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Economia

Il CdA di Pirelli approva il bilancio 2024, “Venuto meno il controllo di Sinochem”

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli & C. Spa, riunitosi in data odierna, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2024 a maggioranza con il voto favorevole di 9 su 15 consiglieri. Hanno votato contro il presidente Jiao Jian e i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua, mentre Tang Grace si è astenuta.

La relazione finanziaria, su proposta dall’amministratore delegato Andrea Casaluci, contiene l’informativa secondo cui, a seguito dell’emanazione del DPCM Golden Power, è venuto meno il controllo di MPI Italy (e, per l’effetto, di Sinochem) su Pirelli ai sensi dell’IFRS 10. Al contempo Pirelli non risulta, ai sensi del predetto principio contabile, sottoposta al controllo di alcun soggetto.

La verifica della sussistenza del controllo in capo al gruppo Sinochem attraverso Marco Polo Italy (MPI Italy) era stata sollevata dal collegio sindacale e dal management a seguito dell’emanazione del DPCM Golden Power e il tema è stato approfondito con l’ausilio di società di revisione e primari studi legali. La decisione è stata assunta anche in ottemperanza del provvedimento di Consob che aveva rimandato al Cda una valutazione in merito da condursi in applicazione del principio contabile internazionale IFRS 10.

I consiglieri che hanno espresso voto contrario o l’astensione al bilancio hanno motivato il loro dissenso unicamente in ragione della dichiarazione di avvenuta cessazione del controllo di Sinochem su Pirelli ai sensi dell’IFRS 10, non condividendone le relative motivazioni anche in considerazione del fatto che il patto parasociale fra Camfin e Cnrc/MPI Italy è ancora in vigore e che pertanto, a loro parere, Cnrc/MPI Italy mantiene il controllo su Pirelli ai sensi dell’art 93 del TUF.

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Il management ricorda che la decisione in ordine all’assenza del controllo da parte del socio Sinochem rappresenta un primo passo, ma non risolutivo, nel percorso di necessario adeguamento della governance societaria ai vincoli normativi negli Usa, mercato chiave nel segmento dei pneumatici High Value e di sviluppo e diffusione della tecnologia Cyber Tyre. Il management ha pertanto ribadito che continuerà nel dialogo con i principali soci per allineare la governance di Pirelli alle normative americane, in particolare quella legata ai veicoli connessi, nell’interesse della società e di tutti i suoi stakeholders.

L’esercizio 2024, i cui i risultati non auditati e preliminari erano già stati comunicati al mercato il 26 febbraio scorso, si è chiuso con un utile netto consolidato di 501,1 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto ai 495,9 milioni di euro dell’esercizio 2023, e ricavi in aumento dell’1,9% a 6.773,3 milioni di euro. L’esercizio, inoltre, ha visto un ulteriore miglioramento delle performance di sostenibilità.

Il Cda ha inoltre approvato i risultati della Capogruppo Pirelli & C. Spa che nel 2024 ha registrato un utile netto di 302 milioni di euro, in crescita del 24,3% rispetto ai 242,9 milioni di euro dell’esercizio 2023. Il Cda, in linea con la politica dei dividendi dell’Industrial Plan Update 2024-2025 che per l’esercizio 2024 prevedeva una distribuzione pari a circa il 50% del risultato netto consolidato, proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,25 euro per azione (0,198 euro per azione a titolo di esercizio 2023) per un totale complessivo di 250 milioni di euro.

Il dividendo relativo all’esercizio 2024 sarà posto in pagamento a partire dal 25 giugno 2025 (stacco cedola il 23 giugno 2025 e record date il 24 giugno 2025). Pirelli conferma – alla luce delle elevate incertezze sui dazi Usa – gli obiettivi comunicati al mercato lo scorso 26 febbraio. La società ha già definito un piano di mitigazione dell’impatto dei dazi Usa, qualora entrassero in vigore le misure attualmente annunciate, con l’obiettivo di garantire i target di Ebit Adjusted e di generazione di cassa nella parte bassa della guidance, raggiungendo pertanto l’obiettivo di deleverage.

Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli ha approvato la struttura del piano LTI monetario per il triennio 2025-2027 (“Piano LTI 25-27”). I piani di incentivazione a medio-lungo termine per il management Pirelli hanno una struttura “rolling” con obiettivi definiti all’inizio di ogni ciclo triennale per garantire l’allineamento tra target aziendali e sistema di incentivazione, in coerenza con i corrispondenti obiettivi presenti nei piani industriali resi noti al mercato. In particolare, per il Piano LTI 25-27 gli obiettivi di Group Net Cash Flow e di CO2 Emission Reduction per l’ottenimento dell’incentivo a “target” saranno in linea con quanto verrà comunicato al mercato in chiusura del processo di pianificazione strategica.

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Il Piano LTI 25-27 prevede i seguenti obiettivi: o Total Shareholder Return (TSR) relativo, con peso pari al 40% del premio LTI confrontato rispetto ai peers Tier 1; Net Cash Flow di gruppo cumulato (ante dividendi), con peso pari al 35% del premio LTI; o Posizionamento di Pirelli nel Dow Jones Sustainability World Index ATX Auto Component sector, con peso pari al 10% del premio LTI; CO2 Emissions Reduction, con peso pari al 15% del premio LTI. Il Piano LTI 25-27, come sopra evidenziato, prevede due obiettivi legati all’ambito della sostenibilità ed è basato anche sull’andamento del titolo Pirelli (cosiddetto TSR) rispetto ai peers, permettendo così di allineare gli interessi del management con quelli degli azionisti.

Anche il Piano LTI 25-27, come in passato, è autofinanziato, in quanto i relativi oneri sono inclusi nei dati economici dei piani industriali. La sua eventuale erogazione avverrà nel primo semestre del 2028. Partecipano al Piano LTI 25-27, tra gli altri, il Vice Presidente Esecutivo di Pirelli & C. Marco Tronchetti Provera, l’Amministratore Delegato Andrea Casaluci, il Direttore Generale Corporate Francesco Tanzi e i dirigenti qualificati dal Consiglio come “dirigenti con responsabilità strategica”.

Il Piano LTI 25-27 è rivolto, inoltre, a Senior Manager e ad Executive del gruppo. Il Piano LTI 25-27 è stato deliberato anche ai sensi dell’articolo 2389 del codice civile, su proposta del Comitato per la Remunerazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale in relazione ai soggetti per i quali tale parere è richiesto. Inoltre, il Piano LTI 25-27 è incluso nella politica di remunerazione che sarà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea chiamata ad approvare la Relazione Finanziaria annuale al 31 dicembre 2024, così come nella medesima Assemblea sarà sottoposto il Piano LTI 25-27 nella parte legata al TSR.

L’assemblea degli azionisti è previsto si tenga in sede ordinaria in unica convocazione in data 12 giugno 2025 per: approvare il Bilancio d’esercizio 2024 e le connesse delibere in merito alla distribuzione del dividendo; approvare la Politica in materia di remunerazione e, per la parte legata al Total Shareholder Return, l’adozione del piano di incentivazione monetario a medio-lungo termine per il triennio 2025-2027 (LTI 25-27) destinato al management del gruppo; esprimersi, con voto consultivo, sui compensi corrisposti relativi all’esercizio 2024. All’Assemblea sarà altresì presentata l’annuale “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari”.

A giugno 2024 la società ha collocato presso investitori istituzionali un sustainaibility-linked bond (garantito da Pirelli Tyre S.p.A.) per un importo nominale complessivo di 600 milioni di euro con scadenza luglio 2029 e con una cedola del 3,875%. I titoli sono quotati presso la Borsa del Lussemburgo. Nel dicembre 2025 scadrà il prestito obbligazionario equity-linked da 500 milioni di euro denominato “EUR 500 million Senior Unsecured Guaranteed Equity-linked Bonds due 2025”.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Economia

Panetta “Tecnologia e geopolitica stanno influenzando l’economia”

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MILANO (ITALPRESS) – “Stiamo assistendo a movimenti dei tassi di interesse che hanno un legame con annunci politici. Le variabili fondamentali dell’economia, su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse dipendono da variabili che sono sempre meno le variabili tradizionali, ma da variabili geopolitiche, oggi direi sempre più politiche senza il prefisso ‘geo’. Tutto questo rende molto difficile fare valutazioni di carattere economico ed è molto difficile avere un quadro coerente della situazione”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione del Comitato Esecutivo dell’ABI.

