Cronaca
Velo e McLaren, al GP di Abu Dhabi la livrea è disegnata dai ricordi dei fan
Pubblicato
4 mesi fa-
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Redazione
ABU DHABI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Velo e il McLaren Formula 1 Team annunciano per il prossimo Gran Premio di Abu Dhabi una livrea il cui design è stato ispirato dai fan. Questa speciale livrea, co-creata da nove superfan McLaren provenienti da tutto il mondo, mette in mostra la passione condivisa e i momenti indimenticabili, celebrando il costante sostegno della community globale dei tifosi del team.
Promuovendo l’espressione personale, Velo – brand di BAT Italia per la produzione di sacchetti di nicotina senza tabacco – e McLaren pongono il fandom al centro attraverso la campagna “Live Your Fandom”: i due brand hanno collaborato per offrire esperienze senza precedenti ai fan durante la stagione, culminando in un race takeover con il McLaren Formula 1 Team durante il weekend di gara ad Abu Dhabi. Dalle tute dei piloti alle schermate del paddock fino alle pareti del garage, l’opera artistica sarà visibile in tutti gli elementi chiave del team durante il weekend finale.
Ad agosto, la campagna “Live Your Fandom” ha offerto a nove superfan provenienti da Regno Unito, Romania, Repubblica Ceca, Messico e altri paesi un’esperienza da “golden ticket”. I fan hanno trascorso un’intera giornata al McLaren Technology Centre (MTC), godendo di un tour dietro le quinte, condividendo i loro ricordi della McLaren Formula 1 Team con il CEO di McLaren Racing Zak Brown, e partecipando a una sessione di Q&A a sorpresa con il pilota McLaren Lando Norris.
I superfan non sono entrati solo come spettatori, ma come creatori. La livrea del McLaren Formula 1 Team per Abu Dhabi 2025 presenta un’opera co-creata ispirata ai loro momenti McLaren più significativi. Queste storie sono state trasformate in simboli iconici, rendendo il design molto più di una semplice grafica. In un workshop, i fan hanno riversato la loro passione in schizzi e simboli, senza sapere che avrebbero plasmato la livrea del finale di stagione. Il loro contributo è stato rivelato quando sono tornati al MTC per un’anteprima esclusiva con Zak Brown e Lando Norris.
La livrea presenta una serie di icone personalizzate, ognuna rappresentante un ricordo prezioso dei fan o un simbolo dell’eredità e dello spirito comunitario del McLaren Formula 1 Team.
Questi includono: Papaya Family: un’icona che rappresenta lo spirito di comunità dei fan del McLaren Formula 1 Team in tutto il mondo e il loro costante supporto; Forever Forward Friendship Bracelet: ispirato a un braccialetto di un fan, questo simbolo rappresenta il motto del McLaren Formula 1 Team e il modo in cui il fandom trasforma sconosciuti in amici di una vita; Home Wins: un’icona che simboleggia le vittorie casalinghe di quest’anno del team – il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone e il Gran Premio del Bahrain, considerato una seconda casa per il team McLaren; Back-to-Back Constructors’ Champions: celebrando un’era di dominio ed esprimendo l’orgoglio dei fan per la storia e l’eredità del team, rappresentato con un’icona a forma di trofeo; 200 Race Wins: una rappresentazione della pietra miliare delle 200 vittorie conquistata al Gran Premio d’Ungheria 2025, ricordata dai fan come un “momento da pelle d’oca” che solo la storia delle corse può offrire; 1-2: selezionata per rappresentare la 50^ doppietta McLaren al Gran Premio di Cina 2025, un momento memorabile per il team e i suoi fan; Fastest Pitstop: un richiamo al pitstop da 1,91 secondi del McLaren Team, il più Veloce della stagione di Formula 1 2025 (fino al Gran Premio di Las Vegas), celebrato dai fan come simbolo di precisione e lavoro di squadra.
“Velo crede nel promuovere un’espressione personale autentica, e quale modo migliore se non letteralmente mettere la passione della fanbase globale del McLaren Formula 1 Team sulla MCL39 – ha commentato Luca Angiolillo, Global Head of Partnerships di BAT -. Questo design co-creato è una potente testimonianza di quanto profondamente i fan siano integrati nel percorso della squadra, la massima espressione della nostra campagna ‘Live Your Fandom’. Velo è orgogliosa di celebrare queste esperienze che permettono ai fan di accogliere la propria unicità all’interno della community – e non vediamo l’ora che questa speciale iniziativa guidata dai fan sia protagonista nel finale di stagione!”
