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Cronaca

Pole stratosferica di Verstappen a Suzuka, beffate le McLaren

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SUZUKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Uno straordinario Max Verstappen conquista la pole position a Suzuka nel terzo appuntamento del Mondiale di F1. Una delle imprese più grandi del pilota Red Bull, che partirà dalla prima casella in Giappone per la quarta volta consecutiva. Record della pista (1’26″983) e beffate le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, entrambi dotati di una monoposto di circa tre decimi superiore a tutte le concorrenti, ma costretti a inchinarsi al fenomeno olandese. Norris è secondo di 12 millesimi (1’26″995) e Piastri terzo a 0″044 dalla pole. “E’ stata una qualifica incredibile. Sono andato al limite e anche oltre. Il circuito è speciale per me e con il nuovo asfalto c’è ancora più grip. La pole è un grandissimo risultato, ma domani in gara sarà dura”, le parole di Verstappen, che punterà sull’incertezza meteo per provare a giocarsela ad armi pari con le Papaya. Piloti McLaren nel complesso soddisfatti di essere in lotta per la vittoria, nonostante la pole position mancata. “Sono contento e faccio i complimenti a Max (Verstappen, ndr). Ha fatto un giro incredibile. Ho tirato fuori il 100% dalla macchina e siamo contenti di essere in lotta”, afferma Norris. Più deluso, invece, Piastri: “Mi sono sentito bene in macchina, ma nell’ultimo tentativo non sono riuscito a mettere insieme il giro perfetto. Domani cercheremo di recuperare in gara. Penso il nostro passo gara sia ottimo, ma gli avversari non sono così lontani”. Segnali di lenta crescita da parte della Ferrari”. Nel Q3 non siamo riusciti a massimizzare le prestazioni. Il potenziale è buono e il quarto posto non era il nostro obiettivo, ma non potevamo fare di più con Leclerc. Hamilton era al livello di Charles in Q1 e Q2, dovremo analizzare cosa è successo in Q3″, spiega il team principal del Cavallino, Frederic Vasseur. Charles Leclerc ottiene il massimo dalla sua SF-25 ed è quarto a tre decimi dal terzetto di testa. Il monegasco, dopo aver faticato in Q1 e Q2, è bravo a mettere insieme un giro praticamente perfetto e a prendersi una buona seconda fila. “Rispetto a ieri abbiamo fatto grandi passi in avanti e sono riuscito a estrarre il massimo dalla macchina. Il quarto posto è un risultato comunque deludente, ma più di così non si poteva fare”, le parole, a Sky Sport, di Leclerc. Terza fila tutta Mercedes con George Russell davanti a un sorprendente Andrea Kimi Antonelli. Il britannico non riesce a mettere insieme un buon giro nell’ultimo tentativo, mentre il classe 2006, in forte difficoltà dopo il poco tempo avuto in prove libere per conoscere la pista, si issa fino in sesta piazza a soli due decimi dal compagno di squadra. “Nelle prove libere ho preso poca confidenza con la pista, ma sono contento di come mi sono migliorato nel corso della sessione di qualifica”, l’analisi di un soddisfatto Antonelli. Lewis Hamilton in quarta fila. Il sette volte campione del mondo manca l’appuntamento con il Q3, dopo un Q1 e un Q2 sui tempi di Leclerc. 1’27″610 il crono del britannico, che scatterà dall’ottava casella dietro anche a Isack Hadjar (Racing Bulls). “Ogni weekend lavoriamo tantissimo e da una parte è bello vedere Charles (Leclerc, ndr) vicino alla prima fila. Io non sono riuscito a estrarre il massimo dalla vettura. Abbiamo preso strade diverse a livello di setup. Spero di ritrovare passo in gara”, rivela Hamilton, che dovrà rendersi protagonista di una rimonta non scontata in una pista che non offre grandi spunti di sorpasso. Manifesta superiorità in Williams di Alexander Albon su Carlos Sainz. Altra qualificazione in Q3, con lo spagnolo out in Q2 e poi penalizzato per impeeding a Hamilton, per il pilota thailandese, che aprirà la nona fila insieme a Oliver Bearman. Il britannico compie un’autentica impresa con la sua Haas e si spinge fino al Q3 con il compagno Esteban Ocon fuori in Q1 e 18°. In gara McLaren sembra averne di più rispetto a Ferrari, Mercedes e Verstappen. A centro gruppo la Racing Bulls si giocherà i punti probabilmente con la Williams con mine vaganti Bearman e Pierre Gasly (Alpine), 11°. In affanno Aston Martin (12° Alonso e 20° Stroll) e Kick Sauber (16° Hulkenberg e 17° Bortoleto). Domani in pista alle ore 7.00 italiane per i 53 giri del Gran Premio del Giappone.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 26 gennaio 2026

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Roma-Milan 1-1, Pellegrini risponde a De Winter

