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Cronaca

Scoperta maxi piantagione di marijuana nel Palermitano, un arrestato

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PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato un’estesa piantagione composta da circa 1.600 piante di marijuana situata a Partinico. Sotto sequestro anche 70 kg circa di cannabis, già pronti per essere immessi sul mercato. In particolare, i militari della Compagnia di Partinico, durante un servizio di perlustrazione e controllo del territorio, insospettiti dal forte odore di marijuana proveniente da un casolare, hanno fatto irruzione all’interno dello stesso dove è stato rinvenuto tutto il necessario per la lavorazione e l’essicazione delle piante di canapa, costituito da lampade ad alta intensità, deumidificatori, condizionatori e macchinari per la separazione delle infiorescenze dagli arbusti.

I finanzieri hanno rinvenuto, inoltre, diverse piante già estirpate, poste a essiccare e in fase di preparazione per la successiva vendita unitamente a infiorescenze già lavorate, del peso complessivo di circa 70kg. Le attività sono proseguite con la perlustrazione dell’area circostante, dove, ben occultata alla vista, all’interno di un uliveto, è stata individuata una piantagione composta da circa 1600 piante, del peso complessivo stimato pari a circa 4 tonnellate, tutte in avanzato stato di maturazione, grazie alla luce diretta del sole e all’abbondante irrigazione assicurata dal titolare dell’impianto e pronte per essere raccolte e lavorate. La sostanza ricavata immessa sul mercato avrebbe fruttato profitti per circa 3 milioni di euro.

Ulteriori accertamenti in loco hanno consentito di rinvenire un sofisticato sistema di manomissione dei contatori elettrici, totalmente abusivo, che avrebbe consentito un illecito risparmio sul consumo di energia quantificabile in circa 250 mila euro. Tutte le sostanze stupefacenti rinvenute nonchè i locali ispezionati e il materiale ivi contenuto, sono stati posti sotto sequestro mentre il responsabile, sentito il Pubblico Ministero è stato posto agli arresti domiciliari per i reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti oltre che di furto aggravato di energia elettrica.

Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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(ITALPRESS).

Cronaca

Foti “Aumentiamo le spese di difesa per rafforzare l’asse europeo”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve prendere atto che la situazione geopolitica mondiale è cambiata enormemente da quando nacque la Nato, nel 1949”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e la Coesione, Tommaso Foti, sull’imminente vertice Nato.
Era un’alleanza in chiave antisovietica, ricorda Foti, “nasceva per difendere il blocco occidentale dalla minaccia dell’Urss, molto concreta, e andava bene sia per gli Usa che per l’Europa: grandi oneri economici per l’America ma anche basi in Europa che a loro servivano”. “Oggi – aggiunge il Ministro – per gli Usa è diventato fondamentale il teatro indo-pacifico, vista l’enorme crescita della Cina. E non solo Trump, ma anche presidenti del passato come Obama – seppur con toni e modi diversi – hanno chiesto un riequilibrio delle spese. Arrivare al 5% del Pil entro il 2035 per le spese di difesa non sarà facile perchè sembra una richiesta sproporzionata”.
“L’opinione pubblica europea, e quella italiana in particolare – evidenzia Foti -, non vede la necessità che invece è reale di rafforzare l’asse europeo della Nato. Paesi che hanno subito il comunismo o sono più vicini alla Russia sentono il problema molto di più, ma anche la Germania sta spendendo tantissimo pur avendo una situazione economica non facile. Noi veniamo da 81 anni di pace, ma è necessario capire che i tempi cambiano”.
Per quanto riguarda le forniture a Kiev, “per il 2026 è stato già deciso il contributo europeo, poi vedremo. Abbiamo sempre aiutato l’Ucraina con forniture di energia, con aiuti di uso civile, continueremo a farlo”, dichiara il Ministro.
– foto Ipa Agency –
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Cronaca