“Noi oggi siamo in un mondo sempre più geopolitico. Al di là dei movimenti determinati anche dal dibattito di breve termine a livello politico-internazionale, ci sono due variabili di fondo che stanno influenzando l’economia. La prima è tecnologia. Noi siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica vera e propria e credo che essa stia determinando la riallocazione della rilevanza economica e politica a livello internazionale. Su questo si sta disputando la supremazia nei prossimi decenni e l’Europa purtroppo sembra fuori da questa gara”, ha aggiunto. “Il secondo fattore è la geopolitica. Questa non influenza soltanto tutte le variabili economiche tradizionali. Gli investimenti risentono dell’incertezza che ormai è fortissima e il livello di incertezza cambia molto rapidamente anche in tempi stretti. Ma soprattutto induce scelte di investimento e di variabili finanziarie che sono diventate tutte strategiche e rilevanti per le banche”, ha spiegato.

“Quando ci sono state le sanzioni alla Russia dopo l’attacco contro l’Ucraina, quelle che hanno funzionato veramente sono state quelle finanziarie e mentre quelle reali meno“. Il governatore ha spiegato che “quando Stati Uniti ed Europa si muovevano in modo molto coordinato, queste due aree avevano il controllo di quasi il 90% delle infrastrutture tecnologiche e finanziarie a livello mondiale”. “Ma non hanno funzionato altrettanto le sanzioni sull’economia reale. In un mondo dove grandi paesi che rappresentano oltre la metà del Pil del mondo non aderiscono (come Cina e India), è chiaro che l’economia rimane aperta”, ha aggiunto.

“In passato le guerre scoppiavano per il controllo dei pozzi di petrolio e il gas. Oggi la disputa è per il controllo di territori dove vi sono nel sottosuolo le materie prime del futuro. Quindi le brame su un territorio o su qualche grande isola dipendono anche dal fatto che sono territori che in prospettiva avranno una rilevanza strategica. Io mi aspetto in prospettiva che le tensioni sorgeranno anche per il controllo delle risorse idriche: l’acqua sta diventando infatti una risorsa scarsa, ma rilevante tanto per l’energia elettrica quanto per l’intelligenza artificiale”, ha concluso.

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– foto IPA Agency –

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Economia

Sergio Marullo di Condojanni nominato CEO di Angelini Pharma

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ROMA (ITALPRESS) – Angelini Pharma, parte di Angelini Industries – Gruppo multinazionale italiano attivo nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo – ha annunciato la nomina di Sergio Marullo di Condojanni a Chief Executive Officer. Marullo di Condojanni ricopre la carica di CEO di Angelini Industries dal 2020 e continuerà a svolgere tale ruolo, assumendo contestualmente la guida della divisione farmaceutica per promuovere l’attuazione di una strategia coerente e integrata, valorizzando la sua ampia esperienza in materia di gestione, governance e finanza. Jacopo Andreose, che ha guidato Angelini Pharma fino alla fine del 2025, entrerà a far parte del Consiglio di amministrazione di Angelini Holding e diventerà senior advisor del Consiglio di amministrazione di Angelini Pharma.

“La nomina di Sergio a CEO semplificherà il processo decisionale della nostra divisione farmaceutica, il cuore del nostro Gruppo. Questa scelta strategica ci consentirà di essere più vicini alle esigenze del mercato e, soprattutto, ai pazienti, garantendo maggiore efficienza, agilità, rapidità decisionale e flessibilità”, ha dichiarato Thea Paola Angelini, Presidente di Angelini Holding.

