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Bologna, Vincenzo Italiano ricoverato per una polmonite: giovedì non sarà in panchina

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Nella giornata di ieri Vincenzo Italiano è stato ricoverato al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi nel reparto di pneumologia (diretto dal professor Stefano Nava) a causa di una polmonite a verosimile eziologia batterica (non dovuta a Covid) per la quale è stato necessario intraprendere una terapia antibiotica specifica. L’allenatore resterà circa cinque giorni in regime di ricovero ospedaliero. Attualmente la situazione clinica è in lento miglioramento, seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni. A Vincenzo vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutto il club”. Lo comunica il Bologna con una nota pubblicata sul proprio sito internet. Il tecnico rossoblù, dunque, salterà la sfida di Europa League in programma giovedì a Bucarest contro l’Fcsb e con ogni probabilità anche quella di campionato, domenica 26 in casa della Fiorentina.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Scatto salvezza del Genoa, Sassuolo battuto 2-1

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GENOVA (ITALPRESS) –  Il Genoa torna al successo e vede la salvezza. I ragazzi di Daniele De Rossi superano 2-1 il Sassuolo nel match del Ferraris, valevole per la trentaduesima giornata di Serie A: decidono le reti di Malinovskyi ed Ekuban, in mezzo il momentaneo pari di Konè.

Dopo un’iniziale fase di studio, al 9′ la formazione ospite prova a farsi vedere dalle parti di Bijlow con un colpo di testa di Pinamonti, che però non trova la porta. I neroverdi continuano a spingere arrivando due volte al tiro con Berardi, che però non riesce a battere l’estremo difensore avversario. Al 18′ i rossoblù, superata una fase delicata, trovano la rete del vantaggio con Ruslan Malinovskyi, che lascia partire un potente mancino dalla distanza su cui Muric non può nulla.

A questo punto il Sassuolo torna ad attaccare per cercare il pareggio, ma senza costruire delle azioni particolarmente degne di nota. A pochi minuti dall’intervallo il Genoa va vicino al raddoppio con una conclusione di Vitinha. Al termine di un minuto di recupero, si va a riposo sul parziale di 1-0. Al rientro nel tunnel Berardi ed Ellertson arrivano a contatto e vengono espulsi dal direttore di gara Rapuano, lasciando così in dieci le rispettive formazioni. 

Ad inizio ripresa De Rossi decide di effettuare subito un triplo cambio, ma a trovare la svolta sono gli emiliani, che al 57′ agguantano il pareggio: Bijlow respinge corto dopo l’inzuccata di Muharemovic, Koné si fa trovare pronto e firma l’1-1 anticipando Frendrup. Al 62′ i liguri si lamentano per un presunto contatto in area di rigore tra Muharemovic ed Ekuban, ma per l’arbitro non c’è nulla. Nel finale i ritmi calano, ma i padroni di casa all’84’ riescono a trovare il guizzo vincente grazie ad una grande giocata di Messias: il brasiliano, dopo un uno-due con Sabelli, serve in mezzo Caleb Ekuban (Muric in ritardo), il quale realizza il tap-in che vale il definitivo 2-1.

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I rossoblù tornano alla vittoria quasi un mese e si avvicinano alla salvezza balzando a 36 punti, mentre il Sassuolo, reduce da tre risultati utili consecutivi, resta fermo a quota 42.

IL TABELLINO

GENOA (3-4-1-2): Bijlow 6; Marcandalli 6, Ostigard 6.5, Vasquez 6.5; Ellertsson 4.5, Frendrup 6.5, Malinovskyi 7 (10’st Masini 6), Sabelli 6.5 (32’st Otoa sv); Baldanzi 5.5 (10’st Martin 6); Vitinha 5 (30’st Messias 7), Colombo 5 (10’st Ekuban 7). In panchina: Leali, Sommariva, Amorim, Zatterstrom, Ekhator, Klisys, Grossi, Ouedraogo. Allenatore: De Rossi 6.

SASSUOLO (4-3-3): Muric 5.5; Walukiewicz 6 (22’st Coulibaly 6), Idzes 6, Muharemovic 6.5, Doig 6 (36’st Lipani sv); Thorstvedt 6, Matic 6 (22’st Volpato 5.5), Koné 6.5 (42’st Moro sv); Berardi 4.5, Pinamonti 5.5 (36’st Iannoni sv), Laurienté 5.5. In panchina: Satalino, Turati, Zacchi, Nzola, Fadera, Frangella, Pedro Felipe. Allenatore: Grosso 6.

