Cronaca
Frode su fondi europei, sequestrati ad Agrigento beni per 1,3 milioni
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10 mesi fa-
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Redazione
AGRIGENTO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza ha eseguito due decreti con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Palermo, ha disposto il sequestro preventivo di beni per l’importo complessivo di 1.350.000 euro nei confronti di due società agrigentine e sei persone fisiche. L’accusa è di una rilevante frode sui fondi europei destinati allo sviluppo regionale e a quello rurale.
La misura cautelare è il risultato di una complessa attività investigativa, coordinata dai magistrati della Procura Europea e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento, nei confronti di imprese riconducibili allo stesso nucleo familiare, operanti nel settore edile nonchè in quelli della ristorazione e dell’agricoltura.
Gli approfondimenti investigativi si sono inizialmente concentrati su un progetto finanziato con risorse pubbliche del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e relativo alla creazione di nuove forme di turismo. L’analisi della documentazione giustificativa delle spese ha fatto emergere significative anomalie in ordine alla concreta natura dei rapporti economici in essere tra la società beneficiaria del contributo pubblico e un’impresa edile, risultata assolutamente priva di reale capacità operativa.
Quest’ultima avrebbe emesso fatture fittizie per lavori di ristrutturazione di fatto mai eseguiti, al solo scopo di far ottenere all’impresa destinataria delle false fatturazioni l’illecito accesso al finanziamento pubblico. Il denaro percepito con la prima tranche del contributo – attraverso un complesso giro di bonifici tra persone fisiche e giuridiche – sarebbe rientrato nella disponibilità dell’azienda beneficiaria, permettendo agli indagati di simulare il pagamento di ulteriori fatture, utilizzate a loro volta per richiedere fraudolentemente – con un nuovo “stato d’avanzamento lavori” – la seconda tranche di risorse pubbliche.
Lo stesso modus operandi è stato poi utilizzato per commettere un’ulteriore frode, sempre ad opera della medesima impresa edile, che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per consentire a una ditta individuale – formalmente intestata a un prestanome ma di fatto gestita dal nucleo familiare in questione – di ottenere un contributo a fondo perduto erogato con risorse pubbliche del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale.
In questo caso i fondi pubblici, illecitamente ottenuti attraverso il collaudato meccanismo delle false fatturazioni, sarebbero stati dirottati verso altre attività economiche, comunque riconducibili agli indagati.
Sono state, pertanto, denunciate alla Procura Europea 6 persone per truffa aggravata ai danni dello Stato, frode fiscale ed autoriciclaggio, mentre 3 società sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria per gli illeciti amministrativi. Sequestrato denaro, beni mobili e immobili e quote societarie per circa 700 mila euro nonchè sottoposte ad amministrazione giudiziaria una delle tre società coinvolte, risultata ancora in attività con un giro d’affari di oltre 1,6 milioni di euro.
– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 4/3/2026
Pubblicato
3 minuti fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
I fatti del giorno: Aiuti agli iraniani di Pavia, raccolti oltre 12mila euro – Parcheggi e ciclabile, proteste dei residenti a Pavia – Cardiologia Voghera, allarme per la carenza di medici – Caso Pifferi, la procura chiede nuovo processo – Tram deragliato Milano, indagini sull’errore umano – In albergo con la pistola, altra condanna per Baby Gang – Tangenziale Sud Milano, 14 sindaci contro il progetto – Pronto Meteo Lombardia per il 5 Marzo.
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Cronaca
Dalla Regione Lombardia sostegno alle famiglie e lotta al “nero” e al sommerso
Pubblicato
1 ora fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è la prima regione italiana per il lavoro domestico. Nel 2024 le famiglie hanno destinato a questo settore una spesa complessiva di 1,7 miliardi di euro, contribuendo a generare un valore di 3,9 miliardi sul PIL (corrispondente allo 0,9% del totale regionale). Nello stesso anno i lavoratori domestici registrati in Lombardia sono stati 158.378, con una lieve prevalenza di colf (55,6%). Nell’ultimo triennio si registra una flessione sia per colf che badanti, rispettivamente del -23,2% e del -3,6%. E’ questa la fotografia che emerge dalla presentazione – che si è tenuta oggi a Palazzo Lombardia, alla presenza di Elena Lucchini, assessore regionale per la Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità – che ha messo al centro i nuovi dati sul lavoro domestico in Lombardia, illustrati nel 7° rapporto annuale promosso dall’Osservatorio DOMINA, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. L’appuntamento si è rivelato un’importante occasione per approfondire numeri inediti e tendenze che delineano un settore in continua trasformazione.
