Politica
Valditara “Dall’opposizione falsità sui femminicidi, vergogna”. Bagarre alla Camera
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8 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il provvedimento prevede l’educazione al contrasto della violenza di genere, qualsiasi violenza di genere. È dunque falso quello che voi avete affermato, e devo dire che sono indignato perché è stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, e sono indignato che voi abbiate detto che questa legge impedisce la lotta contro i femminicidi, scoraggia la lotta contro la violenza di genere. Voi lo avete affermato. Vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo nell’Aula della Camera sul provvedimento sul consenso informato. Affermazioni che hanno provocato la dura reazione dell’opposizione, con proteste veementi.
La vicepresidente della Camera Anna Ascani ha dovuto riportare l’ordine. “Le mie erano affermazioni politiche legate all’accusa di non consentire la lotta contro i femminicidi. Ritengo affermazioni di questo tipo vergognose – ha poi precisato Valditara -. Può darsi che non siano state fatte neanche qua in Aula ma io le ho sentite. Teniamo da parte il tema dei femminicidi e delle violenze di genere che ci vede alleati, dalla stessa parte”.
“Irrispettoso del Parlamento e soprattutto delle opposizioni, il ministro Valditara fa un comizio arrogante, offende il Parlamento usando parole inappropriate, gridando ‘vergognatevi’, poi gira le spalle e se ne va. Invece di lavorare insieme sull’educazione all’affettività”, ha commentato il gruppo del Partito Democratico con vari interventi in Aula.
“È impossibile proseguire con i lavori parlamentari, non ci sono le condizioni: le parole del ministro Valditara sono troppo gravi. Per questo chiediamo la convocazione di una capigruppo per capire come procedere”, ha dichiarato la vicepresidente vicaria del Partito Democratico alla Camera, Simona Bonafè, appellandosi al presidente della Camera Lorenzo Fontana. “Abbiamo ascoltato insulti e parole offensive”, ha concluso Bonafè.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Papa Leone XIV è a Lampedusa, deposta una corona di fiori al cimitero dove sono sepolti anche i migranti
Pubblicato
16 ore fa-
4 Luglio 2026di
Redazione
LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Papa Leone XIV è arrivato a Lampedusa per la visita pastorale. Il Santo Padre è stato accolto dall’arcivescovo metropolita di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano; dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; dal presidente della Regione Sicilia Renato Schifani; dal prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo; dal sindaco di Lampedusa Filippo Mannino; dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino.
Primo atto della visita pastorale è stata la sosta al cimitero dove sono sepolti anche migranti morti in mare nei viaggi della speranza, con un omaggio floreale sulle tombe. Il Santo Padre ha deposto una corona di fiori e si è intrattenuto qualche minuto in raccoglimento di preghiera. Nel cimitero c’è la tomba del piccolo Youssef Ali Kanneh, l’unica tomba con una fotografia. Papa Leone XIV ha poi lasciato il cimitero per fare tappa alla “Porta d’Europa” e poi la sosta al Molo Favaloro.
Qui benedirà la targa che intitola il Molo a Papa Francesco e saluterà alcuni migranti. Alle 10 la celebrazione della messa e al termine il saluto alle autorità, ai bambini ammalati, ai volontari, prima di fare rientro in Vaticano intorno alle 12.30.
-Foto col3/Italpress-
(ITALPRESS).
Politica
La Russa “Non mi piacerebbe fare il presidente della Repubblica, chi mi conosce lo sa”
Pubblicato
1 giorno fa-
3 Luglio 2026di
Redazione
PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – “Chi mi conosce sa che a me non piacerebbe la presidenza della Repubblica: adesso io faccio bene il presidente del Senato, ho i miei spazi. In quel modo sarei solo, a parte il fatto che non sono così presuntuoso da credere che sarebbe facile trovare il giusto consenso. Giorgia Meloni ha detto una cosa di un’ovvietà incredibile: ‘Spero che prima o poi ci sia un presidente della Repubblica non di sinistra’, ma vi sembra un attentato alla Costituzione pretendere che il presidente della Repubblica non sia di un colore piuttosto che di un altro?”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di Pantelleria – Mediterraneo d’Autore, curata da Myrta Merlino e Valentina Fontana.