ARBITRO: Rapuano di Rimini 6.
RETI: 18’pt Malinovskyi; 12’st Koné, 39’st Ekuban.
NOTE: giornata serena, terreno di gioco in buone condizioni.
Espulsi per una rissa nel tunnel degli spogliatoi a fine primo tempo Berardi ed Ellertsson.
Ammoniti: Malinovskyi, Frendrup, Doig, Walukiewicz, Muharemovic.
Angoli: 5-3.
Recupero: 1′; 4′.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Impresa di Yeman Crippa, è il primo italiano a vincere la Maratona di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Impresa di Yeman Crippa: l’azzurro trionfa alla Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo, con quasi 60mila partecipanti al via, siglando il primato personale di 2h05’18”. Crippa è il primo italiano della storia a conquistare i 42,195 km della capitale francese, evento che un atleta europeo non vinceva da ben 24 anni (il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).

“La mia carriera da maratoneta inizia oggi – esulta il trentino delle Fiamme Oro – finalmente ho trovato la strada giusta. E’ stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare. Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona”.

Crippa, abbracciato da papà Roberto, da coach Massimo Pegoretti e dal manager Gianni Demadonna subito dopo il traguardo, prende la testa quando mancano circa cinque chilometri all’interno del parco Bois de Boulogne, polmone verde di Parigi, e poi sferra l’attacco decisivo a un chilometro e mezzo dal termine, in un tratto in pavè in leggera discesa, staccando l’etiope Bayelign Teshager (2h05’23”), il keniano Sila Kiptoo (2h05’28”) e il gibutiano Mohamed Ismail (2h05’38”).

Il 29enne azzurro, sempre nel gruppo di testa, costantemente lucido e prontissimo ai rifornimenti (esemplare quello al 39esimo km), firma un passaggio alla mezza in 1h03’14” e poi segna un negative split nella seconda metà parte di 1h02’04”, scrollandosi di dosso i ‘ fantasmi’ di molte delle precedenti maratone, quando era incappato in crisi fisiche o di testa dopo il trentesimo chilometro.

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Per Crippa è la seconda prestazione italiana di sempre, alle spalle del record di Iliass Aouani del 1° marzo a Tokyo (2h04’26”) e un miglioramento personale dopo due anni rispetto alle 2h06’06” di Siviglia nel febbraio 2024.

Tra le donne, doppietta etiope: si è imposta Shure Demise in 2h18’34”, record della corsa, davanti alla connazionale Misgane Alemayehu (+34″). Terzo posto per la keniana Magdalyne Masa.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Gravina “Vivo da recluso, in Italia della Nazionale importa solo ai tifosi”

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MILANO (ITALPRESS) – “Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio. Abodi? Non voglio fare nomi. Ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio”. Lo dice il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, in un’intervista al “Corriere della Sera”.

“Mi assumo le mie responsabilità – evidenzia -. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Ma non è tutto qui. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perchè non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione”.

Assicurando che in vista del prossimo Consiglio federale che sceglierà il suo erede “non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno”, Gravina chiarisce il concetto di “dilettanti” riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia .”Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, nè svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline”. “Lo sapete che adoro il modello tedesco. Loro sono ripartiti da zero nel vero senso della parola, tutti uniti e con lo stesso obiettivo. E adesso stanno cominciando a vederne i frutti. E’ una visione lungimirante che da noi non esiste – accusa -. Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali”.

Gattuso che ct è stato? Un allenatore preparato e una persona meravigliosa. Nonostante i pochi allenamenti a disposizione, è riuscito a dare un’anima alla squadra. Non è bastato e il primo a essere dispiaciuto è stato proprio lui”. E alla domanda se i giocatori abbiano dato tutto, Gravina replica così: “Noi sulla carta siamo più forti dell’Irlanda del Nord e della Bosnia. Ho vissuto quei giorni con la squadra e i ragazzi mi hanno promesso che avrebbero dato il massimo: e così è stato. Qualcuno era acciaccato, qualche altro era arrivato al top della forma, ma non ha reso secondo le aspettative”.

Adesso quale sarà il futuro di Gravina? “Continuerò in Uefa. La mia esperienza resta a disposizione, ma non sarò mai un ex presidente ingombrante”.

– foto Image –
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