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ROMA (ITALPRESS) – La Roma trova il primo pareggio della stagione, il Milan allunga a 21 la sua striscia d’imbattibilità, la più lunga tra i top cinque campionati d’Europa. Finisce 1-1 all’Olimpico un big match che non stravolge i piani alti della classifica: Allegri sale a 47 punti, perde terreno rispetto all’Inter capolista (-5), ma allunga a +4 sul Napoli, sconfitto a Torino e agganciato proprio dagli uomini di Gasperini a quota 43. Alla fine sono proprio i giallorossi a uscire con più rimpianti, nonostante il gol di De Winter arrivi prima del pareggio su rigore di Pellegrini. Come all’andata infatti è Mike Maignan il grande protagonista. L’uomo più pericoloso della Roma è Malen, letale all’esordio contro il Torino e più sciupone del solito oggi. Dopo pochi istanti l’ex Aston Villa si incunea in area ma strozza troppo col sinistro, facilitando la presa del portiere rossonero. All’8′ è Kone ad impensierire il francese, ma anche in questo caso l’intervento è agevole. L’occasione più importante del primo tempo si registra al 19′: Ndicka in proiezione offensiva serve Malen che da posizione estremamente favorevole calcia al volo a lato. L’olandese spreca ancora al 33′, questa volta da posizione defilata, calciando sul corpo di Maignan, che nel finale di primo tempo con un super riflesso sbarra la strada ad un destro di prima intenzione di Celik. Insomma, dopo il rigore parato all’andata su Dybala, l’estremo difensore milanista fa un altro figurone. Ad inizio ripresa il Milan – che sostituisce all’intervallo il fischiatissimo Saelemaekers con Athekame – ha subito una chance. Bartesaghi corre sulla fascia e pesca al centro Rabiot, il cui diagonale viene deviato in angolo da Svilar. Allo scoccare dell’ora di gioco la Roma perde Kone, infortunatosi al flessore dopo una rincorsa su Rabiot e sostituito da Pisilli, reduce dalla doppietta europea contro lo Stoccarda. La Roma abbassa il ritmo e subisce gol al 62′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo regalato da Ndicka, è De Winter a staccare più in alto di tutti e a battere Svilar. Al 65′ Gasperini e Allegri cambiano l’attacco. Dentro Vaz e Pellegrini (al posto di Malen e Dybala) da una parte. Spazio a Pulisic e Fullkrug (al posto di Nkunku e Leao) dall’altra. La Roma pareggia proprio con il suo ex capitano. Celik conquista un rigore calciando sul braccio di Bartesaghi. Sembra un deja vu dell’andata, ma stavolta Pellegrini – a differenza di Dybala a San Siro – non sbaglia contro Maignan. Nel finale c’è spazio anche per il neo romanista Venturino, ma il risultato non cambia più. Finisce in pareggio il trentunesimo confronto ufficiale tra Gasperini e Allegri.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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La Juve stende 3-0 il Napoli, a segno David, Yildiz e Kostic

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TORINO (ITALPRESS) – La Juventus vince e convince nel big match contro il Napoli: successo per 3-0 che rilancia i bianconeri dopo lo scivolone esterno contro il Cagliari e che li porta a -1 proprio dai partenopei nella classifica della Serie A. Tra rivalità e grandi ex, a partire dai due allenatori, Luciano Spalletti e Antonio Conte, all’Allianz Stadium va in scena una partita dal peso specifico molto importante: una prova del nove per i bianconeri dopo settimane di crescita, nonostante il già citato ko in Sardegna, ma un importante test anche per i partenopei, ancora falcidiati dalle assenze. Nelle ultime ore si è aggiunto anche lo stop di Milinkovic-Savic, e allora ecco che in porta torna Meret dopo quattro mesi dall’ultima partita giocata: in panchina subito Giovane, appena arrivato dal Verona, oltre a Lukaku. Allo Stadium l’atmosfera che si respira è quella delle grandi serate e la squadra di Spalletti è aggressiva e attua una pressione molto alta fin da subito. E proprio da questa aggressività nasce la grande occasione capitata sui piedi di Thuram al 19′: Gutierrez perde palla in uscita sulla pressione di Yildiz e il centrocampista francese fa partire un bel tiro a giro che si stampa all’incrocio dei pali.
Gli ospiti rispondono con il tiro di Vergara, facile preda di Di Gregorio, ma i bianconeri passano in vantaggio al 22′, quando David sfrutta l’assist di Locatelli vincendo il duello fisico con Spinazzola e battendo Meret. La Juve ha subito l’occasione per il raddoppio con la giocata illuminante di Yildiz per Conceicao, ma il tiro del portoghese, dopo aver superato il portiere avversario, viene allontanato proprio sulla linea da un intervento strepitoso di Buongiorno. A questo punto il ritmo dei bianconeri cala e la squadra di Conte si riorganizza, pur senza creare vere occasioni da rete. Il primo, vero, tentativo verso la porta di Di Gregorio, infatti, arriva solo al 55′ con il tiro fuori misura di Hojlund, ben tenuto da Bremer. La Juve fatica a far girare palla ma comunque concede poco, e allora Conte butta nella mischia anche Giovane al 70′. Ma al 77′ il gravissimo errore di Juan Jesus in impostazione spalanca le porte a Miretti, che recupera il pallone e serve Yildiz per il 2-0. Nel Napoli torna in campo anche Lukaku, ma il gol del turco chiude, di fatto, la partita. E a questo punto il sigillo di Kostic all’86’ con un bel tiro dalla distanza appare come una punizione forse eccessiva per gli ospiti, ma che certifica la grande prestazione dei padroni di casa.
Ora, per entrambe le squadre la testa va a mercoledì, quando andrà in scena l’ultima giornata della League Phase di Champions League: la Juventus, che si è già assicurata almeno un posto nei play-off, sogna la qualificazione diretta agli ottavi e affronta fuori casa il Monaco; mentre il Napoli, dopo essersi complicato la vita con il pareggio a Copenaghen, insegue l’impresa al “Maradona” contro il Chelsea.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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