Il duplice incarico di Marullo di Condojanni gli consentirà di guidare direttamente l’attuazione della strategia all’interno della divisione healthcare, con l’obiettivo di massimizzare il valore di Angelini Pharma in un settore ad alto tasso di crescita, favorendo al contempo un più efficace allineamento strategico e una maggiore tempestività decisionale. L’attenzione sarà rivolta al rafforzamento della leadership del gruppo nella Brain Health, in particolare nell’ambito delle malattie neurologiche rare, proseguendo parallelamente nello sviluppo del business Consumer Healthcare. Tra le altre priorità, l’espansione della presenza globale di Angelini Pharma, anche attraverso nuove acquisizioni volte a rafforzare la pipeline di farmaci innovativi e di candidati promettenti. Resta centrale l’impegno a sostenere gli investimenti in ricerca, sviluppo e attività produttive in Italia, affiancato da una strategia di apertura ai mercati internazionali per cogliere ulteriori opportunità di crescita.

“Sono entusiasta e profondamente onorato di assumere questo importante incarico alla guida di Angelini Pharma in una fase cruciale di trasformazione – ha dichiarato Sergio Marullo di Condojanni -. Le nostre priorità strategiche sono chiare: rafforzare la competitività di lungo periodo e cogliere opportunità di M&A trasformative che ci consentano di crescere su scala globale. Parallelamente, continueremo a dare piena attuazione a una strategia ambiziosa, orientata al raggiungimento della leadership di mercato e allo sviluppo di soluzioni innovative e dirompenti nella brain health a beneficio dei pazienti di tutto il mondo”. “La nuova visione strategica sarà sostenuta da un rinnovato assetto organizzativo, basato su franchise dedicate, con l’obiettivo di massimizzare la creazione di valore e supportare l’espansione internazionale nelle aree a più elevato potenziale di crescita”, si legge in una nota.

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– foto ufficio stampa Angelini Pharma –

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Unrae, rimorchi in crescita a dicembre: il 2025 si chiude a +14,7%

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ROMA (ITALPRESS) – Il mercato di rimorchi e semirimorchi chiude il 2025 con un andamento complessivamente positivo, registrando un incremento annuo del 24,4% rispetto all’anno precedente e una crescita in termini di volumi pari a quasi 2.000 unità. Nel mese di dicembre si rileva un ulteriore risultato positivo, con 1.098 unità immatricolate a fronte delle 883 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente, corrispondente a un aumento del 24,4%.

“Accogliamo con favore i segnali del mercato, che ha registrato una crescita delle immatricolazioni in dieci mesi dell’anno appena concluso. Per consolidare questa tendenza, è fondamentale rendere tempestivamente disponibili le risorse stanziate nel precedente esercizio per il rinnovo del parco veicolare, pari a 6 milioni di euro, e garantire, già nei primi mesi del 2026, un’attuazione efficace delle misure previste dal Fondo straordinario da 590 milioni di euro destinato al trasporto merci. La natura pluriennale del Fondo rappresenta uno strumento cruciale per offrire alle imprese stabilità e prevedibilità, favorendo una pianificazione strutturata e continuativa degli investimenti”, commenta Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE.

“A questo riguardo, – prosegue Mastagni – UNRAE, in coordinamento con le Associazioni dell’autotrasporto e della filiera automotive, ha già avviato interlocuzioni approfondite con il MIT, al fine di destinare al comparto dei trainati una quota significativa di risorse fin dal primo anno di applicazione. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia del sistema di incentivazione attraverso l’ampliamento delle categorie ammissibili, il potenziamento dell’intensità contributiva e l’introduzione di criteri premianti legati alla sostituzione dei mezzi più datati e obsoleti, ancora largamente presenti sulle strade italiane, con veicoli di nuova generazione più sicuri, efficienti e sostenibili”.

“Infine, per il 2026 auspichiamo che, accanto agli incentivi alla domanda, i Decreti legislativi attuativi della revisione del Codice della Strada – la cui adozione è stata recentemente prorogata – consentano l’aggiornamento del Regolamento di esecuzione e la piena applicazione della normativa che estende la lunghezza massima degli autoarticolati da 16,50 a 18,75 metri, permettendo finalmente all’Italia di allinearsi agli standard già adottati con successo in numerosi Paesi europei”, conclude Mastagni.

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-Foto screenshot grafica Unrae-
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