“Ringrazio DOMINA per il lavoro puntuale di analisi e approfondimento che, anche quest’anno, offre uno strumento prezioso per comprendere l’evoluzione del lavoro domestico in Lombardia. I dati ci aiutano a leggere con maggiore consapevolezza i bisogni delle famiglie e le trasformazioni in atto in un settore strategico per il nostro sistema di welfare”, ha dichiarato l’assessore Lucchini. “Come Regione – ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale – abbiamo scelto di intervenire in modo concreto attraverso il Bonus assistenti familiari, una misura che contribuisce alle spese previdenziali sostenute dalle famiglie e che incentiva l’assunzione regolare del personale di cura. Il nostro obiettivo è duplice: sostenere economicamente i nuclei familiari e, allo stesso tempo, promuovere legalità, qualità del lavoro e tutela dei diritti degli assistenti familiari. In uno scenario demografico che vede crescere la popolazione anziana, investire sulla domiciliarità e sulla regolarizzazione del lavoro di cura significa rafforzare la coesione sociale e costruire un sistema più equo e sostenibile. Il confronto con DOMINA e con tutti gli attori del settore – ha concluso l’assessore Lucchini – è fondamentale per migliorare le politiche e rendere sempre più efficace il sostegno alle famiglie lombarde”.
La Regione Lombardia registra 169.984 datori di lavoro domestico, con una flessione del 13,6% rispetto al 2021. L’età media dei datori si attesta a 68,1 anni. Le donne rappresentano la maggioranza con il 54,3%, mentre gli uomini costituiscono il 45,7%. I grandi invalidi incidono per il 9,8%. La composizione per cittadinanza mostra una prevalenza netta di datori italiani (92,9%), a fronte di un 7,1% di stranieri. La spesa media annua per nucleo familiare si attesta a 9.796 euro. In Lombardia si contano 328.362 fra datori e lavoratori domestici, che incidono con una quota pari al 3,3% della popolazione regionale. I dati evidenziano infine che il 26,6% dei lavoratori convive con il proprio datore di lavoro. Non solo, il lavoro domestico in Lombardia ha una forte connotazione femminile (88,2%) e una prevalenza straniera (79,7%), con il gruppo più numeroso proveniente dall’Est Europa (30,1%), seguito da Asia (21,6%) e America Latina (21,1%). Gli Italiani rappresentano invece un quinto del totale (20,3%).
La concentrazione nel capoluogo è piuttosto accentuata, con quasi il 60% delle colf e oltre il 40% delle badanti localizzate in provincia di Milano. Rispetto alla popolazione residente, mediamente, in Lombardia si registrano 8,8 Colf ogni 1.000 abitanti, con un picco di 16 a Milano. Le badanti sono mediamente 9,2 ogni 100 anziani, con punte superiori al 10% a Milano e Monza. La Regione finanzia diversi incentivi per l’assistenza domestica di persone non autosufficienti, come le cosiddette misure B1 e B2 e i voucher mensili. Inoltre, la Regione contribuisce alle spese previdenziali della retribuzione dell’assistente familiare con il Bonus assistenti familiari. In Lombardia sono attive diverse buone pratiche territoriali a supporto del lavoro di cura, che mirano a valorizzare il ruolo sociale del lavoro domestico.