“I nostri fan sono al centro di tutto ciò che facciamo, e questa livrea speciale è un ulteriore modo per mostrare la nostra gratitudine – ha sottolineato Louise McEwen, Chief Marketing Officer, McLaren Racing -. Attraverso la campagna ‘Live Your Fandom’ con Velo, abbiamo potuto celebrare la loro passione e creatività in un modo che riunisce davvero la Papaya Family”.
– news in collaborazione con BAT Italia –
– foto ufficio stampa BAT Italia –
Il concept della livrea è stato co-creato insieme a nove superfan del McLaren Formula 1 Team e presenta una serie di icone personalizzate, ciascuna rappresentante un ricordo caro ai fan o un simbolo dei successi e dello spirito di community del McLaren Formula 1 Team.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Debito pubblico in crescita di 27,3 miliardi a febbraio
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso febbraio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 27,3 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.139,9 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (14,2 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (12,9 miliardi, a 74,8), nonchè l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,2 miliardi). E’ quanto emerge dalla pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” di Banca d’Italia.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (26,9 miliardi) e a quello delle Amministrazioni locali (0,4 miliardi); il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,0 per cento (dal 18,3 del mese precedente). A gennaio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la quota detenuta dai non residenti era aumentata al 34,9 per cento (dal 34,3 per cento del mese precedente), mentre quella degli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,3 per cento (dal 14,5 per cento del mese precedente).
Nel complesso dei primi due mesi del 2026 le entrate tributarie del bilancio dello Stato sono state pari a 90,2 miliardi, sostanzialmente in linea (+0,2 per cento) con quelle osservate nello stesso periodo dell’anno scorso.
– foto: IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, stroncata organizzazione tra Brescia e Milano
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
BRESCIA (ITALPRESS) – Stroncata dalla Guardia di Finanza di Brescia un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento di manodopera. Le Fiamme gialle di Rovato hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari, con la contestuale notifica dell’interdittiva del divieto temporaneo di esercitare professioni e uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese per l’arco temporale di 12 mesi, nei confronti di 3 indagati, tutti di origine indiana, che avrebbero promosso e capeggiato un’associazione per delinquere, di carattere transnazionale.
Le indagini sono scaturite da un controllo avviato insieme al personale del locale Ispettorato Territoriale del Lavoro. Nel corso degli accertamenti, gli investigatori hanno acquisito una cospicua documentazione extra-contabile che faceva ipotizzare la presenza di fenomeni connessi alla somministrazione fraudolenta di manodopera, ed hanno fatto luce su un’organizzazione criminale, composta da 12 soggetti, che – attraverso 3 diverse entità giuridiche italiane ed una di diritto indiano – sarebbe stata dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento come manodopera di connazionali in prestazioni lavorative stagionali, tra l’altro somministrati fraudolentemente presso numerose aziende agricole delle province di Brescia, Cremona, Piacenza, Milano e Lodi, nonché alla connessa emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti. Proprio con riferimento al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per ciascuno straniero non residente in Italia richiedente il permesso di soggiorno, il sodalizio avrebbe falsamente dichiarato l’esistenza di un’offerta di lavoro, nonché la disponibilità di un alloggio adeguato, proprio con la finalità di consentirne l’ingresso, eludendo la normativa prevista dal cosiddetto “Decreto Flussi”. Inoltre, l’organizzazione si sarebbe occupata di rilasciare documentazione falsa, al fine di ottenere il raggiungimento del requisito del monte ore richiesto per la conversione del permesso di soggiorno da “stagionale” a “termine”. Talvolta, alcuni dei lavoratori non avrebbero prestato il numero delle giornate lavorative previste che sarebbero state fittiziamente segnate in busta paga. Ciò, grazie alla connivenza di numerose imprese agricole, effettivamente operative tra Brescia, Milano, Cremona e Piacenza, che avrebbero assunto gli stranieri solo formalmente, così da far ottenere un numero sempre maggiore di quote di ingresso ai sodali, dietro corresponsione di un rimborso, per un periodo sufficiente a far ottenere la conversione del permesso di soggiorno. Gli stessi lavoratori sarebbero stati successivamente destinati dall’organizzazione presso le loro imprese “committenti-clienti”.