“Io non ho molti meriti, ma ho la pretesa e spero di non essere smentito di fare il mio dovere in modo imparziale quando faccio il presidente del Senato. Sono però consapevole che solo a un presidente, perché viene da un’altra storia, cioè dalla destra e non di centrosinistra o di centro, è chiesto di comportarsi come se fosse il presidente della Repubblica senza esserlo. È il presidente della Repubblica che dev’essere al di sopra delle parti in ogni momento della sua vita, il presidente del Senato non lo è mai. Fanfani riuniva la corrente della Democrazia cristiana a Palazzo Madama, anzi a Palazzo Giustiniani. Un presidente del Senato, Grasso, ha fondato un partito mentre era presidente del Senato, due presidenti della Camera, Fini e Casini, hanno fondato due partiti mentre erano presidenti della Camera. La Russa invece non può fare un minimo di presenza politica in una città: credo che come al solito ci siano letture che valgono per quelli di destra e letture che valgono per quelli di là”, ha aggiunto.
“A sinistra hanno la visione di essere tifosi di un presidente degli Stati Uniti piuttosto che di un altro: l’Italia, quanto meno con Meloni e il centrodestra, non ha l’impostazione di scegliere da tifosi un presidente di una nazione alleata piuttosto che di un’altra”. “Noi abbiamo avuto un rapporto uguale con Biden e Trump, poi io personalmente ero contento di alcune posizioni politiche di Trump quando si è presentato. Ha detto basta con il politically correct, basta con il green esagerato; non mi piacciono però il modo in cui lui svolge le proprie battaglie e il tono con cui si rivolge ai suoi interlocutori”, ha aggiunto.
“L’Italia, come ho avuto modo di dire proprio ieri al mio amico ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Fertitta, pretende la pari dignità nonostante siamo consapevoli che ci sono delle differenze di peso, militari, di risorse; dopodiché è giusto che ciascun Paese abbia prima di tutto l’interesse della propria nazione, ma come ce l’ha Trump lo possiamo avere anche noi senza che nessuno si offenda. Gli consiglierei, anche per interposta persona, di argomentare quando parla delle persone solo dopo essersi sforzato di conoscerle: una cosa sono i rapporti tra Stati, un’altra i rapporti tra persone”, ha sottolineato La Russa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Caso Sangiuliano, la Procura di Roma cita a giudizio Maria Rosaria Boccia
Pubblicato
2 giorni fa-
3 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Procura della Repubblica di Roma ha disposto la citazione a giudizio nei confronti di Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo, accusati in concorso di aver diffuso frammenti di una conversazione privata tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dai pubblici ministeri Giulia Guccione e Barbara Trotta, i due imputati avrebbero agito con un medesimo disegno criminoso diffondendo audio relativi a un colloquio avvenuto nell’abitazione privata della coppia. Il reato contestato è quello di interferenze illecite nella vita privata.
Dalle indagini è emerso che Maria Rosaria Boccia si sarebbe procurata indebitamente la registrazione imponendo a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre l’allora ministro parlava con la moglie. Tale condotta sarebbe avvenuta sotto la minaccia da parte della Boccia di recarsi personalmente presso l’abitazione della coppia. I frammenti audio sono stati successivamente pubblicati, a partire dal 26 agosto 2025, sui canali social e sul sito della testata giornalistica “Anteprima 24”.
Il decreto individua come persone offese Gennaro Sangiuliano e Federica Corsini. L’inchiesta si è avvalsa delle denunce querele sporte da entrambi e degli esiti degli accertamenti condotti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma. Il processo avrà inizio il prossimo 3 dicembre 2026 al Tribunale di Roma.
Il gup di Roma aveva già rinviato a giudizio l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata in un altro filone dell’inchiesta, di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, fissando il processo il prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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