Le proiezioni demografiche ISTAT (scenario mediano) portano a stimare una popolazione anziana in forte aumento nel 2050 (+72,7%). In questo caso, gli anziani arriverebbero a 1,3 milioni, pari al 12,9% della popolazione. Allo stesso tempo, si registrerebbe un calo di circa 100 mila bambini (-2,4%, da 1,3 milioni a 1,2 milioni). “L’elevato livello di irregolarità continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato del lavoro domestico equo, trasparente e sostenibile. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali”, ha dichiarato Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA. “Per invertire questa tendenza – ha aggiunto – DOMINA propone un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Interventi come un meccanismo di cash back sui contributi INPS, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI come incentivo all’assunzione stabile. Infine, la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico, possono trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti”.
– foto ufficio stampa Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
Cronaca
San Raffaele Milano e Smart Clinic Roma per prevenzione del tumore colon-retto
Pubblicato
2 ore fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La prevenzione come primo strumento di difesa. E’ il messaggio lanciato, in occasione del mese europeo della prevenzione del tumore del colon-retto, dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Gruppo San Donato, del quale fa parte anche Smart Clinic Roma Villa Borghese, il primo centro polispecialistico Smart Clinic della Capitale, parte di un network nazionale che punta su prevenzione, accessibilità e qualità delle cure, un modello che consente di intercettare i bisogni di salute sul territorio e, quando necessario, di accompagnare i pazienti verso centri di altissima specializzazione. L’Unità di Chirurgia Colorettale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, con cui collabora Smart Clinic e diretta dal professor Pierpaolo Sileri, anche Prorettore alla Didattica e ordinario di Chirurgia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele, rappresenta infatti un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, dove tecnologia, ricerca, formazione e attenzione al paziente si integrano in un approccio multidisciplinare.
“La diagnosi precoce avviene prevalentemente grazie allo screening, che inizia dopo i 50 anni offerto gratuitamente dalle regioni, attraverso il sangue occulto fecale – ha spiegato il professor Sileri – Se il sangue occulto fecale dà esito positivo il percorso prevende la colonscopia, mentre per i pazienti che presentano dei sintomi sospetti è possibile valutare l’esame endoscopico dopo una presa in carico da parte del medico di medicina generale o dello specialista. Un’equipe dedicata alla chirurgia colorettale, inserita stabilmente nella pratica clinica quotidianità della struttura, aumenta la capacità di intercettare segnali anche molto iniziali, spesso sottovalutati dal paziente, consentendo una diagnosi più precoce e un trattamento tempestivo della patologia”.
Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse nel nostro Paese, con circa 50.000 nuove diagnosi ogni anno. E’ un tumore che oggi fa meno paura rispetto al passato: grazie allo screening, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate, la sopravvivenza supera il 65% e la mortalità è in costante calo. Negli ultimi anni, però, si osserva un aumento dei casi anche in persone più giovani, tra i 40 e i 50 anni, rendendo ancora più importante la prevenzione.
“Si tratta di un incremento ancora contenuto, ma ormai significativo, che impone una maggiore attenzione ai possibili segnali della malattia – ha affermato il professor Sileri – anche perchè il tumore del colon-retto è spesso subdolo e può svilupparsi inizialmente in assenza di sintomi, attraverso alterazioni cellulari dell’intestino”.
Per questo, strutture all’avanguardia come l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano rappresentano una risorsa importante nella lotta al tumore del colon-retto. “Sicuramente l’interazione e la multidisciplinarità consentono di promuovere delle cure all’avanguardia – ha concluso Sileri – all’Ospedale San Raffaele è possibile accedere a cure altamente avanzate e protocolli tecnologicamente innovativi”.
Negli ultimi anni, infatti, i progressi tecnologici hanno reso possibile il trattamento del tumore del colon-retto attraverso tecniche di chirurgia mininvasiva, oggi sempre più diffuse nei centri ad alta specializzazione.
“La chirurgia colorettale moderna è prevalentemente mininvasiva – ha spiegato il professor Sileri – e viene eseguita attraverso piccoli accessi addominali o con il supporto della chirurgia robotica, che consente un’elevata precisione dell’intervento. Questo approccio si traduce in un recupero più rapido per il paziente, in una riduzione dell’impatto chirurgico e nella possibilità di avviare precocemente eventuali terapie successive, con benefici sulla salute a 360 gradi”.
– Foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

Lombardia Live 24 Breaking News – 4/3/2026
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