Complessivamente, durante l’attività investigativa, è stato appurato come gli indagati, tra il 2018 e il 2024, attraverso l’articolato sistema criminale, sarebbero riusciti ad ottenere l’ingresso in Italia di 1.364 stranieri, attività che avrebbero fruttato oltre 19,2 milioni di euro di profitto illecito, di cui è stato disposto il sequestro. Dalle attività investigative, difatti, sarebbe emerso come l’organizzazione avrebbe richiesto ai lavoratori extra-comunitari cospicue somme di denaro – anche ricorrendo all’intimidazione – secondo un preciso tariffario, che sarebbe ammontato a circa 13.800 euro per il rilascio del permesso di soggiorno “stagionale” e 7.200 euro per ottenere la conversione in permesso di soggiorno da “stagionale” a “a termine”. La manodopera impiegata sarebbe stata somministrata fraudolentemente, in condizioni di sfruttamento lavorativo, corrispondendo retribuzioni inferiori (talvolta non ad ore ma “a giornata”), in violazione dell’orario di lavoro e dei periodi di riposo (ad esempio un lavoratore avrebbe lavorato per 73 giorni consecutivi) e della normativa prevista in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro. Le buste paga emesse sarebbero state inferiori rispetto a quelle realmente spettanti, in quanto decurtate del saldo della commissione illecita dovuta per l’ingresso in Italia nonché delle spese vive sostenute dall’organizzazione, quali il cibo, il canone per gli alloggi e il carburante per gli spostamenti, gravanti su ciascun lavoratore. Infine, con riferimento ai reati tributari, la somministrazione fraudolenta di manodopera sarebbe avvenuta in virtù di contratti di “pseudo-appalto”. Ciò avrebbe determinato l’emissione di fatture “giuridicamente” inesistenti il cui ammontare, dal 2019 al 2024, corrisponderebbe ad oltre 18 milioni di euro con un’Iva pari ad oltre 3 milioni. Nel medesimo contesto sono stati denunciati i rappresentanti legali di 12 società ed aziende agricole che avrebbero di fatto ricorso, in modo illecito, alla manodopera fornita dall’associazione utilizzandola fraudolentemente.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
Cronaca
Clan dei Casalesi, sequestri per oltre 2 milioni a imprenditori affiliati
Pubblicato
4 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
NAPOLI (ITALPRESS) – Due distinti provvedimenti di sequestro sono stati emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione – ed eseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito di tre proposte avanzate dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Direttore della DIA. Le misure colpiscono soggetti ritenuti di elevato spessore criminale, da anni legati al clan dei Casalesi, ai quali viene attribuito un contributo stabile e significativo alle attività dell’organizzazione mafiosa. Il primo provvedimento riguarda un imprenditore edile considerato un importante affiliato del clan, attivo soprattutto nel settore degli appalti pubblici e privati. L’uomo avrebbe progressivamente assunto una posizione dominante nella fornitura di materiali per la cantieristica stradale, tra cui marmi e porfidi, operando attraverso una rete di società riconducibili al sistema delle cosiddette “scatole cinesi”. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore era legato alla famiglia Schiavone non solo nella gestione delle attività economiche, ma anche nel riciclaggio e nel reimpiego dei proventi illeciti, mediante operazioni come il cambio di assegni e l’intestazione fittizia di beni. Il suo ruolo all’interno del clan era già emerso nel processo “Spartacus”, conclusosi con una condanna definitiva per associazione mafiosa, reato nuovamente contestato nel 2022.
Le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito un profilo in cui attività imprenditoriali e interessi criminali risultano strettamente intrecciati. Un congiunto dell’imprenditore, anch’egli destinatario della misura, avrebbe collaborato nella gestione delle aziende, alcune direttamente riconducibili alla famiglia, altre formalmente intestate a terzi. Un secondo provvedimento ha colpito un altro storico affiliato al clan dei Casalesi, già destinatario di condanne definitive. L’uomo avrebbe svolto un ruolo strategico nelle estorsioni e nel reinvestimento dei proventi illeciti, mantenendo contatti con esponenti politici locali e fungendo da tramite tra il clan e un candidato particolarmente influente nelle elezioni amministrative di Casal di Principe. Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni nella disponibilità degli indagati e dei prestanome. Il Tribunale ha quindi disposto il sequestro finalizzato alla confisca di quattro società, cinque immobili, due autovetture e ventiquattro rapporti finanziari, per un valore complessivo superiore ai due milioni di euro.
foto: screenshot video DIA
(ITALPRESS).


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