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SPECIALE NEWS – FUGA DI CERVELLI, LA STORIA DI FRANCESCO

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La storia di Francesco Boccalatte è quella di tanti ricercatori italiani, formati da un sistema universitario di alto livello ma costretti a cercare altrove le condizioni per crescere professionalmente. Nato a Torino, Boccalatte ha studiato medicina di laboratorio nella sua città e ha poi proseguito il suo percorso accademico con un dottorato in medicina molecolare al San Raffaele di Milano. Ma è stato il trasferimento negli Stati Uniti, nel 2015, alla NYU School of Medicine, a segnare la svolta: qui si è specializzato in ematologia oncologica, entrando in uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo. Dopo quasi un decennio negli USA, nel 2022 ha vinto un bando Start-Up dell’AIRC per il rientro in Italia di cervelli altamente qualificati. Oggi dirige il laboratorio di genomica strutturale del cancro all’Istituto di Candiolo, vicino Torino, ma senza interrompere il legame con l’America: continua a insegnare e a fare ricerca al NYU Langone Health di New York. In questa intervista, realizzata durante una sua visita alle Nazioni Unite e poco distante dal centro dove lavora negli USA, Boccalatte riflette sul tema della “fuga dei cervelli” italiani. Perché tanti ricercatori come lui partono? E cosa serve davvero per farli tornare?

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Italpress Economy – 24 Aprile 2026

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MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centosettantaduesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento, partendo dal nuovo Documento di Finanza Pubblica.

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America Week – 24 Aprile 2026

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Negli Stati Uniti, a partire dalla guerra con l’Iran, le decisioni della leadership appaiono ormai sempre più istintive, improvvisate e quindi senza né capo né coda: così la politica estera, la politica economica, il rapporto con le istituzioni e perfino il processo elettorale restano nel caos. Il conflitto con l’Iran continua senza una strategia da parte del Commander in Chief. I negoziati vanno avanti, ma vengono spesso contraddetti dai messaggi sui social di Donald Trump che, arrivando in piena notte, avrebbero complicato momenti delicati del dialogo, distruggendo il lavoro dei negoziatori. Il risultato è un paradosso: una guerra che nessuno vuole più continuare, ma senza che da Washington emerga una linea negoziale stabile che gli iraniani possano accettare. Intanto si allarga la frattura nella base, che si allontana sempre più da Trump, diventato presidente di guerra. Tucker Carlson, uno dei più popolari ex sostenitori mediatici di Trump, dopo averne preso le distanze è arrivato a chiedere scusa, pentendosi e recitando un mea culpa anche morale nei confronti dei suoi milioni di ascoltatori per averlo sostenuto e aiutato a far rieleggere Trump.

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Realpolitik – 26 Aprile 2026

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ROMA (ITALPRESS) – E adesso in Iran cosa succederà? A pesare nelle trattative con gli Stati Uniti è sicuramente la sfiducia reciproca tra i due Paesi, ma non meno rilevante sono le divisioni interne alla Repubblica islamica. Nella nuova puntata del format dell’Italpress Realpolitik, l’ambasciatore Giampiero Massolo analizza quello definisce "un vero e proprio tiro alla fune" dall’esito ancora molto incerto

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