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Cronaca

Colite ulcerosa, via libera alla rimborsabilità per etrasimod

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ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la rimborsabilità per etrasimod, indicato nel trattamento di pazienti di età pari o superiore a 16 anni affetti da colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un agente biologico. Il regime di rimborsabilità per etrasimod è stato stabilito dalla determina AIFA n.1053 del 31 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 agosto (G.U n. 183 80825), con efficacia successiva al giorno della pubblicazione in G.U. Il farmaco, Velsipity, in classe H, nella formulazione compresse rivestite con film da 2 mg, per somministrazione orale, una volta al giorno, è soggetto a prescrizione medica limitativa, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti – gastroenterologo, internista e pediatra (RRL).
Etrasimod, già autorizzato in Europa dall’European Medicines Agency (EMA) il 16 febbraio 2024, agisce bloccando il recettore della sfingosina 1-fosfato (S1P), che contribuisce al controllo della circolazione nell’organismo dei linfociti (un tipo di globuli bianchi coinvolti nell’infiammazione).
Bloccando il recettore per la S1P, viene modulata l’azione di quest’ultima, impedendo ai linfociti di spostarsi dai linfonodi verso l’intestino. Tale azione è considerata il meccanismo principale per la riduzione dell’infiammazione intestinale osservata negli studi clinici. Come riportato da EMA, l’iter approvativo si basa sui risultati degli studi registrativi di Fase 3 ELEVATE UC 52 e ELEVATE UC 12 che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di etrasimod 2 mg orale, una volta al giorno, sulla remissione clinica in pazienti con colite ulcerosa che in precedenza avevano fallito o erano intolleranti ad almeno una terapia convenzionale o avanzata (biologica o inibitore di Janus chinasi, JAK). ELEVATE UC 52 e ELEVATE UC 12 sono stati gli unici studi sulle terapie avanzate per la colite ulcerosa a includere pazienti con proctite isolata, che interessa circa il 30% di coloro che hanno ricevuto una diagnosi di colite ulcerosa. Entrambi gli studi hanno raggiunto tutti gli endpoint chiave, primari e secondari, di efficacia, con un profilo di sicurezza favorevole coerente con gli studi precedenti sul farmaco. Etrasimod ha anche dimostrato di produrre un miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da colite ulcerosa. Le reazioni avverse più comuni sono state linfopenia (diminuzione del numero di linfociti) (11%) e mal di testa (7%).
“Etrasimod rappresenta una nuova opportunità terapeutica, anche in età adolescenziale, per i pazienti affetti da colite ulcerosa che hanno difficoltà a raggiungere la remissione con le terapie convenzionali” – ha affermato Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia. “La somministrazione orale una volta al giorno, unita ad un profilo di efficacia e sicurezza favorevole, lo rendono un’alternativa importante per la gestione di una patologia che può avere un forte impatto sulla vita delle persone, sia da un punto di vista fisico che psicologico ed emotivo, a causa dei suoi sintomi disabilitanti ed imprevedibili e delle potenziali complicanze, anche gravi”.
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica e immuno-mediata dell’intestino caratterizzata da un’infiammazione diffusa della mucosa intestinale. I sintomi clinici della colite ulcerosa possono includere, ma non sono limitati a, diarrea frequente, urgenza intestinale, sanguinamento rettale, dolore addominale, affaticamento, febbre e anemia. Il suo impatto può andare oltre l’aspetto fisico ad altri aspetti della vita a causa della natura cronica e imprevedibile dei sintomi.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

Nessun gol al Bentegodi, il Lecce conquista un punto a Verona

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VERONA (ITALPRESS) – Pareggio senza gol tra Verona e Lecce, sfida di bassa classifica tra due squadre che giocano sull’equilibrio precario di situazioni diverse, ma entrambe complicate. Per i veneti retrocessione di fatto solo rimandata, per i salentini un punto che muove la classifica e che permette alla squadra di mister Di Francesco di guadagnare un punto sulla Cremonese e di lasciare, a 4 giornate dalla fine del campionato, il terzultimo posto che vale la B.
La prima occasione della gara ce l’ha il Verona, con il lancio lungo di Bernede per Belghali che dentro l’area serve a rimorchio Akpa Akpro, rapido nella conclusione che Falcone è reattivo a respingere. Buon approccio del Verona che gestisce la sua presenza nella metà campo del Lecce con un giro palla avvolgente, ma privo di sbocchi. L’equilibrio permane per tutto il primo tempo, senza particolari lampi da una parte e dall’altra. Nella ripresa è ancora il Verona a crearsi maggiore spazio in avanti, con Suslov che sulla trequarti salentina libera il sinistro rasoterra parato in tuffo da Falcone. Il Lecce manca di incisività e Di Francesco prova così a scuotere i suoi, inserendo Ngom e Cheddira.
E’ proprio l’attaccante marocchino ad avere la palla del vantaggio, al 73′, sull’iniziativa di Banda che scappa sulla corsia di sinistra e mette il cross per Cheddira, che di piatto non inquadra la porta. Alza il ritmo il Lecce, con Banda che un minuto più tardi spaventa ancora Montipò con un tiro cross che il portiere scaligero alza in corner. Finale in cui entrambe le strade provano a ribaltare il fronte, con il Verona che nel recupero troverebbe la rete del vantaggio: punizione dalla trequarti di Lovric e colpo di testa di Edmundsson che termina in rete, salvo poi essere annullato dopo il check al Var di Massa per fallo dello stesso Edmundsson su Falcone. Si chiude così la gara, con la matematica che non condanna ancora il Verona alla retrocessione, mentre il Lecce conquista un punto che lo tiene appena fuori dalla zona rossa della classifica.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Arbitri nel caos, il designatore Rocchi sotto inchiesta

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MILANO (ITALPRESS) – Un’altra bufera si è abbattuta sul mondo arbitrale. Il designatore della Can A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, accusa formulata dal pm Maurizio Ascione. L’ex arbitro, già al centro delle polemiche per la gestione arbitrale nell’attuale stagione di Serie A tra errori e un protocollo Var poco chiaro, è sotto accusa, ma si difende respingendo le accuse. Sereno e deciso ad andare avanti in un primo momento, poi in serata la decisione di autosospendersi dall’incarico per difendersi al meglio e per non togliere tranquillità agli arbitri in questo finale di stagione. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori ci sono diverse sfide avvenute nelle scorse stagioni, tra cui Udinese-Parma. Una gara già menzionata dall’assistente Domenico Rocca, dismesso dalla Can: l’ex collaboratore, in una lettera di dominio pubblico, aveva segnalato quanto secondo lui avveniva a Lissone, sede centrale dove operano gli assistenti Var di tutte le partite di campionato.
Dopo la denuncia, Antonio Zappi – l’allora presidente dell’Aia -, inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc (la vicenda fu poi arhiviata dalla giustizia sportiuva) e predispose un cambio di regolamento, nel quale si obbligava chiunque andasse a Lissone, Rocchi compreso, a redigere una relazione su tutte le attività svolte all’interno della sede.
Zappi, nel frattempo, è stato squalificato dalla giustizia sportiva per 13 mesi per aver indotto alle dimissioni due designatori, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi – si legge sui profili social – gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri”. Abodi ha poi aggiunto: “Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza”. “Mi aspetto, quindi – conclude il ministro Abodi -, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. L’interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi è stato fissato per giovedì 30 aprile, alle ore 10.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)

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25 aprile, Meloni “Aggressioni da chi dice di difendere libertà, c’è un problema”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Facebook.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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