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Cronaca

Gdo, Aldi festeggia 7 anni in Italia e avvia una nuova fase

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MILANO (ITALPRESS) – Con un’esperienza immersiva, durante un evento indirizzato agli stakeholder, Aldi ha festeggiato i suoi 7 anni in Italia. Aldi, parte del Gruppo Aldi Sùd, fra i più importanti operatori mondiali della Grande Distribuzione Organizzata, ha aperto infatti il suo primo negozio nel nostro Paese nel 2018 e oggi ne conta 200, in 6 regioni del Nord Italia.
L’evento, “Aldi da vicino”, che ha visto la partecipazione anche di molti fornitori italiani, ha da un lato festeggiato un traguardo ma ha segnato anche l’avvio di una nuova fase per il gruppo tedesco, come ha sottolineato durante il suo discorso, Michael Gscheidlinger, Country Managing Director Aldi Italia. “In un contesto che vede l’Italia affrontare grandi sfide economiche e sociali, Aldi riafferma oggi la sua presenza e vicinanza, non solo in termini di prossimità e crescente distribuzione dei nostri negozi ma soprattutto in termini di impatto valoriale. Oggi Aldi è pronta a iniziare una nuova fase strategica che punta al consolidamento – ha detto -. In questi anni i clienti e il mercato hanno dato grandi risposte alle nostre proposte. Ora puntiamo a un cambio di passo che presuppone un’integrazione maggiore con le strategie internazionali”.
Guardando in avanti, il primo obiettivo che il gruppo tedesco si è dato è semplificare la vita ai clienti, dare quindi una risposta efficace al carovita e dare contemporaneamente sostegno al cliente, alla comunità e al territorio. “Abbiamo sempre cercato di essere partner affidabili per le comunità – ha spiegato Gscheidlinger – per noi non si tratta solo di dare efficienza, sostenibilità o un’esperienza di spesa a un prezzo più basso, vogliamo dare un qualcosa in più ai clienti e al territorio”.
Letizia Mastroianni, Director National Buying con focus sulla sostenibilità, ha raccontato, durante l’evento, gli importanti interventi di rigenerazione urbana portati avanti di Aldi in Italia in occasione dell’apertura di nuovi punti vendita e l’attenzione anche alla sostenibilità anche sociale e alla parità di genere. Sono oltre 3.800 i collaboratori di Aldi in Italia, con un’età media di 34 anni mentre più del 50% delle posizioni manageriali è ricoperta da donne.
E a proposito di territorio, centrale per Aldi il rapporto con i fornitori, circa l’80% delle referenze alimentari è Made in Italy: “Per noi – ha continuato Gscheidlinger – è davvero molto importante la partnership che abbiamo con i nostri fornitori. Loro sono il cuore del nostro assortimento. Con l’innovazione, la qualità e i prezzi competitivi ci permettono di offrire e di restituire qualcosa ai nostri clienti. Con la sostenibilità, l’affidabilità e la trasparenza che richiediamo ai nostri fornitori vogliamo assicurare che venga fornita solamente la qualità maggiore possibile al cliente”.

– News in collaborazione con Aldi Italia –
– foto ufficio stampa Aldi Italia –
(ITALPRESS).

Cronaca

La Voce Pavese – Rimborsi pendolari, crollo dopo l’addio ai bonus

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I rimborsi ai pendolari lombardi per ritardi e soppressioni sono crollati dopo l’abolizione del bonus automatico. Lo dicono i dati forniti dalla Regione Lombardia in risposta a un accesso agli atti del consigliere regionale Simone Negri, capodelegazione Pd in commissione trasporti.

Dal 1° gennaio 2024, con il nuovo sistema degli indennizzi, i rimborsi sono passati da 5,7 milioni di euro del 2023 a poco più di 100mila euro. Un rapporto, sottolinea Negri, di 57 a uno. Nel dettaglio, i bonus automatici riconosciuti agli abbonati sono scesi da quasi 107mila nel 2023 a poco più di 5mila indennizzi nel 2024.

Secondo il Pd regionale, la cancellazione del bonus per gli abbonati Trenord si è rivelata un affare per la società di trasporto a scapito degli utenti. Fino al 2023, superata una soglia di disservizi calcolata su ritardi oltre i cinque minuti e corse soppresse, scattava automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento. Dal 2024 il meccanismo è cambiato: via il bonus, dentro l’indennizzo, legato a ritardi superiori ai 15 minuti e da richiedere esplicitamente dall’abbonato dopo aver verificato online se la propria linea rientra tra quelle indennizzabili.

«È un grande affare per Trenord e un grande danno per i pendolari», attacca Negri, che chiama in causa anche la Regione, proprietaria al 50% della società e committente di un contratto decennale assegnato senza gara nel 2023, con un aumento del corrispettivo regionale di cento milioni di euro l’anno.

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Critico anche il presidente dell’associazione pendolari Mimoal, Franco Aggio: «Già a gennaio 2024 avevamo denunciato un sistema penalizzante. Oggi, inoltre, non vengono più pubblicati i dati completi su tutte le linee, ma solo su quelle indennizzabili. Un problema serio di trasparenza».

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

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L’articolo La Voce Pavese – Rimborsi pendolari, crollo dopo l’addio ai bonus proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Askatasuna, Meloni “Serve chiarezza da parte di tutti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Penso che non si possa arretrare. Noi dobbiamo, e stiamo lavorando su questo, garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Salvo Sottile dopo aver ricevuto questa mattina una delegazione di Farwest, il programma di approfondimento in onda questa sera alle 21:20 su Rai3. Meloni ha stretto la mano ed espresso solidarietà all’inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso a Torino.
“Penso che su questo serva chiarezza da parte di tutti e un impegno comune, che è quello che ho chiesto anche nel dibattito che ci sarà in Parlamento con il ministro Piantedosi, a tutti i partiti anche dell’opposizione – ha aggiunto Meloni -. Ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite. Speriamo”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina, pubblicato il piano di rilancio per le aree rurali

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina martedì ha pubblicato il “Documento centrale n.1” per il 2026, delineando i piani per portare avanti la modernizzazione agricola e rurale e promuovere una rivitalizzazione rurale a tutto tondo.

In quanto prima dichiarazione politica diffusa ogni anno dalle autorità centrali della Cina, il testo è considerato un indicatore delle priorità politiche del Paese.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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