell’anno scorso. Non per l’Italia che è praticamente in linea con l’anno scorso al 71-72%, se tutto va come deve andare, è tutto contrattato, ma ci sono Paesi europei che sono molto al di sotto – aggiunge -. A gennaio non ci saranno più i metri cubi russi e quelli stoccati saranno di meno. Per l’Europa che va a gas è una preoccupazione, per quella che va a nucleare come la Francia e in parte la Spagna lo è in modo minore anche se il bilancio del gas ogni Paese deve averlo per compensare la non continuità delle rinnovabili”.
Anche quando sarà finita la guerra tra Iran e Stati Uniti “il rischio attribuito all’area del Golfo sarà completamente differente. Vuol dire costo del denaro e premi assicurativi più alti, e un’attenzione diversa rispetto a prima sull’investimento”. “E non varrà solo per questa area ma anche per il Mar Rosso, per il timore che questi stretti vengano utilizzati come elemento di ricatto o richiesta per ottenere qualcosa”, ha detto.
“La rete elettrica italiana nel 2005 era di circa 35.000 chilometri, con un Rab (Regulatory Asset Base) di 5 miliardi, e portava circa 340 TWh. A oggi la nostra rete è più che raddoppiata, 76.000 chilometri, con un Rab di 25 miliardi, quindi costi aumentati di 5 volte, e la rete porta 311 TWh. Abbiamo raddoppiato la rete ma i TWh sono ridotti”, ha concluso –
Queste sono delle considerazioni che devono essere fatte. La rete, per evitare quello che è successo in Spagna, deve avere un suo bilanciamento e una sua gestione. Tutto questo porta a dire che il gas ha un impatto immediato sull’elettricità, soprattutto in un Paese come il nostro che ha rinnovabili e gas, nient’altro, ci potrebbe essere un momento di tensione sui volumi e un momento di tensione sui prezzi”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


Cina, consumo di elettricità +5,3% nel primo semestre 2026. Trainano hi-tech e IA
Tg Sport Italpress – 16 Luglio 2026
Tg Economia Italpress – 16 Luglio 2026
Tg Lavoro & Welfare – 16 Luglio 2026
Nordio avvia l’istruttoria per la concessione della grazia a Roggero, Mattarella convoca il ministro: “Spetta al presidente della Repubblica”
Blue economy, in Italia la Dimensione Subacquea fattura 3,5 miliardi di euro
L’Ice compie 100 anni: dal 1926 triplicato il rapporto export-Pil, nel 2025 ha raggiunto il 32,2% / Video
Tennis, le Atp Finals 2027 si giocheranno ancora a Torino
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 17 Luglio
Merlier vince anche la 12^ tappa e cala il tris al Tour, Pogacar sempre leader
Radio Pavia Breakfast News – 25 maggio 2026
Terzo Valico dei Giovi, ultimata la tratta Castagnola-Vallemme
Pompe di calore, in 20 anni giro d’affari + 500% da 15 a 90 miliardi di euro
Conte conferma l’addio al Napoli “Ma decisione presa un mese fa”
«Quella striscia nel cielo» al Teatro Comunale di Rivanazzano: tre serate di cinema con finalità benefica a sostegno della Casa del Pane Zanaboni di Voghera
Sinner al San Raffaele di Milano per il secondo giorno di accertamenti
Tg Sport Italpress – 27 Maggio 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 2 giugno 2026
Webuild, Pietro Salini incontra il premier spagnolo Pedro Sanchez
Tg Lombardia 30/06/2026
Tg Sport Italpress – 16 Luglio 2026
Tg Economia Italpress – 16 Luglio 2026
Tg Lavoro & Welfare – 16 Luglio 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 17 Luglio
Agrisapori – 16 luglio 2026
Tg News 16/07/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 16 luglio 2026
Cinema & Spettacoli Magazine – 15 Luglio 2026
Trasporti & Logistica Magazine – 15 Luglio 2026
Tg Sport Italpress – 15 Luglio 2026
Primo piano
-
Cronaca21 ore fa
Radio Pavia Breakfast News – 16 luglio 2026
-
Sport17 ore faDa sabato al Country Time Club la 37esima edizione dei Palermo Ladies Open
-
Economia18 ore faUrso “Liberiamo le imprese dal Green Deal, a settembre altro pacchetto shock di semplificazioni”
-
Sport19 ore faAi Mondiali la finale più giusta, euforia per Messi e critiche per Tuchel
-
Sport13 ore faSvolta sulla giustizia sportiva, la Corte Ue dà ragione ad Agnelli e Arrivabene
-
Politica16 ore faVia libera della Camera alla legge elettorale con 217 sì, il testo passa al Senato
-
Economia14 ore faStellantis, nel primo semestre vendite nell’Ue30 a +3.8% sul 2025
-
Cronaca19 ore faTraffico di rifiuti verso il Pakistan, sequestri e perquisizioni nel bresciano

