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Cronaca

Cina-Italia: Strada per Shu e Via Appia, dialogo tra civiltà attraverso montagne e mari

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CHENGDU (CINA) (ITALPRESS/XINHUA) – Camminando sull’antica Strada per Shu, pavimentata con lastre di pietra blu, Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro Italiano, non ha potuto fare a meno di esclamare: “Questo luogo è davvero sorprendente. Natura e cultura sono combinate in modo così armonioso, permettendo a chi vi entra di percepire direttamente la lunga storia e il duraturo scambio culturale”.

La visita di Oliva è nata in occasione della Conferenza accademica sugli scambi tra la Strada per Shu e la Via Appia, svoltasi di recente nella contea di Jiange, nella città di Guangyuan, nella provincia sudoccidentale cinese del Sichuan. Esperti e studiosi di entrambi i Paesi si sono riuniti per attingere dall’esperienza avanzata della Via Appia in Italia e per promuovere la protezione, la ricerca e il miglioramento dell’utilizzo del patrimonio culturale della Strada per Shu.

La Strada per Shu è una delle principali arterie di trasporto nella storia cinese che parte dalla pianura del Guanzhong, attraversa i monti Qinling e i monti Bashan, e raggiunge il bacino del Sichuan. Per migliaia di anni ha sostenuto la stabilità a lungo termine del Paese, favorendo gli scambi culturali tra nord e sud e lo sviluppo integrato dei diversi gruppi etnici.

Dall’altra parte del continente eurasiatico, la Via Appia in Italia è stata costruita in seguito all’espansione territoriale dell’Impero Romano. Partendo da Roma e terminando sul mare Adriatico, è la rappresentazione concreta del detto “Tutte le strade portano a Roma” e anche una testimonianza storica delle conquiste dell’Impero in ogni direzione.

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Simone Quilici, ex direttore del Parco Archeologico dell’Antica Via Appia, ha affermato che la Strada per Shu e la Via Appia hanno tante somiglianze. “Sono entrambe vestigia stradali che si sono conservate fino ai giorni nostri, e le ragioni della loro costruzione furono entrambe di natura politica. Possiamo cooperare per studiare le due antiche vie come patrimonio mondiale della rete stradale antica, che è un tesoro prezioso condiviso da tutta l’umanità”.

Nel luglio 2024, la Via Appia è stata inserita con successo nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La sua esperienza di successo ha fornito un supporto significativo per la candidatura della Strada per Shu allo status di Patrimonio Mondiale.

Sun Hua, professore presso la Scuola di Archeologia e Museologia dell’Università di Pechino, ha sottolineato che la Strada per Shu e la Via Appia furono aperte più o meno nello stesso periodo e attraversano più regioni amministrative. “La Via Appia ha istituito un meccanismo dedicato per coordinare la protezione dei tratti in regioni differenti. Possiamo prendere i loro punti di forza e farne un uso ragionevole alla luce delle condizioni nazionali”.

Oltre alla protezione, un altro tema centrale della conferenza è stato come consentire al patrimonio culturale di esercitare il proprio valore nella nuova era. Oliva ha spiegato che la Via Appia è oggi un luogo di esperienza culturale immersiva per le persone moderne che desiderano lasciare la città e rilassarsi. “E’ come una macchina del tempo che ti riporta all’epoca dell’antica Roma. E poichè la richiesta delle persone moderne di vivere la natura è aumentata, la Via Appia offre un posto dove passeggiare tra i boschi”.

Negli ultimi anni, i percorsi escursionistici all’aperto sono stati promossi fortemente anche in diversi luoghi lungo la Strada per Shu. La città di Guangyuan ha organizzato tre eventi escursionistici e ha lanciato tre percorsi. Secondo i dati del governo municipale di Guangyuan, dal settembre 2023 il numero di turisti che hanno partecipato alle escursioni sull’antica Strada per Shu ha superato 600.000.

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Zhan Changfa, ricercatore presso l’Accademia Cinese del Patrimonio Culturale, ha ricordato che gli scambi culturali tra i due Paesi hanno una lunga storia. Marco Polo ha aperto una finestra sul mondo occidentale per comprendere la Cina, mentre la Via della Seta è diventata una strada dove le civiltà si incontrano. Oggi, i concetti e i mezzi tecnici dell’Italia nella tutela del patrimonio culturale stanno aiutando la Cina a migliorare il proprio livello di protezione del patrimonio.

La Strada per Shu e la Via Appia sono state testimoni, rispettivamente, della storia gloriosa dell’Oriente e dell’Occidente. Oggi, queste due antiche strade hanno superato i confini geografici. Sono più come ponti invisibili che permettono alle culture di attraversare montagne e mari, consentono alla saggezza di superare le barriere e connettono più strettamente le civiltà dei due Paesi.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Papa Leone XIV “L’Europa affronti la crisi migratoria in modo organico”

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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso della celebrazione della messa a Lampedusa. “Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. E’ un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa”, ha aggiunto. Quindi “non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunità e testimonianza. La vostra fede, carissimi, sia allora intensificata da questi anni di prova e di impegno generoso. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunità cristiana è chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: ‘O’scià’”, ha concluso il Santo Padre con il saluto tipico lampedusano.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Papa Leone XIV “L’Europa affronti la crisi migratoria in modo organico”

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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso della celebrazione della messa a Lampedusa. “Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. E’ un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa”, ha aggiunto. Quindi “non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunità e testimonianza. La vostra fede, carissimi, sia allora intensificata da questi anni di prova e di impegno generoso. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunità cristiana è chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: ‘O’scià’”, ha concluso il Santo Padre con il saluto tipico lampedusano.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Cronaca

Mattarella “Essenziale lavorare con gli Usa per pace, sicurezza e prosperità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quest’anno la festa del 4 luglio acquisisce un significato eccezionale per gli Stati Uniti d’America, ricorrendo il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza. Desidero pertanto rivolgere all’amico popolo statunitense le più vive felicitazioni della Repubblica Italiana e mie personali. L’odierna celebrazione appartiene alla storia degli Stati Uniti ma è divenuta nel tempo patrimonio condiviso di quanti si riconoscono nei princìpi di libertà, rappresentanza democratica e tutela universale dei diritti di ogni uomo, anche nel ricercare una vita dignitosa e felice”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump.
“Muovendo da questi ideali fondativi la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 ha ispirato il percorso politico e civile degli Stati Uniti, come di molti altri popoli in ogni continente”, aggiunge il capo dello Stato. “Tali nobili sollecitazioni – osserva – sono state e restano, inoltre, punto di riferimento di una visione delle relazioni tra gli Stati modellata sul diritto, sulla cooperazione e sul sostegno alle istituzioni internazionali sorte nella ripulsa delle tragedie del secolo scorso. In un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per l’umanità, è essenziale che Washington e Roma, anche nell’alveo dell’Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per il mondo intero. Con tali sentimenti, signor presidente, rinnovo i miei migliori auguri a tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America per questo storico anniversario”, conclude Mattarella.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

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