In migliaia a Teheran per la cerimonia funebre di Ali Khamenei

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TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Secondo giorno, a Teheran, della cerimonia di commiato in memoria dell’ex leader iraniano Ali Khamenei e di quattro membri della sua famiglia, tutti uccisi in un attacco israelo-americano il 28 febbraio. Sono migliaia le persone provenienti da diverse città dell’Iran che partecipano alle preghiere pubbliche. C’è chi si batte il petto, qualcuno piange.
Le preghiere si sono svolte nella Grande Moschea di Mosalla, dove le salme sono state deposte in bare di vetro da sabato mattina, quando è iniziata la cerimonia di commiato di due giorni.
Tre figli della defunta guida spirituale iraniana Ali Khamenei, Mostafa, Masoud e Meisam, hanno partecipato oggi per la prima volta alla cerimonia di commiato, per pregare in onore del padre. L’altro figlio di Khamenei e suo successore, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non si è più visto in pubblico dopo la sua nomina, non ha partecipato nè alle preghiere nè alla cerimonia di commiato, iniziata ieri.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Trump “Gli Usa più ricchi e forti che mai, il comunismo cancro da estirpare”

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo dal palco del National Mall di Washington per le celebrazioni dell’Indipendenza, tracciando un bilancio trionfale dello Stato della nazione. Davanti alle migliaia di persone radunate per il 250esimo anniversario della Dichiarazione, Trump ha rivendicato con forza i risultati raggiunti, dichiarando che oggi il Paese “è più forte, libero, ricco, sicuro e orgoglioso come mai prima”.
Il presidente degli Stati Uniti è salito sul palco del National Mall accompagnato mano nella mano dalla first lady, Melania Trump.
Durante il suo discorso ha ribadito con forza il diritto dei cittadini a possedere armi, richiamando esplicitamente il Secondo emendamento della Costituzione. Le parole del presidente sono state accolte da una vera e propria ovazione da parte della platea di sostenitori presenti alle celebrazioni. “Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventirà mai un Paese comunista”, ha sottolineato Trump, aggiungendo: “Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi. “Non l’hanno toccato affatto. Non è stato facile, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con forza e cautela. Nel corso delle generazioni, gli americani hanno combattuto, versato sangue e dato la vita non solo per garantire” i diritti della Costituzione, “ma per estenderli a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo, perchè siamo un unico popolo, un’unica famiglia. Lo avete dimostrato stasera, uniti sotto un’unica bandiera”. La Dichiarazione d’Indipendenza “ci insegna che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”, una cosa “che un comunista non direbbe mai, questo è certo”, ha aggiunto Trump, strappando prima una risata e poi un applauso del pubblico.
“La nostra ascesa a nazione più forte e potente del mondo non è stata un caso fortuito della storia”, è successo perchè “abbiamo ricostruito il nostro esercito durante il mio primo mandato. Lo abbiamo utilizzato un pò anche nel nostro… in realtà dovrei dire terzo mandato, ma non lo farò perchè non voglio polemiche. Ma lo abbiamo utilizzato e abbiamo ottenuto un successo straordinario. Guardate il Venezuela, guardate l’Iran, li abbiamo annientati, abbiamo annientato i loro eserciti”, ha detto.
“Oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo, come mai prima d’ora – ha sottolineato Trump -. L’America è tornata e vogliamo che rimanga grande. E lo faremo approvando il Save America Act, il che significa che tutti gli elettori dovranno mostrare un documento d’identità valido per votare. Tutti gli elettori dovranno fornire un piccolo documento chiamato prova di cittadinanza. E non ci saranno più schede elettorali per corrispondenza, salvo in caso di malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggio. E non ci saranno più brogli elettorali. E’ molto semplice”.
Dopo la fine del discorso di Donald Trump, durato circa 35 minuti, le bande congiunte delle forze armate Usa hanno eseguito l’inno nazionale a cui il tycoon ha assistito offrendo il saluto militare. Subito dopo è iniziato lo show: 850 mila singoli fuochi d’artificio per dare vita a uno spettacolo di 40 minuti, senza precedenti.
– foto Ipa Agency –
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